BOLSHOI BALLET ACADEMY

3 Informazioni teoriche generali 3

a cura di Salvatore Mancinelli

Illuminotecnica teatrale

Cromatologia luminosa

La luce bianca è la miscela di sette luci monocromatiche (colori). Ma può apparire sorprendente che nella pratica si possa ottenere luce bianca miscelando solo tre colori e cioè rosso, verde e blu.
Per sintesi additiva, cioè sovrapponendoli, questi colori primari danno come risultato luce bianca; mentre la sovrapposizione due a due degli stessi dà colori secondari, come segue:
- sintesi additiva:
rosso + verde + blu = bianca
rosso + verde = giallo
rosso + blu = magenta
verde + blu = ciano
- sintesi sottrattiva: si sottrae alla luce bianca parte dei colori di cui è composta, facendola passare attraverso filtri che bloccano tutti i colori facendosi attraversare solo dal colore proprio.

Ne deriva che con questo sistema possiamo colorare la luce bianca e, sovrapponendo più filtri, annullare la luce realizzando il buio, con la possibilità di gestire una vasta gamma cromatica luminosa partendo dalla luce normale bianca, dove per sintesi sottrattiva la rendiamo monocromatica (es. rosso - verde - blu - magenta - giallo - ciano) e per sintesi additiva la ritrasformiamo in qualsiasi colore. Questo metodo prende il nome di tricromia, differenziandosi in parte da ciò che avviene nei pigmenti colorati.

 

Differenze di colore tra mescolanza delle luci e mescolanza dei pigmenti

COLORI MESCOLATI COLORI OTTENUTI DALLA MESCOLANZA DELLE LUCI (gelatine colorate) COLORI OTTENUTI DALLA MESCOLANZA DEI PIGMENTI (colori in polvere ecc. per pittura)
rosso + azzurro puro porpora violaceo rosso scuro
rosso + azzurro chiaro grigio leggermente viola rosso chiaro
rosso + verde puro aranciato verde scuro
rosso + verde chiaro aranciato chiaro caldo verde chiaro
rosso + giallo aranciato chiaro rosso giallastro
rosso + giallo chiaro aranciato più forte rosso giallastro sporco
rosso + giallo arancio aranciato puro brillante rosso arancio
rosso + viola puro viola più caldo rosso grigio
rosso + viola caldo viola caldo arancio nero caldo sporco
verde + giallo limone verde chiaro freddo verde brillante
verde + giallo cromo verde chiaro caldo verde meno brillante
verde + giallo arancio verde chiaro giallastro verde oliva
verde + azzurro puro azzurro verdastro intenso verde bluastro
verde + azzurro chiaro azzurro smorto verdastro verde azzurrastro
verde + viola puro viola grigio freddo azzurrastro grigio sporco
verde + viola chiaro viola freddo azzurrastro chiaro grigio sporco più chiaro
viola + azzurro puro viola grigio azzurro grigio azzurro
viola + azzurro chiaro viola grigio chiaro freddo grigio azzurro chiaro
viola + giallo arancio giallo grigio violaceo seppia grigio sporco
viola + giallo cromo giallo violaceo grigiastro seppia grigio sporco
viola + giallo limone giallo violaceo chiarissimo terra di siena sporco
viola + rosso lacca viola caldo (porpora) rosa laccato sporco
viola + verde caldo grigio giallastro bruno sporco
viola carminio + giallo gomma gutta giallo grigio pallido bruno seppia sporco
viola + blu di prussia grigio freddo azzurrastro grigio azzurro
viola lacca + verde malachite verdastro (tono grigio sporco) grigio sporco
viola + lacca carminata rosa porpora carico rosa porpora sporco
verde + lacca carminata rosa carne rosso scuro sporco
gomma gutta + blu di prussia grigio pallido verdastro rosso scuro sporco

 

I colori si caratterizzano con tre parametri sensoriali:
- tinta/tono: rappresenta un colore rispetto a un altro, dando il nome al colore stesso;
- brillantezza/luminosità/chiarezza: diversifica i colori per cui uno ci appare più chiaro/brillante di un altro.
A prescindere dalla naturale differenza di luminosità, per esempio fra un giallo e un blu, lavorando con la luce e regolandone l'intensità possiamo decidere la chiarezza delle tinte. Luci basse-colori spenti; luci alte-colori brillanti;
- saturazione/intensità: indica la purezza del colore, possiamo decidere il grado di saturazione aumentando o diminuendo la luce bianca.

Colori caldi e freddi: questa distinzione nasce da sensazioni ancestrali che ci portano automaticamente a sentire caldo guardando il colore rosso, perché lo associamo al fuoco, così come sentiamo freddo guardando un bianco/blu associandolo alla neve e all'acqua.

 

Temperatura di colore della luce

Con questo parametro, espresso in gradi Kelvin, si rappresenta la qualità della luce bianca cioè se presenta dominanti calde, nel settore dei rossi, o dominanti fredde nei settori del blu.
Questo è importante nella resa dei colori perché luci con bassa temperatura colore (calda) esalteranno i colori caldi nella banda dei rossi, mortificando quelli nella banda dei blu. Luci con alta temperatura colore (fredda) enfatizzeranno i colori nella banda dei blu mortificando gli altri.
Ma cosa lega il colore alla temperatura?
La temperatura di colore della luce è la temperatura alla quale deve essere portato il corpo nero perché emetta luce con gli stessi effetti sull'occhio della luce in esame. Il corpo nero è un'astrazione fisica relativa a un elemento che assorbe completamente le radiazioni che lo colpiscono ma che se riscaldato emette in tutte le zone dello spettro luminoso il massimo della radiazione.
D'altra parte è noto che scaldando una barra d'acciaio mano a mano che aumenta la temperatura vediamo il metallo diventare rosso scuro, poi rosso, poi giallo, quindi bianco e bianco blu e continuando il metallo fonderebbe.
Da quanto esposto deriva il fatto che con basse temperature di colore si intende luce con dominanza di toni caldi mentre con alte temperature di colore si intende luce con dominanza di toni freddi.

Questo concetto della temperatura colore è molto importante lavorando con luce artificiale, per la scelta delle lampade, per la corretta manipolazione della cromatologia.