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scenografi e costumisti: Mirò


Joan Mirò, Montroig (Barcellona) 1893 – Mallorca 1983


UN PRIMO SGUARDO. Pittore, ceramista e scultore catalano, dopo aver intrapreso gli studi artistici a Barcellona, nel 1919 si trasferisce a Parigi, tornando però in Spagna ad ogni estate. Nella capitale francese conosce artisti e poeti dell’avanguardia dadaista capeggiata da Tristan Tzara e si lega ai principali esponenti del movimento surrealista, di cui finisce per abbracciare il credo nel 1924. Nelle sue opere impagina forme coloratissime incurante di ogni effetto prospettico e in tal modo, incoraggiato dal poeta André Breton, sviluppa la componente astratta del surrealismo.
Nel 1926 Diaghilev affida a lui e a Max Ernst la messa in scena di Romeo and Juliet di Nijinska-Balanchine-Lambert, un balletto che, dopo il debutto a Montecarlo, farà scandalo alla ripresa parigina: sarà interrotto dalle proteste di Louis Aragon e di André Breton, leader del movimento surrealista, che condannano la partecipazione di Mirò ed Ernst a un’impresa capitalista. Negli anni ’30 Mirò produce i primi collages e sperimenta l’uso dei materiali più disparati. Nel 1932 firma sipario, scene e costumi di Jeux d'Enfants, balletto di Massine-Kochno-Bizet per i Ballets Russes di Monte Carlo. Nel 1936, a causa della Guerra Civile, decide di stabilirsi a Parigi con la famiglia, e là dipinge un grande murale, Il Falciatore, un’opera, oggi perduta, di denuncia nei confronti della guerra civile. Dopo lo scoppio della seconda guerra mondiale, Mirò rientra in Spagna con la famiglia per vivere stabilmente a Montroig e a Palma di Mallorca, lasciandole temporaneamente in occasione di importanti esposizioni, in musei e gallerie europei e statunitensi. Si dedica alle sculture monumentali e ai grandi murali in ceramica, realizzati in collaborazione con Josep Llorens Artigas, i quali dimostrano il suo particolare interesse per l’arte-arredo pubblico. Tra queste opere si ricordano: murales per l’Università di Harvard e per il Palazzo dell’Unesco a Parigi.


LA SCHEDA APPROFONDITA. Pittore, ceramista e scultore catalano, studia contemporaneamente all’Istituto Commerciale e all’Accademia di Belle Arti (Llotja) per poi dedicarsi alla pittura, perfezionandosi alla scuola d’arte diretta da Francesco Galì e al Circolo Artistico di Sant Lluc, fino alla sua prima mostra, tenutasi nel 1918 a Barcellona per interesse del mercante Josep Dalmau. Nel 1919 si reca a Parigi dove fa visita a Picasso, viene in contatto col gruppo dadaista del poeta rumeno Tristan Zara, stringe amicizia con André Masson e Max Jacob e si accosta al movimento surrealista, al quale aderirà nel 1924. Nel frattempo espone anche a Parigi, seguito sempre da Dalmau, opere gremite di forme in bilico tra l’astratto e il figurativo, impaginate su una superficie senza alcun effetto prospettico, sviluppando in tal modo, con la piena approvazione del poeta André Breton, la componente astratta del surrealismo.

Nel 1926 passa in un nuovo studio, vicino a quello di Max Ernst, e proprio in quel periodo Diaghilev si interessa al nascente movimento surrealista, ne visita la mostra parigina e torna a Montecarlo con un paio di lavori di Ernst e Mirò per Lifar, ma anche con l’accordo per usarne gli ingrandimenti come décor per il Romeo and Juliet, che stava per mettere in scena con musica di Constant Lambert e coreografia di Bronislava Nijinska e George Balanchine. Inoltre, a Ernst commissiona due sipari e a Mirò affida i costumi e la disposizione scenica. Dopo il debutto di Montecarlo, alla prima parigina il balletto fa esplodere lo scandalo: Louis Aragon e André Breton fanno piovere sulla platea una quantità di volantini ove firmano una protesta contro la partecipazione di due esponenti del movimento surrealista a un’impresa capitalistica. Dettagli sulla produzione e sull’intera vicenda si trovano nell’articolo Uno scandalo surrealista.

