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scenografi e costumisti: Benois, A.


Alexander Nicolaevich Benois, San Pietroburgo 1870 – Parigi 1960

Pittore, scenografo, storico dell’arte e scrittore russo naturalizzato francese, Benois era nato in una famiglia di artisti. Il padre era un celebre architetto, il nonno materno, l’italiano Alberto Cavos, aveva progettato il Marijnsky di San Pietroburgo e il Bolshoi di Mosca. Durante gli anni di Ginnasio e quelli in cui frequentava a San Pietroburgo l’Accademia delle Arti o i corsi universitari di diritto, aveva preso l’abitudine di vedersi con un gruppo di giovani amici animati dalla passione per la musica e la pittura, molti dei quali avrebbero in futuro dato vita al movimento pittorico d’avanguardia "Mir Iskusstva" (Il Mondo dell’Arte). All’epoca i ragazzi avevano costituito un vero e proprio circolo culturale e, sotto il nome di “Pickwickiani di Nevsky”, si riunivano periodicamente con l’intento di allargare i loro orizzonti culturali. Fu così che venne a contatto, tra gli altri, anche con Serge Diaghilev.
Terminati gli studi nel 1894, Benois fece da curatore per la collezione di pittura moderna della Principessa Tenisheva e completò la sua preparazione con numerosi viaggi attraverso l’Europa. Soggiornò a Parigi e a Versailles nel 1896, iniziando a dipingere i giardini della reggia in una serie di acquarelli intitolati Le Ultime Passeggiate di Luigi XIV. Alle vedute e composizioni storiche dedicate alla Francia del XVI e XVIII secolo si aggiunsero quelle della San Pietroburgo del passato. Dal 1897 collaborò con Diaghilev all’elaborazione della rivista "Mir Iskusstva", la quale avrebbe dato il nome al movimento pittorico. Due anni dopo Benois partecipò alla fondazione della stessa, contribuì alla sua pubblicazione con articoli e recensioni ed entrò a far parte del gruppo responsabile delle mostre d’arte russa organizzate sotto il nome della rivista. L’anno successivo fu incaricato della riorganizzazione di parte delle collezioni Imperiali.

Benois ed altri amici del circolo giovanile, Léon Bakst, Konstantin Somov, Nicholas Roerich, avevano intrapreso un’attività artistica che, accanto alla pittura su cavalletto, comprendeva la grafica libraria, la decorazione d’interni e il disegno per il teatro. Tale produzione, che privilegiava la libera ricostruzione di ambientazioni storiche, ricche di dettagli e venate di surreale, si inquadra, come detto, nella corrente artistica dal nome "Mir Iskusstva". Benois ne fu il capo spirituale e Diaghilev il teorico ispiratore al punto che il futuro lavoro di questi artisti per le produzioni dei Ballets Russes di Diaghilev sarebbe stato da Lifar considerato una vera e propria fase del movimento artistico.

Quando nel 1899 Diaghilev fu associato allo staff del nuovo Direttore dei Teatri Imperiali, come era accaduto anche in altre occasioni, chiese la collaborazione degli amici del gruppo dei Pickwichiani di Newsky: Benois collaborò all’Annuario dei Teatri Imperiali, nel 1900 debuttò come scenografo al teatro dell’Ermitage col balletto La Vendetta di Cupido e iniziò ad occuparsi della nuova produzione di Sylvia di Delibes, che era stata affidata a Diaghilev (un bozzetto di Benois per Sylvia è riprodotto nella pagina corrispondente al primo dei due link precedenti). Tuttavia, la malevolenza nei confronti del futuro impresario e il suo comportamento arrogante sfociarono nel 1901 in un licenziamento di Diaghilev, avvenuto in malo modo. Solidali con l’amico, Benois e gli altri esponenti del "Mir Iskusstva" si dimisero dall’incarico di Sylvia.

Lo stesso anno Benois diresse la rivista Les Tresors artistiques de la Russie; nel 1905 contribuì all’organizzazione a San Pietroburgo dell’esposizione voluta da Diaghilev dei ritratti storici russi e l’anno successivo all’esposizione d’arte russa, presentata da Diaghilev al Salon d’Automne di Parigi. In questi anni si affermava anche come pittore, illustratore di libri, scrittore e scenografo. A questo proposito si ricordano: le sue illustrazioni per Il Cavallo di Bronzo e La Regina di Picche di Pushkin; i libri di memorie e i saggi sulla pittura russa del XIX secolo e sulla pittura mondiale; i disegni per la produzione al Marijnsky del Götterdämmerung, presentato nel 1903, e il décor per il medesimo teatro di un balletto del giovane coreografo emergente Mikhail Fokine: la versione del 1907 de Le Pavillon d’Armide. Già queste prime produzioni rivelarono la cifra distintiva delle creazioni di Benois per il teatro: la conoscenza profonda ed enciclopedica delle epoche storiche e l’accuratezza con cui venivano ricostruiti o stilizzati i dettagli dell’ambientazione. Per Benois fu breve il passo dagli acquarelli ambientati nella Francia del 600 e del 700 alla grazia cortigiana dell’epoca del Re Sole nel Pavillon d’Armide.

