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coreografi: Forsythe


William Forsythe, Long Island (New York), 1949
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UN PRIMO SGUARDO. Ballerino, coreografo e direttore americano, Forsythe viene considerato il più autentico erede di George Balanchine per due ordini di ragioni. Innanzi tutto la sua attività creativa parte dalla danza accademica, che viene sottoposta a un processo di decostruzione e ricostruzione in forme nuove: il movimento viene analizzato nel profondo e riproposto sotto impensati aspetti seguendo svariati metodi, tra i quali l'interpolazione nei brani classici di disparate tecniche di movimento o l'esecuzione degli stessi in pose inconsuete, anche molto lontane da quelle in linea con le teorie di Laban. Di esse Forsythe scardina il concetto che rintraccia l'origine del movimento in un solo punto del corpo, facendo invece partire il movimento stesso dalle zone più insospettabili: gomiti, un tallone, una spalla. Il secondo aspetto della sua creatività che lo fa accostare a Balanchine è il modo in cui subordina alla coreografia sia il décor che ogni altro elemento teatrale col quale integra lo spettacolo: le scene di pochi elementi, i costumi essenziali, i più elementari effetti di luce sono spettatori non intrusivi del vero punto di partenza dello spettacolo, e cioè il movimento, la forza del corpo. Inoltre proprio décor, luci, testi recitati e mezzi multimediali sono spesso introdotti in ulteriore subordine alla coreografia, come aiuto al processo di destrutturazione del movimento, perché usati per interromperlo e frammentarlo. Quanto detto evidenzia la più assoluta contrapposizione a quella che è invece la concezione dello spettacolo di Pina Bausch, ad esempio.
Forsythe ha una formazione ballettistica americana - studia, infatti, alla Joffrey Ballet School e all'American Ballet School - e un'esperienza professionale quasi tutta Europea. Ben presto viene invitato allo Stuttgarter Ballett da John Cranko, dove balla dal 1973 al 1980. Qui approfitta della vetrina per giovani talenti messa a disposizione dalla Noverre Society per affermarsi come coreografo residente dello Stuttgarter Ballett creando, dopo il fortunato esordio con Ulricht (1976) su musica di Gustav Mahler, una ventina di altri pezzi tra i quali Love Songs (1979), su musica di Aretha Franklin e Dionne Warwick. Nel 1980 Forsythe lascia la compagnia per proseguire come freelance una carriera creativa, che si concretizza in un gruppo di lavori per il Nederlands Dans Theatre, tra i quali Gänge (1982), ed altri per Berlino, Francoforte, New York, Londra e Parigi. Qui, all'Opéra-Comique mette in scena France/Dance (1983), balletto su musica di Bach, concepito su espressa richiesta di Nureyev, direttore dell'Opéra, per gli elementi più giovani e promettenti della compagnia da lui diretta.
Nel 1984 arriva ad una svolta decisiva per la sua carriera: la direzione del Frankfurt Ballett, per il quale crea una serie di capolavori a partire da Artifact (1984) su musica di Bach. Segue Steptext (1984) ancora su musica di Bach, nato per l'Aterballetto e ripreso l'anno successivo dalla sua compagnia.
Per quest'ultima concepisce, su musica di Thom Willems, Die Befragung des Robert Scott (1986), Big White Baby Dog (1986) e The Loss of Small Detail (1987). L'anno successivo Forsythe ritorna all'Opéra di Parigi per dar vita allo storico pezzo In the middle somewhat elevated (1988), su musica di Willems in collaborazione con L. Stuck, successivamente presentato anche come parte del più complesso lavoro Impressing the Czar (1988), creato per la sua compagnia, ove la musica di Willems si integra con quella di Beethoven, Stuck, Crossman-Hecht. Per il New York City Ballet, Forsythe concepisce Behind the China Dogs (1988) su musica di Stuck, al quale si aggiungerà molto più tardi Herman Schmerman (1992) su musica di Willems. Seguirà Firstext (1995), su musica di Willems, per il Royal Ballet.