Dopo un viaggio del ’28 nei Paesi Bassi si dedica a una serie ispirata agli Interni Olandesi e, nel corso degli anni ’30, alterna il soggiorno a Parigi a lunghe permanenze a Montroig e Barcellona ed espone a New York. E’ in questi anni che intraprende la serie Ritratti Immaginari, illustra con litografie L’Albero dei Viaggiatori di Tristan Zara e avvia le prime sperimentazioni di collages, bassorilievi, sculture e di supporti per la sua pittura, allo scopo, secondo le sue stesse parole, di “assassinare la pittura”.

Nel 1932 firma sipario, scene e costumi di Jeux d’Enfants, creato da Léonide Massine su musica di Georges Bizet e libretto di Boris Kochno per i Ballets Russes di Monte Carlo. In proposito si veda il bozzetto riprodotto nell'articolo Le compagnie eredi dei Ballets Russes di Diaghilev (I), che contiene anche qualche notizia sul balletto.

Allo scoppio della guerra civile spagnola nel 1936 decide di stabilirsi a Parigi, dove si fa raggiungere dalla moglie e dalla figlia: dipinge un’opera di denuncia nei confronti della guerra civile, il grande murale Il Falciatore, oggi perduto, che presenta al Padiglione del Governo Repubblicano Spagnolo dell’Esposizione Universale di Parigi del 1937, dove è presente anche Picasso con Guernica. Nel 1940, a seguito dei bombardamenti tedeschi in Normandia, dove ha ripiegato, Mirò rientra in Spagna con la famiglia per vivere a Montroig e a Palma di Mallorca, ma rifiuta di partecipare ad alcuna manifestazione artistica sotto il regime franchista. Nel 1941 il MOMA di New York organizza una grande retrospettiva del maestro e, poco dopo, Mirò avvia una lunga collaborazione con Josep Llorens Artigas iniziando a realizzare con lui opere in ceramica. Nel 1947 prende parte a "Le Surréalisme en 1947: Exposition internationale du surréalisme" alla Galerie Maeght a Parigi, organizzata André Breton e Marcel Duchamp.

Dagli anni ‘50 alterna i soggiorni in Spagna a visite a Parigi e negli Stati Uniti, e si dedica alle sculture monumentali e ai grandi murali in ceramica, sempre realizzati in collaborazione con Josep Llorens Artigas, i quali dimostrano un particolare interesse per l’arte-arredo pubblico: nel 1951 completa un murale per l’Università di Harvard, commissionatogli da Walter Gropius, che rimpiazzerà nel 1960 con uno in ceramica; nel 1958 si inaugurano i murales per il Palazzo dell’Unesco a Parigi e successivamente, per l’inaugurazione della Fondazione Maeght a Sain Paul in Provenza, realizza Labirinto, una serie di sculture e ceramiche che completano l’edificio progettato da Josep Lluis Sert. Al ritorno da un viaggio in Giappone del 1966, dove il Museo Nazionale d’Arte di Tokyo gli dedica una retrospettiva, crea un murale per il Museo Guggenheim di New York, seguito da un pannello monumentale per l’aeroporto di Barcellona. Entrambe le opere sono realizzate in ceramica con la collaborazione di Josep Llorens Artigas. Nel 1972 si costituisce la Fondazione Mirò a Barcellona, che aprirà al pubblico nel 1975 in una sede disegnata da Josep Lluis Sert.

Nelle immagini:
- Le Carnaval d'Arlequin
- disposizione scenica di Romeo and Juliet
- maquette per Jeux d'Enfants





ID=1601
22/3/2007
Marino Palleschi leggi gli articoli di Marinoinvia questo articolo ad un amicoStampa questo articoloCondividi su Facebook




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