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trame: Marché des Innocents, Le


5 MAGGIO 1859 (23 APRILE del calendario giuliano)
col titolo Le Marché de Paris o Le Marché Parisienne
TEATRO BOLSHOI KAMENNY DI SAN PIETROBURGO, San Pietroburgo
balletto pantomimo in un atto
libretto e coreografia Marius Petipa, musica Cesare Pugni, scene Cambon e Thierry
Primi interpreti: Marie Sergeyevna Surovshchikova (prima moglie di Petipa) (Lizette, poi rinominata Gloriette), Marius Petipa (Simon), Timofei Stukolkin (Marquis Megrèle, poi rinominato Lindor).

29 MAGGIO 1861
ripresa col titolo mutato ne Le Marché des Innocents
TEATRO IMPERIALE DELL’OPERA DI PARIGI, PARIGI
Interpreti: Marie Sergeyevna Surovshchikova (prima moglie di Petipa) (Gloriette) nel suo debutto parigino, Louis Mérante (Simon), Dauty (Lindor), L. Marquet (Denise)



LA TRAMA. L’azione si svolge nella piazza parigina chiamata “Il mercato degli innocenti” dove, a sinistra, è ubicato il negozio di Gloriette, un’affascinante modista, e a destra quello di Simon, suo spasimante. La piazza è animata da acquirenti e da venditori ambulanti d’ogni tipo di mercanzia: pescivendoli, fioraie, fruttivendoli e quant’altro. Simon sceglie un cesto di ciliegie tra la sua merce e lo lascia accanto al negozio di Gloriette, come dono per l’amata. Il mercato si svuota, la donna esce danzando, nota le ciliegie e i biglietti galanti lasciati da tutti i suoi ammiratori e danza ancora assieme a Simon.
Sopraggiunge un gruppo di attori girovaghi e le maschere della Commedia dell’Arte imbastiscono una rappresentazione mimata e danzata. Al termine arriva Lindor, uno stravagante incroyable, facendosi strada col suo bastone e, appena nota Gloriette, è subito preso dalla sua bellezza. Lindor si inchina profondamente iniziando così un serrato corteggiamento, al quale Gloriette risponderà prendendosi gioco dell’uomo: egli cerca del danaro da dare agli attori perché si allontanino, ma la ragazza lo previene e, sottrattogli il borsellino, lo vuota delle monete nelle loro mani. Gloriette finge di ignorare lo spasimante, si siede all’aperto accingendosi a cucire e, quando l’uomo cercherà di prenderle la mano, ella sarà lesta a pungerlo con l’ago. Lindor arriva a punto di chiederle di sposarlo, ma Gloriette lo respinge e svia la sua attenzione facendogli notare uno strappo nella sua calza. Si offre di ripararglielo e durante l’operazione l’uomo tenterà più volte di baciarla, ma la donna sarà lesta a pungerlo nuovamente. Ma la gentilezza di Gloriette è solo un pretesto per gabbare Lindoro, per di più sotto gli occhi di Simon, cucendo un buffo pendaglio alla calza dell’uomo (Variation de Gloriette; Mazurka). Lindor non si accorge della beffa, ringrazia e si congeda promettendo di farsi vivo al più presto.

Nel frattempo è scoppiata una rissa tra le pescivendole: gli animi si scaldano, ma il contenzioso sarà sedato dall’intervento di altri commercianti e una danza generale suggellerà la riconciliazione (Pas des dames de la Halle).
E’ di ritorno Lindor con un enorme mazzo di fiori che offre a Gloriette, quando sopraggiunge Denise, l’amante di Lindor, infuriata per il comportamento leggero di costui. L’uomo cerca di minimizzare spiegando che Gloriette ha semplicemente rammendato la sua calza. Ma Denise, fattogli notare che il pendaglio cucito alla calza dimostra che è stato gabbato, lo allontana e si avvicina a Gloriette per dirle il fatto suo. Ma la modista la fa subito tacere mostrandole un portafoglio in suo possesso. Alla vista dell’oggetto Denise sbianca e chiede alla rivale di non rovinarla (neppure il libretto originale chiarisce il senso di questo portafoglio, ma, secondo Volinine, che interpretò il lavoro, dovrebbe contenere lettere compromettenti che proverebbero l’esistenza di altri amanti di Denise oltre a Lindor (Ivor Guest)). Gloriette consegna il portafoglio a Denise e costei, sollevata, si offre di ricambiare il favore in qualche modo. Quando Gloriette le spiega che vorrebbe sposare un giovanotto bello, ma povero e che ella stessa non ha dote alcuna, Denise, richiamato Lindor, si fa consegnare le banconote in suo possesso e le consegna a Gloriette come dote. Simon e Gloriette, felici, ringraziano poiché ora possono coronare il loro sogno d’amore, Lindor si dichiara rovinato, ma consolato dal fatto che Simon non è affatto bello, il che gli lascia aperta una chance per l’avvenire. Il lavoro termina con una danza generale.


