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5 Informazioni teoriche generali 5

a cura di Salvatore Mancinelli

Illuminotecnica teatrale

5 Set
2017
09:11

Sorgenti luminose

- Luce naturale: il sole è l'essenza del concetto luminoso; è talmente connaturato in noi che quasi non avvertiamo o non ci soffermiamo più di tanto sulla sua mutevolezza ma al tempo stesso sulla sua eterna fissità.
Allora guardiamo più da vicino la sua luce: intanto il suo spettro (cioè l'insieme dei colori e relativa lunghezza d'onda costituenti la luce bianca) varia vistosamente perché influenzato dall'atmosfera, dall'ora del giorno, dalle nuvole, dalla nebbia, dallo smog, dalla latitudine, dalla stagione, dal mare, dalla neve, eccetera.
La sua luce è calda, fredda, diretta,  diffusa, bianca, rossa, bluastra, con ombre o senza.
Non possiamo gestirla in alcun modo ma è la migliore.

- Luce artificiale: pur essendo una goffa imitazione del sole, con l'intento di non farlo mai tramontare, ci offre innumerevoli possibilità d'utilizzo anche perché possiamo controllarla a piacere.
Possiamo colorarla, scaldarla, freddarla, concentrarla, orientarla, decidere le posizioni e le ombre, gli effetti psicologici e medianici.

 

Qualità della luce

- Luce diffusa/morbida: è quella in cui i raggi luminosi sono sparsi in ogni direzione riempiendo lo spazio uniformemente con bassi contrasti, cioè quasi senza ombre, tutt'al più penombre.

- Luce concentrata/dura: è quella prodotta da una sorgente puntiforme, cioè molto piccola o lontana dal soggetto, oppure con quella controllata da opportuni apparati, in forma di fasci paralleli con forti contrasti, ombre nette, altamente modellante.

- Luce riflessa/riverbero: come in precedenza accennato, quando la luce colpisce un oggetto o una superficie, parte di essa viene riflessa in quantità che dipende da molteplici elementi. Questa luce riflessa e speculare, se derivante da una superficie lucida, è simile a quella che l'ha generata, con direzione e angolazione opposta. Mentre è diffusa e morbida se la superficie è opaca e scabra, quindi praticamente senza ombre, anche perché è meno intensa della luce incidente, anzi contrasta, diluendole, quelle prodotte dalla luce incidente perché illumina proprio laddove questa non arriva.
Per quanto riguarda il colore della luce riflessa, dipende da quello della luce incidente e dal colore della superficie riflettente per cui lo spazio intorno (ambiente) può venire fortemente influenzato cromaticamente.

- Luce bianca/tonalità: pur essendo bianca può assumere tonalità calde cioè con richiami sul giallo/rosa, ovvero bassa temperatura colore. Può assumere anche tonalità fredde con richiami al bluastro, ovvero alta temperatura colore.

- Luce colorata/monocromatica: a parte l'esperienza del prisma che scompone la luce nei suoi colori fondamentali ma limitati, i colori si ottengono facendo passare la luce attraverso speciali filtri (gelatine) che per sintesi sottrattiva bloccano tutte le lunghezze d'onda (colori) a eccezione di quella di competenza, cioè la luce che attraverserà il filtro avrà il colore del filtro stesso (gelatina rossa/luce rossa - gelatina blu/luce blu e così via con un'estesissima gamma cromatica).
Ma i colori si possono ottenere, come già detto, anche per sintesi additiva tramite la sovrapposizione dei tre colori primari rosso/verde/blu o secondari magenta/giallo/ciano (tricromia).

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