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scenografi e costumisti: Chagall


Marc Chagall, Vitebsk 1887 – Saint-Paul-de-Vence 1985

UN PRIMO SGUARDO. Pittore russo naturalizzato francese, nasce in una modesta famiglia ebraica, ma nel 1910 riesce a trasferirsi a Parigi per approfondire i suoi studi, grazie all’aiuto di un mecenate. Le sue creazioni sono presto influenzate dai gruppi avanguardistici coi quali viene in contatto: allusioni al movimento cubista e a quello fauve, soprattutto nelle luminose scelte cromatiche, affiorano nelle sue composizioni. Queste risentono fortemente del neoprimitivismo russo nell’impaginare elementi tradizionali dell’arte sacra delle icone assieme ad altri mutuati dalla cultura ebraica o dal folklore e dalla vita delle campagne russe. Ne viene uno stile fantastico-simbolico che miscela immagini fiabesche e irreali, ma poetiche e ingenue, con una sensibilità quasi primitiva. Tutto questo fa sì che venga spesso associato agli esponenti dell’Ecole de Paris, a volte segnalato come un precursore del surrealismo, ma più propriamente inquadrato nel variegato gruppo che raccoglie le differenti proposte dell’espressionismo, in questo caso slavo.

Tornato in patria, allo scoppio della prima guerra mondiale vi resterà fino al 1922, quando, a Mosca, crea leggendari murales per il Teatro Ebraico Kamerni. Nell’estate del 1922 si trasferisce con la famiglia a Parigi, dove il mercante d’arte Ambrose-Vollard gli propone la realizzazione di importanti cicli grafici. Dopo lo scoppio della seconda guerra mondiale si rifugia dal 1941 in America; qui realizza scene e costumi per le produzioni del Ballet Theatre, tra le quali figura Aleko (1942) di Léonide Massine su musica di Tchaikovsky. Nel 1945 per l’American Ballet Theatre realizza il décor per L’Oiseau de feu di Adolph Bolm su musica di Stravinsky. Dall’agosto del 1948 ritorna definitivamente in Francia e pratica nuovi mezzi espressivi: ceramica, vetrate, arazzi, sculture, non lasciando, però, le litografie. Nel 1958 torna al balletto con Daphnis et Chloé di Serge Lifar per l’Opéra di Parigi.
Dagli anni ’60 in poi realizza grandi opere monumentali, tra le quali: le 12 vetrate per la Sinagoga dell’Ospedale Hadassah di Gerusalemme; i decori per L’Opéra Garnier a Parigi; i murales per la Metropolitan Opera House al Lincoln Center di New York.


LA SCHEDA APPROFONDITA. Pittore russo naturalizzato francese, nasce in una modesta famiglia ebraica; dopo le prime esperienze a Vitebsk come apprendista ritoccatore presso un fotografo e come allievo di Pen, a San Pietroburgo studia presso la Scuola della Società Imperiale per la Difesa delle Belle arti e, successivamente, si iscrive alla scuola d’arte di Elisabetta Zvantseva, dove studia con Bakst. Qui, a San Pietroburgo, inizia a sviluppare una pittura espressionista, che impagina, con una sensibilità naif indotta dal movimento neo-primitivista russo, elementi tradizionali dell’arte sacra delle icone, immagini della cultura ebraica o tratte dal folklore e dalla vita delle campagne russe.

Ben presto, grazie a un mecenate, può permettersi di perfezionare gli studi a Parigi. Qui, nel 1910, stringe amicizia con Guillame Apollinaire e Robert Delaunay, entra in contatto con le avanguardie e coi maggiori artisti dell’epoca e queste frequentazioni influiscono sui primi capolavori al punto che nelle sue composizioni cominciano ad affiorare precise allusioni al movimento cubista, alla violenza deformante e coloristica fauve e alla pittura figurativa di Gaugin. In particolare da Matisse e dai fauves verrà quella forte luminosità caratteristica di uno stile fantastico-simbolico e soprattutto di una poetica giocata su immagini improbabili, irreali e fiabesche, che, se in parte avvicinano Chagall al futuro surrealismo, associano l’artista agli esponenti dell’Ecole de Paris e fanno più propriamente confluire le sue creazioni nel variegato gruppo che raccoglie le differenti proposte espressioniste, in questo caso di matrice slava.