Ancora per la sua compagnia crea, tra l'altro, Enemy in the figure (1989), Limb's Theorem (1990), entrambi su musica di Willems, ALIE/N A(C)TION (1992), su musica di Willems e di Schoenberg, Quintett (1993) collaborazione coreografica su musica di Bryars, Eidos:Telos (1995), e, a partire dallo stesso anno, le parti di Six Counter Points. Di questo fanno parte anche pezzi ripresi per essere offerti singolarmente, come ad esempio Approximate Sonata (1996) su musica di Willems, presentato anche all'Opéra di Parigi, assieme a The Vertiginous Thrill of Exactitude (1996) su musica di Schubert, sotto il titolo complessivo Two Ballets in the Manner of the late Twentieth Century.
Con i suoi ballerini intraprende un lavoro quasi collettivo, lasciando loro libertà in momenti di improvvisazione. Questo è il caso di lavori come Hyphotethical Stream II (1997), al quale si aggiunge Kammer/Kammer (2000). La collaborazione coi suoi ballerini si intensifica allorché nel 1999 il Frankfurt Ballett si installa al Backenheimer Depot del TAT (Theatre am Turm di Francoforte). Di quest'ultimo teatro Forsythe assume la direzione artistica congiunta a quella del Frankfurt Ballett, fino alla definitiva chiusura delle strutture avvenuta nel 2004 per mancanza di finanziamenti. Nel 2005 Forsythe fonda una sua compagnia, di piccola dimensione, The Forsythe Company.
Alla "spigolosità" e al grande vigore dello stile manifestato negli anni ottanta, segue nel decennio successivo un ammorbidimento, un uso del suolo e una maggiore complessità nella sua ricerca, inesauribile, attorno al movimento.


LA SCHEDA APPROFONDITA. Appassionatissimo fin dai tempi del liceo di modern dance, rock, twist e commedia musicale, soltanto quando frequenta l'Università di Jacsonville (Florida), William Forsythe si accosta allo studio della danza classica e della danza jazz. Lo prosegue e approfondisce a partire dal 1969 alla Joffrey Ballet School, dove ha come insegnanti Maggie Black, Finis Jung, Jonathan Watts e lo stesso Robert Joffrey; per qualche anno frequenta anche la Scuola dell'American Ballet e segue corsi presso Martha Graham. Entrato nel Joffrey Ballet nel 1971, interpreta coreografie di Kurt Joos, Léonide Massine, Twyla Tharp e si accosta alle creazioni di Balanchine attraverso le rappresentazioni del New York City Ballet.
Nel 1973 lascia il Joffrey Ballet e gli Stati Uniti per unirsi allo Stuttgarter Ballett, all'epoca sotto la direzione di John Cranko e, subito dopo, di Marcia Haydée. E' del 1976 la sua prima coreografia: il passo a due Ulricht, su musica di Gustav Mahler, presentato nell'ambito dei pomeriggi della Noverre Society, il quale, apprezzato per la grande purezza neoclassica, entra subito nel repertorio dello Stuttgarter Ballet. Incoraggiato alla creazione coreografica dalla Haydée, nel 1977 concepisce Daphne su musica di Dvoràk e Flore Subsimplici su musica di Georg Friedrich Händel, entrambi per lo Stuttgarter Ballett, e Bach Violin Concerto in A Minor su musica di Bach, per il Balletto di Basilea. Questi lavori gli valgono, sempre nel 1977, la nomina a coreografo stabile dello Stuttgarter Ballett, per il quale produce una ventina di pezzi. Tra questi: del 1978 sono From the most distant time su musica di Ligeti, Traum des Galilei (Sogno di Galilei) su musica di Penderecki, Folia su musica di Hans Werner Henze, presentato dallo Stuttgarter Ballett al Festival di Montepulciano, debutto italiano del coreografo; dell'anno successivo sono Orpheus su musica di Henze, Time Cycle su musica di Foss e Love Songs, una serie di passi a due su canzoni di Aretha Franklin e Dionne Warwick, in cui il rapporto di coppia passa dalla fase di innamoramento a quella della rivalsa. In questo periodo stringe legami con Jiri Kylian e torna periodicamente a New York dove ha contatti con movimenti intellettuali. Nonostante si interessi anche al lavoro di Pina Bausch, la sua formazione ballettistica americana, alla quale seguirà un'esperienza professionale prettamente Europea, lo condurrà a una concezione dello spettacolo opposta a quella del teatro-danza.

