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Ballets Russes, prima fase: 1909 - 1914

I Ballets Russes nacquero nel 1909 per volontà di Sergei Diaghilev, che da qualche anno si stava prodigando come impresario per diffondere in occidente l'arte russa. Nel primo periodo d'attività prevalsero i temi russi o un'interpretazione russa della cultura occidentale nelle creazioni progettate da Diaghilev con gli amici di gioventù, esponenti del movimento artistico "Il Mondo dell'Arte" (Mir Iskusstva). In esse ricercava un'armonica fusione delle singole componenti dello spettacolo, facendo in modo che ciascuna fosse studiata in funzione delle altre: l'innovativa coreutica di Fokine, i colori caldi e sensuali della musica russa di Rimski Korsakov e Borodin o francese di Debussy e Ravel, il genio di Stravinsky, il décor di veri pittori, quali Alexandre Benois, Nikolaj Roerich e Léon Bakst.
1909 - Per la prima stagione dei Ballets Russes, al Théâtre du Châtelet di Parigi, Diaghilev commissionò una suite di danze, Le Festin, e una nuova coreografia de Le danze Polovesiane (Borodin-Fokine-Roerich). Inoltre puntò su rielaborazioni di balletti di Fokine già presentati al Marijnsky, tra i quali Les Sylphides, su musica di Chopin riorchestrata da Stravinsky e décor di Benois.
1910 - L'esaurito di Berlino per una ripresa di Le Carnaval precedette il successo all'Opéra di Parigi, che, con Shéhérazade, confermò il valore di Fokine come coreografo. Il balletto, di ispirazione esotica, proseguiva la diffusione dell'arte russa con la musica di Rimski Korsakov e un fortunatissimo décor di Bakst improntato a uno sfrenato, coloratissimo orientalismo. L'Oiseau de Feu (Stravinsky-Fokine-Golovin&Bakst), un compendio di leggende popolari russe, fu il primo spettacolo concepito interamente da Diaghilev, che ne commissionò tutte le sue componenti, a partire dalla prima partitura di Stravinsky per un balletto.
1911 - Diaghilev annunciò la formazione di una compagnia stabile e assunse Nijinsky, l'amante del momento, Karsavina e Fokine, liberatisi dai vincoli coi Teatri Imperiali. I Ballets Russes trionfarono a Monte Carlo con Le Spectre de la Rose (Weber-Fokine-Bakst) e, dopo un tutto esaurito al Costanzi di Roma, con Petrushka (Stravinsky-Fokine-Benois) al Théâtre du Châtelet di Parigi. Un'apprezzatissima stagione londinese, con Kschessinska ne Le Lac des Cygnes, fu preceduta dal Gala al Covent Garden per l'incoronazione di Giorgio V.
1912 - Dopo la stagione a Monte Carlo, a Parigi si vide la prima coreogrfia di Nijinsky, L'Aprés-midi d'un Faune, su musica di Debussy, mentre il décor di Bakst comprendeva il celeberrimo costume a chiazze per il fauno. L'erotismo e il clima primitivo creati da pose spigolose e antiaccademiche lasciarono il pubblico assai perplesso, ma Diaghilev si rafforzò nell'intenzione di favorire la carriera di coreografo di Nijinsky; dopo la stagione londinese, per questa preferenza Fokine abbandonò la compagnia.
1913 - La partitura di Stravinsky per la nuova creazione sui riti della Russia Pagana, coordinata da Roerich, Le Sacre du Printemps, era così irta di difficoltà che Nijinsky, incaricato della coreografia, si fece assistere da Marie Rambert. Violente furono le proteste del pubblico contro i ritmi pulsanti e l'en dedans, le cadute, i disequilibri usati per suggerire il forte legame dell'uomo primitivo col terreno. Durante una tournée in Sud America, in assenza dell'impresario, Nijinsky sposò la ballerina Romola de Pulszky e ciò portò alla rottura del rapporto personale con Diaghilev, che licenziò l'ex amante.
1914 - Rimasto senza coreografo, Diaghilev persuase Fokine a tornare, incaricò Romanov di Le Rossignol e, rendendosi necessario anche un interprete giovane, fece debuttare Massine a Parigi ne La Légende de Joseph (Strauss-Fokine-Sert). Al Drury Lane di Londra li aspettava un trionfo, ma anche il telegramma da Berlino che cancellava la stagione a venire: era un'avvisaglia dell'imminente conflitto, che avrebbe segnato la fine di un'intera era dei Ballets Russes.

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