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articolo: Tutti i numeri di Raymonda


Nel 1898 l’ottuagenario Marius Petipa riuscì ad assestare un altro colpo da maestro. Per il Marijnsky di San Pietroburgo coreografò Raymonda sulla felicissima musica del giovane compositore emergente Alexander Glazunov. Non fu certo la sua ultima creazione e nemmeno il suo ultimo successo, ma fu l’ultimo, tra i suoi capolavori, che sopravvisse al tempo e alla storia, per giungere sino a noi, godendo di una longevità non inferiore a quella dei balletti su musiche di Tchaikovsky.

Il consenso di pubblico e di critica andò oltre le più rosee aspettative degli autori: il sinfonismo multietnico della partitura incantò persino i decani della critica russa e apprezzatissimi furono la fantasia, l’originalità e il gusto artistico delle variazioni e dei pezzi d’assieme creati da Petipa. Al trionfo del balletto contribuì anche un cast stupefacente che comprendeva sia le vecchie glorie che i giovani più promettenti: dalla prima ballerina assoluta Pierina Legnani, nel ruolo del titolo, all’emergente Sergei Legat come Jean de Brienne, dal già affermato fratello, Nicolas Legat, al sessantenne Pavel Gerdt nel ruolo di pura pantomima di Abderakhman (o Abderam), da Olga Preobrajenskaya e Yekaterina Geltzer, di lì a pochi anni grandi Raymonde esse stesse, a molte altre celebrità, alle quali si farà cenno nel seguito. La produzione si avvalse dell’ingegno degli scenografi, che concepirono mirabolanti interni ed esterni del castello di Doris e del gusto sicuro del Principe Vsevolosky che disegnò i costumi medievali. Queste sono le ragioni principali di un successo indiscusso, ma ad esso contribuì anche il dispiego imponente del corpo di ballo pietroburghese presente in scena al gran completo per effetti d'insieme oggi improponibili. Vediamo qualche numero.

Il Primo atto del balletto si apre nelle sale del castello di Doris, dove fervono i preparativi per i festeggiamenti del compleanno di Raymonda, la giovane contessina. Costei attende, nel castello, il ritorno dalle Crociate del Cavaliere Cristiano a lei fidanzato, Jean de Brienne. Nel mentre viene annunciato l’arrivo di un corriere con una missiva da parte di de Brienne. La lettera del fidanzato annuncia il suo imminente ritorno in patria, per celebrare le sue nozze con Raymonda. La gioia della giovane Contessa è turbata dall’arrivo dello sconosciuto Cavaliere Saraceno Abderakhman (o Abderam), che, reso omaggio a Raymonda, le comunica d'aver osato presentarsi spinto dalla fama della di lei bellezza e in tutti i modi rende esplicita la sua passione per la giovane. Sopraggiungono i vassalli per porgere i loro auguri a Raymonda. I festeggiamenti vengono coronati da una Valse provençale, al debutto danzata da ben 24 coppie, seguita da Pizzicato, una variazione per Raymonda in seguito sostituita da una omonima coreografata da Fedor Lopukhov per Lubov Egorova. Dei 48 artisti impegnati nella Valse provençale conosciamo i nomi, che furono pubblicati nel libretto del balletto ([W], pag.394-95). Era stato lo stesso Petipa a scrivere nelle istruzioni lasciate a Glazunov:

"N°14 - "Grand Pas" Valzer per 48 corifei e la prima ballerina; valzer cantabile e grazioso, molto ritmato all'inizio. Dopo 128 battute, cambio per 52 battute pizzicato, 2/4 per l'assolo della prima ballerina. In seguito, ancora 64 battute con il valzer. Crescendo con tutti dell'orchestra" ([R], pag. 36).

