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coreografi: Kylian


Jiri Kylian, Praga 1947

Nato a Praga il 21 marzo 1947, inizia la sua formazione nel 1956 alla Scuola di Balletto del Teatro Nazionale, studiando sia danza classica che tecnica moderna, sia jazz che folk, e frequentando inoltre, dal 1962 al 1967, il Conservatorio.
Negli anni 1967- 68, grazie ad una borsa di studio, entra alla Royal Ballet School di Londra e, immediatamente dopo, viene ingaggiato come ballerino dallo Stuttgart Ballet di John Cranko, dove, come Neumeier e Forsythe, utilizza i laboratori coreografici della Noverre Society come trampolino di lancio verso quell'attività che poi l'ha reso celebre: la coreografia. Nel 1970, infatti, firma i suoi primi lavori: Paradox e Kommen und Gehen, portato al successo dalla coppia Richard Cragun e Marcia Haydée.
Tre anni dopo ottiene un contratto di coreografo-ospite con il Nederlands Dans Theater, per esso crea Viewers, il primo di oltre 50 titoli destinati alla compagnia, seguito da Stoolgame del 1974, e nel 1975 ne diventa co-direttore lasciando definitivamente lo Stuttgart Ballet. Per il complesso olandese crea La Cathédrale Engloutie su musica di Debussy, Return to a Strange Land su musica di Janacek e Notte trasfigurata su musica di Schoenberg.

Fin da queste creazioni pare evidente che il punto fondamentale della coreutica di Kylian è quasi sempre la purezza della danza accademica sulla quale egli innesta moduli ispirati alle fonti più disparate, dalle danze popolari alle coloriture etniche, dalla danza moderna agli interessi culturali più lontani fra loro. Importante per Kylian è che un balletto si muova, pur con grande libertà, lungo uno stile ben preciso, variabile da creazione a creazione. La commistione suddetta fornisce a ciascuno dei lavori, che rimangono di impostazione marcatamente astratta e rigorosa, una precisa collocazione stilistica, caratterististica e specifica del singolo balletto, in cui i moduli del movimento acquistano valenze emotive, rendendo immediatamente leggibile un racconto non di fatti, ma di sentimenti o soltanto sensazioni.
Ne è esempio assai significativo la citata Notte trasfigurata (1975), balletto su musica di Schoenberg, per quattro ballerini e due ballerine, di stampo antinarrativo ma profondamente introspettivo e lirico, di cui è immediatamente leggibile il contenuto emotivo che narra di passione, di inganno e di perdono.
Allo stesso modo, su un registro brillante anziché lirico e introspettivo, costruito sempre partendo dalla danza accademica, si muove Symphony in D (Sinfonia in Re), del 1976, creazione fatta di situazioni umoristiche realizzate accentuando gli stessi elementi che il coreografo intende porre in ridicolo: la danse d'école si sbriciola in una sua stessa parodia brillante, giocata sulla sinfonia in Re maggiore n.101 (La Pendola) di Haydn.

Il 1978 è per Kylian un anno importante: con la creazione di Sinfonietta, presentata allo Spoleto Festival (USA) su musica del compatriota Janacek, arriverà la nomina a direttore artistico unico del Nederlands Dance Theater. Nello stesso anno crea Symphony of Psalms su musica di Stravinsky, Glagolitic Mass su musica di Janacek e Dream Dances su musica di Berio: altri tre capolavori assoluti che promuoveranno Kylian come uno dei massimi interpreti della coreografia contemporanea.

L’aspirazione dello stesso Kylian a sviluppare uno stile nuovo per ogni balletto rende impossibile e improprio distinguere vere e proprie fasi creative nel suo lavoro. Tuttavia le diverse fonti di ispirazione con le quali getta colori speciali sull’ingrediente fondamentale – la danza accademica – aiutano ad associare tra loro i lavori del coreografo ceco secondo eventuali generici tratti comuni.

Accanto a quello lirico, e a quello umoristico, un altro di questi denominatori comuni può certamente essere quello delle riletture di alcuni importanti lavori del primo '900: a partire dal 1982 esplora e rivisita titoli importanti della coreografia e della musica creando balletti come Svadebka, sua versione di Les Noces, seguito da L'enfant et le sortilege (creato su Nacho Duato nel 1984) e, nel 1986, da Silent Cries, creato in collaborazione con la moglie, su L’aprés-midi d’un faune di Debussy e da L'histoire du soldat.
Altri lavori mostrano l'interesse di Kylian per le più disparate etnie: in Stamping Grounds (1982) guarda alle danze degli aborigeni dell'Australia e tenta di penetrare nei meccanismi di una fisicità cosiddetta selvaggia. Cultura raffinatissima ed arte colta – quelle giapponesi – si riflettono, invece in Kaguyahime (1988).
Un altro tratto distintivo che accomuna più balletti è il cosiddetto filone "Black&White", così chiamato per l'assenza di colore che caratterizza il décor dei balletti in esso raccoglibili. Questi coprono un'ampia gamma di stili anche se presentano un "sovrastile" comune a tutti: quello dell'ambientazione surreale, favorita da un palcoscenico essenzialmente vuoto, salvo elementi scenici che sono spesso considerati e valorizzati al pari dei ballerini. In tutti i balletti di questa serie troneggiano costumi o parti di costumi usciti dalla prima meta' del XVIII sec. La serie in Bianco e Nero comprende: Sechs Tanze (1986), Petite Mort(1991), Sweet Dreams (1990), No More Play (1988), Sarabande (1990), Falling Angels (1989). Con questi capolavori, in parte presentati nell’importante tournée in Canada e negli USA del 1994, Kylian rende omaggio a grandi compositori della storia della musica, a Mozart coi primi due, a Webern coi secondi due, a Bach con Sarabande.

