torna all'Home page
Ballet Class
Una nuova rivoluzionaria app per il tuo iPhone
Un nuovo prodotto di Balletto.net
login

lo shop di danza
Body studio Modello RAD manica corta € 25.90

trame: Kameliendame, Die


4 NOVEMBRE 1978
STUTTGART BALLET, Stoccarda
Balletto in un prologo e tre atti
libr. e cor. John Neumeier; mus. Frederick Chopin; scene e cost. di Jürgen Rose
leggi l'articolo Un ballet d'action del '900: Die Kameliendame


Nel proporre la sua lettura delle vicende della cortigiana Marguerite Gautier, immortalate da Alexandre Dumas figlio, John Neumeier ha creato un capolavoro che trascende il racconto di una infelice storia d’amore, per dilatarsi nell’affresco di un’intera società schiava dell’apparenza, decisa a rinnegare la verità per la sola esteriorità. Allo scopo in Die Kameliendame Neumeier inquadra una miriade di dettagli narrativi e di personaggi-simbolo in due efficacissimi artifici drammaturgici principali.

Innanzi tutto conduce una profonda analisi introspettiva della coppia di amanti utilizzando la formula, a lui cara, del teatro nel teatro. Fa incontrare i giovani alla rappresentazione del balletto ispirato al dramma di Manon Lescaut e del Cavaliere Des Grieux e, anche in successivi momenti, suggerisce un confronto tra i destini delle due coppie di amanti dal quale emergono, per assonanza o per contrasto, le implicazioni psicologiche del rapporto tra Marguerite e Armand.

Inoltre, Neumeier ottiene un ritmo narrativo incalzante, che accentua la solitudine spirituale della donna, mediante una magistrale impaginazione degli episodi. Questa prescinde dall'ordine cronologico in cui si sono susseguiti, passando, all'occasione, dal tempo attuale, dopo la morte di Marguerite, al passato, che rivive nel ricordo di Armand o nel racconto del padre. L'effetto è realizzato creando più piani del racconto, ciascuno con una sua dimensione temporale e logistica, e scivolando dall'uno all'altro senza soluzione di continuità. In pochi momenti, scelti con sapiente parsimonia, Neumeier colloca il presente in una zona del palcoscenico, in primo piano, isolata dal resto dalle luci. Qui si ritrovano e confrontano Armand e il padre, dopo la morte di Marguerite, proprio nella casa della cortigiana, tra i suoi oggetti, esposti al pubblico per essere tra breve esitati all'asta. In tutta la zona in secondo piano scorre, invece, il passato, nel ricordo di Armand, nel racconto del padre o nella lettura che di esso fa il giovane aprendo il diario della defunta.

Versioni precedenti quella di Neumeier, che riprendevano il romanzo di Dumas, sono:
- Rita Gauthier di F.Termanini su musiche di Giuseppe Verdi (Torino, 1857)
- Camille di John Taras su musiche di Franz Schubert, arrangiate da Vittorio Rieti, per gli Original Ballets Russes (1946)
- Lady of Camelias di Anthony Tudor su musiche di Giuseppe Verdi per il New York City Ballet (1951)
- Die Kameliendame di Viktor Gsvosky su musiche di Henry Sauguet (Berlino, 1957)
- Violetta di Maurice Bejart su musiche di Giuseppe Verdi (1959)
- Marguerite et Armand di Sir Frederick Ashton su musiche di Franz Liszt, arrangiate da Searle, per il Royal Ballet che ha avuto come interpreti Margot Fonteyn e Rudolf Nureyev (1963),

Prologo. Marguerite Gautier è da poco deceduta e il suo lussuoso appartamento è aperto al pubblico perché possa esaminarne le suppellettili, in vista dell'asta organizzata per esitarli. Prima fra tutti, sopraggiunge Nanina, la fedelissima governante di Marguerite, la sola che è rimasta vicina alla cortigiana nei suoi ultimi giorni di vita. Il silenzio cupo è rotto dai rumori dei trasportatori, dei fattorini, dei curiosi e dalle note laceranti del pianoforte saggiato da un possibile acquirente. Tra i convenuti si incontrano Monsieur Duval padre e il figlio, un Armand Duval attonito e sopraffatto dai ricordi che lo legano alla defunta. Nel rivedere in mano a una visitatrice un abito da sera a lui ben noto, il giovane sfiora il collasso; ripresosi un poco, si trova sommerso dai ricordi della sua storia d’amore con Marguerite. Gli oggetti della casa di Margherita svaniscono e Armand si ritrova, col ricordo, al teatro ove aveva fatto la conoscenza di Marguerite.