Per Forsythe al centro dello spettacolo stanno, infatti, il movimento, la forza del corpo, la coreografia intesa come analisi dei possibili linguaggi corporali. Generalmente a partire da un aspetto o una variazione di danza accademica, il movimento classico viene vivisezionato e decomposto seguendo tecniche di decostruzione per essere ricostruito in forme nuove del linguaggio accademico, secondo speciali linee creative, in parte illustrate nell'articolo Una lente di ingrandimento su William Forsythe, più sopra linkato. In breve, basti dire che tra i modi impiegati per decostruire passaggi di danza classica si trovano l'interpolazione delle più disparate tecniche di movimento, o l'esecuzione di detti brani in pose inconsuete anche molto lontane dal concetto fondamentale delle teorie di Laban: se questi rintracciava l'origine del movimento in un unico punto del corpo, Forsythe fa partire il movimento stesso dalle zone più insospettate, dai gomiti, da un tallone, da una spalla. La destrutturazione del movimento prosegue interrompendone bruscamente la linearità del discorso col far ricorso a effetti di luce elementari, ma di vigorosa nettezza, frammentando il movimento stesso con l'inserimento di incisivi brani recitati, ricorrendo a pochi, essenziali elementi scenici, anche multimediali, per parcellizzare la componente visiva. La stessa musica, in molti casi classica, in altri elettronica, viene contaminata da interventi e rumori di diversa natura. Il risultato è una sorta di vigorosa aggressione alla grazia del balletto classico, tesa a provare che l'invecchiamento del balletto non è dovuto al linguaggio del corpo in sé, ma all'uso obsoleto che se ne fà. Sia il décor che ogni altro elemento teatrale col quale integra lo spettacolo sono dunque subordinati alla coreografia: o favoriscono il processo di decostruzione o rimangono spettatori non intrusivi del vero punto di partenza dello spettacolo, e cioè il movimento, la forza del corpo. La destrutturazione del movimento della danse d'école e l'essenzialità del décor mostrano Forsythe come vero erede di Balanchine.

Nel 1980 Forsythe lascia lo Stuttgarter Ballett per proseguire internazionalmente una carriera creativa indipendente, che si concretizza, ad esempio, in un gruppo di lavori per il Nederlands Dans Theatre. Tra questi si ricordano: Say Bye-Bye del 1980, il quale, su un montaggio musicale arrangiato dallo stesso Forsythe, usa elementi della cultura popolare degli anni '50 a partire da registrazioni di Elvis Presley; Gänge 1 del 1982 su musica di Michael Simon e dello stesso Forsythe; Mental Model del 1983 su musica di Igor Stravinsky. Tale lavoro in qualità di freelance si svolge, nei primi anni '80, anche in importanti teatri tedeschi, a New York, San Francisco, Londra e Parigi. Tra le produzioni del periodo si ricordano Joyleen gets up, gets down, goes out su musica di Boris Blacher per il Ballett Nationaltheater di Monaco del 1980 e, dello stesso anno, sia Tis Pity She's a Whore su musica di Thomas Jahn per il Festival di Montepulciano, che l'assolo per Lynn Seymour Famous Mother Club su musica di David Cunningham, presentato a Londra. L'anno successivo, il 1981, è la volta di Die Nacht aus Blei su musica di von Bose, per il Ballett Deutsche Oper Berlin, e di tre lavori per lo Stuttgarter Ballett: Whisper Moon su musica di Bolcom, in collaborazione con Axel Manthey, Tancredi and Clorinda su musica di Monteverdi e Envent 1 2 3 su un montaggio musicale, in occasione dello Stuttgarter Int. Kunstkongress. Nel 1983 Forsythe è invitato a creare un'opera per il Frankfurt Ballett: vede così la luce una creazione ancora titolata Gänge su musica di Thomas Jahn, dove, mescolando danza e parola, si indagano l'origine del balletto e la sua evoluzione in