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trame: Month in the Country, A


12 FEBBRAIO 1976
ROYAL BALLET, Royal Opera House, Covent Garden, Londra
Balletto in un atto
mus. Frédéric Chopin (arrangiata da John Lanchbery), libretto e cor. Frederick Ashton, scene e cost. Julia Trevelyan Oman.
Danzatori alla prima: Lynn Seymour (Natalia Petrovna), Anthony Dowell (Beliaev)


Il soggetto riprende l’omonimo dramma di Turgenev, ma Ashton ha colto dai cinque atti del complesso lavoro solo gli effetti devastanti della carica erotica di un giovane e di una conseguente passione sulla piccola comunità presente nella casa di campagna. Il balletto è ambientato nel 1850, quando fu scritto il dramma, oltre 20 anni prima che fosse rappresentato.

La famiglia di Natalia Petrovna è raggiunta in villa da Beliaev, il precettore del figlio di lei, in un momento di riposo per la famiglia. L’atmosfera è rilassata e informale: Natalia è comodamente distesa e chiacchiera con l’amico di famiglia, il marito legge il giornale in poltrona, mentre un cameriere gli serve da bere, il loro figlio è alla scrivania e Vera, la giovane governante, sta suonando Chopin al pianoforte. L’arrivo del giovanotto, che conquista definitivamente il suo pupillo, regalandogli un aquilone, mette tutti di buon umore: la simpatia dell’uomo trascina le due donne e il ragazzino in un’allegra danza. Ben presto, però, si fanno sentire gli effetti della sua presenza carica di un erotismo che coinvolge tutti: il pupillo lo adora, Vera è lusingata dalle attenzioni che le manifesta, Natalia si sente attratta e presto il forte interesse si trasforma in passione. Ma la comunità non può reggere il forte influsso del giovanotto e presto giunge la nemesi. Nonostante la passione di Natalia sia destinata a non essere consumata, finisce comunque col distruggere le persone che sfiora. La prima vittima è la stessa Natalia che, scoperta da Vera in un atteggiamento tenero col precettore, è destinata a far violenza su se stessa per soffocare la passione, cercando di salvare rispettabilità e matrimonio. Ma soffriranno sia lo stesso Beliaev, che dovrà allontanarsi da casa e lavoro, che il figlio di Natalia ormai affezionatissimo al giovanotto. E, naturalmente, ne usciranno sconvolti sia il marito di Natalia che la giovane Vera, sentitasi tradita da Beliaev, che l’aveva illusa flirtando anche con lei. Nel momento in cui si consumano tutti questi piccoli drammi appare chiaro che a causarli non è stata tanto un’apparente personalità forte e fascinosa, quanto un comportamento superficiale e irresponsabile del giovane.

La scelta delle musiche è stata travagliata. Dopo molti dubbi sul compositore verso cui orientarsi, Ashton accolse il suggerimento di usare musica di Chopin, avanzato da Sir Isaiah Berlin, un’autorità sulla letteratura russa. Dopo una lunga, vana ricerca dei pezzi adatti, la decisione fu favorita da una coincidenza: Michael Somes prestò ad Ashton un disco di musica di Chopin, che, tuttavia, non impressionò il coreografo più di tanto. Quando Ashton volle acquistarne una copia per sé, scoprì che la versione prestatagli era fuori commercio e ripiegò su una registrazione, diretta da Claudio Arrau, che eseguiva i pezzi in ordine cronologico di composizione. Quella musica, così impaginata, apparve ad Ashton l’accompagnamento perfetto del suo balletto russo.

Nonostante la scelta delle musiche sia stata tutto sommato fortuita, forse non è un caso che Ashton si sia lasciato attrarre da un collage che conteneva variazioni sul tema di “Là ci darem la mano” dal Don Giovanni. Sembra che Ashton abbia voluto stabilire un parallelo tra la carica erotica devastante del seduttore mozartiano e quella di Beliaev, se si considera che l’allusione a Don Giovanni è ulteriormente sottolineata nella scena, dove, seguendo la moda di metà ‘800, le pareti del salone sono decorate da stampe che illustrano l’opera mozartiana. Le musiche scelte sono:

- Variazioni per piano e orchestra su un tema dal Don Giovanni di Mozart (“Là ci darem la mano)”;
- Grande fantasia sulle Arie Polacche per piano e orchestra, op.13;
- Andante Spianato per piano;
- Grande Polonese per piano e orchestra.

Nell'immagine: Sylvie Guillem come Natalia Petrovna in un epaulement, cifra distintiva della grammatica ashtoniana, Photo Bill Cooper




ID=1286
6/8/2006
Marino Palleschi leggi gli articoli di Marinoinvia questo articolo ad un amicoStampa questo articoloCondividi su Facebook




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