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13 Glossario

a cura di Salvatore Mancinelli

Illuminotecnica teatrale

5 Set
2017
09:54

Accenditore

 

Apparato generatore di alta tensione per l'innesco dell'arco nelle lampade a scarica. Il valore della tensione può essere anche di 40.000 volt e oltre.

     

Alogena

 

Dicesi luce o lampada alogena quella prodotta da lampade incandescenti in atmosfera di alogeni in ampolla di quarzo. È una bella luce, ottima resa cromatica, temperatura colore 3.200 K, lunga durata e resa luminosa, conseguenza della reazione chimico/fisica del tungsteno/alogeno che mantiene il filamento integro e il bulbo pulito.

     

Americana

 

Termine per indicare una struttura appesa su cui si fissano i proiettori per luce dall’alto (sostituisce il termine bilancia un po’ obsoleto), di facile allestimento e movimento.

     

Ballast

 

Apparato per mantenere, controllare e stabilizzare I’arco delle lampade a scarica. Insieme all’accenditore forma il corredo per l’utilizzo delle lampade a scarica.

     

Ballatoio

 

Struttura di passaggio posta in alto/lateralmente al palcoscenico, normalmente attrezzato con apparati luce per tagli alti e controluci.

     

Bandiera

 

Settore metallico (o di stoffa nera) semplice o a più elementi per delimitare, ridurre l’area illuminata. Posto davanti al corpo illuminante produce delimitazioni sfumate.

     

Bassa tensione

 

Si intendono i voltaggi da 0+48 volt per alimentare lampade e apparati.

     

Bilancia

 

Struttura fissa sospesa contente elementi luminosi per luce dall’alto per illuminare fondali, soffitti, con caratteristiche di diffusione (sostituita dall’americana più versatile).

     

 

Bilancino

 

Piccola americana sospesa su aree specifiche e ridotte, magari per sospendere un solo corpo illuminante.

     

Boccascena

 

L’elemento di separazione fra il palcoscenico e la platea. La cornice entro la quale il pubblico vede lo spettacolo.

     

Brandeggio /
Brandeggiabile

 

Si intende il movimento completo di un corpo illuminante per direzionare il fascio luminoso in qualunque direzione. Brandeggiabile è il corpo illuminante munito di una speciale forcella che ne permette appunto l’orientamento con il telecomando da apposita consolle. Gli assi del movimento sono orizzontale (PAN) e verticale (TILT) che combinati permettono l’esplorazione quasi sferica dello spazio.

     

 

Cambiacolori

 

Apparato per colorare la luce con il posizionamento di gelatine davanti ai corpi illuminanti. Può essere manuale o automatico con telecomando computerizzato.

     

Canale
(circuito)

 

Circuito elettrico regolato (dimmerato) assegnato a ciascun corpo illuminante, riferito al dimmer e relativo comando computerizzato.

     

Cavalletto
(stativo)

 

Supporto mobile a pavimento per fissare corpi illuminanti. In genere è un treppiede con possibilità di regolarne l’altezza.

     

Ciclorama

 

Fondale di stoffa - pvc - che rappresenta l’orizzonte, I’infinito della scena può essere dipinto, illuminato o con riprodotte immagini proiettate.

     

Consolle luci

 

Banco di manovra dell’operatore alle luci sul quale digita i comandi al computer per ottenere gli effetti di luce, e per memorizzarli secondo le istruzioni del lightdesigner.

     

Controluce

 

Corpi illuminanti posizionati in modo che il fascio luminoso sia orientato verso il pubblico sì da illuminare la scena dal retro, silhouettando le forme e gli artisti.

     

Dicroico

 

Trattamento chimico/fisico applicato al vetro degli specchi riflettenti o per altre applicazioni come filtri prismi - ecc. comunque sottoposti ad alta temperatura, per renderli dispersori di raggi infrarossi, cioè di calore e rendere la luce piu fredda.

     

Diffondente

 

Materiali (es. vetro smerigliato) che, colpiti dalla luce, la scompongono spargendo i raggi in tutte le direzioni creando una luce diffusa, morbida, uniforme e quasi senza ombre e contrasti (materiali utilizzati nei corpi illuminanti diffusori).

     

Diffusore

 

Corpo illuminante con luce diffusa e morbida uniforme, senza una direzione apparente, quindi da tutte le direzioni, quasi senza ombre e contrasti (effetto che si ottiene con materiali diffondenti).

     

Dimmer

 

Apparato elettronico che, su comando dell’operatore alla consolle luci tramite computer, varia la tensione di alimentazione elettrica delle lampade con conseguente variazione dell’intensità luminosa.