NOTA STORICA. Petipa era giunto a San Pietroburgo nel 1847 per rimanervi il resto della vita in seguito al rinnovo successivo di contratti che prevedevano incarichi sempre più importanti. Tuttavia il successo pieno e assoluto come coreografo arrivò abbastanza tardi. Nel primo decennio della sua permanenza si esibì prevalentemente come ballerino e collaborò come coreografo alla messa in scena delle produzioni del repertorio francese contemporaneo, a volte proponendo importanti integrazioni. Tuttavia ebbe anche alcune esperienze autonome come coreografo, tutte concepite come vetrina per la prima moglie, che ne creò le eroine. Si tratta della ballerina Marie Sergeyevna Surovshchikova, sposata dal maestro nel 1854, che divenne poi una valente interprete di molti dei suoi balletti.

Tra questi primi balletti pietroburghesi il più interessante è forse Le Marché de Paris, un balletto comico in un atto del 1859, su musica di Cesare Pugni, in questa prima versione per il Bolshoi Kamenny di San Pietroburgo ambientato sotto il regno di Luigi XV. La prima donna interpretava il personaggio di Lizette, mutato due anni dopo a Parigi in Gloriette, e il bellimbusto quello del Marchese Megrèle, a Parigi rinominato Lindor. Marius Petipa concepì una coreografia adatta a mettere in risalto lo stile originale della moglie e le sue doti interpretative. Riporta Ivor Guest che, come avrebbe successivamente avuto modo di osservare la stampa parigina di lì a due anni, in occasione del suo debutto all’Opéra nel ruolo di Gloriette, Marie danzava con estrema naturalezza, spontaneità e vivacità, puntando soprattutto su un rapido e sicuro lavoro di punte, una grande musicalità, aggraziati e fluidi ports des bras, mentre brillava assai meno nei passaggi d’elevazione. Il risultato, ben lontano dalle finezze dello stile francese e dalla fantasia di quello italiano, era comunque accattivante per una grazia e una spontaneità che sembravano prendersi gioco delle regole accademiche e per l’avvenenza della giovane donna. Un passaggio valorizzato dalle sue doti interpretative era il momento in cui Gloriette rifiutava le avances di Lindor. Questo era seguito da una divertente variazione farcita di virtuosismi coi quali palesava il suo divertimento per la goffaggine di un simile corteggiamento. Subito dopo prendeva a civettare maliziosamente in una mazurka giocata su una discesa in punta dal fondo del palcoscenico (Guest). Un altro rimarchevole momento danzato era la Ziganka, una danza boema che iniziava e terminava con discese, pirouettes e virtuosismi indiavolati, ma che, nella parte centrale, si trasformava in un adagio, durante il quale Marie pareva farsi cullare dalla musica (Guest).
I momenti d’assieme includevano un Pas des guirlandes, introdotto un po’ artificiosamente per permettere a Marie di cambiare costume, e il turbolento Pas des dames de la Halle (ancora Guest).

All’epoca della creazione de Le Marché de Paris da parte di Petipa al Bolshoy Kamenny di San Pietroburgo, era ancora Jules Perrot il primo maître de ballet di quel Teatro Imperiale, carica che ricopriva con successo da un decennio. Tuttavia negli ultimi tempi lo stato di salute di Perrot si era deteriorato al punto che il coreografo a volte non riusciva a far fronte ai suoi impegni. La spiacevole situazione perdurò finché, alla fine del 1860, le autorità pietroburghesi si risolsero a non rinnovare il contratto a Perrot e costui dovette lasciare l’incarico di maître de ballet a San Pietroburgo, nel quale subentrò Arthur Saint-Léon. Poco tempo dopo che Perrot era tornato a Parigi, in piena depressione, convinto d’essere vittima di un’ingiustizia da parte dei Teatri Imperiali, Marius Petipa, grazie al sostegno del fratello Lucien, capo coreografo all’Opéra, fu invitato dalla Maison parigina a presentare un suo lavoro, col quale Marie Petipa avrebbe debuttato nel prestigioso teatro. La notizia gettò Perrot in uno sconforto ancora maggiore e ciò spiega l’atteggiamento di lì a poco tenuto nei confronti di Petipa. Marius riprese per l’Opéra il suo balletto Le Marché de Paris del 1859, presentandone una nuova versione nel 1861 sotto il titolo Le Marché des Innocents: ne spostò l’ambientazione dall’epoca di Luigi XV a quella del Direttorio, poiché durante la precedente si svolgeva Graziosa, un balletto appena presentato all’Opéra; inoltre, Petipa mutò i nomi di alcuni personaggi, come già avvertito. La produzione fu allestita in economia, al punto di riesumare per essa dai magazzini un vecchio scenario, che era stato usato per l’opera di Adam La Bouquetière.

Ne Le Marché des Innocents la moglie Marie ebbe il suo debutto parigino presentando il ruolo principale, da lei creato due anni prima a San Pietroburgo. In seguito al successo riscosso al debutto dalla ballerina, la Direzione dell’Opéra le concesse una replica di gala in suo beneficio e per questa importante occasione, Marius pensò di arricchire il balletto interpolando un divertissement di danze nazionali, detto La Cosmopolitana, estratto dalla Gazelda, ou les Tziganes di Perrot. Ma costui, preso, come si è detto, dalla sua amarezza, negò il permesso. Ciò nonostante Petipa attuò ugualmente l’interpolazione, ancorché dopo cambiamenti minori e comunque accreditando il pezzo a Perrot. L’inserimento del passo di Perrot fu mantenuto anche in ulteriori repliche.

