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trame: Suite en Blanc


23 LUGLIO 1943
THEATRE NATIONAL DE L'OPERA DE PARIS, Balletto dell'Opéra di Parigi
Balletto in un atto suddiviso in dieci studi coreografici
cor. Serge Lifar, mus. Edouard Lalo (estratti da Namouna), décor André Dignimont
Primi interpreti: Serge Lifar, Lycette Darsonval, Solange Schwarz, Yvette Chauviré, Micheline Bardin, Marianne Ivanoff, Paulette Dynalix, Roger Fenonjois, Roger Ritz (Roland Petit nel Pas de cinq).
Galleria fotografica Lifar



Creato nel 1943 da Serge Lifar al Palais Garnier per la compagnia dell’Opéra di Parigi, di cui egli era allora coreografo, maître de ballet e danzatore, Suite en Blanc è un balletto in un atto unico composto da dieci sequenze o studi coreografici così ripartiti:

Ouverture
La Sieste (tre danzatrici)
Thème varié (pas de trois)
Sérénade (variazione per una danzatrice)
Presto (pas de cinq)
La Cigarette (variazione per una danzatrice)
Mazurka (variazione per un danzatore)
Adage (pas de deux)
La Flûte (variazione per una danzatrice)
Fête foraine (finale)


Nel 1954, in Le livre de la danse, Lifar scrisse:

Sylvia, Le Chevalier et la Damoiselle, Joan de Zarissa, Istar… Una pausa era necessaria, o almeno un bilancio, un compendio, una revisione delle mie acquisizioni plastiche, ed è quel che ho cercato di fare nel 1943, con Suite en Blanc […]
Questo balletto è una vera e propria parata tecnica, un bilancio dell’evoluzione della danza accademica nel corso degli ultimi anni, un conto da pagare presentato al futuro da parte del coreografo di oggi. […] Nel comporre Suite en Blanc, mi sono concentrato esclusivamente sulla danza pura, indipendentemente da ogni sorta di considerazione; ho voluto creare delle belle visioni, visioni che non hanno nulla di artificiale, di cerebrale. Ne è risultata una successione di piccoli veri e propri studi tecnici, di frammenti coreografici indipendenti gli uni dagli altri, uniti tra loro da uno stesso stile neo-classico.”

Privo di ogni linea d’azione, di libretto e di scenario, si tratta dunque di un’opera di “danza pura”, un’antologia di pas d’école neo-classici destinata a mettere in valore le qualità tecniche del corpo di ballo e delle étoile, verso cui Lifar nutriva una grande passione.
Il quadro iniziale vede i solisti e il corpo di ballo al completo disposti in scena, immobili, su tre piani differenti – palcoscenico, praticabile e due scale laterali che conducono alla scena rialzata, per l’appunto – in pose plastiche tipicamente lifariane: vi si ritrova sin da subito la posa in tendu alla seconda col piede di terra sensibilmente en-dedans per permettere lo sfiancamento al limite della rottura di equilibrio, con le braccia arrotondate, l’una piegata sulla testa, l’altra alla seconda démi-hauteur (similmente a quanto mostrato nella quarta fotografia). Si potrebbe così parlare d’ispirazione manierista, piuttosto che puramente classica o neo-classica, per utilizzare la terminologia abitualmente impiegata dagli storici dell’Arte, che porterebbe conseguentemente a un’indagine sull’utilizzo dell’espressione “neo-classico”, necessitante uno spazio di riflessione maggiore rispetto a quello presente.
Al pas de marche le disposizioni si sciolgono, i gruppi escono di scena per dare spazio alla danza nelle forme stabilite.
Il primo studio coreografico, La Sieste, è interpretato da tre danzatrici in tutù romantico che si muovono sulla scena dolcemente e in maniera assai misurata.
Il Thème varié è un pas de trois in cui una danzatrice viene accompagnata da due cavalieri, i quali a turno alternano momenti di partering ad assoli, in cui compiono jetés entrelacés e entrechats.
La Sérénade e il Presto sono due variazioni per soliste, la seconda può essere definita come un esercizio di stile sulle batterie, in dialogo diretto con quattro danzatori che interagiscono a loro volta.
Seguono altre due celebri variazioni, spesso interpretate al Concours annuel de promotion interne dell’Opéra, esame necessario ai ballerini della compagnia per salire di grado nella gerarchia del corpo di ballo: La Cigarette, di cui si parlerà in seguito, e La Mazurka, variazione per un danzatore piena di virtuosismi.
Nell’Adage il danzatore (Lifar stesso alla creazione) porta la ballerina in scena sulla spalla, rivolta nella direzione opposta rispetto alla sua, e la posa a terra soltanto dopo una danza d’assieme. Il coreografo, nel creare quest’entrata, riprende la tradizione delle danze di corte del XVII° secolo in cui la danzatrice fa il suo ingresso trasportata da un carro fiorito o da una macchina rappresentante una fontana, o ancora da un’altra costruzione decorativa. Il balletto romantico aveva già ripreso tale usanza nei finali sotto forma di ensembles statici; Lifar al contrario sembra voler rimettere in movimento questi gruppi scultorei.
L’ultima variazione, quella de La Flûte è abbracciata dall’intero corpo di ballo, vera e propria ghirlanda coreografica lifariana, impegnato in figure di passi a due, dove vediamo ad esempio le ballerine in semicerchio nella posa di attitude devant, sostenute con una mano sopra alla testa dai danzatori, i quali compiono una promenade attorno alla partner per poi prenderla alla vita e portarla decisamente in avanti con la gamba di terra ora piegata, rompendo l’equilibrio e la linea fino ad allora mantenuti.
Giunge infine la Fête foraine, il finale in cui i solisti intrecciano in un crescendo, manèges di jeté à l’italienne, piqués en dehors, chaînés e fouettés.