     

Effetti

 

Termine che indica le dinamiche luminose dello spettacolo, stati luminosi, variazioni di luce/colore/atmosfera compresi quelli particolari come fumo, nebbia, fuoco, agenti atmosferici, lampi ecc.

     

Filtro
(vedi gelatine)

 

Termine indicante materiali che posti davanti al fascio luminoso ne modificano colore, intensità, temperature, calore, omogeneità, concentrazione.

     

Flood

 

Termine per indicare un fascio di luce largo, aperto (grande area illuminata - bassa intensità).

     

Fluorescenti

 

Lampade a scarica la cui luce non deriva dalla luminosità dell’arco elettrico ma dalla sensibilizzazione di fluoruri speciali di cui è rivestito il tubo di vetro. Questi, eccitati dall’arco, emettono bande di luce visibile.

     

Fondale

 

Vedi “ciclorama”

     

Fondografo

 

Apparato per proiettare immagini sul fondale.

     

Forcella

 

Apparato meccanico per sostenere, fissare, posizionare i corpi illuminanti.

     

Fresnel

 

Vedi “lenti”.

     

Frontali

 

Corpi illuminanti disposti ai lati del boccascena o nella parte centrale della zona pubblico.

     

Frost
(smeriglio)

 

Gelatina speciale che non colora la luce ma funziona da “diffondente”. Può avere vari coefficienti di diffusione e può essere polarizzata, cioè diffondere secondo assi determinati.

     

Fuoco
(visione a...)

 

Termine che significa visione ben definita nei dettagli, nei profili e bordi delle immagini proiettate, dei fasci luminosi e dei passaggi luce/ombra netti. Si ottiene con precise regolazioni di sistemi ottici predisposti con lenti e parametri focali adatti. Impropriamente il termine fuoco viene usato per intendere “concentrazione” stringimento del fascio luminoso (spot) anche quando questo conserva bordi sfumati.

     

 

Ganci

 

Supporti per appendere i corpi illuminanti alle americane, bilance ecc.

     

Gelatine

 

Si usano per colorare la luce bianca. Materiale simile a pellicola (policarbonato) colorata e trasparente la cui struttura, investita dalla luce bianca, lascia passare per trasparenza solo la lunghezza d’onda relativa al suo colore, cioè per sintesi sottrattiva la luce bianca policroma perde i colori diversi da quello della gelatina diventando praticamente monocromatica. Sono gelatine anche i “filtri di conversione” usati non per colorare la luce ma per variarne la temperatura di colore, cioè la luce che li attraversa resta bianca ma alcune lunghezze d’onda relative (generalmente ai rossi e ai blu) vengono dosate, per cui la luce si “converte” da calda a fredda e viceversa.

     

Gobos

 

Lamierino d’acciaio traforato con immagini, che posizionato in apparecchi con ottica predisposta proietta le figure del suo traforo in forma silhouettata su schermi o superfici.

     

Graticcio
(soffitta)

 

Struttura del soffitto del palcoscenico che attraverso un grigliato (appunto graticcio) permette il passaggio e il movimento dei tiri su cui sono appesi tutti gli elementi scenici e illuminotecnici (fondali, soffitti, scenari vari, quinte, bilance, americane ecc.).

     

Iride

 

Apparato lamellare attraversato dal fascio luminoso, che può aprirsi o chiudersi regolando il diametro del fascio stesso e la relativa area d’illuminamento.

     

Jodina
(alogena)

 

Termine per indicare le lampade al quarzo jodio con particolare riferimento a quelle tubolari usate nei diffusori per ciclorama o simili, a volte si nomina per indicare direttamente il corpo illuminante che la contiene.

     

Lenti
(obiettivi)

 

Apparati ottici posti nei corpi illuminanti per manipolare e controllare il fascio luminoso nel senso di concentrarlo o divergerlo e dirigerlo nella direzione voluta. Il parametro che le caratterizza è la lunghezza focale e basta ricordare che: con lunghezze focali corte si hanno fasci di luce larghi, con lunghezze focali lunghe si hanno fasci di luce stretti. Naturalmente i costruttori di corpi illuminanti danno già la forma/angolo del fascio luminoso per cui le lunghezze focali non interessano direttamente salvo il caso di proiezioni con obiettivi su schermi, usando i fondografi (vedi paragrafo dedicato).
Un’altra caratteristica delle lenti per proiettori teatrali è data dalla forma; cioè: piano convessa, buona concentrazione e controllo del fascio luminoso, vetro pesante e fragile; fresnel, ottima concentrazione del fascio luminoso, buon controllo e luce omogenea, leggerezza, robustezza.

     

Neon / lampada

 

Lampada a scarica in atmosfera di gas neon e altri. Struttura sottile e forgiata in forme tali che più che per illuminare sono usate per richiamare l’attenzione e informare (insegne).

