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compositori: Glazunov


Aleksandr Konstantinovich Glazunov, San Pietroburgo, 29 luglio (del calendario Giuliano), 10 agosto 1865 – Neuilly-sur-Seine, 21 marzo 1936


Compositore, direttore d'orchestra e insegnante russo, Alexander Glazunov ha lasciato oltre 110 composizioni musicali, tra le quali spiccano le 8 Sinfonie (seguite da un frammento della nona), in special modo le Sinfonie No. 4, No. 5, No. 6 e la No. 8. Di pari rilevanza sono Raymonda e Les Saisons, due dei suoi tre balletti, e, tra i cinque concerti, il Concerto per violino e orchestra. A questi importanti pezzi orchestrali si aggiungono i Valzer da concerto No. 1 e No. 2, il poema sinfonico Stenka Razin e altri 40 pezzi, all'incirca, per sola orchestra. Oltre al citato, tra i Concerti si ricordano i due per pianoforte e orchestra, quello per violoncello e orchestra e il Concerto per sassofono e orchestra d'archi. Compose anche musica vocale, precisamente 4 pezzi per coro e orchestra, mentre una decina sono le creazioni di musica strumentale per svariati strumenti, tra i quali organo, clarinetto, pianoforte e corno. La sua musica da camera annovera 7 quartetti per archi e non mancano composizioni per pianoforte: una ventina tra Sonate, Valzer, Notturni, Preludi, Mazurke.

Figlio di un agiato libraio ed editore, Glazunov nacque in una famiglia appassionata di musica, che lo avviò con una certa severità agli studi musicali: iniziò a studiare pianoforte a 9 anni e a comporre a 11. Ben presto il giovane venne a contatto col Gruppo dei Cinque, detto anche "Gruppo possente", un sodalizio di musicisti che a San Pietroburgo avevano sviluppato uno stile musicale nazionalistico, tipicamente russo, anche basandosi su musica popolare e soggetti russi, allontanandosi da ogni tradizione musicale dell'Occidente e dalle convenzioni accademiche. L'incontro di Glazunov con le teorie del Gruppo dei Cinque iniziò nel 1879, quando ne incontrò il leader, Milij Balakirev. Il musicista, riconosciuto immediatamente il talento del giovane, sottopose le primissime creazioni del ragazzo a Nikolaij Rimskij-Korsakov, all’epoca il più moderno componente del Gruppo dei Cinque, che, oltre ai citati, comprendeva César Cui, Aleksandr Borodin e Modest Musorgskij.
Rimskij-Korsakov prese subito il piccolo Glazunov come suo allievo privato fin dal 1879 ([RK], pag. 231). Assai rapidamente dal maestro mutuò quella virtuosità orchestrale che avrebbe caratterizzato le sue otto sinfonie e i progressi fatti da Glazunov nei suoi studi furono rapidissimi, al punto che già due anni dopo Rimskij-Korsakov lo trattava alla stregua di un più giovane collega. Glazunov dimostrò subito una particolare vocazione lirico-sinfonica, in linea col gusto di Tchaikovsky, ma in breve tempo avrebbe rivelato una speciale attenzione alla forma sinfonica di scuola tedesca (Franco Pulcini, [R], pag. 29). Tuttavia mai scemerà il suo interesse per le melodie popolari russe, alle quali renderà omaggio costellando le sue composizioni di continue citazioni.

