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coreografi: Titus


Antoine Titus (Antoine Tetus Doschi), ante 1780 – post 1850

Ballerino e coreografo francese, fu allievo di Deshayes e di Dupré. Verso la fine del 1700 si esibì a Milano come danzatore e qui propose, nel 1798, la sua versione de La Fille mal-gardée di Dauberval col titolo La figlia mal custodita. Recatosi a Parigi, dopo aver studiato con Louis Milon, nel 1804 debuttò come suo allievo all’Opéra di Parigi nel ruolo di Léandre nel balletto del maestro Hero et Léandre. In questa occasione furono assai apprezzate le sue batterie, ma criticato lo scarso nitore del giro (Journal de Paris, secondo Ivor Guest). Negli anni immediatamente successivi si esibì all’Opéra di Parigi: fu, ad esempio, tra i ciclopi nell’Acis et Galathée di Duport nel 1805.
La carriera di Titus come coreografo fu in parte legata al balletto La Laitière Suisse, che era stato proposto da Filippo Taglioni a Vienna all’Opera di Corte, nel 1821, su musica di Adalbert Gyrowetz, sotto il titolo Das Schweitzer Milchmädche (1).
Quando Titus ebbe l’incarico di maître de ballet al Théâtre de la Porte Saint Martin, sempre a Parigi, nel 1823 allestì una versione di successo de La Laitière Suisse con décor di Ciceri, mantenendo la musica di Gyrowetz, con Pierre Aniel, Louise Person e Charles Mazurier. Secondo alcune fonti la versione sarebbe stata prodotta congiuntamente a Frédéric Auguste Blache (2). Come si vedrà, il Nostro avrebbe ripreso il lavoro in successive occasioni.

Nel corso della restante parte degli anni ’20 e all’inizio del successivo decennio, si esibì come ballerino e coreografo a Berlino. A fine settembre 1830 fu Titus a presentare al pubblico berlinese Fanny e Therèse Elssler riprendendo per loro, col Balletto dell’Opera di Corte, La Sonnambule, ou l'Arrivée d'un nouveau Seigneur, un balletto di Aumer-Hérold (3). Una settimana dopo Fanny Elssler trionfava ne La Laitière Suisse, sempre ripresa a Berlino da Titus.

In quel periodo, precisamente nel 1831, Charles-Louis Didelot si era dimesso dalla carica di maître de ballet dei Teatri Imperiali di San Pietroburgo a seguito di una serie di controversie con la Direzione. Venne rimpiazzato nel 1832 con Alexis Blache (1), modesto sia come insegnante che come coreografo. Sarebbe rimasto in carica fino al 1838, ma fu subito chiara la necessità di affiancargli un valido aiuto. Fu Antoine Titus, sempre dal 1832, a condividere la carica di maître de ballet dei Teatri Imperiali di San Pietroburgo, che avrebbe conservato fino al 1850, proponendo sue creazioni o importanti revival, che andarono in scena, ove non specificato diversamente, al Bolshoi Kamenny di San Pietroburgo (all’epoca anche chiamato semplicemente Bolshoi di San Pietroburgo).
Nel 1832 Titus propose subito il balletto La Laitière Suisse, durante un periodo funestato da un’epidemia di colera, ma il lavoro non venne accolto in modo favorevole né dal pubblico né dalla critica. Ebbero, invece, un grandissimo successo le successive creazioni Kia-King del 1832 e Cesare in Egitto del 1835. Ad esse si aggiunse L'Isola Vergine e Le Talisman, creato nel decennio successivo. Durante la sua permanenza a San Pietroburgo, Titus si distinse come insegnante presso la Scuola di Ballo Imperiale, ove si occupò delle classi avanzate. Per le allieve più dotate creò Les deux Sorcières, presentato al Teatro Alexandrinsky e, poi, entrato nel repertorio dei Teatri Imperiali.

Egli non fu particolarmente fecondo nel creare nuovi balletti per San Pietroburgo, ma si prodigò, oltre che come insegnante, nel proporre revival del repertorio francese. E’ con la messa in scena di Titus che arrivarono per la prima volta sui palcoscenici russi, precisamente al Bolshoi (Kamenny), capolavori quali La Sylphide e La Révolte au Sérail di Filippo Taglioni, nonché Giselle di Coralli-Perrot (3).

