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coreografi: Neumeier


John Neumeier, Milwaukee 1942


UN PRIMO SGUARDO. Dopo una formazione da ballerino classico e moderno, attraverso la Noverre Society di Cranko, debutta con Separate Journeys nel 1968. Nel quinquennio successivo, assume la direzione del Balletto di Francoforte, per il quale darà le proprie versioni di Romeo and Julia (Romeo e Giulietta), Der Nussknacker (Schiaccianoci), Daphnis und Cloe (Dafni e Cloé), e Le Sacre.
Nel 1975 passa alla direzione dell'Hamburg Ballet, compagnia che in breve tempo acquista un risalto mondiale non indifferente. La sua produzione all'Hamburg, nonché in altre note compagnie mondiali, è grandissima. Ai balletti sinfonici, che seguono i cicli mahleriani, si affiancano quelli spirituali, fra i quali Matthaus Passion, Magnificat, Requiem, e quelli letterari, come Ein Sommernachtstraum (Sogno di una Notte di Mezza Estate), Le Baiser de la Fée, Othello, Peer Gynt, Die Kameliendame , Medea, Cinderella Story, Odysée, West Side Story.
Considerato un maestro del balletto drammatico, alla padronanza delle costruzioni coreografiche classiche e moderne accosta sapientemente intuizioni teatrali e un raffinato gusto nella costruzione psicologica e narrativa di trame e personaggi.


LA SCHEDA APPROFONDITA. John Neumeier nasce a Milwakee nel Wisconsin (USA), il 24 febbraio 1942, da un capitano di marina tedesco e da madre polacca.
Inizia nella sua città i primi studi di danza (acrobatica, tip tap, broadway stile), ma solo negli anni in cui frequenta la Marquette University, dove si laureerà in Letteratura e Teatro Inglese, prenderà le sue prime lezioni professionali di danza classica con Sheila Reilly e inizierà a collaborare con la coreografa Sybil Shearer.
La sua formazione prosegue in Europa, prima con Vera Volkova a Copenhagen e successivamente alla Royal Ballet School di Londra, dove nel 1963, notato da Marcia Heydée e Ray Barra, viene segnalato a John Cranko che, a sua volta, lo scrittura per lo Stuttgart Ballet di cui ben presto diventerà prima ballerino solista e poi coreografo.
Nel 1969 Ulrich Erfurth lo chiama alla direzione del Balletto di Francoforte dove si segnalerà all'attenzione del pubblico e della critica per la sua nuova lettura dei classici come Romeo and Julia (Romeo e Giulietta, 1971), Der Nussknacker (Schiaccianoci, 1971), Daphnis und Cloe (Dafni e Cloe, 1972) e Le Sacre (La sagra della primavera, 1972).
La sua esperienza come direttore prosegue nel 1973 alla testa del Balletto dell'Opera di Amburgo, chiamato a coprire questo ruolo per iniziativa di August Everding; sotto la sua direzione la compagnia viene completamente riorganizzata, diventando una delle principali formazioni della scena tedesca e acquistando velocemente risonanza internazionale, ospitata nei teatri di tutta Europa, in America del Nord e del Sud, in Russia e in Asia.

Nel corso degli anni Neumeier approfondisce la sua ricerca sul balletto drammatico a serata, che di lavoro in lavoro, lo porta a trovare una sua personale scrittura coreografico-narrativa.
L'intera produzione è attraversata da un'enorme passione e una profonda conoscenza per la musica, che sovente lo porta ad utilizzare nello stesso balletto musiche di compositori di epoche e poetiche lontane. Se in seguito riporteremo numerosi esempi di creazioni per le quali Neumeier impagina brani di diversi musicisti, ora, a titolo d'esempio, ci limitiamo a ricordare l'accostamento di Rimsky-Korsakov, Shostakovich, Chopin e Schumann in Nijinsky, straordinario balletto, creato nel 2000, e preceduto, su analogo argomento, da Vaslaw. In particolare i brani da Rimsky-Korsakov sono impiegati per evocare la leggenda e alcuni episodi della vita del grande ballerino, mentre la musica di Prokofiev inquadra le sofferenze di uno dei massimi artisti del '900 nel più generale contesto degli orrori della guerra. A questo proposito ricordiamo che Neumeier ha sviluppato un tale interesse per la figura di Nijinsky da portarlo a raccogliere la più importante collezione di cimeli che lo riguardano, oggetto di un'esposizione parigina.
All'interno del suo percorso creativo si individuano facilmente alcuni motivi ispiratori, secondo i quali è possibile raggruppare i lavori.

