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ballerini: Fonteyn


Margot Fonteyn, Reigate 1919 – Panama City 1991
Margaret Hookham inizia la sua formazione a 4 anni a Londra, poi si trasferisce con la famiglia a Shanghai, dove studia con George Goncharov, ex danzatore del Bolshoi, e si esibisce a soli 11 anni. A 14 anni lascia la scuola e nel 1934 a Londra studia con Serafina Astafieva, ex danzatrice del Mariinsky. Sotto la sua guida si entusiasma per il balletto, avendo prima preferito la danza di carattere. Passa un’audizione con Ninette de Valois, che aveva appena aperto una scuola annessa alla nuova compagnia del Vic Wells Ballet, e nel giro di un anno, cominciando col ruolo di un fiocco di neve in “Schiaccianoci”, approda al ruolo di Odette in “Lago dei cigni”, con una collega più esperta nel ruolo di Odile. Di lei vengono lodate la musicalità, la linea perfetta dell’arabesque, la padronanza scenica. Nel 1935 interpreta il ruolo della sposa nel “Bacio della fata”, prima coreografia di Frederick Ashton creata appositamente per lei. La decisione di Alicia Markova di lasciare la compagnia per fondarne una propria rappresenta per Margaret l’accesso al vertice col nome d’arte di Margot Fonteyn. Robert Helpmann diventa suo partner e lo rimarrà fino a quando lascerà il Sadler’s Wells Ballet per fare a tempo pieno l’attore.

Inizia una carriera leggendaria: a 17 anni Margot Fonteyn balla “Giselle”, a 19 anni “La bella addormentata nel bosco”. Nel 1937 a Cambridge conosce Roberto Arias, figlio del presidente del Panama. Si frequentano per due estati, fino a che scoppia la 2.a guerra mondiale. Con la compagnia si esibisce per le truppe, poi di nuovo nei teatri. Dopo la guerra approda sul palcoscenico del Covent Garden, inizia a danzare in coppia con Michael Somes e partecipa alle creazioni di Ashton, di cui è la musa ispiratrice: “Symphonic Variations” (1946) e “Scènes de ballet” (1948). Nel 1949 debutta al Metropolitan di New York. La sua interpretazione della principessa Aurora è un trionfo e le riviste Time e Newsweek le dedicano la copertina. Nel corso della 3.a stagione della compagnia a New York Margot Fonteyn rivede Roberto Arias, allora ambasciatore del Panama presso l’ONU, sposato con 3 figli. Riescono a sposarsi nel 1955 a Parigi. In quello stesso anno Pietro Annigoni realizza il ritratto di Margot Fonteyn che indossa un abito tradizionale panamense e Roberto Arias diventa ambasciatore del Panama in Gran Bretagna, carica da cui si dimetterà un paio d’anni dopo. Nel 1956 a Margot Fonteyn viene conferita l’onorificenza di Dama dell’Impero Britannico.

Quando i coniugi vengono accusati di attività rivoluzionarie a Panama, Margot Fonteyn viene portata in carcere, da cui esce dopo 24 ore e vola negli USA, mentre il marito chiede asilo all’ambasciata del Brasile a Panama. Riescono a tornare entrambi a Londra e lei debutta nel ruolo di Ondine. In questo stesso ruolo e in quello di Aurora danza in tournée in Russia nel 1961 per uno scambio con la compagnia del Mariinsky. Mentre si trova a S. Pietroburgo corrono voci della defezione di Rudolf Nureyev. La conferenza stampa di presentazione del giovane russo ai giornalisti britannici avviene qualche mese dopo proprio a casa della Fonteyn. Quando lui entra a far parte del Royal Ballet, lei sceglie di rimandare il ritiro dalle scene, propiziato da quello del suo partner Somes, per dar vita ad una storica coppia che si esibirà per 17 anni con successo ancor oggi ineguagliato. La loro capacità di tradurre le emozioni in movimento e di affascinare il pubblico provoca immediatamente un’esplosione d’interesse che supera i confini della danza. I media traboccano di loro immagini e interviste, i teatri vengono bombardati di richieste sulle date dei loro spettacoli e i biglietti vengono freneticamente acquistati a qualsiasi prezzo. C’è la consapevolezza che si tratta di eventi imperdibili e che è una fortuna assistervi. La critica non è unanime, il critico del Daily Telegraph scrive che sono “creature provenienti da due pianeti differenti” e John Martin scrive che per il Royal Ballet l’arrivo di Nureyev è stato un ”giorno nero” e vederlo ballare con Fonteyn ”una triste esperienza”.