Il Nostro continuò a godere dell'appoggio di Balakirev, il quale diresse la sua prima sinfonia, la Sinfonia n. 1 in mi maggiore op.5, detta "Slava", composta nel 1882 quando aveva appena sedici anni e presentata a San Pietroburgo. Lo stesso Rimskij-Korsakov volle presenziare al debutto del lavoro, che ricevette le lodi di Borodin, di Cui e di Vladimir Stasov, il celebre critico musicale che fece da consulente musicale per il Gruppo dei Cinque e che per primo, in un suo articolo, aveva presentato i cinque musicisti come una unità. L'esecuzione della Sinfonia No. 1 fu ripetuta a Mosca. Nel frattempo Glazunov aveva iniziato lo studio di altri strumenti, oltre a quello del pianoforte, che già padroneggiava. Nel corso della sua esistenza si sarebbe cimentato col violino, il violoncello, il trombone, il corno e altro ancora.
Anatoly Lyadov fece conoscere la musica del giovane Glazunov al ricco mercante di legname e conoscitore di musica Mitrofan Belyayev ([V1], pag. 349), il quale iniziò a interessarsi alla carriera musicale del ragazzo ([RK], pag. 274). A sua volta Belyayev lo fece conoscere ai maggiori compositori russi del momento ([V1], pag. 349) e, nel 1884, lo condusse per un breve viaggio in Europa Occidentale. A Weimar fu rappresentata la sua Sinfonia No. 1 per la prima volta al di fuori della Russia e qui Glazunov conobbe Franz Liszt, che avrebbe diffuso in Europa la musica del giovane. Il mecenatismo di Belyayev consentì a Glazunov di presentare i suoi primi lavori in una serie di concerti dati a spese del suo mentore ([RK], pagg. 275, 278). Appassionato di viaggi, iniziò a farsi conoscere recandosi in Spagna, in Marocco e in Germania, dove volle visitare Bayreuth, avendo sviluppato una speciale passione per la musica di Wagner. Nel 1885 il Nostro compose Stenka Rasin poema sinfonico in si minore op.13, il quale -si vedrà- avrebbe avuto una versione coreografica (NOTA). Ancora nel 1885 Belyayev fondò una casa editrice a Lipsia, in Germania, per pubblicare a sue spese le opere del suo protetto, di Lyadov, di Rimsky-Korsakov e di Borodin. Ad esclusione di quest'ultimo gli altri tre costituirono il cosiddetto Circolo Belyayev, preposto dal mecenate alla selezione di nuovi talenti musicali ai quali accordare il suo sostegno economico ([V1], pag. 349). L'iniziativa di Belyayev di finanziare una serie di concerti crebbe di importanza fino ad avviare le stagioni dei Concerti Sinfonici Russi, che, a partire dal 1886-87, portarono all'attenzione del pubblico la musica dei giovani compositori russi, inclusa quella di Glazunov ([RK], pagg. 279, 281). Del 1886 è la sua Sinfonia n. 2 in fa diesis minore op.16, scritta in memoria di Franz Liszt e pubblicata l'anno successivo.

Glazunov era dotato di una memoria formidabile ([V], pagg. 68-70), che gli tornò utilissima quando, assieme a Rimsky-Korsakov, dopo la morte di Borodin, trascorse gli anni 1887 e 1888 ad orchestrare e terminare i lavori più importanti lasciati incompiuti dal musicista. I più famosi furono la Terza Sinfonia e l'opera Il Principe Igor, della quale Glazunov ricostruì a memoria l'ouverture, che aveva sentito eseguire al pianoforte dal compositore solo una volta. Tuttavia Shostakovich riporta che, sotto i fumi dell'alcol, Glazunov gli avrebbe confessato di essere stato lui a comporre l'ouverture, che, poi, aveva deciso di accreditare a Borodin senza tema di smentita conoscendo la propria abilità nell'imitare lo stile del collega ([V], pag. 162). Nel 1888 il compositore intraprese l'attività di direttore d'orchestra e, subito l'anno dopo, diresse la sua Sinfonia n. 2 e Stenka Razin a Parigi, in una serie di Concerti Sinfonici Russi organizzati da Belyayev in occasione dell'Esposizione Mondiale.