Poi, Raymonda congeda gli ospiti e rimane sola con due Amiche e due Trovatori, coi quali fa della musica. Il valzer può essere visto nella prima parte della clip successiva, danzato dal Tokyo Ballet. La clip contiene anche la variazione oggi eseguita da Raymonda e qui interpretata da Svetlana Zakharova. Come detto, essa è stata successivamente interpolata da Fedor Lopukhov. La seconda parte della clip contiene (a partire da 9:39) La Romanesque, ossia il pas de quatre danzato dalle due Amiche di Raymonda con i due Trovatori e da lei suonato col liuto, dopo che tutti gli ospiti si sono congedati. Alla prima le due Amiche, Clémence e Henriette, erano interpretate da Klavdyia Kulichevskaya e da Olga Preobrajenskaya, futura grande Raymonda, mentre Georgi Kyasht e Nicolas Legat erano Bernard de Ventadour, trovatore della Provenza, e Béranger, trovatore d’Aquitania. Il pas de quatre è seguito da Fantasie, la variazione di Raymonda con la sciarpa dono di de Brienne. Questa clip, come anche le due successive, sono tratte dalla produzione del Tokyo Ballet con scene e costumi di Luisa Spinatelli e con Svetlana Zakharova e Denis Matvienko come protagonisti.



Dopo un Entract symphonique, Raymonda, rimasta sola, è preda di inquietanti premonizioni, che le giungono come in un sogno, per lei organizzato dallo spettro di un’antenata: la Dama Bianca, protettrice della casa di Doris. Si tratta di Visions, un classicissimo Grand Pas d’action che impegna Raymonda, Jean de Brienne, sotto forma di apparizione in sogno, e il corpo di ballo: alla prima in scena comparivano Raymonda, il suo doppio, Jean de Brienne e altre 46 ballerine accompagnate da 11 ballerini, un dispiego di artisti oggi del tutto impensabile. Anche i nomi di questi 60 artisti figurano nel libretto del balletto ([W], pag. 395). L'insieme era completato dagli Amorini, interpretati da allieve della Scuola Imperiale di Balletto; altri allievi e allieve erano in scena come "farfadet" o folletti, piccole creature caratteristiche del folklore francese, presenti nella Vandea e nel Poitou. L'Entract symphonique e la prima parte del Grande adage per i protagonisti e il corpo di ballo possono essere visti nella clip che segue immediatamente (l'inizio del Grande adage a partire da 5:30).



Terminato il Grand adage segue la Grand Valse fantastique per il corpo di ballo e Visions continua con le Variations per due soliste e quella per Raymonda, però tagliata da Petipa dalla produzione originale. Di queste ulteriori parti del Grand pas classique non si acclude alcun estratto filmato. Raymonda, in sogno, volteggia felice tra le braccia dell’innamorato e Visions si conclude con una Gran code e questo finale è, invece, qui illustrato ed è visibile nella clip che segue. All’improvviso al fidanzato si sostituisce la spaventevole ma sensuale figura del Cavaliere Saraceno che le si era presentato poche ore prima. L’incubo termina, la fanciulla si risveglia in grande turbamento.



Il Secondo atto inizia coi festeggiamenti per Raymonda, in attesa dell’arrivo del fidanzato. E’ presente Abderakhman, che la corteggia durante un articolato Pas d'action inclusivo di variazioni per la protagonista e le due amiche. Un ampio estratto può essere visto nella seconda parte della clip precedente (a partire da 5:50). Poi il Saraceno cerca di sedurre Raymonda ammaliandola con danze e giochi offerti dal suo seguito. Inizia un Grand divertissement di danze di carattere ispano-moresche, al quale nel 1898 parteciparono 30 coppie di artisti per il Pas des esclaves sarrasins, seguiti da una quantità di allievi della Scuola Imperiale di Balletto di San Pietroburgo, impegnati nel Pas de Moriscos. Dopo la Danse sarrasine, per Skorsyuk e Gorsky, 16 ballerine accompagnavano Maria Petipa e Lukyanov, i due solisti di Panadéros, le danze spagnole. Anche nel caso di questo divertissement ci sono giunti i nomi di tutti gli interpreti, presenti nel libretto originale ([W], pag. 396). Le danze Saracene e Spagnole (Panadéros) possono essere viste nella clip seguente, dalla registrazione al Bolshoi del 1989.



