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scenografi e costumisti: Goncharova


Nathalia Goncharova - Ladyzhino (Tula) 1881, Parigi 1962


UN PRIMO SGUARDO Pittrice russa, naturalizzata francese, conosce Michel Larionov, suo futuro compagno e marito, studiando all’Istituto di Pittura, Scultura e Architettura di Mosca. All’inizio della sua attività abbraccia il Neo-primitivismo, uno stile vicino al folklore e all’arte popolare russi, che propone forme geometriche semplificate, di un colorismo violento, realizzate, però, incorporando tecniche colte, tratte dalla pittura delle icone. In questa sua prima fase artistica emerge anche l’influenza dell’arte europea occidentale, assorbita in occasione di importanti esposizioni moscovite, da lei stessa organizzate. Dal 1912 aderisce anche al raggismo (rayonism), teoria elaborata da Larionov nel tentativo di rappresentare gli oggetti evidenziando gli incroci dei raggi luminosi da essi riflessi.
Goncharova è principalmente associata alle produzioni di Diaghilev per i Ballets Russes: inizia, durante una prima visita a Parigi, con Le Coq d'or nel 1914 di Fokine-Rimsky Korsakov e, dopo il suo ritorno in patria, quando nel 1915 Diaghilev la chiama a Losanna, assieme a Larionov, perché collabori al suo progetto di ricostituire la compagnia, scioltasi allo scoppio della Guerra, disegna i figurini di Liturgie, balletto mai realizzato. Nel 1916 Diaghilev le affida la nuova versione di Sadko, con coreografia completamente rinnovata da Adolph Bolm. Stabilitasi con Larionov a Parigi in forma definitiva, continua a collaborare con Diaghilev per la produzione di Renard (1922), affidata anche a Larionov, di Les Noces (1923), entrambi di Stravinsky-Nijinska e della nuova versione de L’Oiseau de Feu (1926) di Stravinsky-Fokine. Nel 1924 progetta scene e costumi per Une Nuit sur le Mont Chauve della Nijinska. Dopo la morte di Diaghilev nel 1929 la sua creatività si appanna, ma aggiunge ancora qualche importante contributo per il teatro soprattutto per i Ballets Russes du Colonel de Basil, per il quale preparerà il décor di Le Cendrillon di Fokine nella stagione londinese del 1938.


LA SCHEDA APPROFONDITA. Pittrice russa, naturalizzata francese, completa la sua formazione all’Istituto di Pittura, Scultura e Architettura di Mosca dove incontra Michel Larionov, che diventerà suo compagno e marito, oltre che mentore delle sue doti artistiche.

Nei primi anni del ‘900 lavora per l'editoria disegnando ed illustrando pregevolissime monografie futuriste, mentre lo stretto contatto con le tradizioni contadine mantenuto nell’infanzia trascorsa nelle campagne di Tula la porta, nelle sue composizioni, ad attingere al repertorio folkloristico del suo paese e ad abbracciare dal 1907 le idee del Neo-primitivismo. E’ questo uno stile grafico non lontano dal folklore russo, che propone forme geometriche semplificate, a volte distorte e piatte, accese da colori violenti e puri, ispirate agli oggetti realizzati dai maestri dell'arte popolare russa, realizzate, però, anche incorporando tecniche e composizioni colte, tratte dalla pittura delle icone e legate al simbolismo religioso Ortodosso. Tuttavia in questa sua prima fase artistica neo-primitivista emerge anche l’influenza dell’arte francese, assorbita in occasione di importanti esposizioni moscovite, da lei stessa organizzate. Infatti dal 1906 Goncharova interviene nelle più disparate iniziative artistiche: allestisce ed espone nelle mostre L’Anello a Kiev, Bersaglio a Mosca, organizzata da Larionov, e in quelle volute dai più importanti circoli artistici moscoviti. Tra questi figurano i gruppi Vello d'oro e Fante di Quadri, movimento, quest’ultimo, di artisti russi neoprimitivisti, tra i fondatori del quale figura la stessa Goncharova. E’ proprio l’esposizione di questo gruppo che la fa accostare alla pittura di Gaugin, Matisse, Cezanne e Toulouse-Lautrec e la porta a piegare le sue creazioni neo-primitiviste alle soluzioni coloristiche di Gaugin e dei Fauves per quanto riguarda le sue vivide scelte cromatiche, nonché alle ricerche decostruttive sullo spazio effettuate da Cezanne e dai Cubisti. Praticando il neo-primitivismo, ad esempio con Evangelists e con una serie di dipinti di contadini russi, Goncharova realizza grazie a questa influenza una sintesi tra la tradizione russa e il gusto occidentale.