Glazunov aveva composto le sue prime due sinfonie sotto l'influenza del Gruppo dei Cinque, in stretta aderenza alle tecniche compositive nazionalistiche praticate da Balakirev e Borodin e al gusto per gli orientalismi del Gruppo; lo stesso sussiste per il suo poema sinfonico Stenka Razin, in cui aveva citato la canzone della tradizione russa nota come "Canzone dei barcaioli del Volga". Autentico canto degli uomini che trainavano le chiatte controcorrente sul Volga, è stato raccolto da Milj Balakirev, pubblicato nel suo libro di canzoni folkloristiche e reso celebre da Feodor Chaliapin. Ma già nel 1890 con la Sinfonia n. 3 in re maggiore op.33, data lo stesso anno a San Pietroburgo per la direzione di Anatoly Lyadov, produsse musica che, sebbene ancora legata alle tradizioni nazionalistiche del Gruppo dei Cinque, cominciava a rivelare un carattere più internazionale, dovuto all'uso di un linguaggio musicale più complesso e più colto, frutto dell'influenza esercitata dalle composizioni di Wagner e di Tchaikovsky, al quale dedicò il pezzo. In vista dei successivi sviluppi stilistici, la Sinfonia n. 3, pubblicata due anni dopo a Lipsia da Belyayev, è considerata un lavoro di transizione. Infatti, da quel momento, pur continuando a praticare la musica popolare russa, Glazunov ricercò una sintesi ancor maggiore tra le teorie internazionali e accademiche della musica occidentale e quelle nazionalistiche del Gruppo dei Cinque. Con la quarta sinfonia, dedicata ad Anton Rubinstein, la Sinfonia n. 4 in mi bemolle maggiore op.48 del 1893, Glazunov raggiunse la maturità stilistica, proponendo uno stile compositivo cosmopolita che, per le aperture alle tecniche e al gusto occidentali, mostrava come il lavoro del Maestro avesse fatto da trait d'union tra lo stile nazionalistico russo e quello cosiddetto tedesco. Con la Sinfonia n. 5 in si bemolle maggiore op.55 del 1895 (vedi NOTA), la Sinfonia n. 6 in do minore op.58 del 1896 e le successive, pur non dimenticando le tradizioni nazionalistiche russe, continuò a conferire alla sua musica un respiro internazionale, di gusto occidentale.

Indubbiamente il talento di Glazunov si caratterizza per una spiccata vocazione sinfonica, in linea col sinfonismo lirico di Tchaikovsky, ma con una particolare attenzione alla forma compositiva tedesca. Tuttavia è importante ricordare che, sin dalla sua gioventù, Glazunov aveva nutrito una passione speciale per le musiche di danza, per la musica russa da balletto e, in particolare, aveva sviluppato una speciale ammirazione per il sinfonismo esotico delle danze di Ruslan e Ludmila di Michail Glinka. La sua passione per la musica russa per balletto era stata stimolata da Tchaikovsky, col quale Glazunov aveva stretto una profonda amicizia negli ultimi dieci anni di vita del grande musicista. Tchaikovsky gli aveva elargito nozioni e suggerimenti relativi alla musica per balletto e, ben prima dei suoi 30 anni, Glazunov aveva mostrato interesse per i ritmi ballabili, divertendosi a comporre, tra i suoi pezzi per pianoforte, qualche valzer, un paio di mazurke e altre pagine di danze caratteristiche. D’altra parte i consigli di Tchaikovsky avevano inciso anche su creazioni di ben più ampio respiro, come sulle Sinfonie n. 2, n. 3, ma anche sulle successive: pur avendo ovviamente carattere sinfonico, erano ricche di ritmi ballabili (si veda, ad esempio, Olga Rozanova, [R], pag. 9). Significativo del suo interesse per le danze folkloristiche e di carattere, è anche il fatto che, nel 1893, Glazunov aveva orchestrato una Polacca, un Notturno, una Mazurka e una Tarantella di Chopin. Il lavoro, raccolto in una suite data alle stampe col titolo Chopiniana op.46, fu presentato al pubblico l’anno successivo sotto la direzione di Rimsky-Korsakov. Queste esperienze avevano fatto maturare in Glazunov l'opinione che la musica per balletto fosse un genere di assoluto rispetto, prendendo le distanze dai giudizi snobistici che altri musicisti spesso riservavano a tale tipo di composizioni. E, ancora, il suo gusto per i ritmi ballabili riemerse in molti lavori orchestrali degli anni '90, quando riprese a comporre dopo una breve crisi creativa: oltre che nelle citate Sinfonie, anche nel Valzer da concerto n. 1 in re maggiore per orchestra op.47 (vedi NOTA) del 1893, nel Valzer da concerto n. 2 in fa maggiore per orchestra op.51 del 1894, nella suite Scènes de Ballet op.52, composta anch'essa nel 1894 senza, però, intenderla come pezzo da danzare, ma come dono per l'Orchestra Russa di Opera di San Pietroburgo.