Un primo corpus, abbastanza nutrito, in cui vengono mantenute le musiche delle versioni originali a cui Neumeier fa riferimento, è costituito dalla rilettura dei grandi classici del repertorio ballettistico, siano essi i balletti romantici o post-romantici ottocenteschi, siano le creazioni del primo '900.
Tra i primi vanno citate le personalissime proposte di Neumeier dei celebri balletti Tchaichovskiani di Petipa e Ivanov. Illusionen wie Schwnanensee (Illusioni come Il Lago dei Cigni, 1976), ispirato a Ludovico II di Baviera, narra il dramma di un re, il quale, deposto a causa dei suoi disturbi mentali, ricorda i tempi felici rallegrati dalle rappresentazioni del classico Lago. L'illusione del palcoscenico diventa realtà, con la sua identificazione in Sigfried e con quella di una misteriosa presenza che lo perseguita in Rothbarth. In Dornroschen (La bella Addormentata, 1978) la nota favola è usata come cornice per raccontarci un po' di storia del balletto e proporci alcuni elementi coreutici dell'800 e '900. In Der Nussknacker (Schiaccianoci, 1971), invece, il misterioso maestro Drosselmeyer conduce Maria nel magico mondo della danza, in un vero e proprio balletto danzatissimo, tributo al linguaggio classico del movimento. Le rivisitazioni dei classici ottocenteschi includono anche Giselle (1983 e 2000) e Sylvia, creato nel 1997 per l'Opera di Parigi, secondo una drammaturgia rielaborata autonomamente.
Per quanto riguarda le riletture dei balletti del '900, a Le Baiser de la Fée (1972), Daphnis und Cloe (1972) e a Le Sacre (1972, ripreso per l'Hamburg Ballet nel 1975), già creati per il Frankfurt Ballett, si aggiungono altri titoli che furono dei Balletts Russes: L'Aprés-midi d'un Faune (1996), Petrushka (1982), preceduto da Petrushka - Variations (1976), Le spectre de la Rose (1989), Sheherazade (1997), seguito da altre versioni nei due anni successivi.

