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scenografi e costumisti: Gross Hugo


Valentine Gross Hugo, Capécure (Boulogne-sur-Mer) 1887 – Parigi 1967


UN PRIMO SGUARDO. Artista francese, dopo i suoi studi di pittura a Parigi, segue le proposte dei primi anni dei Ballets Russes di Diaghilev, immortalandone alcuni momenti significativi in una serie di pastelli e schizzi, che, in tempi recenti, aiuteranno Millicent Hodson e Kenneth Archer nel loro lavoro di ricostruzione del Sacre di Nijinsky e di altri balletti voluti da Diaghilev e andati perduti.
Nel 1919 sposa Jean Hugo, pronipote di Victor Hugo, e col marito lavora nel 1921 ai costumi per Les Mariés de la Tour Eiffel, un balletto di Jean Cocteau e Jean Börlin per i Ballets Suédois. Nel 1924 collabora con Cocteau e col marito alla realizzazione degli artifici scenici del Romeo e Giulietta di Cocteau-Massine, un’azione mimata della tragedia concepita per le Soirées de Paris del conte Etienne da Beaumont. Nel 1926 incide 24 silografie dei costumi progettati dal marito per quella produzione.
Lo stesso anno, fa la conoscenza del gruppo dei surrealisti e inizia i disegni dei costumi per il film La Passion de Jeanne d'Arc di Dreyer, che finirà nel 1928. Per un breve periodo si lega sentimentalmente a Eluard e, poco dopo, a Breton fino al 1932, anno in cui divorzia dal marito. Dal 1930 al 1937 partecipa al movimento surrealista e si dedica a pittura, disegno, incisione e fotografia. Dipinge il celebre Les surrealists (1932-1948) ed illustra libri di Eluard, Breton, Char, Crevel, Lautréamont, d’Arnim e Rimbaud. Muore nel 1968 in solitudine. Nel 1977 viene allestita a Troyes una vasta retrospettiva della sua opera.


LA SCHEDA APPROFONDITA. Artista e scrittrice francese, figlia del musicista Auguste Gross, Valentine Marie Augustine Gross si interessa sin dall’infanzia al teatro, alla musica e all’arte in generale. Dal 1907 al 1909 studia pittura a Parigi all’Ecole des beaux-arts, Atelier Humbert, e proprio nell’ultimo anno di studi ha l’occasione di assistere tra le quinte al debutto della compagnia di Diaghilev al Thèâtre du Châtelet.

L’esperienza è determinante e la spinge nei successivi sei anni a seguire le rappresentazioni dei Ballets Russes, registrandole in numerosissimi schizzi, pastelli e acquarelli. Alcuni di questi, precisamente “etudes de danse d’aprés Karsavina, Nijinsky, Isadora Duncan”, sono esposti nel 1913, grazie alla sponsorizzazione della Galerie Montaigne, nel foyer del teatro degli Champs-Élysèes la sera della contestata prima de Le Sacre du Printemps di Stravinsky-Nijinsky. Al di là del loro valore artistico, questi lavori sono un’importante testimonianza delle proposte dei Ballets Russes e forniscono la possibilità di maturare idee su creazioni coreografiche andate perdute. Accanto ai disegni e alle silografie che fissano le più celebri pose di Nijinsky e Karsavina nei primi capolavori dei Ballets Russes, vanno ricordati i sei pastelli dedicati ai principali momenti della coreografia di Jeux e la grande quantità di schizzi ispirati a Le Sacre du Printemps. In tempi recenti, ad essi si riferiranno Millicent Hodson e Kenneth Archer per il lavoro di ricostruzione del Sacre di Nijinsky e di altri balletti voluti da Diaghilev e andati perduti. Un disegno della Gross utilizzato per ricostruire la coreografia della danza dell’Eletta è riprodotto nella galleria fotografica Ballets Russes, prima fase: 1909-1914. Ammiratrice incondizionata di Nijinsky, la Gross fissa le pose fondamentali dei balletti proposti da Diaghilev in una serie di piccoli carnet di schizzi, che poi riprende per fissare le sue impressioni in opere tecnicamente più complesse. L’editore Maurice de Brunoff pubblica i suoi pastelli in Comoedia, lussuosa rivista dedicata al teatro, ed essi sovente figurano nei programmi di sala delle “stagioni russe”. Lo stesso editore le commissiona una storia della danza illustrata, Mouvements de la danse de l’Antiquité à nos jours, ma la Gross, che non la terminerà mai, licenzia soltanto il primo capitolo, apparso nella Revue archéologique. Fornisce anche disegni di moda alla rivista La Gazette du bon ton.
Dopo l’allontanamento di Nijinsky dai Ballets Russes nel 1913, resta legata al ballerino, ma sembra disinteressarsi alle successive proposte di Diaghilev e solo in seguito si riavvicinerà all’impresario per chiedergli l’autorizzazione ad eseguire disegni di Léonide Massine