Atto I. Tutto era cominciato da un loro casuale incontro al Théâtre-des-Variétés. Rappresentavano il balletto Manon Lescaut, dal celebre dramma della cortigiana di fine settecento, divisa tra l’amore per il giovane Des Grieux e il desiderio di vivere nel lusso. Proprio in quell’occasione Armand era riuscito a farsi presentare a Marguerite, la cortigiana più ammirata a Parigi in quel momento. Durante la rappresentazione Marguerite era rimasta profondamente turbata nel vedere in scena il dramma di una donna, una cortigiana, nella quale lei rifiutava di riconoscersi, nonostante le tangenze tra i due stili di vita. Parimenti, Armand, in uno stato d’euforia per la conoscenza, aveva guardato il balletto immaginando se stesso, in un ipotetico rapporto con Marguerite, come il riflesso di Des Grieux nella relazione con Manon, ma temendo un analogo tragico destino.

Al termine della rappresentazione Marguerite aveva invitato nel suo appartamento Gaston, l’amico di Armand, e la cortigiana Prudence. Si erano uniti anche Armand e l’invadente, noioso ammiratore della donna, il giovane conte N., simbolo di una società vacua e godereccia. Raggiunto l’appartamento di Marguerite, ella aveva iniziato a mostrare la sua simpatia per il giovane, cercando nel contempo di allontanare le fastidiose attenzioni del conte N. Quando, in preda a un accesso di tosse, Marguerite si era dovuta ritirare, Armand l’aveva seguita offrendo aiuto e aveva colto l’occasione del momento di intimità per prostrarsi davanti a lei comunicandole il suo amore più profondo, lasciando la giovane assai perplessa.

Tuttavia la passione di Armand aveva fatto breccia nel cuore di Marguerite, il loro rapporto era diventato intimo, anche se la cortigiana non aveva rinunciato a tuffarsi nella vita mondana, passando da un ammiratore a un altro, da una festa a un ballo mascherato a ogni altro tipo di intrattenimento. Armand era sempre rimasto ad aspettare il suo ritorno, solo con la fedele cameriera di Marguerite, Nanina, e, tra un divertimento e l’altro, la donna tornava a lui per brevi istanti, sempre piena di attenzioni e di premure, al punto di chiedere all'amante di seguirla in campagna, dove intendeva ritirarsi per qualche tempo.

Atto II. In campagna, Marguerite e Armand si erano dati agli allegri, rustici divertimenti all'aperto assieme agli amici, finché, durante una festa campestre, era avvenuto l’inevitabile incontro dei due amanti col protettore della donna, il vecchio Duca. In quell’occasione era stata Marguerite a rompere gli istanti di imbarazzo, a trattenere Armand, intenzionato a ritirarsi per lasciare la donna col Duca, a scegliere pubblicamente per la prima volta l’amante, restituendo al Duca la preziosa collana donatale e rinunciando, così, a una vita di lussi. Rimasti soli i due giovani avevano goduto di un breve periodo di felicità.