Un secondo ciclo di balletti è costituito da quei lavori la cui fonte d'ispirazione sono i personaggi o i temi trattati nelle grandi opere letterarie e teatrali. Tra questi in particolare ci sono i balletti in cui si rifà a commedie o drammi shakespeariani, come i già citati Romeo und Julia (Romeo e Giulietta, 1971), creato per Francoforte su musica di Prokofiev e rifatto in una nuova versione nel 1981 per l'Hamburg Ballet, e Ein Sommernachtstraum (Sogno di una notte di mezza estate, 1977) su musiche di Mendelsshon e Ligeti. A questi si aggiungono: Mozart und Themen aus Wie es Euch gefallt (Mozart o temi da "Come vi piace", 1985); Othello (Otello, 1988) su musica di Nana Vasconcelos, Arvo Pärt, Alfred Schnittke ed altri; Hamlet - Connotations (Amleto, 1997) su musica di Aaron Copland, rifatto più volte. Tra i vari rifacimenti di quest'ultimo ricordiamo quello del 1977, dal titolo Hamlet, su musica di Michael Toppet.
Al di là del filone shakespeariano, non possiamo non citare: Kameliendame (La signora delle camelie, 1978), su musica di Chopin, ispirato al racconto di Alexandre Dumas; Endestation Sehnsucht (Un Tram che si chiama desiderio, 1983), su musiche di Prokofiev e Schnittke, che riprende l'omonimo dramma di Tennesse Williams, incentrato sul degrado fisico e psichico di Blanche, rovinata dall'alcool e dalla sua condotta scandalosa. Il pericoloso gioco di seduzione che conduce con Stanley, il rozzo marito della sorella Stella, la condurrà a subire violenze, non solo psicologiche. Assieme a Medea (1990), su musica di Bartok, Schnittke, Bach, Galasso, i due precedenti balletti furono creati per Marcia Haydèe e il Balletto di Stoccarda. Ancora si pensi a Die Möve (Il Gabbiano, 2002) su musiche di Shostakovich, Glennie, Tchaikovsky, Skrjabin, in cui viene ripreso il dramma di Cecov adattandolo liberamente in un balletto a serata intera. I personaggi originali sono Nina, un'aspirante attrice che suscita sentimenti di passione al giovane Kostja, aspirante drammaturgo per il teatro; Trigorin, il seduttore della giovane, scrittore di successo; la celebre attrice, amante di Trigorin e madre di Kostja, il giovane destinato a un amore infelice. Neumeier mantiene i rapporti tra i personaggi, ma cambiando l'ambientazione: trasforma attrici e scrittori per il teatro, in ballerine, coreografi e maitre de ballet, aspiranti tali o affermati che siano.
Tod en Venedig (Morte a Venezia, 2003), invece, ispirato al racconto di Thomas Mann, mescola la musica di Bach a quella di Wagner, mentre Peer Gynt (1989), su musica appositamente commissionata ad Alfred Schnittke, rappresenta l'epopea, secondo il dramma di Henrik Ibsen, dell'anti-eroe incarnazione di ogni manchevolezza del genere umano. La complessità del personaggio è resa da Neumeier facendo rappresentare il suo lato sensuale, il suo aspetto fanciullesco, quello aggressivo, la sua stessa anima da diversi danzatori. Le sue poco onorevoli avventure, dallo stupro alla discesa nel regno dei troll, dall'ascesa come star in una sorta di Hollywood ai disturbi mentali che ne segnano la caduta, hanno un epilogo di redenzione grazie all'amore della paziente Solveig.
Infine citiamo Don Juan (1972) su musica di Gluck e Odyssee (1995) da Omero che, su musica di George Couropos, presenta la ricerca del proprio lato femminile, incarnato in Penelope, dopo dieci anni di esaltazione della componente mascolina rappresentata dalla guerra.

In questo gruppo possono rientrare anche i balletti ispirati alle favole, come Cinderella Story (Una storia di Cenerentola, 1992), su musica di Prokofiev o addirittura ai grandi miti, quali Tristan, incluso nella prima versione di Artus-Sage (La leggenda di re Artù, 1982), che tratta la saga medievale, su musica di Sibelius, Henze ed altri, attraverso il contrasto tra il desiderio di Artù di portare ordine in un mondo di violenza e il caos generato dalle umane debolezze.

In un terzo gruppo possiamo riunire veri e propri balletti sinfonici, dettati dalla grande passione di Neumeier per la musica e i musicisti. Tra questi spiccano le sue letture coreografiche delle Sinfonie di Mahler: su parecchie crea un balletto a partire da Dritte Symphonie (1975), sulla Terza Sinfonia, fino al recente Nachtswanderung (2005), sulla Settima. Oltre che sulle Sinfonie, Neumeier ha creato coreografie anche su altre composizioni di Mahler: tra queste ci limitiamo a citare quelle del ciclo Knabe Wunderhorn.
In questo gruppo si collocano anche alcuni omaggi ai compositori più amati: Mozart 338 (1984) e Fenester zu Mozart (1991), basati in larga misura sulla musica del compositore viennese; Meyerbeer e Schumann (entrambi del 1974), ispirati all'omonimo compositore, mentre lo String Quintet in C-major è una riflessione sul suo compositore, Schubert. Il concerto in sol per pianoforte e orchestra di Ravel accompagna il balletto sinfonico Now and Then (1993), creato su Karen Kain per il National Ballet of Canada.