     

Obiettivo

 

Sistema ottico composito generalmente formato da più lenti, caratterizzato dalla lunghezza focale fissa o variabile, specializzato per la messa a fuoco del fascio luminoso, quindi per le proiezioni di immagini. Focali corte danno fasci larghi adatti per proiettare su brevi distanze. Focali lunghe danno fasci stretti, quindi adatti per lunghe distanze.

     

 

Occhio di bue

 

Sagomatore con fascio di luce intenso, concentrato, a fuoco, adatto per proiettare gobos. Con tale termine si indica anche il seguipersona, comunque una luce privilegiata dall’alto, su un soggetto.

     

Oscuratore
(dimmer)

 

Con questo termine si intende un dimmer meccanico, cioè quello usato per variare l’intensità Iuminosa delle lampade a scarica. Possono essere a diaframma, a iride, a persiana, a tegolo, a dischi con variazione di densità di foratura, o con sostanze polarizzate.

     

Palcoscenico

 

L’insieme dello spazio in cui si svolge lo spettacolo, anche se nel dettaglio è il pavimento su cui ci si muove in scena.

     

Panorama

 

Vedi “fondale”

     

Par

 

Lampada particolare perché, pur essendo montata su un corpo illuminante, essa stessa è un proiettore avendo nella parte posteriore del bulbo di vetro una superficie a specchio riflettente, e nella parte anteriore il vetro è lenticolare conferendo al fascio luminoso forte intensità, concentrazione, direzione.

     

Parabola

 

Corpo illuminante con forma appunto paraboloide, molto aperta, adatta per generare fasci di luce larghi e diffusi. Con questo termine si indica anche lo specchio riflettente dei corpi illuminanti, specificatamente quelli per luce diffusa in quanto detta parabola spesso non ha riflessione speculare ma appunto diffusa essendo scabra, satinata, semiopaca o semplicemente bianca.

     

Passarella
(ponteluci)

 

Struttura alta sul palcoscenico su cui si posizionano i corpi illuminanti e spesso transitabile e presidiata dai tecnici luci.

     

 

Piazzato

 

Termine indicante uno stato luminoso della scena. Può anche significare quello di partenza dello spettacolo (o atto) intendendo proprio quello che il pubblico vede all’apertura del sipario.

     

Pinza

 

Corpo illuminante (montato su una pinza per il fissaggio) costituito da una parabola riflettente generatrice di un fascio di luce intensa ma morbida regolabile in spot/flood tramite il movimento della lampada rispetto alla parabola.

     

Plafoniera

 

Corpo illuminante per luce diffusa contenente generalmente lampade fluorescenti.

     

Platea
(sala, palchi, gallerie)

 

Spazio per il pubblico.

     

Porta gobos

 

Telaio per posizionare il gobos nel corpo illuminante di proiezione.

     

Proiettore
(faro)

 

Termine comunemente usato per identificare i corpi illuminanti teatrali, specificatamente quelli per direzionare fasci luminosi intensi, concentrati su aree e soggetti determinati.

     

Proiezioni

 

Sistema di proiezione immagini simile a quello noto per le diapositive, ottenuto con proiettori (fondografi) muniti di opportuni obiettivi e teste di proiezione o con comuni sagomatori e gobos.

     

Proscenio

 

Parte del palcoscenico che si trova all’esterno del sipario e si protende verso la platea.

     

Quinta

 

Di stoffa o rigida posta ai lati del palcoscenico realizza:
-definizione delle parti laterali della scena
-copertura del retroscena che il pubblico non deve vedere (es. le luci di taglio)
-permette le entrate/uscite degli attori ed elementi
scenici.

     

Ribalta
(luci)

 

Vedi “proscenio”. Luci disposte sul bordo in basso, per illuminare il fronte scenico con effetto visivo particolare e utile per illuminare siparietti e le parti sceniche che devono vedersi ma che la sola luce dall’alto non illumina.

     

Ribaltina

 

Corpo illuminante diffusore formato da celle luminose adiacenti (proprio come nella ribalta e nelle bilance) tant’è che viene usata proprio per questa applicazione e per illuminare fondali o grandi superfici.

     

Riflettore

 

Altro termine con cui si identificano i corpi illuminanti teatrali. In realtà il riflettore è proprio l’illuminatore che gestisce il fascio luminoso solo in virtù dello specchio riflettente di cui dispone senza l’ausilio di altri apparati ottici.

     

Ruota colori

 

Disco contenente più settori di gelatina colorata, posto davanti al fascio luminoso che può ruotare colorando la luce in corrispondenza del settore di gelatina corrispondente.

