BOLSHOI BALLET ACADEMY

8 Informazioni Applicative 2

a cura di Salvatore Mancinelli

Illuminotecnica teatrale

Apparati illuminotecnici per il teatro

Le caratteristiche funzionali e d’uso sono specifiche per il tipo d’illuminazione e per la qualità della luce richiesta, e cioè:

- per luce diffusa: apparecchi costituiti da parabole riflettenti con superfici opache, scabre, con raggi di curvatura per fasci larghi, divergenti, morbidi e con ombre appena visibili. Tra questi apparecchi ne troviamo alcuni particolarmente adatti per l’illuminazione di grandi volumi e superfici, muniti di riflettore asimmetrico rispetto alla lampada e con sezione rettangolare per fasci luminosi estesi. In larghezza e altezza, indispensabili per illuminare fondali ed estese scenografie con effetto radente;

- per luce concentrata/spot-flood: apparecchi (proiettori) costituiti dalla lanterna contenente un carrello portante la lampada e lo specchio riflettente e sul lato d’uscita del fascio luminoso una lente piano/convessa o fresnel il cui compito, unitamente allo specchio, è quello di far convergere il flusso luminoso in un fascio relativamente parallelo (cilindrico) di dimensioni controllate.
La funzione “spot” (fascio stretto) si ottiene allontanando dalla lente il carrello con lampada/specchio.
La funzione “flood” (fascio largo) si ottiene avvicinando alla lente il sistema lampada/specchio.
Alcuni apparecchi non dispongono di lente e la lampada e lo specchio si muovono reciprocamente, con le stesse funzioni degli altri ma con un controllo del fascio luminoso meno ampio e preciso.
La luce di questi proiettori è concentrata ma con bordi sfumati, buon contrasto e ombre ben marcate. La differenza fra le lenti piano/convesse e le fresnel più che ottica è nel peso e resistenza agli urti e al calore. Anche se il teatro tende a privilegiare le prime per la maggiore incisività della luce rispetto alla maggiore morbidezza della fresnel;

- per luce a fuoco/netta/sagomata: questi proiettori sono costituiti dalla lanterna contenente il complesso lampada/specchio fisso e da un apparato ottico paragonabile a un obiettivo, con più lenti mobili che determinano le funzioni di messa a fuoco e zoom del fascio luminoso.
Il risultato è un fascio concentrato, molto parallelo; con bordi perfettamente a fuoco, cioè nitidi, con intenso contrasto e ombre dure e nette. Vengono comunemente chiamati “sagomatori” proprio per la caratteristica di poter controllare il fascio luminoso fino a dargli forme particolari e poter proiettare immagini come con un apparecchio per diapositive;

- fondografi: sono come grandi proiettori per diapositive e vengono usati per proiettare scenografie virtuali ed effetti speciali fissi o in movimento come fuoco, acqua, nuvole, orizzonti eccetera, con l’ausilio di diapositive, lastre, apparati vari.

- scanner: sono proiettori la cui particolarità è che per direzionare il fascio luminoso non si muove l’intero apparato ma un piccolo specchio, permettendo estreme velocità di movimento del fascio e suggestivi effetti.
Altre interessanti particolarità sono telecomando, sagomatore particolarmente attrezzato per figure luminose e gobos, colori ottenuti direttamente con la tricromia.

- brandeggiabili: in questi proiettori la direzione del fascio luminoso avviene, come in tutti i corpi illuminanti e differentemente dallo scanner, spostando l’intero apparato su speciali supporti telecomandati. Apparentemente può sembrare poco razionale muovere la massa del proiettore rispetto a quella trascurabile dello specchio dello scanner ma la tecnologia ha permesso anche ai brandeggiabili eccezionali prestazioni, come tricromia, gobos eccetera. Oltre a riprodurre e gestire un fascio luminoso nel modo più vicino alla filosofia teatrale non trascurando il fatto che nelle forcelle brandeggiabili si possono montare proiettori tradizionali. Si intuisce come questa tecnologia del “telecomando” sia appetibile perché fa risparmiare manodopera e tempi.

Fig. 13

 

Fig. 14


Accessori per proiettori teatrali - effetti speciali

- Cambiacolori: per colorare la luce bianca che esce dai corpi illuminanti è sufficiente mettere speciali filtri colorati (gelatine) e la luce assume il colore del filtro stesso (sintesi sottrattiva). Le gelatine possono essere sistemate a mano su appositi telai davanti al lato d’uscita della luce del corpo illuminante o essere gestite da cambiacolori telecomandati costituiti da rulli di gelatine preparati secondo le esigenze.
Un altro sistema per ottenere luce colorata è quello della tricromia: con solo tre colori primari (rosso - verde - blu) o secondari (magenta - giallo - ciano) si può spaziare in infinite cromaticità. Parlando di filtri, oltre a quelli colorati per colorare, ci sono quelli di “conversione” che servono per convertire appunto la luce da calda a fredda e viceversa, modificando la temperatura di colore. Questi filtri lasciano la luce bianca ma dosando le lunghezze d’onda relative ai colori caldi/freddi in eccedenza, armonizzano le tonalità.

- Stroboscopio: apparato flash per lampi singoli o in sequenza per l’effetto stroboscopico che permette di rallentare e spezzettare movimenti continui e fluidi.

- Luce nera/wood: è una luce non visibile ma eccita alcune sostanze fosforescenti, vernici e tessuti, facendoli brillare di luce propria.

- Gobos/diapositive/lastre/dischi/effetti: accessori per proiezioni di immagini fisse o in movimento come acqua, fuoco, neve, nuvole, usate con i fondografi.

- Macchina per fumo: produce fumo/smog/nebbia per effetti realistici o per far vedere i fasci luminosi in scenografie fantastiche e suggestive.

- Seguipersona: proiettore con fascio luminoso molto intenso e concentrato, usato per illuminare, seguendolo in modo esclusivo, un soggetto sulla scena, per enfatizzarlo e porlo in particolare attenzione.

- Consolle luci/dimmers: sono apparati elettronici computerizzati per il controllo e la regolazione dell’intensità luminosa dei corpi illuminanti, cosa questa che sta alla base dell’effettistica luminosa teatrale. Inoltre, memorizzano gli effetti creati nell’allestimento dello spettacolo per riproporlo nelle repliche e nel tempo.