C'erano, dunque, tutte le premesse perché nel 1896 accogliesse con grande entusiasmo la prestigiosa commissione imperiale di una partitura per un balletto da darsi ai Teatri Imperiali. Nel 1896 al Cremlino, durante la festa in onore di Nicola II, era stata eseguita la Cantata per l’incoronazione op.56, commissionata al giovane Glazunov dal Ministero della Corte. Una decina di giorni dopo fu eseguito il suo Valzer da concerto n. 2 e i due pezzi furono talmente graditi dallo Zar, che Glazunov ricevette un premio importante e l’offerta di scrivere la musica per un balletto da rappresentarsi ai Teatri Imperiali. Alla notizia, la critica non nascose la sua perplessità, condivisa in molti ambienti della corte e alimentata dal fatto che Glazunov aveva forti legami col Gruppo dei Cinque, piuttosto inviso nell'ambiente accademico. I dubbi nascevano dal fatto che il compositore trentenne era considerato un musicista dedito prevalentemente alla musica sinfonica, ritenuta dagli appassionati inadatta ad accompagnare una coreografia. Ma la musica di Tchaikovsky aveva dimostrato l’esatto contrario e i detrattori, oltre a basarsi su questa errata valutazione, non tenevano conto della vasta esperienza che il Maestro aveva maturato, come si è sopra visto, nel trattare ritmi ballabili in composizioni minori, ma anche nelle sue sinfonie. E, infatti, i dubbi di costoro si sarebbero sciolti ben presto. Nell'estate 1896, Glazunov iniziò a lavorare al suo primo balletto, che compose seguendo da vicino le minuziose indicazioni dategli dal coreografo incaricato: Marius Petipa. Ne venne Raymonda op.57, musica per un balletto in tre atti e un'apoteosi terminata nel 1897. Il lavoro fu presentato col titolo Raymonda al Marijnsky di San Pietroburgo nel Gennaio 1898 con uno stuolo di artisti prestigiosi: la prima ballerina assoluta Pierina Legnani creò il ruolo di Raymonda a fianco di Sergei Legat come il Cavaliere Cristiano Jean de Brienne, suo fidanzato, e di Pavel Gerdt nel ruolo di pura pantomima del Cavaliere Saraceno Abderakhman, che, affascinato dalla bellezza della giovane, cercava di sedurla in tutti i modi. Fu la musica per Raymonda a rivelare Glazunov come un compositore di tutto rispetto, di grande gusto e già ampiamente maturo. Il successo fu straordinario e il consenso di pubblico e critica fu talmente vivo da superare le aspettative di Glazunov e di Petipa. Va ricordato che, dietro richiesta esplicita di Petipa, Glazunov aveva interpolato nella sua Raymonda due brani mutuati da Scènes de Ballet. Lo stesso compositore aveva curato la riduzione per pianoforte della partitura di Raymonda, edita a Lipsia nel 1898 da Belyayev, il mecenate del musicista. Brani di Raymonda sarebbero stati utilizzati da altri coreografi come base per loro creazioni (vedi NOTA).

