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trame: Alice


FEBBRAIO 1986
National Ballet of Canada
Cor. Glen Tetley, mus. David del Tredici, scene e cost. Nadine Baylis, lighting. Michael J. Whitfield


Commissionato a Tetley da Erick Bruhn, direttore della compagnia nazionale canadese, il balletto si fonda su una doppia ispirazione: la letteraria e la psicologica. Basato su Alice in Wonderland di Lewis Carrol, il lavoro è anche un’analisi dei rapporti tra il reverendo Charles Dodgson, in arte Lewis Carrol, e Alice Liddel, la ragazzina che gli ha ispirato i suoi romanzi.

Sono in scena un’Alice adulta e matura e una seconda Alice, ancora bambina. Il loro confronto, vero centro poetico del balletto, farà emergere il ricordo di una serie di occasioni perse e di passioni sciupate.
L’Alice ormai adulta torna con la memoria al pomeriggio in cui, assieme alle due sorelle, Carrol l’aveva portata in gita sul fiume e aveva improvvisato per lei il racconto fantastico che avrebbe scritto. Attraverso il ricordo del racconto dell’amico di famiglia, Alice si rivede, bambina, incontrare la serie di personaggi fantastici, che animano il giardino incantato in cui tutto funziona alla rovescia. Il Coniglio Bianco, il Cappellaio Matto, la Regina di Cuori, il Bruco e tutti gli altri hanno un parallelo con la vita reale di Alice Liddel, con episodi occorsi, con persone incontrate. Ciò è inequivocabile per il Coniglio Bianco, l'alter ego dello stesso reverendo: entrambi conducono Alice bambina nel Paese delle Meraviglie, il reverendo col racconto e il coniglio mostrandole la porticina d'ingresso.
Ai tre personaggi di maggior rilievo, le due Alice e lo stesso Carrol, se ne aggiunge un quarto, Reginald Hargreaves, l’uomo che ha sposato Alice Liddel. Costui affianca occasionalmente Alice consentendo a Tetley l’espediente del doppio passo a due, efficacissimo allorché esso conduce al punto cruciale del dramma in cui i quattro rimarranno impietriti, custodendo nei loro corpi immobili la tempesta delle loro emozioni, mentre un nugolo di piccole Alici turbina attorno a loro. Subito dopo Reginald scivola lentamente fuori di scena e Alice adulta si getta tra le braccia di Carrol per un breve, appassionato passo a due, comprendendo e riconoscendo di aver amato da piccola lo scrittore non meno di quanto l’uomo maturo avesse amato la bimba.

L’idea base di Tetley è il racconto di ciò che sarebbe potuto essere, attraverso l’incontro nostalgico e stupito tra passato e presente, del quale è tramite una serie di personaggi di pura fantasia, incarnazione dei fantasmi delle coscienze dei personaggi reali. Nell’uso del flashback Tetley è palesemente indebitato a Graham e a Tudor, due dei suoi maestri. Inoltre è stata più volte notata l’analogia tra il momento della presa di coscienza dei quattro personaggi e la scena cruciale del Giardino dei Lillà di Tudor.

Efficacissima la scena di Nadine Baylis, usuale collaboratrice di Tetley. Ispirata alle celebri illustrazioni di Tenniel, è fatta di rigogliose siepi, che paiono ritagliate da un album illustrato per bambini, di un verde-intenso esaltato dal blu di un cielo carico di pioggia che non vuole cadere.

Glen Tetley




ID=1057
31/3/2006
Marino Palleschi leggi gli articoli di Marinoinvia questo articolo ad un amicoStampa questo articoloCondividi su Facebook




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