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scenografi e costumisti: Derain


André Derain, Chatou 1880 –Chambourcy 1954

Pittore francese, Derain studia a Parigi negli ultimi anni dell’800, dove fa la conoscenza di Henri Matisse. Con l'amico Maurice de Vlaminck apre uno studio di pittura a Chatou e intraprende ricerche sull’uso del colore puro. Nel 1905 Matisse gli presenta il grande mercante Ambroise Vollard, che acquista gran parte della sua produzione e lo stesso anno espone al Salon d'Automne parigino, assieme a de Vlamick, a Matisse e ad altri pittori di avanguardia. Con essi condivide il gusto per le cromie feroci, per i colori violenti e contrastanti, per le stesure in larghe pennellate, per una luce senza ombre, come reazione al movimento pointilista, che aveva polverizzato in minuscoli grani di colore tenue la luce catturata sulla tela dai primi impressionisti. Riprendendo il commento spregiativo pronunciato da un critico in occasione della esposizione, quei pittori si fanno chiamare "le belve", i "fauves". L’anno successivo Derain soggiorna a Londra, dove visitando il British Museum, si appassiona all’arte dell’Africa e dell’Oceania e il suo universo bidimensionale comincia a risentire del suo interesse per la mitologia e i riti. Dipinge paesaggi mediterranei pieni di sole, ma anche le banchine sul Tamigi, cogliendo più l’aspetto sereno della veduta che il caos della metropoli. Nel 1907 si installa a Montmartre e, insieme a Georges Braque e a Pablo Picasso, approfondisce le sue conoscenze sulla scultura africana, di cui diviene raffinato collezionista. Negli anni successivi, fino allo scoppio della prima Guerra mondiale, la sua pittura è influenzata da un cubismo mai esasperato, che non lo allontana dalle rappresentazioni realistiche. Richiamato sotto le armi allo scoppio della guerra, nelle lettere che scrive a de Vlaminck manifesta un grande interesse per il teatro.

Nel primo dopoguerra, Derain è ormai affermato come figura di spicco del movimento fauvista, proprio nel momento in cui Diaghilev inizia a seguire una linea artistica aperta alle avanguardie internazionali. Non tarda, dunque, ad arrivargli la prima commissione per i Ballets Russes: sipario, scene e costumi per la Boutique Fantasque, che sarà presentato a Londra nel 1919 con coreografia di Massine. Il fondale è un paesaggio sereno in ocra, blu e verde, caratterizzato da un lago in cui spicca un battello bianco e nero. Lo spettatore vede questo panorama dall’interno rosso-arancio di un negozio di giocattoli, attraverso due ampie vetrine che si aprono sull’esterno. Il fondale col paesaggio intravisto dal negozio è riprodotto a lato, mentre il bozzetto completo, con la visione dall'interno del negozio, può essere trovato nell'articolo Scene e costumi di una Belva. Il negozio è animato da bambole e automi, interpretati da ballerini dai costumi coloratissimi, ma improntati più a un sobrio realismo che a un fauvismo sfrenato. Derain si sbizzarrisce a creare costumi per re e regine di un mazzo di carte, per un gruppo di cosacchi - si veda la foto di scena riprodotta nell'articolo appena linkato - per i danzatori di tarantella, di mazurka e per quelli di can can, che, alla fine, ormai innamoratisi, fuggiranno con la connivenza degli altri giocattoli per non essere acquistati separatamente.

Frequentando la comunità italiana a Parigi, Derain sviluppa un profondo interesse per l'arte italiana del Trecento e del Quattrocento. Dopo la Grande Guerra si sente fortemente attratto dal classicismo, visita l’Italia nel 1921, in occasione delle celebrazioni del centenario di Raffaello. Questo lo orienta decisamente verso fonti più classiche, i mosaici dell’antica Roma e i ritratti del Fayum. Stempera, così, gli eccessi del fauvismo per accostarsi a quella generale corrente sviluppatasi tra le due guerre che supera le esperienze avanguardistiche ripiegando su un “ritorno all’ordine”, sotto la guida dei valori classici. Gli interessi per il realismo e la tradizione traspaiono in una serie di nudi, autoritratti, nature morte e scene mitologiche. Questa svolta gli porterà nel 1928 il premio Carnegie a Pittsburg per Nature morte au gibier. Per tutta la vita, in polemica col surrealismo e rifiutando il romanticismo estremo del dadaismo, continua, con una pittura figurativa, a dipingere in chiave neoclassica.

