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trame: Ombre, l'


4 DICEMBRE 1839
Teatro Bolshoi di San Pietroburgo
balletto in tre atti
Libretto e cor. Filippo Taglioni, mus. L. Wilhelm Maurer



Il capolavoro del balletto romantico, concepito per l'addio di Maria Taglioni a San Pietroburgo, segna marcatamente il ritorno allo stile etereo e il trionfo del balletto bianco. E' stato ripreso, sempre per Maria, in una versione in due atti per l'Her Majesty's Theatre a Londra nel 1840. Nel primo atto c'era la celebre scena allo specchio ove vennero studiati effetti di riflessi in modo che sui vetri si proiettassero apparizioni che mimavano l'azione dei danzatori. Vertice creativo di Filippo Taglioni è il celeberrimo Pas de l'Ombre, dove lo spettro della protagonista cerca invano di afferrare la sua ombra, mentre l'amato tenta di catturarne l'attenzione. Successivamente il solo Pas de l'Ombre è stato introdotto in altri balletti, tra i quali Ondine di Perrot, e presentato a Parigi nel 1844 in occasione dell'addio all'Opéra di Maria. In questa circostanza Maria danzò anche una variazione da L'Ombre, il Pas de Fleurs, dove ballava su un letto di fiori con tale immateriale leggerezza da non piegarne gli steli. Col titolo italiano L'Ombra, il balletto arrivò alla Scala di Milano per il carnevale del 1846, sempre con coreografie di Taglioni, ma musica di Luigi Maria Viviani. Il fondamentale lavoro ci è pervenuto nella storica ricostruzione di Pierre Lacotte col Balletto di Nancy a Parigi nel 1993, presentata l'anno successivo al festival di Spoleto. A titolo di curiosità si segnala che parte della musica di Maurer per L'Ombre è stata usata da Lacotte per il pas des trois del primo atto della sua ricostruzione de La Sylphide.


Si notino le forti tangenze fra la drammaturgia de L'Ombre e quella di Bayadère. Il primo atto de l'Ombre è rappresentato sotto forma di sogno: il Cavaliere Loredano sogna l'amata, la Contessa Angelica (o Angela), con la quale era in procinto di sposarsi e il drammatico episodio che ne ha provocato la morte. Il sogno gli rivela che il potente Gran Duca voleva che fosse sua figlia, la Duchessa Eudosia, a sposarlo e così si era sbarazzato di Angelica facendole recapitare, durante un ballo, un bouquet di fiori avvelenato, che aveva provocato il decesso della Contessa.
Quando Loredano riferisce il sogno ad Eudosia, la giovane lo accusa di vaneggiare e quasi lo ha convinto d'essere in errore quando appare lo spettro dell'assassinata Angelica, sotto forma di Ombra. L'Ombra è visibile solo allo sconsolato Loredano, cammina in sua presenza su un letto di fiori che non si piegano sotto il suo peso, scivola, leggera, sullo specchio d'acqua formato da una cascatella, si intromette tra lui ed Eudosia, lo convince a danzare con lei in malinconico abbraccio.
Alla festa per il matrimonio tra il Cavaliere Loredano e la Duchessa Eudosia, l'Ombra si palesa anche alla Duchessa proprio nel momento in cui sta per firmare il contratto di nozze, strappandole la penna di mano. L'Ombra insegue la rivale, terrorizzandola, per consegnarle ella stessa un fatale bouquet di fiori e per costringerla a respirarne i velenosi miasmi. Nell'istante in cui Eudosia muore avvelenata, un terremoto distrugge il palazzo, tutti soccombono e l'Ombra si riunisce allo spirito di Loredano per condurlo nel regno della luce.

Maria Taglioni e Antonio Guerra ne L'Ombre




ID=1169
6/6/2006
Marino Palleschi leggi gli articoli di Marinoinvia questo articolo ad un amicoStampa questo articoloCondividi su Facebook




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