IL PRIMO PROCESSO PER VIOLAZIONE DI COPYRIGHT IN COREOGRAFIA. Il successo de Le Marché des Innocents e di Marie furono grandi, ma il balletto ebbe una risonanza ancora maggiore nelle corti del tribunale. Innanzi tutto René Lordereau, che aveva tradotto in francese il libretto di Petipa, citò la Direzione dell’Opéra per non aver incluso il suo nome nelle locandine, ma la causa gli fu sfavorevole. L’anno successivo Le Marché des Innocents causò il primo procedimento legale conosciuto riguardante la violazione di copyright in coreografia: il celeberrimo caso Perrot vs Petipa (Ivor Guest).

Dopo alcune repliche del balletto, Perrot fu avvertito da un amico che, nonostante avesse negato il permesso, il suo divertissement di danze nazionali, La Cosmopolitana, era stato ugualmente interpolato nel balletto di Petipa sia nella recita a beneficio della moglie, sia nelle successive. Accertatosi del fatto di persona, Perrot protestò col Direttore dell’Opéra e, non avendo ricevuto soddisfazione alcuna, portò il caso davanti alla prima sezione del Tribunale Civile della Senna l’11 luglio 1862, citando Petipa per violazione di copyright (Ivor Guest).
L’accusa, riconoscendo la difficoltà di stabilire che un passo danzato a San Pietroburgo era lo stesso visto a Parigi, superò il problema con la testimonianza di Saint-Léon, che attestò la sostanziale coincidenza delle due coreografie.
La difesa seguì un’argomentazione inizialmente inoppugnabile: è innegabile l’esistenza di un copyright per quanto riguarda il libretto e la musica, ma, sotto questi rispetti, Petipa non aveva commesso plagio in quanto il libretto era suo e Pugni l'aveva autorizzato ad usare qualunque brano da lui composto per integrare Le Marché des Innocents. L’argomentazione proseguiva in un modo che ci pare curioso: invece, non si può accampare diritto di paternità per i passi danzati perché il loro successo dipende dall’abilità della ballerina e, in aggiunta, è prassi usuale interpolare nei propri balletti passaggi altrui.
Che tale prassi fosse d’uso comune è verissimo e il difensore di Petipa citò in proposito Le Corsaire, La Péri e altri balletti che lo stesso Perrot aveva rimontato seguendo quell'usanza. Infine la difesa fece notare che il trattato franco-russo sul copyright non comprendeva lavori di drammatizzazione.
Quest’ultima considerazione fu rigettata dal giudice sulla base del fatto che, sebbene per la prima volta rappresentato in Russia, il passaggio era opera di un cittadino francese. Inoltre rilevò che, pur essendo il passaggio basato su danze nazionali ben note, il modo in cui queste erano combinate si configurava come una creazione soggetta a copyright.
Il penoso contenzioso tra i due coreografi si risolse a sfavore di Petipa, però, condannato a pagare una somma modesta, assai lontana da quella richiesta dall’accusa.

LE RIPRESE. Il balletto fu prodotto da Lucien Petipa, il fratello maggiore di Marius, col titolo Le Marché des innocents 14 ottobre 1872 a Bruxelles, dove sarebbe stato nominato professore di "callistenia" (educazione fisica, anche correttiva, atta a sviluppare movimento armonico) al Conservatorio Reale una volta allontanato da Parigi in seguito a un incidente che aveva messo fine alla sua carriera di ballerino.
Un revival è dovuto a Lev Ivanov col Balletto Imperiale, presentato prima alla Corte Imperiale al Teatro di Krasnoe Selo a San Pietroburgo il 18 luglio (6 luglio del calendario giuliano) 1892 e, poi, al pubblico.
Lo stesso Marius Petipa lo riprese col Balletto Imperiale al Marijnsky di San Pietroburgo il 20 gennaio (8 gennaio del calendario giuliano) 1895, con Mariia Anderson (Lizette), Sergei Litavkii (Simon), Enrico Cecchetti (Marquis Megrèle)

Nelle immagini:
- Maria Sergeyevna Surovshchikova Petipa come Gloriette ne Le Marché des Innocents
- Una scena de Le Marché des Innocents nella produzione parigina del 1861
- Maria Sergeyevna Surovshchikova Petipa come Gloriette ne Le Marché des Innocents all'Opéra nel 1861
- Sede del Théâtre de l'Académie Royale de Musique (Opéra di Parigi) negli anni della rappresentazione de Le Marché des Innocents
- Maria Sergeyevna Surovshchikova Petipa ne Le Diable à Quatre, circa 1861




ID=1982
9/1/2008
Marino Palleschi leggi gli articoli di Marinoinvia questo articolo ad un amicoStampa questo articoloCondividi su Facebook




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