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Gio 25/5/2017, 0:32
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Presentata la Nuova Stagione di Balletto alla Scala
di Biagio Scuderi (amadeusonline.it)

«Troppo non serve. Fare le cose giuste e bene!». Questo il motto di Frédéric Olivieri, nuovo Direttore del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala, stamattina protagonista ­— insieme al Sovrintendente Alexander Pereira ­— della conferenza stampa di presentazione della nuova Stagione di Balletto 2017-2018. In tutto sette titoli (spicca Le Corsaire ad aprile) e una doppia tournée: tra agosto e settembre in Cina e a novembre in Australia. Di seguito la nota vergata da Olivieri. «Assumere nuovamente la Direzione del Corpo di Ballo scaligero è per me un grande onore e sarà dunque sempre più forte il mio impegno a rispettare la gloriosa storia di questa Compagnia e proiettarne al meglio nel futuro le qualità e il valore artistico. Trovare il giusto equilibrio tra una tradizione che abbiamo il dovere di preservare e tramandare alle generazioni future, e la necessaria apertura alle nuove voci che animano la scena internazionale è stata la mia prima preoccupazione nel programmare questa Stagione, che vede sette appuntamenti ma nove titoli, essendo una serata strutturata a trittico, con importanti riprese e tre nuovi ingressi in repertorio, di cui una creazione in prima assoluta. Le novità: Le Corsaire, il più emozionante tra i grandi classici. Nella coreografia dell'autorevole specialista dei grandi balletti ottocenteschi Anna-Marie Holmes, da Petipa (di cui nel 2018 ricorrono i 200 anni dalla nascita) e Sergeyev, con nuove scene e costumi di Luisa Spinatelli. Per la prima volta interpreteremo il capolavoro di Heinz Spoerli Goldberg-Variationen, produzione sofisticata, profondamente ispirata, che prosegue il ciclo di balletti su musica da camera, inauguratosi nel 2015 con Cello Suites, a testimoniare il profondo legame del coreografo con la musica di Bach. Per la nuova creazione, in prima assoluta, la Scala ospiterà Aszure Barton, coreografa acclamata a livello internazionale, indicata da Mikhail Baryshnikov “tra i più innovativi coreografi di questa generazione”. Per il suo primo lavoro con gli artisti scaligeri, Mahler 10, Aszure Barton ha scelto Gustav Mahler, e l’adagio della sua Sinfonia n.10 in Fa diesis (incompiuta). Autori di prima grandezza del Novecento nei titoli che vedremo alla Scala: John Neumeier, con la straordinaria La Dame aux camélias, uno dei più completi esempi di dance drama, dall’intensa e raffinata scrittura coreografica e uno splendido apparato scenico. Inaugurerà la nuova Stagione, vedrà in scena per alcune recite Svetlana Zakharova, mai prima d’ora alla Scala in questo ruolo, accanto a Roberto Bolle. Nel trittico che vedrà il debutto di Mahler 10, torna Jiří Kylián con il suo gioiello coreografico Petite Mort, e, in omaggio a Maurice Béjart, Bolero, che vedrà per la prima volta sul mitico tavolo Roberto Bolle a impersonare la Melodia. E ancora Kenneth MacMillan, con L’histoire de Manon e, nelle prime recite le étoiles Svetlana Zakharova e Roberto Bolle, già protagonisti a fine 2015. E Rudolf Nureyev, con un tributo nell’ottantesimo anniversario della nascita e nel venticinquesimo anniversario della scomparsa, e la ripresa di Don Chisciotte. A questi appuntamenti si aggiunge poi nel mese di settembre il prestigioso invito, con due balletti, del Teatro Bol’šoj, con cui la Scala ricambia l’ospitalità che aveva visto lo scorso anno a Mosca Simon Boccanegra diretto da Chung e la Messa da Requiem diretta da Chailly. Grandi titoli nella nostra Stagione, spesso con un interessante legame con la letteratura, che porterà a incuriosire anche gli appassionati dei grandi romanzi, delle storie coinvolgenti, ricche di avventura e di passione. E gli amanti della musica, con partiture di grande fascino da Chopin, Bach, Mozart, Ravel, Massenet, Mahler. Balletti che coinvolgeranno, accanto alle nostre étoiles e ad alcuni guest, il nostro Corpo di Ballo in nuove creazioni, in stili inconfondibili che hanno segnato il balletto del Novecento, in titoli entrati nella storia con cui le nuove forze artistiche si misureranno per la prima volta, confrontandosi con personaggi costruiti con una drammaticità che li metterà alla prova sul versante tecnico e interpretativo».

Frédéric Olivieri
Direttore del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala -

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