termini di evento sociale. Nello stesso anno il coreografo riduce per il Joffrey Ballet di New York Gänge in una variante breve che avrà titolo Square Deal. Ancora nel 1983 mette in scena France/Dance all'Opéra-Comique a Parigi, balletto su musica di Bach, concepito su espressa richiesta di Nureyev, direttore dell'Opéra, per gli elementi più giovani e promettenti della compagnia da lui diretta, nomi destinati a una futura fama internazionale, quali Gaida, Guillem, Legris, Vu-An. Si tratta di un'ironica riflessione personale sull'eredità della danza classica, nella quale giocano un ruolo primario i riferimenti alla cultura occidentale, suggeriti dai modellini di prestigiosi monumenti storici. Agli edifici in miniatura sono accostati figure e animali in cartapesta, disseminati per il palcoscenico, mentre un attore recita frammenti di un testo. L'anno successivo, il 1984, realizza il film Berg A B con musica di Alban Berg, per la Wiener Staatsoper.
Nel 1984 assume la direzione del Frankfurt Ballet, svolta decisiva per la sua carriera, ed è in questa veste che Forsythe può consolidare la sua tecnica creativa basata su una profonda collaborazione coi suoi ballerini, spesso lasciati liberi di improvvisare durante il processo creativo: ad essi fornisce stimoli affinché siano loro a far evolvere, secondo le loro caratteristiche artistiche, il materiale coreutico assegnato come partenza. La sua ricerca nel campo dell'improvvisazione ha condotto alla creazione di un CD Rom, che fornisce uno strumento metodologico per affrontare il processo creativo.
Dal momento in cui ha assunto la direzione del Frankfurter Ballet sono seguiti vent'anni fitti di creazioni per la compagnia che dirige e per altri importanti balletti, tra i quali si ricordano, accanto ai citati, il National Ballet of Canada, il Royal Swedish Ballet, il Royal Danish Ballet, Les Ballets de Monte Carlo, il Ballet de l'Opera national de Lyon, il Ballet du Rhin, la Batsheva dance Company, il Cullberg Ballet, il Ballet British Columbia di Vancouver, Les Grands Ballets Canadiens di Montreal, il Pacific Northwest Ballet di Seattle, il Ballet Nacional de Cuba, lo Hamburg Ballet, la Scala di Milano, il Ballett der Deutschen Staatsoper di Berlino, lo Staatsoperballett di Viena, il Dutch National Ballet, l'Australian National Ballet e molti altri.

Nel 1984 crea Artifact su musica di Bach e di Eva Crossman-Hecht, un balletto a serata intera per la sua compagnia, incentrato su un limitato numero di movimenti, sempre gli stessi, ma eseguiti nelle posizioni più disparate e usati come temi per una quantità di variazioni su essi. Il lavoro assai complesso prevede l'intervento di due attori impegnati in testi filosofici. In seguito Forsythe riprenderà questo importante lavoro, riarrangiandolo e emendandolo in versioni più brevi tra le quali Artifact Suite per lo Scottish Ballet del 2004. Con questa creazione e soprattutto con Steptext, su musica di Bach, creato nel 1984 per l'Aterballetto e ripreso l'anno successivo dal Frankfurt Ballet e poi dal Royal Ballet, si delinea marcatamente uno stile audace che, con forte impatto visivo, alterna accelerazioni a brusche interruzioni e rotture. Nel 1986 segue per il Frankfurt Ballet Die Befragung des Robert Scott, su musica di Willems, dove uno schermo televisivo mostra un individuo, apparentemente sotto inchiesta, mentre voci sia dal vivo che registrate interrogano e forniscono risposte. Sono del 1987 tre balletti su musica di Willems: The Loss of Small Detail, poi completamente rifatto nel '91, Same Old Story, come il precedente per il Frankfurt Ballet, ma presentato ad Amburgo, e New Sleep per il San Francisco Ballet; per il New York City Ballet l'anno dopo Forsythe concepisce Behind the China Dogs su musica di Stuck.