Nel 1896 ebbe la nomina di direttore dei Concerti Sinfonici Russi e quello stesso anno diresse un lavoro postumo di Tchaikovsky; l'anno seguente fu lui a condurre l'orchestra al disastroso debutto della prima sinfonia di Rachmaninov: sicuramente non ebbe modo di effettuare un numero sufficiente di prove, ma c'è chi attribuisce la sfortuna della serata ai problemi di etilismo che affliggevano il compositore. Di tanto in tanto avrebbe diretto qualche sua composizione, soprattutto il balletto Raymonda, ma mai dominò completamente l'arte della direzione musicale, nonostante l'attività lo appassionasse. Nel 1897 la London Philharmonic Society accolse Alexander Glazunov come membro onorario.

Petipa e Glazunov lavorarono assieme in altri due lavori per i Teatri Imperiali: il compositore scrisse Les Ruses d'Amour op.61 e il fortunato Les Saisons op.67 (vedi NOTA) per i due balletti in un atto di Petipa Les Ruses d'Amour o La Damigella contadina, da un racconto di Pushkin, e Les Saisons, entrambi rappresentati nel 1900, a pochi giorni di distanza, di fronte alla Famiglia Imperiale al Teatro Imperiale dello Hermitage, Palazzo d'Inverno, e ripresi assieme pochi giorni dopo al Marijnsky di San Pietroburgo col medesimo cast della prima. Il balletto allegorico Les Saisons è diviso in quattro quadri e un'apoteosi. Ciascun quadro è ambientato in un paesaggio caratteristico della stagione che vuol rappresentare e in scena danzano le personificazioni di elementi caratteristici del corrispondente periodo dell'anno: ad esempio l'Inverno è circondato da Ghiaccio, Neve, Brina; la Primavera danza con Zefiro; all'entrata dell'Estate seguono il Valzer dei Fiordalisi e dei Papaveri, una Barcarola per Naiadi, una Variazione per lo Spirito del Mais; al celeberrimo Baccanale Autunnale prendono parte tutte le Stagioni. Nel 1907 Nikolai Legat riprese il balletto al Marijnsky e la produzione rimase in repertorio anche dopo la rivoluzione e fu rappresentata fino al 1927. Una versione riassuntiva del balletto Les Saisons figurava sovente nei programmi che Anna Pavlova presentava durante le sue tournée. Ne Les Ruses d'amour, Isabella, giovinetta appartenente a una famiglia nobile e molto ricca, è promessa al Marchese di Damis, giovanotto assai povero, ma il matrimonio è stato combinato, cosicché i due giovani ancora non si conoscono. Temendo di essere accettata in matrimonio solo per interesse, Isabella scambia gli abiti con la sua servetta Marinetta e si presenta al fidanzato fingendo d'essere la cameriera di Isabella. Tuttavia il giovane si innamora di lei pur credendo d'avere davanti la cameriera della sua fidanzata e, quando propone alla ragazza travestita di fuggire assieme, Isabella comprende che Damis è capace di un amore sincero e che non è interessato al danaro, ma solo a lei. I due ruoli principali furono creati da Pierina Legnani e da Pavel Gerdt. Con la sua musica per Les Ruses d'amour, Glazunov fornì un ulteriore esempio di sintesi tra le tecniche nazionalistiche russe e quelle internazionali ed accademiche: fece un uso assai fantasioso di antiche melodie francesi per la danza tratte dall'Orchésographie del 1589, ma diede alle musiche un colore orchestrale tipico del Romanticismo russo. Sfortunatamente nessuno dei due balletti è giunto a noi sostanzialmente integro, ma alcuni passaggi di entrambi sono stati interpolati in recenti produzioni di Raymonda.