Nel 1964, alla vigilia dell’apparizione al Festival di Bath, la Fonteyn viene raggiunta dalla notizia che Roberto Arias, a Panama per la campagna elettorale, è stato gravemente ferito in un attentato. Subito dopo lo spettacolo lei vola a trovarlo, poi riprende le prove di “Raymonda”, che deve abbandonare alla vigilia della generale per un aggravamento delle condizioni del marito. Nel successivo lustro per la Fonteyn e Nureyev è un susseguirsi ininterrotto di esibizioni ovunque, nuove produzioni, titoli cubitali, eventi passati alla storia. Nel 1970 John Cranko crea la coreografia “Poema dell’estasi” per la Fonteyn, da qui in poi sempre più impegnata in progetti diversi rispetto a quelli di Nureyev. Nel 1972 non ci sono più nuovi ruoli per la coppia e nel 1974 non ballano nemmeno una recita insieme. Nel 1975 partecipano ad un gala nel quale propongono un condensato di episodi estratti dal “Don Giovanni” di Neumeier e poi negli Stati Uniti fanno due incursioni nella danza moderna con “Lucifero” di Martha Graham e “La pavana del Moro” di José Limon. Ashton crea ancora per la Fonteyn “Amazon Forest”, questa volta in coppia con David Wall. Lo stesso passo a due ma con Nureyev è incorporato nel programma della stagione di “Nureyev and Friends” a New York.

Nel 1976 Margot Fonteyn pubblica la propria autobiografia. Nel 1977 per il giubileo d’argento della regina Elisabetta II porta in scena “Hamlet Prelude”, un nuovo passo a due coreografato per lei e Nureyev da Ashton. Nel 1978 partecipa ai gala della Royal Festival Hall ballando, oltre a “Le Silfidi”, con Ivan Nagy nel “Romeo e Giulietta” di Skibine e con Stephen Jefferies in “Amazon Forest”. Nel 1979 un gala al Covent Garden per i suoi 60 anni viene annunciato dalla stampa come il suo addio alle scene e la compagnia le conferisce il titolo di prima ballerina assoluta. Peter Williams scrive che “dimostra la metà dei suoi anni”. Solo poche settimane dopo appare al Nureyev Festival in “Spettro della rosa” e “Pomeriggio d’un fauno”. Il totale dei titoli interpretati assieme arriva così a 26, molti dei quali brevi passi a due proposti una sola volta in occasione di un gala e mai più rappresentati. Nello stesso anno la Fonteyn pubblica un nuovo libro intitolato “A Dancer’s World” e conduce per la BBC il ciclo di 6 puntate dal titolo “La magia della danza”.

Nel 1980 torna a vivere a Panama col marito. Con la restituzione dei beni confiscati acquistano una tenuta e costruiscono una casa. Si dedica ad un ciclo di conferenze la prima delle quali ha luogo a San Francisco. Inaugura nella sua città natale il monumento opera dello scultore Nathan David che la raffigura nel ruolo di Ondine. Viene nominata rettore dell’Università di Duhram. Nel 1981 a Milano e a New York prende parte nel ruolo di Madonna Capuleti alle recite di “Romeo e Giulietta” nella versione coreografica di Nureyev con la compagnia della Scala.
In seguito apparirà solo in eventi legati alla storia della danza: nel 1984 a New York al gala di chiusura per il centenario del Metropolitan; nel 1988 ancora a New York ai festeggiamenti del Metropolitan per i 50 anni di Nureyev e a Londra ai festeggiamenti per i 90 anni di Ninette de Valois. Nello stesso anno infine si esibisce alla Festa di corte a Mantova per la RAI.
Rimane vedova nel 1989, dopo aver completato il documentario biografico diretto da Patricia Foy; si ammala gravemente e nel 1990 a Londra le viene dedicata una recita di “Romeo e Giulietta” di MacMillan con Nureyev nel ruolo di Mercuzio. Muore pochi mesi dopo.

Bibliografia
A. Bland – Fonteyn and Nureyev (Orbis 1979)
Dance and Dancers n. 348 (1978)
Dance and Dancers n. 354 (1979)
Dance and Dancers n. 365 (1980)


ID=2320
2/3/2009
Susanna Sabato leggi gli articoli di Susyinvia questo articolo ad un amicoStampa questo articoloCondividi su Facebook




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