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1.1 Balletto di corte: intermezzi

di Marino Palleschi e Andrea Boi

Il ricco repertorio iconografico di queste pagine ci guida in un meraviglioso viaggio nella storia del balletto, lasciando parlare le immagini, in grado di evocare suggestioni e impressioni

1 Ott
2017
12:16

 

Il balletto di corte come festa in luoghi pubblici all’aperto
Queste feste sontuose dovevano essere adeguate alla potenza sia politica sia economica della famiglia che le offriva. A volte si tennero del tutto o in parte in luoghi pubblici all’aperto, come fu per i Trionfi fiorentini, in cui, su modelli medievali, si susseguivano sfilate di carri allegorici decorati e superbe parate di danzatori, dall’incedere ritmico e cadenzato, mascherati in versioni teatrali e ricchissime di abiti da pastori, giardinieri, pescatori (si veda l’approfondimento: Mascherata, mumming e il Bal des Ardents).

Trionfo
Trionfo, F. Salviati, 1550 ca.
Entrata trionfale,
Entrata trionfale, F. Salviati, disegno
Carro trionfaledella Virtù
Carro trionfale della Virtù

Alle feste in un luogo pubblico, il popolo era ammesso ad assistere con il ruolo esclusivamente passivo di spettatore. Separata dal popolo, assisteva anche parte della corte in un palco appositamente eretto, mentre altri nobili partecipavano attivamente a una sfilata di carri allegorici, a un torneo, a un ballo equestre. Lo spettacolo in un luogo pubblico aveva certamente lo scopo di intrattenere, ma era soprattutto pretesto per esibire la magnificenza e il potere del Signore tanto agli ospiti stranieri di riguardo, quanto ai sudditi.

Torneo per le nozze di Cristina di Francia con Vittorio Amedeo di Savoia
Torneo per le nozze di Cristina di Francia con Vittorio Amedeo di Savoia, A. Tempesta, 1619
Carosello
Carosello nel parco del Valentino per l’11mo compleanno di Carlo Emanuele II di Savoia, 1645
Le Grand Carrousel
Le Grand Carrousel,
Parigi, 1662

 

... o nelle sale e nei giardini dei palazzi
Divertimenti altrettanto lussuosi vennero tenuti nelle sale o nei giardini dei Palazzi del Signore e, in questo caso, erano offerti esclusivamente a un pubblico di nobili e aristocratici accolti a corte. In questi spettacoli si esibivano altri cortigiani dilettanti, recitando, cantando e, soprattutto, danzando. Gli spettacoli davano la misura dello splendore del Signore committente agli ambasciatori e alle delegazioni ospiti di altri stati e – si vedrà – erano utilizzati per veicolare messaggi politici attraverso metafore.

Il Banchetto dei Piacevoli
Il Banchetto dei Piacevoli, convito mediceo, S. Della Bella, acquaforte, 1627
Dono del Re delle Alpi à Madama Reale
Dono del Re delle Alpi à Madama Reale, Castello di Rivoli, 1645
Le Ballet de la Nuit
Le Ballet de la Nuit, Salle du Petit Bourbon al Louvre, Parigi, G. Torelli, 1653

 

... o frazionato in intermezzi ([M], pag. 48-49)
Durante i banchetti dei Signori medievali, l’arrivo delle numerose portate veniva intervallato da pause, durante le quali si rappresentavano con grande sfarzo brevi allegorie danzate, cantate o recitate, dette entremés in Spagna e entremets in Francia. L’usanza medievale fu ripresa dai Signori delle corti rinascimentali, che integrarono con diversivi un divertimento principale di qualunque natura, non solo un banchetto. Frazionarono i singoli intrattenimenti del balletto di corte per presentarne i vari segmenti di spettacolo tra gli atti di una commedia o di una tragedia, nelle pause di un torneo e, naturalmente, anche tra le portate di un banchetto. Questi diversivi furono chiamati intermedi o intromesse o intermezzi.

Danze durante un intermezzo al torneo,
Danze durante un intermezzo al torneo,
attr. a D. Morone, 1490 ca.
Intermezzo musicalea un banchetto
Intermezzo musicale
a un banchetto
Le Ballet des Polonais
Le Ballet des Polonais,
Palazzo delle Tuileries, 1573

 

Entrées o entrate
Il termine, in uso ancora oggi, indicava l’ingresso di un gruppo di danzatori, cantanti oppure musicisti, che apparivano nei modi più disparati e spettacolari per eseguire il loro numero: potevano presentarsi con una semplice entrata a piedi o stupire con l’ingresso sopra un carro allegorico riccamente decorato, eventualmente facendosi annunciare dai musici celati in una galleria. Anche l’ingresso in città di un Sovrano in visita, del Re appena incoronato o perfino di un conquistatore era trasformato in una magnifica parata.