Nel 1988 Forsythe ritorna all'Opéra di Parigi per creare un secondo pezzo su quella generazione di giovani solisti che Nureyev gli aveva affidato quattro anni prima. A quelli prima citati, con l'eccezione di Vu-An, si aggiungono Guerin e Hilaire; Forsythe li impegna nello storico pezzo In the Middle Somewhat elevated, che si configura come il paradigma della decostruzione del linguaggio del balletto classico, una sfida alla legge gravitazionale lanciata con momenti estremi di tensione, rapidità, disequilibrio, discontinuità. Il lavoro, su musica di Willems in collaborazione con L. Stuck, che entrerà nel repertorio del Royal Ballet nel 1992 e della Scala di Milano nel 1998, è stato in altre occasioni presentato anche come parte della più complessa creazione Impressing the Czar, concepita nel 1988 per la sua compagnia, ove la musica di Willems si integra con quella di Beethoven, Stuck, Crossman-Hecht.

Per la sua compagnia, oltre ai citati Artifact (1984), Die Befragung des Robert Scott (1986), poi riproposto nel 2000 in una nuova produzione a serata intera, Same Old Story (1987), The Loss of Small Detail (1987) e Impressing the Czar (1988), ha coreografato i seguenti lavori, salvo avviso contrario presentati a Francoforte: LDC (1985) su musica di Willems; Isabelle's Dance (1986) su musica di Eva Crossman-Hecht; Skinny (1986) su musica dello stesso Forsythe; Big White Baby Dog (1986) su musica di Willems; Pizza Girl (1986); The Vile Parody of Address (1988) su musica di Bach; Slingerland Teil I (1989) su musica di Bryars; Enemy in the Figure (1989) su musica di Willems; Limb's Theorem (1990) su musica di Willems, seguito da altre versioni di Slingerland Teil presentate ad Amsterdam e a Parigi; Snap Woven Effort (1991) su musica di Willems; ALIE/N A(C)TION (1992) su musica di vari compositori; la prima parte di As a garden in this setting (1992) su musica di Willems, alla quale ne aggiungerà una seconda l'anno successivo; Quintett (1993) su musica di Bryars, collaborazione coreografica con Dana Caspersen, Stephen Galloway, Jacopo Godani, Thomas McManus e Jone San Martin; Of Any If And su musica di Willems ed Eidos:Telos su musiche di Willems e di Joel Ryan, entrambi del 1995; dello stesso anno sono Invisible Film su musiche di Bach, Händel, Purcell e SOLO, una video-coreografia su musica di Willems, coprodotta da France 2, BBC e RD-Studio Productions. A partire dal 1995, in sei fasi successive Forsythe crea per la sua compagnia le parti di Six Counter Points, presentato integralmente l'anno successivo. Si tratta di una serie di sei studi, o contrappunti, anche nel senso di punti di vista, sulla danza classica e sui residui accademici nel contemporaneo. Ne fanno parte anche pezzi ripresi per essere offerti singolarmente, come ad esempio Approximate Sonata su musica di Willems, del 1996. Quest'ultimo fu presentato all'Opéra di Parigi, sotto il titolo complessivo Two Ballets in the Manner of the late Twentieth Century, assieme a un secondo lavoro, quasi accostabile al balletto neoclassico: si tratta di The Vertiginous Thrill of Exactitude già creato nel 1996 per la sua compagnia, un omaggio per cinque danzatori a George Balanchine, del quale evoca la Sinfonia in Do, danzato in gialli tutu postmoderni ed essenziali costumi maschili rosso-ciliegia sull'ultimo movimento