Sul palcoscenico, in primo piano si torna per pochi istanti al presente, nella casa della defunta: Armand deve interrompere il suo racconto al padre, sopraffatto dall’emozione resa insopportabile dalla vista del cappello indossato da Marguerite in quei giorni in campagna. Simultaneamente in secondo piano prosegue il ricordo degli accadimenti in campagna, forse il racconto di Duval padre. A Marguerite era stata annunciata la visita di Duval padre e ora si stava riassettando per riceverlo degnamente. Duval padre si era presentato a Margherita, all’insaputa del figlio, per imporle di interrompere la storia d’amore, per non rovinare la reputazione del giovane e quella della sua intera famiglia. La donna aveva cercato in tutti i modi di far cambiare opinione al suo ospite, senza avere successo alcuno. Perseguitata dalla visione di Manon Lescaut e di un inquietante gruppo di corteggiatori, aveva promesso di rinunciare ad Armand e all'amore, per il bene stesso dell'amato.
Approfittando di un’assenza dell’amante, lo aveva lasciato per mantener fede alla sua promessa, tornandosene a Parigi alla precedente vita dissoluta. Al suo rientro, il giovane aveva trovato la casa vuota e aveva atteso Marguerite a lungo e invano, finché la fedele Nanina gli aveva portato una lettera d’addio di Marguerite. Si era affrettato a Parigi in preda alla disperazione soltanto per scoprire la donna tra le braccia del Duca.

Atto III. Qualche tempo dopo agli Champs-Elysées Armand aveva incontrato casualmente Marguerite, in compagnia della frivola cortigiana Olympia. Si erano scambiati sguardi carichi di sentimento, per brevi istanti era sembrato che i due stessero per ritrovare un contatto affettuoso, quando, provocato da Olympia che lo corteggiava sperando in nuovo protettore, il giovane Duval aveva rivolto le sue attenzioni a quest'ultima, allo scopo di ferire Marguerite, che, completamente svuotata, era rimasta ad assistere, pietrificata su una panchina, al loro assurdo flirt.
Già devastata dalla malattia, Marguerite aveva fatto visita ad Armand per implorarlo di risparmiarle il suo comportamento umiliante e in quella occasione i due si erano riappacificati e ritrovati. Tuttavia, durante il sonno, Marguerite era stata nuovamente torturata da un incubo che le mostrava il parallelo tra il suo dramma e quello di Manon. Al risveglio, Marguerite aveva deciso di mantener fede alla sua promessa fatta al padre di Armand e aveva lasciato nuovamente il giovane amante.

Lontano dal comprendere la generosità del gesto, durante un ballo di gala il giovane Duval aveva offeso gravemente Marguerite in pubblico, consegnandole una busta di danaro come ricompensa dei suoi passati “favori”.

Col ricordo dello svenimento della donna offesa cessa momentaneamente la narrazione del passato e si ritorna al presente. Rimasto solo nella casa della defunta, Armand è raggiunto da Nanina, che gli consegna il diario della padrona. Il giovane, leggendolo, apprende finalmente di essere stato abbandonato solo per amore, apprende del declino della salute di Marguerite, di come la giovane, disperata e febbricitante, si fosse precipitata un’ultima volta in teatro per rivedere la Manon Lescaut, nella speranza di incontrare Armand. Pur avendo abbandonato lo spettacolo aveva continuato ad essere perseguitata dalla visione di una Manon, bandita in America, mentre muore tra le braccia di Des Grieux, che, fedelmente, l’ha seguita nell’esilio. Marguerite, abbandonata da tutti gli amici del tempo felice, era morta sola e in povertà dopo aver confidato le pene e le speranze di una vita alle pagine che Nanina aveva appena consegnato ad Armand.

Nelle immagini
- Heather Jurgensen e Jiri Bubenicek come Marguerite e Armand nell'ultimo momento intimo trascorso assieme in campagna
- Alexandre Riabko come Des Grieux
- Aurelie Dupont e Manuel Legris come Marguerite e Armand
- Anna Polikarpova e Lloyd Riggins come Marguerite e Armand nel loro incontro sugli Champs Elysées





ID=1261
22/9/2006
Marino Palleschi leggi gli articoli di Marinoinvia questo articolo ad un amicoStampa questo articoloCondividi su Facebook




cerca nel giornale  

scrivici - pubblicità - la redazione - i numeri della Community - disclaimer - regolamento della Community   
  Balletto.net Snc Tutti i diritti riservati  P.IVA 04097780961