Dopo la Sinfonia n. 7 in fa maggiore op.77, detta "Pastorale" del 1902, dedicata a Mitrofan Belyayev, iniziò il periodo considerato il vertice della sua fama internazionale, raggiunta col Concerto in la minore per violino e orchestra op.82 del 1904. Dedicato al violinista Leopold Auer, questi lo interpretò alla prima tenutasi nel 1905 a San Pietroburgo durante un concerto della Società Musicale Russa. A questo si aggiungono il Concerto n. 1 per pianoforte e orchestra in fa minore op.92, il Concerto n. 2 per pianoforte e orchestra in si bemolle maggiore op.100 e l'importante Sinfonia n. 8 in mi bemolle maggiore op.83 del 1906, che lo mantenne all'apice del successo. L'anno successivo Glazunov diresse a Parigi l'ultimo dei Concerti Storici Russi e fu insignito del titolo onorario di Dottore in Musica dalle Università di Oxford e Cambridge. Fu pure onorato da una serie di concerti interamente dedicati alle sue composizioni, organizzati a Mosca e a San Pietroburgo. Il nome di Glazunov cominciò ad apparire con regolarità nei programmi dei Concerti dati negli Stati Uniti, mentre il compositore in persona dirigeva la sua musica durante i Concerti dati in tutta Europa. Tuttavia, proprio in questo periodo particolarmente fortunato, la sua creatività cominciò a risentire del suo attaccamento all'alcol e dei suoi abusi nell'accostarsi alla vodka, finché, dal 1914, il suo spirito creativo scemò a tal punto che i successivi venti anni di vita furono produttivamente assai aridi.

Nel 1907, dopo che Petipa si era ritirato, Mikhail Fokine, rovistando in un negozio di musica, si imbatté proprio nella suite Chopiniana op.46, di cui si è fatta menzione più sopra. Fokine pensò subito di utilizzare per una coreografia i quattro pezzi di Chopin, che Glazunov aveva orchestrato quindici anni prima. I pezzi della suite suggerivano danze di carattere, così Fokine sentì la necessità avere almeno un quadro ballato sulle punte ([Fo], pag. 99). Chiese a Glazunov di orchestrare per l’occasione il Valzer in do diesis minore di Chopin e il musicista, entusiasta dell’idea, accondiscese alla richiesta. In aggiunta Glazunov combinò l’orchestrazione del Valzer con un breve Preludio per il quale utilizzò l’Etude in do diesis minore ([Fo], pag. 100).
Ne venne un balletto, la prima versione di Chopiniana, danzato prevalentemente in costumi folkloristici, diviso in quadri, uno per ciascun pezzo musicale, ciascuno con un accenno di trama ispirata al folklore polacco, a quello napoletano o a un episodio della vita di Chopin. Faceva eccezione il quadro accompagnato dal Valzer appositamente orchestrato da Glazunov. Per esso Fokine previde un passo a due di danza accademica, privo di trama, ma evocativo dell’atmosfera romantica. Questo fu creato da Anna Pavlova in un tutu alla Taglioni, che Léon Bakst aveva disegnato ispirandosi alle stampe d’epoca romantica, e da Mikhael Oboukhov. Solo questo quadro sarà conservato –inalterato nella musica, nella coreografia e, ciò che qui interessa, nell'orchestrazione- nella successiva rielaborazione del balletto, la seconda versione di Chopiniana. Al Valzer Fokine accosterà altri numeri, su diversa musica di Chopin, che farà orchestrare a Keller, non più legati al folklore, ma di atmosfera romantica, omogenea a quella del Valzer. Nel 1909 Serge Diaghilev incluse la seconda versione di Chopiniana nel repertorio della prima stagione dei Ballets Russes a Parigi, ma, per l’occasione, su sua insistenza, volle che fosse ribattezzato Les Sylphides e che i pezzi di Chopin, pur mantenendo la coreografia della seconda versione, fossero completamente riorchestrati da svariati musicisti, tra i quali ci fu pure il giovane Igor Stravinsky. Tuttavia per il Valzer conservò l'orchestrazione di Glazunov. Poco dopo la prima stagione di Ballets Russes, Diaghilev offrì a Glazunov la possibilità di comporre la musica per L'Oiseau de feu, dopo che Lyadov aveva rinunciato all'impresa a lui affidata in prima battuta. Tuttavia Glazunov rifiutò la commissione e Diaghilev finì per affidare la composizione a un ancora sconosciuto Igor Stravinsky.

