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trame: Ondine o la Naiade


22 GIUGNO 1843
HER MAJESTY'S THEATRE DI LONDRA
balletto in 6 scene
cor. Jules Perrot; mus. Cesare Pugni
libr. Jules Perrot e Fanny Cerrito



Questo capolavoro romantico creato dalla coppia Perrot Cerrito ha ben poco a che fare con il racconto di De la Motte Fouqué Undine, che invece è la fonte del balletto creato da Ashton.

Il balletto fu celebrato per la grazia della musica ma soprattutto per l'interpretazione della Cerrito, che nel pas de l'Ombre eccelleva in drammaticità e virtuosismo.
Nel 1851 il balletto fu riallestito da Perrot in Russia, con Carlotta Grisi come protagonista, nella residenza dello Zar a Peterhof. Per l'occasione il coreografo fece allestire il palcoscenico direttamente sull'acqua del lago, con le Naiadi che comparivano su barche a forma di conchiglia.
Marius Petipa rimontò il balletto nel 1874 e poi ancora nel 1892, alterando progressivamente la coreografia originale: l'ultima grande interprete del ruolo fu Mathilda Kshessinkaja.

Pierre Lacotte ha recentemente ricostruito la sua versione del balletto per il Teatro Mariinskij. Il compito non si è presentato facile, perchè non restava alcun documento delle versioni di Perrot e Petipa, se non stampe e litografie del tempo. Si trattava di dare vita a una coreografia in cui si mescolassero l'esistenza di pescatori con le loro tarantelle con quella ineffabile delle naiadi. Una ricostruzione molto debitrice alle atmosfere di Bournonville, in un balletto in bilico tra Napoli e La Sylphide, costituito da una cascata infinita di variazioni che mettono in risalto i protagonisti e il corpo di ballo.
Come nel caso della Fille du Pharaon, molto poco del materiale originario è stato ricostruito. In aiuto di Lacotte è venuta la partitura per violino di Cesare Pugni e gli insegnamenti della maestra Carlotta Zambelli.



Scena I. Una spiaggia della Sicilia, con un’alta roccia a forma di arco sullo sfondo

I paesani e i pescatori stanno preparandosi per la Festa della Madonna. Matteo, un giovane pescatore, presente con la sua fidanzata Giannina, invita tutti gli amici per il matrimonio che si terrà l’indomani. Giannina riceve molti complimenti che sfociano in una danza. Tutti partono, tranne Matteo che vuole pescare un pesce per la cena.
Quando lancia la sua rete nel mare una conchiglia emerge dal mare rivelando una bellissima creatura che spesso è apparsa in sogno a Matteo. La Naiade, che si chiama Ondine, si innamora del pescatore, e ha scelto questo mezzo per palesarsi.
Matteo però ama Giannina e resiste alle tentazioni della Naiade, che però lo seduce con una danza, tanto che Matteo inizia a seguirla fino alla sommità della roccia, dalla quale Ondine si getta invitandolo a fare altrettanto. Infatuato dalla creatura, Matteo si sta per gettare quando accorrono dei pescatori che lo salvano spezzando l’incantesimo.


Scena II. La capanna di Matteo

Giannina e la madre Teresa attendono con ansia il ritorno di Matteo, che una volta tornato, racconta loro della sua avventura con la Naiade: Giannina si rattrista. Le due donne iniziano a filare, e Giannina chiede a Matteo di aiutarla ad avvolgere la matassa di seta.
Improvvisamente un colpo di vento fa aprire la finestra, dalla quale entra Ondine, invisibile, che stizzita per le attenzioni di Matteo verso la sua promessa sposa, strappa di colpo il fuso di seta dalle mani di Giannina. La Naiade si mostra solo a Matteo e tenta di nuovo di sedurlo, invitandolo a gettarsi con lui dalla finestra. Giannina si accorge della presenza di Ondine e rimprovera Matteo per la sua incostanza proprio il giorno prima del loro matrimonio. Teresa rappacifica i giovani e Matteo, lasciato solo, si addormenta su una poltrona.
Ondine, decisa a conquistare il pescatore, decide di apparirgli in sogno mostrandogli il seducente mondo subacqueo.