Al debutto Petipa tagliò la danza orientale, per passare subito alla Coda o Bacchanale générale, durante il quale si arrivò ad oltre 100 presenze in scena, se si includono gli innumerevoli coppieri e i ragazzi arabi, interpretati dagli allievi della scuola di balletto. Durante il Baccanale, Abderakhman e i suoi schiavi tentano di rapire Raymonda, ma, all’improvviso, sopraggiunge Jean de Brienne. Il cavaliere libera Raymonda dal Saraceno, uccidendolo in un duello cavalleresco. I due innamorati possono ora coronare la loro felicità con le nozze.

Il Terzo atto è dedicato ai festeggiamenti delle nozze tra Raymonda e Jean de Brienne e anche questo, al debutto, fu prodotto con uno sfarzo e una partecipazione numerica stupefacenti. Il gala si apre con un Grand cortège hongrois, seguito da una Rapsodie, che alla prima fu danzata da uno stuolo di piccolissimi allievi della Scuola Imperiale di Balletto, poi i solisti della danza nazionale ungherese Palotàs, alla prima Olga Preobrajenskaia e Alfred Bekefi, erano accompagnati da 20 coppie e altre 12 completavano la successiva Mazurka, guidata da Felix Ksesinsky e Maria Petipa. I festeggiamenti avvengono alla presenza del Re d’Ungheria Andrea II e in suo onore viene offerto un divertissement di danze ungheresi. Si tratta del Grand Pas hongrois, che vede in scena, oltre a quella protagonista, altre 8 coppie di danzatori solisti, impegnati in un'Entrée e un Adage. Segue una Variation per una ballerina, nel 1898 la futura étoile del Bolshoi Yekaterina Geltzer, e un’ulteriore Danse pour quatre garçons, pare introdotta dietro suggerimento di Enrico Cecchetti, che fu creata niente meno che da Sergei Legat, Nicolas Legat, Georgi Kyaksht e Alexander Gorsky. Anche in questo caso sono noti gli aristi impegnati in Palotàs, Mazurka e Pas Classique hongrois, i cui nomi figurano nel libretto del balletto ([W], pag. 396). Questa prima parte del Grand Pas hongrois può essere vista nella clip seguente, nella versione Nureyev, per l'interpretazione di Marie-Agnès Gillot, José Martinez e artisti dell'Opéra di Parigi.



Il Divertissement prosegue con due Variations femminil, la seconda per la protagonista; di esse qui non è presentato l'estratto di alcun filmato, mentre verrà illustrata la parte finale del Divertissement. Esso è chiuso da Grand code, Galop générale, Apothéose. Al debutto gli artisti in scena nella Grand code formavano una massa imponente completata da innumerevoli comparse nei costumi medievali disegnati dal Principe Vsevolosky e, ancora, le presenze sfioravano il centinaio. Quest'ultima parte del Grand Pas hongrois può essere vista, in versione Nureyev, nella clip seguente con gli artisti dell'Opéra di Parigi presenti nella clip precedente.



Bibliografia

[R] A. A. V. V., Teatro alla Scala, Raymonda, Opéra National de Paris, programma di sala, 2000
[W] Roland John Wiley, A Century of Russian Ballet, Clarendon Press, 1990

Nell'immagne artisti dell'Opéra di Parigi in Raymonda, versione Nureyev, Atto III, in un momento del Grand pas hongrois, Photo © Sebastien Mathe



ID=2689
6/7/2011
Marino Palleschi leggi gli articoli di marinoinvia questo articolo ad un amicoStampa questo articoloCondividi su Facebook




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