Alla direzione d'orchestra, fin dal 1899 aveva affiancato l'insegnamento di armonia e strumentazione presso il Conservatorio di San Pietroburgo, per assumerne nel 1905 la direzione, che avrebbe mantenuto fino al 1928 e, nominalmente, per altri due anni. Dopo la rivoluzione Bolshevica del 1917, operò per la sua trasformazione nel Conservatorio di Pietrogrado e, poi, nel Conservatorio di Leningrado, migliorando i curricula d'insegnamento, elevando il livello sia degli insegnanti che degli studenti ammessi, favorendo la formazione di un'orchestra filarmonica studentesca. Tra i suoi più celebri allievi dei primi anni del Soviet va ricordato Dimitri Shostakovich, il quale, nei suoi scritti, lasciò testimonianza della dipendenza di Glazunov dall'alcol, che descrisse come evidente anche durante le sue lezioni di musica da camera ([V], pagg. 58-59). Tuttavia Shostakovich ricorda la generosità sia umana che economica del Maestro nei suoi confronti e ne testimonia anche la totale dedizione al suo magistero, al punto di utilizzare buona parte del suo stesso stipendio per le esigenze più pressanti degli studenti, di sacrificare per il Conservatorio la sua creatività e il suo tempo libero, di intercedere presso le autorità perché i musicisti ebrei potessero risiedere a San Pietroburgo ed essere ammessi al Conservatorio ([V1], pagg. 362-363). Glazunov si prodigò per stabilire ottime relazioni con le istituzioni del Regime, in special modo con l'illuminato ministro dell'istruzione Anatoly Lunacharsky. Questi rapporti risultarono utilissimi per il sostegno del Conservatorio.
Il musicista non fece mai mistero di essere un conservatore e, come tale, non apprezzava affatto le disarmonie nelle composizioni di un altro suo allievo destinato a grande fama: Sergei Prokofiev. Tuttavia ciò non gli impedì di riconoscerne il talento e di dare al giovane allievo tutto il suo sostegno, anche prodigandosi perché fosse rappresentata la prima Sinfonia del giovane. Come gli erano sgraditi gli esperimenti dei suoi allievi Prokofiev e Shostakovich, così Glazunov non provava entusiasmo alcuno per i lavori all'avanguardia di Schoenberg, Berg e Stravinsky. In particolare riteneva che Stravinsky fosse soltanto un ottimo orchestratore. Il suo atteggiamento conservatore lo tenne lontano da ogni tentativo di adeguare il suo linguaggio alle proposte dinamiche dell'epoca, col risultato di vedere dimenticati i suoi successi di un tempo. Il compositore cominciò a sentirsi a disagio in una Russia sovietica, che sembrava volerlo tenere ai margini. Sulla distanza, il suo atteggiamento conservatore fu attaccato anche dagli allievi e dai docenti, che chiedevano metodi più progressisti.

Stanco delle critiche, Glazunov colse l'occasione della sua visita a Vienna del 1928, in occasione delle celebrazioni del centenario di Schubert, per non tornare più nell'Unione Sovietica. Sulla decisione potrebbe aver pesato il fatto che, con l'ascesa al potere di Stalin, avvenuta quattro anni prima, il regime aveva iniziato a interferire pesantemente anche nelle questioni artistiche. Dopo aver viaggiato in Europa e negli Stati uniti, si stabilì definitivamente a Parigi, ma mantenne fino al 1930 la carica di direttore del Conservatorio di Leningrado, in realtà diretto in quei due anni che precedettero le sue dimissioni da Maximilian Steiberg. A Parigi condusse un concerto di suoi lavori nel 1928, seguito da ingaggi per dirigere in Portogallo, Spagna, Francia, Gran Bretagna, Olanda, Polonia e negli Stati Uniti. Nel 1929 diresse la prima registrazione completa del vecchio balletto Les Saisons e lo stesso anno, all'età di 64 anni, prese moglie e, successivamente, ne adottò la figlia. Nel 1934 compose il Concerto in mi bemolle maggiore per Sassofono e orchestra d'archi op.109 e, trenta anni dopo la creazione della Sinfonia n. 8, l’anno della morte, iniziò a comporre la Sinfonia n. 9, facendo a tempo a lasciare solo un frammento del I movimento.