Scena III. Una caverna sottomarina popolata da ninfe in abito azzurro, capelli sciolti e collane di corallo

Ondine si rivela in mezzo alle altre Naiadi e danza in un pas de six. Sicura di avere conquistato l’amore di Matteo, si getta ai suoi piedi. Appare Hydrola, regina delle acque, che ammonisce la figlia sulla fragilità dell’esistenza umana; per tutta risposta Ondine coglie una rosa dichiarando di voler piuttosto appassire e morire come questa piuttosto che perdere Matteo. Invano Hydrola cerca di dissuaderla.

Scena IV. La vigilia della Festa della Madonna, la cui statua sta su un altare, omaggiata dai paesani.

Dopo le preghiere tutti si uniscono in un’animata tarantella, che è improvvisamente interrotta dalle campane che annunciano il Vespero: tutti si inginocchiano e pregano ancora. In quel momento Ondine emerge dalla fontana accanto all’altare e Matteo cerca invano di raggiungerla facendosi largo tra la folla inginocchiata. Giannina si rende conto dell’agitazione di Matteo e lo esorta a pregare, ma mentre il pescatore rivolge lo sguardo alla statua della Madonna vi scorge per un attimo il volto di Ondine.
Continuano le danze fino al tramonto, quando tutti tornano alle proprie case. Rimasti soli, Matteo e Giannina mettono in riparo la barca, ma Ondine, sempre più decisa, getta Giannina nell’acqua e prende le sue sembianze.
La Luna che si staglia nel cielo è così brillante che Ondine può vedere la sua ombra riflessa sul terreno, sorpresa della sua nuova condizione di mortale: è il celebre pas de l'ombre. Matteo accorre e trova Ondine ormai nelle sembianze di Giannina. La povera fidanzata non è annegata, ma, soccorsa dalle Naiadi, è stata portata nel palazzo di Hydrola.

Scena V. La camera da letto di Giannina

Ondine dorme nel letto di Giannina, mentre Hydrola la osserva con tristezza, sparendo non appena si risveglia. La Naiade è stanca ed esausta, e prega la madre che la esorta ad abbandonare il suo stato di mortale prima che sia troppo tardi ma, al suo rifiuto, Hydrola sparisce di nuovo.
All’arrivo di Teresa e Matteo, i due giovani danzano il pas de la rose fletrie, una tarantella che porta Ondine allo stremo delle forze. Matteo, credendo di trovarsi di fronte Giannina, è rammaricato al pensiero di sposare una ragazza così debole, avendo rinunciato alla creatura immortale.



Scena VI. Il matrimonio

La scena si apre con il corteo nuziale. La Naiade, appena in grado di sorreggersi, cammina con difficoltà, aiutata da Matteo.
Hydrola e le Naiadi compiono un ultimo tentativo di salvare Ondine. La regina riporta Giannina al posto di Ondine. Matteo riconosce la vera freschezza della fidanzata ed è nuovamente felice, mentre Ondine, dopo aver ripreso il suo stato immortale, è portata in trionfo nella sua casa sotto il mare.


Nelle immagini

-Fanny Cerrito, prima interprete di Ondine
-Ondine appare a Matteo nella conchiglia
-Leonid Sarafanov e Evgenia Obraztsova interpreti dell'Ondine di Lacotte. San Pietroburgo, Marzo 2006. Natasha Razina ©
-Ondine stremata tra le braccia di Matteo: Sarafanov e Obraztsova. San Pietroburgo, Marzo 2006. Natasha Razina ©

Bibliografia

-C. Beaumont, Complete Book of Ballets, New York, 1938
-Galina Pavlova, Ufficio Stampa del Teatro Mariinskij



ID=1155
23/5/2006
Claudio Giorgione leggi gli articoli di minkusinvia questo articolo ad un amicoStampa questo articoloCondividi su Facebook




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