della Sinfonia n. 9 di Franz Schubert. Tornando alle creazioni per il Frankfurt Ballet, il medesimo anno, il 1996, vedono la luce The, in collaborazione con Dana Caspersen, Sleeper Guts un lavoro di Forsythe in collaborazione con il suo ensamble, inclusivo di una parte concepita dal solo Jacopo Godani. Nel 1997 con Hypothetical Stream II su musica di Stuart Dempster e Ingram Marshall riprende l'omonimo lavoro, Hypothetical Stream, concepito l'anno precedente per la compagnia di Daniel Larrieu e presentato al Centre Choreographique National de Tours. Si tratta di un'importante collaborazione con numerosi elementi della sua compagnia, tra i quali figurano Regina van Berkel, Jacopo Godani, Antoni Rizzi, Noah Gelber. Lo stesso anno collabora con Dana Caspersen e Joel Ryan a una installazione londinese, Tight Roaring Circle, per l'Artangel London e con Dana Caspersen per una video-coreografia su musica di Willems: From a classical position, prodotto da Euphoria per il londinese Channel 4. L'anno successivo, il 1998, proseguono le collaborazioni coreografiche di Forsythe con small void su musica di Willems. Sempre del 1998 sono op. 31 su musica di Arnold Schoenberg, workwithinwork su musica di Luciano Berio e Frankfurt Quartette su musica di Willems

Ai lavori per la sua compagnia ha continuato ad affiancare creazioni per altri Balletti: The Second Detail (1991) su musica di Willems, per il National Ballet of Canada; Marion/Marion (1991) su musica di Bernard Herman per il Nederlands Dans Theater 3; Herman Schmerman (1992) su musica di Willems, per il New York City Ballet, il quale sarà ripreso l'anno successivo dal Royal Ballet; Firstext (1995), su musica di Willems, una collaborazione coreografica con Dana Caspersen e Anthony Rizzi per il Royal Ballet; lo stesso anno Forsythe torna a creare per il Nederlands Dans Theatre 1 con Four Point Counter, su musica di Willems. E' del 1998 Quartetto su musica di Willems per la Scala di Milano, creato su Ferri, Guerra, Murru e Richardson; l'anno successivo il maestro rinnova la collaborazione con l'Opéra di Parigi creando Woundwork 1 e Pas./parts, entrambi su musica di Willems.

Negli anni '80 lo stile è tipicamente vigoroso e caratterizzato da linee allungatissime nelle figure, inaspettatamente rotte da colpi e violente inclinazioni del bacino o delle articolazioni: il corpo è così mandato off-balance, si allunga e si piega secondo nettissime angolazioni e si producono, in tal modo, immagini energiche e decise, che trasmettono una tensione visivamente percepibilissima. Nei passi a due il partner sostiene la compagna, anche palesando la forza necessaria, in posizioni che vanno ben oltre l'asse di equilibrio della ballerina, generando immagini plastiche e poderose, che rimandano quasi all'esercizio di forza e a un rapporto conflittuale tra i due. Negli anni '80 sovente i passi e le figure sono sottolineati dai fortissimi accenti della musica elettronica di Thom Willems, che resterà il compositore di maggior riferimento per il Frankfurt Ballet anche negli anni '90. Alla "spigolosità e potenza" dello stile degli anni ottanta, segue nel decennio successivo un ammorbidimento, un uso del suolo e una maggiore complessità nella sua ricerca, inesauribile, attorno al movimento, che viene sovente ambientato in contesti surreali.