Il dizionario della danza neo-classica lifariana del 1943 presenta così una grande varietà di arabesques: arabesques décalées, arabesques col ginocchio a terra, arabesques portées, arabesques alla seconda, nonché doppi tours en l’air tombés, la sesta e la settima posizione con i loro sviluppi e le loro attitudini (vedi illustrazioni) e i risultati delle ricerche svoltesi nel corso delle sue classi di adagio (fu infatti Serge Lifar a introdurre all’Opéra di Parigi le lezioni di pas de deux).

La musica di Suite en Blanc, composta da Édouard Lalo, è estratta dal balletto in due atti e tre quadri Namouna, il cui libretto apparteneva in origine a Charles Nuittier e a Lucien Petipa. Il balletto, la cui storia rocambolesca di pirati e di schiavi si ispirava a Namouna, lungo poema di Alfred de Musset, e alle Memorie di Casanova, fu dapprima ripreso da Louis Mérante nel 1882 per l’Opéra di Parigi e in seguito da Léo Staats, che lo ridusse ad un semplice divertissement per una tournée a Firenze della compagnia. Serge Lifar, che avrebbe potuto ricostruire la versione di Mérante attraverso la trasmissione di numerosi danzatori, tra cui la grande Carlotta Zambelli, che, avendone fatto esperienza diretta, ne avevano conservato la tradizione, decise piuttosto di proporre un’opera d’ispirazione differente. Per questo nuovo progetto decise di mantenere la versione semplificata da Staats della ricca partizione di Lalo, che egli considerava una “musica assolutamente coreografica”.
Namouna, la protagonista del balletto, in origine danzava un pas de deux con una sigaretta in mano, scena tanto attesa che non mancò di provocare grande scalpore tra il pubblico (ben prima della Carmen di Roland Petit). Nel 1863, a causa di un incidente avvenuto otto mesi prima durante le prove di una ripresa del balletto La Muette de Portici, la ventunenne Emma Livry, giovane interprete romantica, morì in seguito a ustioni provocate dall’incendio del suo tutù. Da allora Namouna, interpretata fra le altre da Rita Sangalli nel 1882, la celebre creatrice del ruolo di Sylvia, andò in scena con una sigaretta spenta, le ballerine del corpo di ballo erano infatti intimorite dalla possibilità che la solista potesse incidentalmente appiccare fuoco al loro costume.
Serge Lifar nella sua variazione della “Cigarette” volle ricreare gli effetti delle volute del fumo attraverso i movimenti fluttuanti delle braccia, della testa e del busto della ballerina.