Nel 1908 disegni di Benois vennero utilizzati per la produzione parigina del Boris Godunov, organizzata da Diaghilev. Quando l’impresario decise di proseguire le sue stagioni russe a Parigi presentando soprattutto balletti, chiamò attorno a sé Benois ed altri esponenti del "Mir Iskusstva" per programmare assieme a loro le stagioni dei Ballets Russes. Le tematiche ispirate a vari periodi storici, praticate dagli esponenti del movimento avanguardistico russo, riaffioreranno nelle scenografie dei balletti che creeranno per i Ballets Russes. A questo proposito si rimanda all'articolo Uno Sguardo sugli Anni Russi dei Ballets Russes (Parte II)

Nella stagione del 1909 fu ripreso Le Pavillon d’Armide per il quale Benois rifece scene e costumi con importanti varianti (nell'articolo appena sopra linkato Uno Sguardo sugli Anni Russi dei Ballets Russes (Parte II) è illustrato il bozzetto dell'edizione del 1909 che riprende quello qui riportato del 1907 rifacendolo integralmente in prospettiva centrale). Fu così soddisfatto del bozzetto per l’interno delle scene I e III in questa seconda versione che ne mantenne struttura e decorazione in molte produzioni a venire come lo Schiaccianoci del 1940 per i Ballets Russes de Monte Carlo e l’Andrea Chenier del 1951 alla Scala di Milano (John E. Bowlt). Sempre per la stagione del 1909 il pittore si occupò del décor del rifacimento di Chopiniana, presentato come Les Sylphydes, e dell’ambientazione di Le Festin. Nel 1910 vide la luce la sua Giselle, presentata da Diaghilev a Parigi e ripresa poi a San Petroburgo. L’atto bianco rinunciava alla storica ambientazione in una foresta esotica lussurreggiante, sostituita da Benois con un paesaggio boschivo scarno ed inquietante. La proposta farà storia ed è ancora questa la visione proposta dalle produzioni contemporanee del balletto.

Un secondo tema sviluppato da Benois nelle sue gouaches, l’amore per le marionette, per la Commedia dell’Arte, per i momenti di teatro, è l’antecedente dei bozzetti per Petrushka, forse il momento più alto della sua creatività teatrale. Per il balletto di Fokine nel 1911 creò scene e costumi e scrisse il libretto. Esso riconferma l’analitica precisione nella ricostruzione di atmosfere tipiche, in questo caso legate al folklore russo. In seguito mise mano più volte al suo Petrushka, riproponendolo con varianti in otto versioni diverse. Tra queste si ricorda quella per il Kirov a Pietrogrado nel 1920, quella per Copenhagen del 1925 e quella per la Scala di Milano con coreografia di Aurel Milloss del 1952, ripresa nel 1958 e nel 1996. A questo proposito si veda l'articolo Drammaturgia e décor di Petrushka: produzioni, varianti, repliche di Benois. In questo articolo sono riportate le ragioni per le quali, da questo momento, si sono guastati i rapporti tra Benois e gli amici Bakst e Diaghilev, al punto che il pittore rassegnò le dimissioni da direttore artistico dei Ballets Russes. In seguito venne associato alle produzioni dei Ballets Russes soltanto in poche occasioni, la più importante essendo la produzione di Le Rossignol del 1914.

Dal 1912 lavorò come pittore e regista al Teatro di Mosca di Stanislavskij e successivamente al teatro drammatico Bolshoi, mettendo in scena commedie di Molière, Goldoni, Beaumarchais e lavori di Pushkin. Dal 1918 al 1926 fu curatore dell’Hermitage e nel 1926 si trasferì a Parigi per poi acquisire la cittadinanza francese.

Oltre a proseguire la sua carriera di storico e critico dell’arte, da questo momento lavorò intensamente per la Comedie Francaise e per l’Opéra a Parigi, per La Scala di Milano, per i teatri e le compagnie più prestigiose di tutto il mondo. Nel 1928 e 1929 creò il décor di alcuni balletti della Nijinska per la compagnia di Ida Rubinstein: La Bien-aimée; il celebre Bolero e La Valse, entrambi su musica di Ravel; Le Baiser de la Fée su musica di Stravinsky. Al Teatro degli Champs-Elysèes nel 1930 ha messo in scena l’opera Sadko di Rimsky Korsakov con coreografie di Fokine. Per i Ballet Russe de Monte Carlo nel 1940 ha disegnato Schiaccianoci e Graduation ball, che rifarà nel 1957 per il London Festival Ballet, e sei anni più tardi Raymonda. Per la Compagnia del Marquis de Cuevas ha creato il décor di Le Moulin enchanté.
Dal 1947 collaborò costantemente per i successivi dieci anni con la Scala di Milano, creando scene e costumi per produzioni storiche di opera e balletto. Oltre alla già citata versione di Petrushka, ci si limita a ricordare La Lucia di Lammermoor del 1947, i costumi per il Faust l’anno successivo, i tre balletti messi in scena nel 1950, Les Sylphydes, Il Lago dei Cigni e la Giselle ancor’oggi utilizzata, La Sonnambula, Rigoletto e Manon Lescaut.

Nelle immagini
- Léon Bakst, Ritratto di Alexandre Benois
- A. Benois, Oranjebaum, acquarello della serie Le Ultime Passeggiate di Luigi XIV
- A. Benois, bozzetto per Le Pavillon d'Armide, versione per il Marijinsky del 1907
- A. Benois, bozzetto per Giselle
- A. Benois, figurino di costume per Le Rossignol



ID=1144
27/5/2006
Marino Palleschi leggi gli articoli di Marinoinvia questo articolo ad un amicoStampa questo articoloCondividi su Facebook




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