Nel 1990 Kylian crea una struttura artistico-organizzativa particolare, affiancando al Nederlands Dans Theater, che prenderà il nome di NDT1, il NDT2 e il NDT3. Col NDT1 mantiene la compagnia capofila che conta una trentina di ballerini tra i 22 e i 40 anni. Per essa Kylian apre le porte a numerosi coreografi esterni, tra cui Nacho Duato, Willyam Forsythe, Uwe Scholz. Col NDT2 pensa ad un "vivaio" e allo stesso tempo ad un gruppo dinamico che accolga i giovani dai 14 ai 22 anni, cui dedicare un repertorio appropriato con coreografie proprie, nonché di Duato, Van Manen e di altri; ad oggi il 70 per cento dei ballerini del NDT1 proviene dalle sue fila. Il NDT3 è davvero un gruppo speciale, costituito da danzatori ultraquarantenni, la cui ricchissima esperienza teatrale porta a lavorare su combinazioni di danza classica e moderna, con incursioni di mimo, prosa, espressione corporea e talvolta anche canto, dando la possibilità ai coreografi di sfruttare una forma diversa e più matura di danza. Sulle speciali potenzialità dei ballerini anziani lo avevano fatto meditare proprio le danze dei più anziani aborigeni australiani.

Oltre ad alcuni balletti già citati, inizia a creare lavori adatti alle specificità di ciascuna delle tre compagnie: Oscure Temptations (1991) con cui ha debuttato il NDT3, su musiche di Cage; Stepping Stones (1991), già allestito per lo Stuttgart, e che confluisce nel repertorio del NDT1; Double You (1994), per il NDT3 e nel 1995 coinvolge tutti i danzatori delle tre compagnie in Arcimboldo per festeggiare i vent’anni di direzione artistica del Nederlands. Sempre per l’occasione crea Bella Figura.
Successivamente nascono Trompe L’oeil, per celebrare i cinque anni di vita del NDT3 nel 1996, One of a Kind per il NDT1 e Indigo Rose per il NDT2 entrambi nel 1998 e, l’anno successivo, Deux Mensonges.

Nel 1999 rassegna le dimissioni da direttore e diviene coreografo residente continuando a creare per le tre differenti compagnie: tra i più recenti lavori si ricordano Toss of a Dice del 2005 e Tar and Feathers del 2006.

Non sono mancati al coreografo praghese numerosi riconoscimenti, tra i quali citiamo, non potendo nominarli tutti, nel 1992 il premio Danza&Danza per Petite Mort; nel 1993 a Mosca e nel 1999 a Berlino il premio Benois de la Danse per One of a Kind; e ancora la laurea da honorem dalla Juilliard School newyorkese nel 1997 e nel 2000, a Montecarlo, il Premio Nijinsky come miglior coreografo, per la miglior compagnia e ancora una volta per la miglior coreografia, sempre con One of a Kind; e infine la nomina a Officier des Arts et des Lettres da parte del Ministero della Cultura Francese e il titolo di Ufficiale dell'Orde van Oranje Nassau, la più alta onorificenza olandese, ricevuto in occasione dei festeggiamenti per i vent'anni alla testa del NDT.
Numerosissime sono state le tournée del Nederlands per presentare i lavori di Kylian; a partire dal 1978 se ne contano quasi una decina negli Stati Uniti e in Canada alle quali si aggiungono quelle nella Unione Sovietica, in Australia, in Giappone, nell’America del Sud, in Israele e in Sud Africa. La compagnia è spessissimo impegnata in brevi giri per le nazioni europee.
I balletti di Kylian sono entrati nel repertorio delle più grandi compagnie del mondo: dallo Stuttgart Ballet, al Royal Ballet inglese e all'Opéra di Parigi, dal Cullberg Ballet all'Australian Ballet, dall'American Ballet Theatre alla Rambert Dance Company, ma sono talmente tante le compagnie che appare davvero lungo citarle tutte. Ricordiamo per l'Italia l'Arena di Verona, l'Aterballetto e il Teatro alla Scala.

Nelle immagini: Jiri Kylian, Stamping Ground, Petite Mort (ph.Teatro alla Scala-M.Brescia)

Fonti: Elisa Guzzo Vaccarino, Jiry Kilyan, ed. Epos; M. Pasi, D. Rigotti, A. V. Turnbull, Danza e Balletto, ed. Jaca Book


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30/6/2006
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