Infine abbiamo i balletti ispirati alla sua ricerca sui grandi temi spirituali come Il Magnificat (1978), creato per l'Opera di Parigi, La Suite n. 2 (1980), La Suite n. 3 (1981) e Matthaus Passion (La Passione secondo Matteo (1981), tutti e quattro coreografati sulle musiche di Bach. Ne La Passione secondo Matteo, importante lavoro della durata di quattro ore, gli artisti sembrano appartenere a una comunità intenta a rappresentare la Passione sotto forma di un mistero medievale. Tra tutti, si staglia la figura di un Cristo, vero Dio e vero uomo. A questi lavori si aggiungono Requiem (1991), su musiche di Mozart, o ancora Messiah (1999), sull’Oratorio di Handel, mescolato a musiche di Arvo Part. Nel gruppo può rientrare anche la trattazione di un noto episodio biblico sviluppata in The Legend of Joseph (1977), su musica di Strauss.

Non possono non essere citate le rievocazioni dei musical che Neumeier riallestisce per l'Hamburg Ballet: West Side Story (1978) e On the town (1991); più vicine alla rivista sono Bernstein dances (1998), su musiche di Leonard Bernstein e Shall we dance? (1986), su musiche di Gershwin.

Per quanto riguarda Neumeier ballerino, va ricordato che nel 1984 Bejart ha creato per lui e Marcia Haydée la coreografia Les Chaises, mentre dal 1981 interpreta il ruolo principale della Passione secondo Matteo.

Nel 1978 Neumeier fonda la scuola di Balletto dell'Opera di Stato di Amburgo, che, stabilitasi nell'autunno 1989, assieme alla compagnia, nel nuovo Ballettzentrum, dotato di nove sale e di un collegio, fornisce attualmente più della metà dei ballerini della compagnia.
Il rapporto tra Neumeier e la città di Amburgo è saldo sin dalla sua nomina nel 1996 a Intendent, carica che gli conferisce la totale autonomia gestionale e amministrativa all'interno dell'Opera di Stato di Amburgo.
John Neumeier si prodiga per avere un contatto continuo col pubblico, sia attraverso i Workshops della sua compagnia - ovvero lectures demonstrations a "tema", programmate quattro volte all'anno, che rappresentano un appuntamento abituale in cui vengono analizzati vari aspetti del repertorio corrente e temi generali della danza, contribuendo alla formazione di un pubblico più critico e competente - sia attraverso l'organizzazione del Nijinsky Gala a cui partecipano artisti provenienti dalle maggiori compagnie di danza del mondo. Il Gala propone di anno in anno un tema che si ispira o a un argomento o ad un genere affrontato dalla compagnia durante la stagione, o ad un evento della danza internazionale.

Numerose le compagnie internazionali di balletto che hanno in repertorio creazioni o balletti del repertorio di John Neumeier e molti i premi e riconoscimenti attribuitigli: il Dance Magazine Award (1983), la Laurea ad Honorem Causa in Belle Arti della Marquette University di Milwakee (1987), il titolo di Professore del Senato della città di Amburgo, il Golden Mask nel 2000, il più alto riconoscimento russo per le arti della scena, e tanti altri.



Fonti: Silvia Poletti, John Neumeier, ed. L'Epos; Romeo e Giulietta, Libretto di sala, Teatro lirico di Cagliari, stagione 2006; 30 Jahre Hamburg Ballet, programma della 30th Anniversary Season 1973-2003; Marie-Francoise Christout, John Neumeier, articolo in La Dame aux Camélias, programma di sala dell' Opéra 2006; Serata Ravel, Programma di Sala, Arcimboldi Milano, Stagione 2002-2003.

Nelle foto, a partire dall'alto: John Neumeier, © Hamburg Ballet; Jiri Bubenicek in Illusionen wie Schwnanensee; Ivan Urban in Die Möve; Otto Bubenícek e Anna Polikarpova in Nijinsky © Foto di Holger Badekow



Per un ulteriore approfondimento sulla poetica del coreografo si consiglia la lettura dei seguenti articoli:
- In dialogo con John Neumeier
- Un ballet d'action del '900: Die Kameliendame
- Romeo und Julia di John Neumeier: la rappresentazione della verità
- Intervista a Silvia Azzoni





ID=1296
12/9/2006
Manuela Mulas, Marino Palleschi leggi gli articoli di grisinvia questo articolo ad un amicoStampa questo articoloCondividi su Facebook




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