Nel secondo decennio del ‘900, dopo il successo dell’esposizione del 1913, la Gross riceve artisti e personaggi alla moda nel suo atelier parigino: così conosce Misia Sert e stringe amicizia, tra gli altri, con Erik Satie, Jean Cocteau, Marcel Proust, André Gide. Partecipa con Cocteau e Satie alle prime discussioni relative al progetto del balletto Parade, ma rimarrà estranea alla sua successiva realizzazione da parte di Diaghilev. Nel 1917 incontra Jean Hugo, pronipote dello scrittore Victor Hugo, e lo sposa due anni dopo nonostante la contrarietà dei genitori di lui.

Nel 1921 assiste il marito nella progettazione dei costumi, a lui commissionati, de Les Mariés de la Tour Eiffel, un balletto di Cocteau per i Ballets Suédois con musiche del gruppo Les Six, salvo Dury, e coreografia di Jean Börlin. Dettagli sul lavoro rappresentato a Parigi al Théâtre des Champs Elysés si trovano nella biografia di Börlin.

Nel 1924 Jean Cocteau riprende un adattamento del Romeo e Giulietta - già da lui condensato in precedenza - per le Soirées de Paris del conte Etienne da Beaumont, dirette da Léonide Massine, il quale ne concepisce una realizzazione mimata accompagnata dal suono di cornamuse. La produzione per il Théâtre da la Cigale di Parigi si caratterizza per singolari artifici scenici concepiti dalla Gross, da Hugo e da Cocteau. Per i dettagli su tali espedienti si rimanda all’articolo Le Soirées de Paris di Etienne de Beaumont. Inoltre Valentine nel 1926 realizza 24 silografie che riprendono i disegni del marito per i costumi di questo Romeo e Giulietta. Due riproduzioni di tali costumi si trovano nell’articolo appena sopra linkato.

Nel 1926 incontra i surrealisti e ad una delle loro prime esposizioni conosce Paul Eluard, col quale avrà una breve relazione sentimentale, restando poi in termini di stretta amicizia con lui fino alla di lui scomparsa.

Dal 1926 al 1928 la Gross disegna i costumi per il film La Passion de Jeanne d'Arc di Carl Theodor Dreyer, per la scenografia del quale Jean Hugo collabora con Hermann Warm. In questi anni l'artista si accosta sempre di più al movimento surrealista, mentre iniziano le divergenze col marito, che porteranno alla separazione nel 1929 e al divorzio nel 1932. Tuttavia, resterà sempre in ottimi rapporti con Jean fino alla di lei morte. All’inizio degli anni ’30 ha una relazione con André Breton, col quale vive e lavora fino al 1932, anno in cui si allontana anche dal leader del movimento surrealista.

In questo periodo frequenta anche gli altri esponenti del surrealismo - tra i quali Gala, Salvador Dali, Max Ernst, Renè Char e Tristan Tzara – finisce per abbracciare questo movimento e vi partecipa intensamente dal 1930 al 1937. Si dedica a pittura, fotografia ed incisione, abbandonando la silografia per la litografia e la puntasecca. Dipinge il celebre Les surrealists (1932-1948), nel quale sono rappresentati Eluard, Breton, Tzara, Crevel e Char e nel 1933 espone coi surrealisti al Salon des Surindipendants. Illustra Chants de Maldoror (1933) di Lautreamont, Contes Bizarres (1933) di Achim d’Arnim, Les Animaux et Leurs Hommes (1937) di Eluard, Les Poetes de Sept Ans (1939) di Rimbaud e libri di Breton, Char, Crevel.
Nel 1940, su invito del direttore di Radio-Mondial, lavora qualche mese per quella stazione radiofonica, finché la stessa finisce sotto il controllo tedesco dopo l’invasione della Francia. Negli anni ’50 e ’60 partecipa ad altre trasmissioni radiofoniche per poi ritirarsi in completa solitudine a Parigi nei suoi ultimi anni di vita. Nel 1977 viene allestita a Troyes una vasta retrospettiva della sua opera.

Nelle immagini: opere di Valentine Gross
- Les surrealists, dipinto
- Nijinsky in Le Dieux bleu, encausto
- Schollar, Karsavina, Nijinsky in Jeux, pastello
- Copertina del programma di sala dei Ballets Russes, 1914: Michail e Vera Fokina in Shéhérazade




ID=1736
12/6/2007
Marino Palleschi leggi gli articoli di Marinoinvia questo articolo ad un amicoStampa questo articoloCondividi su Facebook




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