     

Sagomatore

 

Proiettore con sistema ottico dedicato alla messa a fuoco del fascio luminoso e per la proiezione di immagini, in particolare possono “sagomare” il fascio, solitamente rotondo, in altre forme geometriche.

     

Scanner

 

Proiettore sofisticato le cui caratteristiche funzionali sono:
- proiettore fisso, la direzione del fascio luminoso è determinata dal movimento di uno specchio
- colori della luce ottenuti con la tricromia
- tutte le funzioni come: dimmeraggio, fuoco, zoom, colori, gobos ecc. sono telecomandate da consolle dedicata.
Questo corpo illuminante è interessante perché da solo sostituisce molti proiettori convenzionali, è molto rapido negli spostamenti del fascio luminoso e può produrre molti effetti particolarmente suggestivi.

     

Scarica
(lampade)

 

Lampade prive di filamento la cui luce è ottenuta con una scarica elettrica fra elettrodi in ampolla di quarzo riempita a pressione di gas e sostanze speciali che determinano la quantità e la qualità della luce; la composizione spettrale dei colori tende a privilegiare i toni freddi, quindi si può parlare di alta temperatura di colore. L’accensione abbisogna di alta tensione (45.000 volt e oltre) e il mantenimento dell’arco si avvale del ballast, accessorio spesso ingombrante e pesante. Alla grande efficienza luminosa irraggiungibile dalle lampade a incandescenza si contrappone qualche limitazione, del tipo:
- accensione complessa e raggiungimento della piena emissione dopo diversi minuti
- non è possibile regolarne elettricamente l’intensità luminosa
- qualche problema con la resa cromatica
- costi non trascurabili.

     

Seguitore
(seguipersona)

 

Proiettore simile al sagomatore, con ottiche lunghe per grandi distanze, più che per illuminare scene serve per evidenziare/richiamare l’attenzione su attori o soggetti, quasi estraendoli dal contesto scenico.

     

Specchio

 

Apparato riflettente per eccellenza, cuore dei corpi illuminanti attraverso il quale, con o senza l’ausilio di altri apparati, questi lanciano la luce verso il bersaglio. Possono avere diverse forme alle quali corrispondono fasci di luce ben determinati nonché superfici lucide/opache/lisce/scabre a seconda se devono concentrare o diffondere.

     

Spot

 

Termine per identificare un fascio di luce concentrato - stretto - piccola area illuminata - forte intensità.

     

Strobo
(fasch)

 

Apparato per la generazione di lampi a frequenza variabile per effetti speciali.

     

Swoboda

 

Dal nome del regista che ne caratterizzò i suoi spettacoli. Sono riflettori costituiti da uno specchio e una lampada a bassa tensione la cui calotta superiore è a sua volta specchiata. La luce è molto intensa, bianca e concentrata e il fascio è parallelo. Ciò perché la luce di una lampada a bassa tensione è molta perché è molta la corrente che rende incandescente il filamento e perché questo è più grosso di quelli delle altre lampade di ugual potenza, ma con tensione normale (220 V). A ciò si aggiunge la doppia riflessione della calotta della lampada e dello specchio che raccoglie e concentra il massimo del flusso luminoso, consentendo di disporre di suggestive lame di luce.

     

Taglio

 

Luce laterale al palcoscenico, proveniente principalmente dalle quinte e dai ballatoi laterali.

     

Telaio porta-gelatina

 

Supporto per fissare la gelatina colorata al proiettore.

     

Testa di protezione

 

Apparato da montare sul fondografo per l’alloggio delle lastre o diapositive e di tutti gli accessori d’immagine e movimento delle proiezioni.

     

Torrette
(piantane, stativi)

 

Supporti per posizionamento corpi illuminanti (molto utili per le luci di taglio).

     

Tricromia

 

Sistema per ottenere i colori partendo dalla scomposizione della luce bianca nei colori primari/secondari con la sintesi sottrattiva e ricombiandola con la sintesi additiva con il risultato di disporre di una vastissima gamma cromatica (senza gelatine).

     

Vetro atermico

 

Vetro la cui composizione lascia passare la luce ma non il calore. Molto interessante per le macchine da proiezione perché protegge le strutture, le diapositive e le pellicole dall’intenso calore della lampada, unitamente all’uso di opportuni ventilatori.

     

Zoom

 

Effetto prodotto da particolari obiettivi o sistemi di lenti con cui si può variare la grandezza del fascio luminoso, quindi l’area illuminata e le immagini, mantenendo il fuoco dei contorni.

     

Wood
(luce nera)

 

Luce (non luce) prodotta da particolari lampade, non visibile, ma le cui radiazioni eccitano alcuni materiali e vernici facendoli quasi brillare di luce propria.

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