Suite en Blanc fu creato inizialmente con un scenografia composta da un praticabile e due scale laterali dietro cui si apriva un giardino alla francese dipinto su fondo blu; dopo la guerra queste scene vennero sostituite con un semplice fondo nero, in contrasto col bianco dei costumi, come previsto dal progetto originale. In principio Serge Lifar voleva infatti intitolare il balletto Noir et Blanc in corrispondenza al linguaggio astratto della coreografia, ma Jaques Rouché, direttore dell’Opéra in quegli anni, premette per Suite en Blanc, desiderando iscrivere il balletto nella linea diretta della grande tradizione del ballet blanc del XX° secolo di cui fanno parte Les Sylphides di Michel Fokine e Suite de danses d’Ivan Clustine, già nel repertorio della compagnia. In occasione della presentazione, da parte del balletto dell'Opéra, proprio di questi due balletti a Zurigo il 19 e 20 Giugno 1943, Lifar volle dare a quella serata il nome di "Suite en Blanc", ripreso poi per il suo balletto.
Serge Lifar utilizzò il titolo Noir et Blanc dopo la guerra quando rimontò l’opera per i Nouveaux Ballets de Monte-Carlo; questa versione diede luogo al celebre duello con spada, uno degli ultimi del secolo, tra il coreografo e il marquis de Cuevas, nuovo direttore della compagnia dal 1947, divenuta al suo arrivo International Ballet of the Marquis de Cuevas. Quest’ultimo infatti presentò Noir et Blanc a Parigi nel 1958 al Théâtre des Champs-Elysées, con Nina Vyroubova (La Cigarette, che aveva già interpretato all’Opéra), Serge Golovine (La Mazurka), Rosella Hightower (La Flûte) tra gli altri, malgrado il permesso rifiutato da Serge Lifar, il quale non voleva vedere il suo balletto danzato dalla compagnia che per l’appunto aveva mutato nome. L’episodio dal carattere mediatico del duello portò in seguito notevoli benefici ad entrambe le parti.

Sempre nel 1958 il balletto dell’Opéra di Parigi ottenne un successo trionfale in Russia, con Yvette Chauviré, Liane Daydé, Marjorie Tallchief, Michel Renault e Peter Van Dijk fra gli interpreti principali, in occasione degli scambi coreografici tra la capitale francese e Mosca. Oggi Suite en Blanc è nuovamente in cartellone a Parigi ed è curioso notare come certe dinamiche possano in un certo senso riproporsi: si sta parlando infatti, a proposito del balletto, di una probabile entrata in repertorio al Mariinsky di San Pietroburgo.


Suite en Blanc figura oggi nel repertorio delle seguenti compagnie:

- Australian Ballet
- Ballet de l’Opéra de Bordeaux
- Ballet de l’Opéra National de Paris
- Ballet National du Brésil Rio de Janeiro
- Ecole de l’Opéra National de Paris
- Houston ballet
- Tokyo Ballet


Bibliografia:

- Jean Laurent e Julie Sazonova, Serge Lifar, rénovateur du Ballet français, Paris, Buchet Chastel, 1960 ;
- Serge Lifar, Le livre de la danse, Paris, Les éditions du Journal Musical français, 1954.


Nelle immagini:

- Serge Lifar in occasione della creazione nel 1943.
- Ballet de l'Opéra de Paris, Suite en Blanc.
- Émilie Cozette e Mathieu Ganio, Suite en Blanc, Foto: Lidvac.
- Jean-Guillaume Bart, Suite en blanc, Foto: Moatti.
- Illustrazione della sesta posizione tratta dal Traité de Danse Académique di Lifar.
- Illustrazione della settima posizione tratta dal Traité de Danse Académique di Lifar.


ID=1411
3/11/2006
Pier Paolo Gobbo leggi gli articoli di Pierinvia questo articolo ad un amicoStampa questo articoloCondividi su Facebook




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