Entrata al Banchetto di Carlo V il Saggio
Entrata al Banchetto di Carlo V il Saggio,
Grandes Chroniques de France,
miniate da Jean Fouquet, ca. 1460
Entrata processionale durante un banchetto
Entrata processionale
durante un banchetto,
Francia, sec. XV
Entrata su carri allegorici
Entrée di Jean II le Bon in Parigi,
Grandes Chroniques de France, miniate da
Jean Fouquet, ca. 1460

 

Il Balletto Conviviale del 1489
Organizzato a Tortona da Bergonzio Botta per le nozze di Gian Galeazzo Sforza, Duca di Milano, con Isabella d’Aragona, il banchetto fu arricchito da intermezzi: ogni portata fu preceduta da un’azione scenica mitologica, che alludeva alle vivande che stavano per essere servite e al tema della fedeltà coniugale. Per esempio, il pesce fu introdotto da una danza di Tritoni e il triste canto di Orfeo ritornò gioioso alla notizia dell’amore che legava gli sposi (per dettagli storiografici si veda Balletto Conviviale: l’affresco del castello di Tortona).

L’evento non è stato un’elaborata azione coreutica, come si credeva in passato, ma solo un banchetto-spettacolo impaginato con gusto (come prova Eugenia Casini Ropa, [PLR], pag. 217-21). Tuttavia resta il fatto che con il Balletto Conviviale si registra l’intenzione di sviluppare due soggetti, pur embrionali, attraverso i divertimenti proposti, anche se il contributo della danza va radicalmente ridimensionato. Una differenza importante tra i primi balletti di corte e l’odierno balletto sarà completamente superata quando la danza o, comunque, il linguaggio del corpo non avranno solo una funzione decorativa, ma diventeranno il veicolo prioritario di un soggetto, eventualmente ridotto a un’atmosfera.

Balletto Conviviale
Balletto Conviviale,
affresco nel castello dei Botta
Sala delle Asse Leonardo da Vinci
Gian Galeazzo Sforza,
ritratto del Pollaiolo
Entrata trionfale,
Leonardo alla corte
di Ludovico il Moro

 

Oltre al Balletto Conviviale, anche il Ballo d’Ercole a Roma, la Festa del Paradiso a Milano (si veda nel capitolo precedente il paragrafo “Leonardo a Milano”) e altri balli di corte della fine del Quattrocento iniziarono a proporre un tema e, in certi casi, ad affidare alla danza il compito di illustrarlo con la stessa efficacia garantita dalla recitazione o dal canto. Come detto, la completa attuazione di questa tendenza sarà una delle cifre distintive dell’odierno balletto.

Bisognerà, però, attendere un secolo perché le potenzialità narrative della danza si attuino in una forma così compiuta da fornire il primo esempio di balletto secondo la concezione moderna: Le Ballet Comique de la Royne, rappresentato alla corte di Francia nel 1581.

Per approfondire: Il Ballo d’Ercole, il Balletto Conviviale, La Festa del Paradiso

 

Gli Intermedi de La Pellegrina ([Pa], pag. 44-46)
Nel 1589 il teatro mediceo degli Uffizi a Firenze ospitò la rappresentazione de La Pellegrina, una commedia in versi del letterato e umanista senese Girolamo Bargagli, messa in scena in occasione del matrimonio del Granduca Ferdinando I de’ Medici con Cristina di Lorena, una nipote di Caterina de’ Medici. I suoi cinque atti furono incorniciati da sei straordinari Intermedi, ideati dal conte Giovanni de’ Bardi, appassionato di musica ed egli stesso compositore, e arricchiti da scene e costumi michelangioleschi dell’ingegnere mediceo Bernardo Buontalenti. I sei Intermedi narrarono episodi mitologici volti a celebrare il potere della musica e a lodare gli sposi. Per le coreografie, le musiche e i testi furono mobilitati i maggiori artisti che all’epoca gravitavano attorno alla capitale toscana. Accanto al madrigalista Luca Marenzio, agli Intermedi de La Pellegrina contribuirono numerosi umanisti appartenenti alla Camerata Fiorentina, come Jacopo Peri e il giovane poeta Ottavio Rinuccini.