Dopo la prima esposizione a Berlino nel 1914 torna a Vitebsk e allo scoppio della prima guerra mondiale sarà costretto a restare in Russia fino al 1922. Di questi anni sono le sue celebri serie Vitebsk, Gli Ebrei, Gli Innamorati. Nella città natale fonda l’Istituto d’Arte Moderna, che dirige fino al 1920, quando subentra Malevich. Sostenitore della rivoluzione d’ottobre, anche in seguito a disaccordi col gruppo dei suprematisti, lascia Vitebsk per Mosca, dove crea scene, costumi e leggendari murales per il Teatro Ebraico Kamerni.

Nell’estate del 1922 si trasferisce con la famiglia a Parigi, dove compone la prima incisione per illustrare la sua autobiografia Ma Vie e il mercante d’arte Ambrose-Vollard gli propone la realizzazione di altre opere grafiche: le illustrazioni delle Anime Morte di Gogol, de La Bibbia e delle Favole di Lafontaine. Rifiutato l’invito ad unirsi al movimento surrealista, negli anni ’30 si impegna in una serie di viaggi per tutta Europa esponendo un po’ ovunque con successo, anche se in Germania le sue opere cominciano ad essere requisite e bruciate pubblicamente. Ottenuta la cittadinanza francese, dopo lo scoppio della seconda guerra mondiale questa gli viene revocata a seguito delle leggi antisemite approvate dopo l’occupazione tedesca del suolo francese. Si rifugia prima nel sud della Loira per ripiegare dal 1941 in America, dove realizza scene e costumi per le produzioni del Ballet Theatre. Tra queste figura Aleko (1942) di Léonide Massine, ispirato al poema drammatico Gypsies di Pushkin e su musica di Tchaikovsky. Il pezzo forte della produzione fu proprio il décor di Chagall: quattro sipari dipinti a mano e oltre settanta costumi molti dei quali decorati a mano dallo stesso artista. Dopo la morte della moglie Bella, grazie agli interventi dell’unica figlia ritorna a lavorare nel 1945 per l’American Ballet Theatre realizzando scene e costumi per la versione de L’Oiseau de feu di Adolph Bolm su musica di Stravinsky e ad occuparsi di grafica con le litografie per Le Mille e una notte. Dall’agosto del 1948 ritorna definitivamente in Francia dove comincia ad illustrare Daphnis et Chloé e, trasferitosi a Vence, pratica nuovi mezzi espressivi: ceramica, vetrate, sculture, non lasciando, però le litografie. Nel 1958 torna al balletto con Daphnis et Chloé di Serge Lifar per l’Opéra di Parigi.
Dopo il secondo matrimonio, intensifica e diversifica la sua attività e negli anni ’60 e ’70 realizza opere monumentali: le 12 vetrate dedicate alle tribù di Israele per la Sinagoga dell’Ospedale Hadassah di Gerusalemme (1960); quelle per la cattedrale di Metz (1962), per la sede delle Nazioni Unite a New York (1964) e per la cattedrale di Reims (1974); i cartoni degli arazzi per la sala del Parlamento di Tel Aviv (1963); i decori per il soffitto dell’Opéra Garnier a Parigi (1963-64); il mosaico per l’Università di Nizza (1968); i due grandi murales sulla nascita e il trionfo della musica per la Metropolitan Opera House al Lincoln Center di New York e, in occasione della sua inaugurazione, le scene e i costumi del Flauto Magico di Mozart. Si aggiunge nel 1972 il ciclo di litografie per l’Odissea di Omero.

Durante un breve viaggio in Russia firma i murales del Teatro Ebraico. Poco prima della morte, tre importanti esposizioni celebrano il suo 97-esimo compleanno: al Centre Pompidou di Parigi, alla Fondazione Maeght di Saint-Paul e al Musée National Message Biblique di Nizza, che era stato dedicato nel 1973 unicamente all’artista.

Nelle immagini opere di Chagall
- Autoritratto con sette dita, 1913
- Bozzetto finale per Aleko, 1942
- Figurini di costume per Aleko e Zemfira in Aleko, 1942
- Copertina del programma di sala della stagione 1942-43 dei Ballet Russe


ID=1450
1/12/2006
Marino Palleschi leggi gli articoli di Marinoinvia questo articolo ad un amicoStampa questo articoloCondividi su Facebook




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