Alla mostra del 1910 del Fante di Quadri è presente Wassili Kandinsky, uno degli amici più cari della pittrice, che, di rimando, l'invita a partecipare alla seconda esposizione del Blaue Reiter tenutasi a Monaco di Baviera nel 1912. Come conseguenza, ben presto la Goncharova si ritira dal movimento del Fante di Quadri e si allontana dal neo-primitivismo per sperimentare linguaggi diversi in corrispondenza con la nascita delle avanguardie russe, lasciandosi influenzare dai geometrismi del cubismo e da quelli di Depero, conosciuti durante i suoi soggiorni romani. Con vena polemica organizza assieme a Larionov l’esposizione Coda d’Asino, alla quale partecipa Chagal, e finisce con l’aderire al raggismo (rayonism), teoria elaborata da Larionov tra il 1912 e il 1913, secondo la quale la pittrice propone Cats e Green and Yellow Forest. Si tratta di uno stile effimero nella durata, ma di grande importanza per l'evoluzione della pittura astratta in Russia; sostanzialmente mira a rappresentare gli oggetti evidenziando gli incroci dei raggi luminosi da essi riflessi. Allo stile non sono estranee le idee futuriste diffuse in quegli anni in Russia dalle visite di Marinetti; nel 1913 Goncharova e Larionov firmano il Manifesto Raggista Futurista.

Nel 1914 Goncharova visita Parigi ove progetta il décor per la produzione di Le Coq d'or commissionatole da Diaghilev per i suoi Ballets Russes. Con le scene e i costumi per questa opéra-ballet di Rimskij Korsakov-Fokine conquista il pubblico parigino, proponendogli il mondo contadino russo trattato coi principi cubisti e con uno sfolgorante senso dei colori più accesi. Dopo una mostra di lavori suoi e di Larionov alla Galerie Paul Guillaume, torna in Russia appena dopo lo scoppio della guerra.

Nel frattempo, allo scoppio della prima Guerra mondiale la compagnia dei Ballets Russes si è sostanzialmente sciolta e Diaghilev ha finito col ritirarsi vicino a Losanna dove inizia a pensare al modo di riunire di nuovo una compagnia. Nel giugno 1915 l’impresario invita Goncharova e Larionov a lasciare la Russia per trasferirsi in Svizzera e collaborare al suo progetto di ricostituzione dei Ballets Russes. Quando i due lo raggiungono nella villa vicino a Losanna, a Goncharova viene affidato il décor di Liturgie, spettacolo imperniato sulla vita di Cristo. A Losanna si eseguono anche delle prove dirette da Massine, incaricato della coreografia, ma il progetto non vedrà mai la luce. Tuttavia restano gli spettacolari figurini dei costumi progettati da Goncharova riprendendo uno stile neo-primitivista (dettagli in proposito e la riproduzione di un figurino di costume per Liturgie si trovano nell’articolo 1915, otto mesi a Losanna).