La Pellegrina
Intermedi de La Pellegrina,
B. Buontalenti, disegno
La Pellegrina
Intermedi de La Pellegrina,
B. Buontalenti, disegno
Coppia danzante
Coppia danzante,
B. Buontalenti, disegno

La Camerata de’ Bardi o Camerata Fiorentina
La Camerata de’ Bardi era un cenacolo di gentiluomini che si riuniva sul finire del 1500 in casa di Giovanni Bardi a Firenze per discutere di musica, letteratura, filosofia greca e scienza. Ai dibattiti parteciparono i musicisti Jacopo Peri, Emilio de’ Cavalieri, il cantante e compositore Giulio Caccini, il poeta Ottavio Rinuccini, il liutista Vincenzo Galilei, padre di Galileo, lo storico Vincenzo Mei, studioso di musica greca antica, e altri umanisti. Desiderando rinnovare la musica polifonica sostituendole lo stile monodico, erano particolarmente interessati a recuperare la tragedia greca, facendone rivivere il coro. Allo scopo sperimentarono il “recitar cantando”, ossia la declamazione di un dramma modellata su una melodia dalla linea monocorde e spezzata da frequenti pause. Con i loro tentativi, sulla base dei principi elaborati, finirono con lo sviluppare il dramma in musica, una forma di spettacolo basata su uno stile di recitazione cantata. Perfezionato, il dramma in musica si sarebbe chiamato melodramma o opera lirica ([S], pag. 106-12): gli stessi Intermedi de La Pellegrina a essa preludono. Ottimi risultati in linea con i principi dell’accademia furono ottenuti anche con i madrigali del Caccini.

Galilei e Caccini misero in atto i principi dell’accademia fiorentina con pezzi relativamente brevi, ma il primo esempio di dramma in musica, che possa essere considerato la prima opera lirica, fu la Dafne su musiche di Peri e versi di Rinuccini, musicata nel 1598, di cui ci è pervenuto solo il libretto. I Medici, signori di Firenze, furono talmente impressionati dal lavoro che commissionarono a Peri l’opera Euridice perché fosse rappresentata in occasione del matrimonio di Maria de’ Medici con Enrico IV nel 1600. Il testo era stato scritto da Ottavio Rinuccini e, quasi contemporaneamente al Peri, fu musicato anche da Giulio Caccini. L’Euridice del Peri fu rappresentata a Palazzo Pitti il giorno successivo alle nozze, ma il musicista interpolò anche qualche brano composto dal Caccini.

 

Visione frontale
All’epoca gli spettacoli al chiuso si svolgevano al centro di una sala e il pubblico assisteva dall’alto. Gli Intermedi de La Pellegrina furono, invece, rappresentati su una piattaforma rialzata e goduti frontalmente, riprendendo l’usanza medievale di proporre le rappresentazioni sacre nei luoghi deputati e, soprattutto, anticipando la nascita del palcoscenico ([Pa], pag. 46).

 

Per approfondire: Gli Intermedi de La Pellegrina

 

costume per Apollo
Figurino di costume per Apollo,
B.Buontalenti, III Intermedio
Coppia delfica
Coppia delfica, B.Buontalenti,
disegno per il III Intermedio
I Intermedio,
I Intermedio,
A.Carracci, acquaforte
II Intermedio
II Intermedio,
B.Buontalenti, disegno
III Intermedio
III Intermedio, A.Carracci,
acquaforte dal Buontalenti
VI Intermedio
VI Intermedio,
B.Buontalenti, disegno

 

Il Giudizio di Paride e i suoi Intermedi ([FGD], tavv. 74-77)
Si è visto che nel 1608 a Firenze fu organizzata una serie di festeggiamenti in occasione di nozze medicee, tra i quali una battaglia navale simulata sull’Arno, L’Argonautica (si veda nel capitolo precedente il paragrafo intitolato “L’Argonautica”). Tra gli ulteriori spettacoli ci fu la rapprresentazione de Il giudizio di Paride, favola pastorale cantata di Michelangelo Buonarroti, arricchita da intermezzi danzati con scene di Giulio Parigi. Per i rapidi cambi di scena, resi necessari dagli intermezzi, il Parigi usò un artificio tratto dal teatro greco-romano: l’uso di prismi rotanti con porzioni di diverse ambientazioni su ciascuna faccia (periaktoi).

Seguono acqueforti di Remigio Cantagallina, relative alle scene del Parigi per i sei Intermedi de Il giudizio di Paride.

Palazzo della Fama Intermedio Primo
Palazzo della Fama
Intermedio Primo
Astrea Intermedio Secondo
Astrea
Intermedio Secondo
Il Giardino di Calipso Intermedio Terzo
Il Giardino di Calipso
Intermedio Terzo
Nave di Amerigo Vespucci Intermedio Quarto
Nave di Amerigo Vespucci
Intermedio Quarto
Intermedio Quinto di Vulcano
Intermedio Quinto
di Vulcano
Tempio della Pace Intermedio Sesto
Tempio della Pace
Intermedio Sesto
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