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Ballets Russes, seconda fase: 1914 - 1929

1914 - Allo scoppio della prima guerra mondiale Diaghilev con un piccolo gruppo di collaboratori si ritirò a Losanna, ove, con Cecchetti e Michail Larionov, completò la preparazione di Massine, incaricato, assieme a Nathalia Goncharova, di Liturgie, un progetto sulla vita di Cristo che non vide la luce.
1915 - Le Soleil de Nuit fu la prima coreografia di Massine, su musica di Rimsky Korsakov e con décor di Larionov, balletto ancora ancorato ad elementi del folklore russo. Seguirono due scritture negli Stati Uniti, dove Nijinsky presentò Till Eulenspiegel, la sua ultima coreografia, e tournée in Europa.
Da questo momento Diaghilev seguì un progetto artistico di amplissimo respiro, svincolandosi dai temi essenzialmente russi e aprendosi alle avanguardie artistiche dell'Europa occidentale, alla scuola modernista di Parigi e, per la musica, al Gruppo dei Sei.
1917 - Inizia la collaborazione con Picasso, che fornisce il décor cubista per Parade, da un'idea di Cocteau, su coreografia di Massine e musica affidata a Erik Satie, in parte coperta da colpi di pisola e dalla sirena di una nave. Il balletto sollevò le perplessità del pubblico dello Châtelet, mentre riscosse grande successo al Costanzi di Roma Les Femmes de Bonne Humeur, da Goldoni, la prima coreografia di Massine in un genere in cui fornirà prove eccellenti: la commedia italiana o spagnola arricchita da danze folkloristiche.
1919 - Capolavoro di Massine per humor è La Boutique Fantasque, una favola su pupazzi-ballerini che rifiutano di essere separati dagli acquirenti, su musiche di Rossini-Respighi, per la quale Diaghilev aveva voluto i colori selvaggi di un maestro fauve: André Derain. De Falla fornì la musica di El Sombrero de Tres Picos, che segnò una nuova fortunatissima collaborazione con Picasso e dimostrò l'enorme talento di Massine per le danze di carattere.
1920 - Fu l'anno di Pulcinella (Pergolesi-Stravinsky-Massine-Picasso), ma anche l'anno in cui Massine lasciò la compagnia.
1921 - Le coreografie passarono alla Nijinska, che esordì con una spettacolare, ma sfortunata, ripresa londinese di The Sleeping Princess con sfarzosissimi costumi di Bakst.
1923 - In Les Noces, su musica di Stravinsky, la coreografia della Nijinska e l'ambientazione costruttivista della Goncharova presentarono nozze contadine russe senza alcun elemento festoso, ma come un rito necessario alla sopravvivenza della comunità.
1924 - Nijinska creò Le Train Bleu, in cui debuttò Anton Dolin e Les Biches su musica di Francis Poulenc e decor di Marie Laurencin, che descrive un ambiguo ricevimento mondano.
1925 - Quando Nijinska lasciò la compagnia, entrò a farne parte George Balanchine, seguito da Massine, richiamato da Diaghilev.
1926 - Bozzetti di Max Ernst e Joan Mirò corredarono il balletto surrealista Romeo et Juliette della Nijinska su musica di Constant Lambert, concluso con la fuga in aeroplano dei protagonisti. A Braque fu affidato il décor di Les Fasceux, rivisitazione della Nijinska della celeberrima comédie-ballet di Moliere.
1927 - Balanchine presentò La Chatte, dalla favola di Esopo, in cui apparve l'ancora inesperto Lifar, su musica di Henri Saguet e con un décor costruttivista dei fratelli Gabo e Pevsner, che faceva largo uso di materiali plastici.
1928 - Massine e Pavel Tchelichev crearono uno spettacolo di luci, proiezioni ed effetti con Ode, mentre Balanchine inaugurò il genere neoclassico con l'Apollon Musagete, affidato a Lifar e ad Alice Nikitina, in assonanza col ritorno alla classicità della musica di Stravinsky.
1929 - Oltre al surrealista Le Bal, con décor di De Chirico e musica di Rieti, Balanchine firmò un balletto narrativo espressionista: Le Fils Prodigue, ispirato alla parabola biblica, su musica di Prokofiev e décor di Rouault. L'estate successiva Diaghilev morì improvvisamente a Venezia e così ebbe termine l'avventura dei Ballets Russes.

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