Nel 1989 il Frankfurt Ballet era diventato una formazione autonoma e l'anno dopo la compagnia aveva avuto una sede ulteriore al Theatre Chatelet di Parigi. Nel 1999 il Frankfurt Ballet si installa al Backenheimer Depot del TAT (Theatre am Turm), dove Forsythe lavora a progetti interattivi con lo spettatore, che, basandosi su installazioni, sviluppano le vecchie ricerche tese a integrare il movimento con l'architettura, la parola e la tecnologia. Con questi esperimenti aumenta ulteriormente l'improvvisazione e l'intervento dei danzatori nella creazione, al punto che in certi casi i balletti porteranno più firme, come avverrà per la creazione collettiva We Live Here del 2004. Forsythe assume la direzione artistica congiunta del Frankfurt Ballet e del Theater am Turm di Francoforte (TAT) fino alla definitiva chiusura delle strutture avvenuta nel 2004 per mancanza di finanziamenti. In questi primi anni del terzo millennio ha aggiunto tra le creazioni per la sua compagnia: Kammer /Kammer (2000) su musica di Willems, Bach, von Bieber, Telemann; One Flat Thing Reproducing (2000) su musica di Willems dove 14 danzatori si scatenano sopra, sotto e attorno uno squadrone di 20 tavoli; sempre su musica di Willems ha aggiunto per il Frankfurt Ballet 7 to 10 Passages (2000), Woolf Phrase (2001), The Room as it was (2002), (N.N.N.N.) (2002). Su musiche diverse sono, invece, il lungo lavoro Phrase (2001), Double/Single (2002), Decreation e Ricercar, entrambi del 2003 basati su musiche di David Morrow, WEAR (2004) su musiche di Ryoji Ikeda suonate dal vivo dall'Ensemble Modern e la complessa collaborazione a moltissime mani we live here. Nel 2005 Forsythe fonda una sua compagnia, di piccola dimensione, The Forsythe Company, che dispone di due luoghi fissi per la produzione: il Backenhaimer Depot a Francoforte e il Festspielhaus Hellerau di Dresda. Con essa da vita al lavoro collettivo THREE ATMOSPHERIC STUDIES, al quale collaborano Morrow, Willems per le musiche, Spencer Finch per le installazioni luminose, Satoru Choko e Dorothee Merg per i costumi, e molti altri per le voci, le luci e il design del suono.
Forsythe e le sue creazioni sono stati insigniti di numerosi riconoscimenti, tra i quali: l'Harlekin Preis der Stadt Frankfurt nel 1986, l'Isadora Duncan Award del 1987 per New Sleep, il Bessie Award negli anni 1988 per la coreografia, 1998 per Eidos:Telos, 2004; la nomina a Chevalier des Arts et Métiers nel 1991 a Parigi; il Laurence Olivier Award del 1992 per la produzione londinese di In the middle... e del 1999 per i risultati coreografici ottenuti al Sadler's Wells di Londra e per la produzione nello stesso teatro di Enemy in the Figure; il Grand Prix International Video Danse per Solo nel 1996; la German Distinguished Service Cross nel 1997; il titolo di Commandeur des Arts et Lettres nel 1999 a Parigi; il Japan's Multimedia Grand Prix del 2000; il Benois de la Danse nel 2002 per Woolf Phrase; il ROLEX mentor e il Wexer Prize dell'Ohio nel 2002; l'Honorary doctoral degree della Juilliard School nel 2003; il Deutscher Tanzpreis nel 2004.

Nelle immagini
- William Forsythe, Photo Silvia Lelli
- Ekaterina Kondaurova e Maxim Khrebtov in In the middle somewhat elevated, Photo Robbie Jack
- Diana Vishneva e Maksim Khrebtov in Steptext, Photo Belinsky Yuri
- Impressing the Czar, Photo Johan Persson
- Impressing the Czar, Photo Gert Weigelt
- You made me a monster


ID=108
1/3/2007
Marino Palleschi leggi gli articoli di Marinoinvia questo articolo ad un amicoStampa questo articoloCondividi su Facebook




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