NOTA. Oltre a Fokine che diede una versione coreografica alla suite Chopiniana op.46, anche altri coreografi hanno utilizzato, per le loro creazioni, musica che il Maestro non aveva espressamente composto per essere danzata o che hanno dato nuove interpretazioni ai suoi balletti.
Nel 1916 Mikhail Fokine coreografò il poema sinfonico Stenka Rasin, dando al balletto lo stesso titolo e lo stesso anno Alexander Gorsky creò una coreografia sulla Sinfonia n. 5, realizzando quello che è considerato uno dei primi balletti sinfonici. In tempi più recenti, nel 1984, Twyla Tharp ha utilizzato Scènes de Ballet per la sua composizione coreografica The Little Ballet.
Nel 1956 Frederick Ashton coreografò Birthday Offering su una selezione di brani da Valzer da concerto No.1 e da Les Saisons.
Nella seconda metà del '900 in diverse occasioni George Balanchine avrebbe utilizzato musica mutuata da Raymonda come base per i suoi balletti Pas de dix del 1955, Raymonda Variations del 1961 e Cortège hongrois del 1973.
Inoltre Lew Christensen usò musica di Glazunov per il suo lungo divertissement Variations de Ballet, creato nel 1960 per il San Francisco Ballet; infine Gerard Charles per la sua Cinderella usò musica da Suite Characteristique, op.9, Les Saisons, Scenes de Ballet e il secondo movimento delle Sinfonie n. 1 e n. 5.

Bibliografia

[Fo] Mikhail Fokine, Memoirs of a Ballet Master (Transl. Vitale Fokine), ed. Anatole Chujoy, Constable & Company ltd, London, 1961
[R] A. A. V. V., Teatro alla Scala, Raymonda, Opéra National de Paris, programma di sala, 2000
[RK] Nikolai Rimsky-Korsakov, (1909, trad. in inglese come) My musical life, New York: Knopf, 1925, 3rd ed. 1942
[V] Solomon Volkov, (trad. Antonina W. Bouis), Testimony: The Memoirs of Dmitri Shostakovich, New York: The Free Press, a division of Simon & Schuster, Inc., 1995
[V1] Solomon Volkov, (trad. Antonina W. Bouis), Saint Petersburg: A Cultural History, New York: Harper & Row, 1979
[W] Roland John Wiley, A Century of Russian Ballet, Clarendon Press, 1990

Nelle immagini:
- Ilya Repin, ritratto di Alexander Glazunov
- Copertina della riduzione per pianoforte della partitura di Raymonda effettuata dallo stesso Glazunov ed edita da Belyayev a Lipsia nel 1898
- Ilya Repin, ritratto di Mitrofan Belyayev
- Cartolina inviata da Glazunov a Pierina Legnani, che aveva creato il ruolo di Raymonda
- Olga Preobrajenskaya nel Grand Cortége hongrois di Raymonda, 1903
- Anna Pavlova come Baccante ne Les Saisons, 1900
- Glazunov a destra, il basso Feodor Chaliapin a sinistra e al centro il critico musicale Vladimir Stasov, 1900
- Pavel Gerdt come Damis ne Les Ruses d'Amour






ID=2698
16/9/2011
Marino Palleschi leggi gli articoli di marinoinvia questo articolo ad un amicoStampa questo articoloCondividi su Facebook




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