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9 Informazioni Applicative 3

a cura di Salvatore Mancinelli

Illuminotecnica teatrale

Effettistica

L'effettistica rappresenta l’insieme delle dinamiche creative che concorrono a realizzare le sensazioni visive legate all’interpretazione dello spettacolo, riflessa sullo spettatore sotto forma di coinvolgimento emozionale.

- Luci naturalistiche: sono quelle che riproducono sulla scena la vita reale e si rifanno a:
• luogo geografico (nord - sud - latitudini calde/fredde ecc.)
• stagione dell’anno
• ora del giorno
• tempo meteorologico
• epoca storica
• ambiente esterno (luce solare/lunare)
• ambiente interno (luce artificiale)
• costumi/abbigliamento
• scenografia (dipinta, tridimensionale, prospettica, virtuale, materiali)
• percorsi/zone d’azione degli artisti
• ombre/atmosfere (drammatiche, comiche, romantiche, misteriose, sacre).

- Luci fantastiche: sono quelle che seguono pulsioni irreali, metafisiche, oniriche, libere da schemi ma orientate a sollecitare le sfere più profondamente emotive e psicologiche con contrasti e colori che, oltre al senso estetico, enfatizzano vita, morte, pace, guerra, gioia, dolore, calma, agitazione, amore, odio, nostalgia, ricordo, sogno, mistero, desiderio, in un tripudio di spazi, geometrie, accenti, dinamiche, adrenalina.

Un cenno alle luci per la danza dove, in mancanza del testo parlato, il messaggio artistico è demandato al corpo e alle luci che devono scolpirlo, avvolgerlo e modellarlo come sculture in movimento entro scenografie spesso essenziali. Quindi luci e contrasti in ambiente sfumato di contorno come una cornice in un quadro.

- Luce d’effetto (luce chiave/accento/principale): determina l’atmosfera, il phatos, caratterizza l’ambiente sottolineando espressioni, forme e materia. Quindi una luce incisiva, con contrasti e ombre espressive valutando direzioni, intensità e colori in perfetta simbiosi artistico-interpretativa.

- Luce di riempimento/d’ambiente: si sovrappone a quella principale per:
• estendere la visione anche dove non arriva la luce d’effetto per far vedere comunque;
• ammorbidire i contrasti attenuando le ombre;
• cancellare ombre multiple o irreali;
• simulare o accentuare i riflessi e i riverberi dell’ambiente.
Pertanto sarà una luce diffusa e morbida, perfettamente bilanciata in direzione, colore e intensità identificandosi con quella principale senza invaderla.

 

Riflessi e riverberi: hanno un ruolo determinante nella illuminazione scenica perché influenzano l’ambiente e, se i materiali lo favoriscono, si possono addirittura risparmiare corpi illuminanti per la luce di riempimento.
Comunque si deve valutare caso per caso perché a volte i riflessi possono essere eccessivi o incontrollati, macchiando la visione, schiarendo troppo contrasti e ombre e squilibrandola cromaticamente, così come possono essere talmente bassi da costringerci a intervenire con la luce di riempimento.
La valutazione dei materiali di scene, costumi, oggetti e l’applicazione dei concetti che riguardano la luce riflessa (angoli d’incidenza, colori, dissolvenza con la distanza/legge del quadrato, speculare/abbagliante, diffusa) permettono buoni compromessi.

 

Prospettive/spazialità/profondità: nella visione bidimensionale come la pittura o in spazi poco profondi come sono i palcoscenici teatrali, I’effetto profondità si ottiene a livello geometrico esasperando le prospettive, le fughe e le assonometrie, e allo stesso tempo lavorando sulla sovrapposizione dei piani e delle proporzioni e infittimenti.

A livello di luci e colori possiamo realizzare:
- prospettiva aerea: è quella che si verifica in natura quando guardiamo l’orizzonte, a causa dell’aria vediamo le cose sempre più sfumate nei contorni e nei colori, meno brillanti e tendenti a scurirsi e freddarsi se chiari e a sbiadirsi se scuri. Diminuiscono i contrasti e la luce, fondendosi il tutto in un’evanescenza bluastra che sembra unirsi al cielo. Pertanto, analizzando l’ambiente scenografico e il punto di osservazione, si doseranno colori e intensità della luce alternando piani più o meno luminosi, sì da evitare omogeneità tonali.

- prospettiva cromatica: è quella che, pur complementare a quella aerea, si evidenzia applicando regole ed esperienze della cromatologia:
• i colori caldi appaiono più vicini di quelli freddi
• i colori chiari appaiono più vicini di quelli scuri
• le superfici chiare sembrano più grandi di quelle scure.
Ai primi piani chiari e caldi faranno seguito tonalità scure e fredde nei piani successivi. Ai primi piani scuri faranno seguito tonalità chiare nei piani successivi.
Fondamentale è il colore dello sfondo perché:
• su sfondo chiaro, i colori scuri risaltano apparendo vicini mentre quelli chiari sembrano svanire allontanandosi
• su sfondo scuro, i colori chiari si esaltano avanzando, quelli scuri si fondono in lontananza
• su sfondo grigio, i colori caldi sembrano vicini, quelli freddi allontanarsi
• oggetti chiari visti su sfondo scuro sembrano più grandi, mentre oggetti scuri su sfondo chiaro sembrano più piccoli.
Anche questa prospettiva può essere gestita con la luce manipolando intensità, colori, incidenza e qualità del fascio luminoso.