Nel 1915 Goncharova realizza scene e costumi per Il Ventaglio Goldoni al Théâtre de Cambre di Mosca e l'anno successivo accompagna Diaghilev in un determinante viaggio in Spagna e in Italia, dove viene a contatto con Balla e Depero. L'esperienza apporta alle sue creazioni a venire elementi tratti dal folklore spagnolo e gli stimoli necessari a contribuire alla formazione del cubo-futurismo russo, movimento che raccoglierà i talenti della russia rivoluzionaria. Nel 1916 Diaghilev le affida la nuova versione di Sadko, con coreografia completamente rinnovata da Adolph Bolm.

Dal 1919 Larionov e Goncharova si stabiliscono definitivamente a Parigi, naturalizzandosi francesi circa vent'anni dopo.
Gli anni '20 sono un intenso periodo di lavoro. Nell’inverno del 1920-21 partecipa all’Esposizione Internazionale d’Arte Moderna, tenutasi a Ginevra, e successivamente espone a Tokyo e a New York, dove nel 1921 mette in scena Ygrouchka. In questi anni continua anche a lavorare per i Ballets Russes di Diaghilev collaborando alla produzione di due suoi balletti, entrambi su musica di Stravinsky e con coreografia della Nijinska: nel 1922 prende parte al lavoro di Larionov per Renard e nel 1923 fornisce il décor per Les Noces. Questo secondo progetto era nato nella mente di Diaghilev molti anni prima, addirittura pensando a Nijinsky come coreografo, e Goncharova si era vista commissionare scene e costumi per il balletto fin dai tempi di Losanna, nel 1915. Il progetto era stato rimandato, anche per i ritardi di Stravinsky nel terminare la partitura, e nel frattempo la pittrice aveva rifatto quattro volte l’intero décor. I bozzetti delle varie proposte mostrano che Goncharova era partita da un progetto ancorato al già praticato colorismo violento e alle consuete immagini di una gioiosa festa nuziale contadina, rimpiazzate dopo sette anni dall’austera versione definitiva. Approderà, infatti, a una concezione radicalmente opposta, assolutamente in linea con la coreografia di Nijinska che toglie alle nozze ogni connotazione gioiosa di folklore. I sobri costumi bianchi e marroni, le linee asciutte e l'asciutto impianto scenografico costruttivista, i pallidi colori freddi, nella loro efficace essenzialità, assecondano la coreografia che presenta le nozze contadine russe come un rito universale necessario alla comunità contadina, provata da durissimo lavoro, per sopravvivere perpetuandosi (il bozzetto definitivo è riprodotto nella galleria fotografica Ballets Russe, seconda fase: 1914-1929).

Nel 1924 seguono le scene e i costumi per Une Nuit sur le Mont Chauve della Nijinska e, due anni dopo, nel 1926, Diaghilev le commissiona la seconda versione de L'Oiseau de Feu di Stravinsky-Fokine, che sarà riallestito dal Sadler’s Wells nel 1954.
Dopo la morte di Diaghilev nel 1929, la creatività di Goncharova inizia a declinare per ravvivarsi, ma solo brevemente, attorno al 1948, a seguito di una rivalutazione del raggismo. Tuttavia, aggiunge ancora qualche importante contributo per il teatro soprattutto per il Grand Ballet du Marquis de Cuevas e per i Ballets Russes du Colonel de Basil, per il quale preparerà il décor di Le Cendrillon di Fokine nella stagione londinese del 1938.
Si ricordano anche Sur le Borsythène di Lifar nel 1932 a Parigi, in collaborazione con Larionov, e Bogatyri di Massine nel 1938 a New York.

Nelle immagini: bozzetti, figurini e costumi di N. Goncharova
- Bozzetto per Le Coq d’or
- Costume per Re Dodone ne Le Coq d’or
- Costume per Sadko
- Bozzetto per Les Noces, I versione mai realizzata
- Bozzetto per L’Oiseau de feu





ID=1712
1/6/2007
Marino Palleschi leggi gli articoli di Marinoinvia questo articolo ad un amicoStampa questo articoloCondividi su Facebook




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