1.2 Teatro romano

A cura di Anacleto Chiodi con la collaborazione di Leila Corio e Francesca Gemelli

Scenotecnica teatrale

Pur mantenendo gli elementi architettonici basilari del teatro greco, si verificano alcune trasformazioni sostanziali.

Il nodo della costruzione non è più la scena ma l’anfiteatro. Infatti, la pendenza è ottenuta mediante la costruzione di strutture murarie multipiane e semicircolari divise in settori che non oltrepassano la metà della circonferenza. Con questa innovazione si cerca di creare un insieme architettonico unitario armonizzando cavea, orchestra (il cui spazio viene ridotto nelle dimensioni) ed edifici scenici.

Oltre al palco vi è la presenza di un retropalco, cioè una zona che permettesse agli attori un cambio di costumi.

Riunendo architettonicamente l’anfiteatro alla scena, si permette a quest’ultima di aumentare notevolmente nelle dimensioni.

Nei riguardi dell’acustica sono favorevoli al pubblico le riflessioni del muro notevolmente alto dietro la scena, la disposizione a semicerchio e la pendenza della cavea. Anche i velari (grandi teloni) che vengono stesi sopra il pubblico per ripararlo dalla pioggia o dal sole favoriscono una buona acustica.

Contemporaneamente si inizia a manifestare una prima gerarchia di posti, riservando i primi ai senatori e tutti i rimanenti al resto del pubblico in ordine di importanza.

  • fig.5 Teatro di Marcello
    fig.5 Teatro di Marcello
  • fig.6 Teatro di Merida
    fig.6 Teatro di Merida