Nel 1924 crea scene e costumi per Gigue, un balletto per le Soirées de Paris del conte Etienne de Beaumont. In questo periodo programma con Satie una serie di spettacoli, mai prodotti a causa della morte del musicista. Tuttavia utilizza parte del materiale elaborato negli incontri con Satie per l’ambientazione della suite di danze Jack in the Box di Balanchine-Satie, altra commissione di Diaghilev del 1925. Il décor è dominato da enormi nuvole bianche o nere ritagliate nel cartone e le fotografie di scena di Man Ray testimoniano le tangenze con la Revue Nègre messa in scena solo pochi mesi prima da Joséphine Baker. Nell'articolo Scene e costumi di una belva è riprodotta una di queste fotografie storiche, ove Danilova indossa il costume ispirato al bozzetto qui a fianco.

Dopo la morte di Diaghilev, Derain si occupa nel 1932 di scene, costumi, argomento e libretto de La Concurrence, una creazione di Balanchine su musica di George Auric per Ballets Russes de Monte Carlo di De Basil e Blum (si veda Le compagnie eredi dei Ballets Russes di Diaghilev (I)). L’anno successivo Balanchine lascia la compagnia per fondare i suoi Les Ballets 1933 e ingaggia musicisti e pittori di grido, tra i quali Derain. Sarà ancora il pittore a trovare l’argomento, scrivere il libretto e creare scene e costumi per altri due balletti coreografati da Balanchine nel 1933 per la sua nuova compagnia: Songes e Fastes, ispirato ai lupercali, la celebre festa annuale romana. Il bozzetto per Songes e un figurino di costume per Fastes sono riprodotti nell'articolo appena sopra linkato; altri due nell'articolo Scene e costumi di una belva. Due anni dopo il pittore crea i costumi dei personaggi della commedia dell'arte che animano Salade, per l’Opéra di Parigi.

Nel 1936 René Blum lascia i Ballets Russes de Monte Carlo per fondare Les Ballets de Monte Carlo, affidandone la direzione artistica a Fokine (si veda Le compagnie eredi dei Ballets Russes di Diaghilev (II)). Derain cura l’ambientazione ispirata al secolo XVIII del balletto di Fokine, L’Epreuve d’Amour, su tema cinese e musica attribuita a Mozart. L’anno successivo crea il décor per Harlequin in the Streets di Ashton per l’Arts Theatre di Cambridge, ripreso in una nuova versione al Sadler's Wells. Nel 1940, in seguito all’occupazione tedesca, lascia Chambourcy, dove si era trasferito nel 1935, per rientrarvi nel ’44.

Nel 48 con Mam'zelle Angot il pittore ricrea per il Sadler’s Wells l'atmosfera della Parigi durante il Direttorio e, nello stesso anno, crea scene e costumi per Que le Diable l'Emporte per Les Ballets de Paris di Roland Petit. L'impegno del pittore per il balletto si conclude con il décor per Les Femmes de Bonne Humeur per Le Grand Ballet de Monte Carlo du Marquis de Cuevas nel 1949, per La Valse di Massine del 50 e per la ripresa de La Boutique Fantasque del 1950 con coreografia di Lifar. Tuttavia continua l'impegno per il teatro: a precedenti messe in scena di due pièces, aggiungerà ancora quella di opere liriche, quale il Ratto dal Serraglio e il Barbiere di Siviglia per il festival di Aix-en-Provence. Queste, assieme ai balletti ricordati e ai numerosi lavori progettati, ma mai realizzati, collocano il lavoro di Derain per lo spettacolo in una posizione di tutto rispetto nell'ambito della sua produzione.

Nelle immagini ritratto di Derain e sue creazioni per il balletto
- André Derain con la maquette per Il Barbiere di Siviglia
- fondale per La Boutique Fantasque
- figurino di costume per la Ballerina nera in Jack in the Box
- bozzetto per Jack in the Box con le due Ballerine blu




ID=1183
8/9/2006
Marino Palleschi leggi gli articoli di Marinoinvia questo articolo ad un amicoStampa questo articoloCondividi su Facebook




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