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1.5 Teatro elisabettiano

A cura di Anacleto Chiodi con la collaborazione di Leila Corio e Francesca Gemelli

Scenotecnica teatrale 

22 Ago
2017
16:05

Nel teatro elisabettiano operano gruppi di attori, con spettacoli rappresentati nelle sale di palazzi o in luoghi all’aperto, piazze, cortili.

La pianta di questi edifici è quadrata, circolare, ottagonale o a forma di uovo. Il cortile rotondo o quadrato forma la platea, circondata da loggiati. La parte retrostante e laterale al palcoscenico (che misura per un lato da dieci a quindici metri, posto in modo tale da essere quasi contornato dal pubblico), è adibita in parte agli attori e all’orchestra, il rimanente a posti per il pubblico, migliori di quelli di platea. Le file degli scanni per la nobiltà sono quelli laterali e dietro al palcoscenico e sono situati in continuità con quello e sullo stesso piano. I posti di platea, in piedi, sono riservati per il pubblico minuto.

La scenografia è semplicissima, tutto si basa sulla recitazione e sulla mimica. Il pubblico segue l’azione e completa le scene con l’immaginazione. Quando la scenografia diventa più importante, le scene vengono costituite da teloni, architetture e fianchi di tela armati, soffitti o arie per i traguardi. Il sipario si chiude metà a sinistra e metà a destra.

I costumi sono fastosi e ricchi di stoffe pregiate e si ispirano ai vestiti contemporanei, alla fantasia e al costume storico. Ogni personaggio ha nel suo costume delle caratteristiche il più possibile affini a quelle del personaggio che deve interpretare (per esempio, i personaggi orientali portano turbanti, scimitarre; i personaggi ecclesiastici, costumi da frati, cardinali).

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