Il debutto in Russia de La Sylphide, per mano di Titus, avvenne il 28 maggio 1835, due anni prima dell’arrivo di Maria Taglioni, che il 6 settembre 1837 avrebbe debuttato in Russia proprio nel medesimo balletto, però nell’occasione ripreso da Filippo Taglioni. Fu invece al Teatro Alexandrinski nel 1836 che debuttò il revival di Titus de La rivolta del Serraglio; si narra, in proposito, che lo Zar Nicola I abbia mandato in teatro parecchi ufficiali dei suoi reggimenti perché assistessero Titus nel mostrare alle ballerine come muoversi con precisione militare. Anche questo balletto sarebbe stato danzato in seguito dalla Taglioni durante il suo soggiorno a San Pietroburgo. Nel 1839 Titus mise in scena Le Diable boiteux, un balletto di Jean Coralli (3). Fu durante l’incarico di Titus come maître che i Taglioni dominarono le scene pietroburghesi dal 1837 al 1842, Maria come interprete e Filippo come coreografo. Alla loro partenza, quasi come tonico per la perdita della grande ballerina, Titus si recò a Parigi per studiare la novità del momento: Giselle, che egli ricostruì al Bolshoi Kamenny di San Pietroburgo il 18 dicembre (30 dicembre) 1842 per l’interpretazione di Elena Andreyanova.
L’operato di Titus, come anche quello di Blache, fece mancare a San Pietroburgo balletti su temi e musica russi; anche gli interpreti locali passarono in secondo piano a favore di ospiti stranieri. Dopo che “Didelot ed Auguste ebbero lasciato, il balletto attraversò un periodo di crisi e perse gradualmente la sua individualità russa (Lifar, 1954)”.

Nel 1847, quando si rese vacante il posto di primo ballerino per la partenza di Emile Gredlu, Titus lo offrì a Marius Petipa, al momento da poco tornato a Parigi. Costui accettò il contratto di un anno, destinato a rinnovarsi con incarichi sempre più importanti per il resto della sua vita. Nei tre anni successivi Titus incoraggiò l’attività di coreografo di Petipa, lasciandogli rimontare qualche classico o facendogli fare da assistente alla coreografia. Nel 1850 lasciò l’incarico di maître, che sarebbe stato assegnato a Jules Perrot.

Bibliografia
- Ivor Guest, The Romantic Ballet in Paris, London, Sir Isaac Pitman and sons Ltd, 1966
- Ivor Guest, Fanny Elssler, Adam & Charles Black, London, 1970
- Ivor Guest, Ballet under Napoleon, Dance Books Ltd, 2002
- Roland John Wiley, A Century of Russian Ballet, Clarendon Press, 1990

Nelle immagini
- Il Bolshoi Kamenny di San Pietroburgo
- Louise Person ne La Laitière Suisse, versione Titus al Théâtre de la Porte Saint Martin, 1823
- Una scena dal II atto de La Laitière Suisse
- Charles Mazurier ne La Laitière Suisse, versione Titus al Théâtre de la Porte Saint Martin, 1823

___________________________
(1) Lo stesso Taglioni lo avrebbe ripreso all’Opéra per la figlia Maria nel 1832 in una versione definitiva dal titolo Nathalie, ou la Laitière Suisse
(2) Frédéric Auguste e Alexis (Alexis Scipion) Blache erano entrambi figli del ballerino e coreografo Jean Baptiste Blache, che fu maître a Bordeaux, succedendo a Jean Dauberval, e che lavorò per breve tempo anche all’Opéra di Parigi
(3) Versioni originali di revival di Titus:
- La Sonnambule, ou l'Arrivée d'un nouveau Seigneur, balletto pantomimo di Jean Aumer su musica di L. J. F. Hérold, libretto di Scribe e Aumer, aveva debuttato all’Opéra di Parigi nel 1827
- La Sylphide, balletto di Filippo Taglioni su musica di Jean Schneitzhoeffer, libretto di Adolphe Nourrit, aveva debuttato all’Opéra di Parigi nel 1832
- La Révolte au Sérail, balletto di Filippo Taglioni su musica di T. Labarre, aveva debuttato all’Opéra di Parigi nel 1833
- Giselle, balletto di Jean Coralli e Jules Perrot, su musica di Adam, libretto di Vernoy de Saint-Georges e Gautier, aveva debuttato all’Opéra di Parigi nel 1841
- Le Diable boiteux, balletto di Jean Coralli, su musica di Casimir Gide, libretto di Edmond Burat de Gurgy con interventi di Coralli e Adolphe Nourrit, andò in scena all’Opéra di Parigi nel 1836




ID=2024
18/3/2008
Marino Palleschi leggi gli articoli di Marinoinvia questo articolo ad un amicoStampa questo articoloCondividi su Facebook




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