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trame: Cipollino


Prima rappresentazione 1974
Balletto in tre Atti e sette quadri
TEATRO DI OPERA E BALLETTO DELL’ACCADEMIA UKRAINA “Taras Shevchenko”, Kiev
Libretto di Gennady Rykhlov edito da Genrikh Mayorov (da Le avventure di Cipollino di Gianni Rodari), musica Karen Khachaturian, coreografia di Genrik Alexandrovich Maiorov

16 APRILE 1977
TEATRO BOLSHOI, Mosca, Balletto del Bolshoi
scene e costumi Valery Levental



LA TRAMA. Atto I. Sulla piazza di una città fiabesca sono disseminati cesti di vegetali e cassette di frutta. Ma l’apparenza inganna, perché, guardando meglio si vede che non sono altro che case e villette abitate da persone col curioso aspetto di vegetali o di frutti. La piazza si anima e vi si incontrano le famiglie Radicchio e Cipolla. Mamma Cipolla e il Babbo Cipollone stanno rimproverando il figlio Cipollino, che protesta arcistufo di dover sempre badare alla sorellina Cipolletta. Non molto lontano il ciabattino Mastro Uva sta riparando delle scarpe, mentre Nonno Zucca, che non sogna altro che avere un tetto sopra la testa, sta mettendo insieme alcuni mattoni per potersi finalmente costruire un rifugio. Il Professor Pera suona il violino e tutti gli abitanti della città fiaba danzano tra loro. All’improvviso sopraggiunge affannato il Signor Pomodoro per annunciare l’arrivo in piazza di Principe Limone in persona, che intende rivolgere un discorso al popolo per spiegare chiaramente che, a norma di una legge da lui appena promulgata, tutti saranno debitamente tassati per l’uso di sole, pioggia e vento.

I sudditi sono esterefatti ed indignati e, nel trambusto generale, Cipollino urta involontariamente il piede di Principe Limone. Le Guardie del Corpo del Principe reagiscono immediatamente all’insulto fatto a Sua Altezza Reale, vorrebbero punire il colpevole, ma Cipollino se l’è data a gambe, così è l’anziano Cipollone a venir arrestato.
Ma le sciagure non sono terminate e ben presto una sventura cadrà sulle spalle di Nonno Zucca. Disperato perché si è reso conto che non riuscrà mai a costruirsi una casa, viene aiutato da tutti i concittadini, che, sotto la guida di Cipollino, si mettono al lavoro e completano l’edificio tanto desiderato. Ma, appena il lavoro è terminato, ecco che il Signor Pomodoro ritorna ed avverte, pieno di rabbia, che la casa è stata costruita abusivamente su un terreno della Contessa Ciliegia. Così le Guardie del Corpo di Principe Limone demoliscono la casa di Nonno Zucca. Nel vedere la disperazione del vecchio, Cipollino decide di vendicarsi.
Atto II. Accompagnato dall’amica Radicchietto, Cipollino si reca a Palazzo alla ricerca della cella ove è stato imprigionato il padre Cipollone. Strada facendo incontrano il piccolo Conte Ciliegino, annoiatissimo della vita di corte che trova troppo solitaria; ben presto i tre diventano amici. Durante la ricerca del prigioniero Cipollone, gli amici cadono nelle mani del Signor Pomodoro, ma riescono a sfuggirgli e liberano il vecchio Cipollone durante un ballo offerto dalla Contessa Ciliegia in onore di Principe Limone.
Atto III. La polizia e le Guardie del Corpo di Principe Limone sono sulle tracce dei fuggitivi. Cipollino riesce a nascondere il padre e Radicchietto, ma nulla può fare per sé, cade nelle mani delle guardie ed è rinchiuso in prigione. Nel silenzio della notte il Conte Ciliegino va in cerca di Cipollino con l’aiuto della bella Magnolia, che riesce ad addormentare le guardie col suo intenso profumo, così che il Conte Ciliegino può neutralizzarli legandoli e andare a liberare Cipollino. Principe Limone in persona scende nelle prigioni per punire il ribelle, ma trova la cella vuota e le guardie legate. Furioso ordina che la città sia rasa al suolo a cannonate, ma Cipollino e gli amici “caricano” il cannone proprio con Principe Limone. Al momento della cannonata, tutto si copre di fumo e, quando ritorna la visibilità Principe, guardie e cannone sono scomparsi Da quel momento e per sempre tutti gli abitanti della città fiaba vivranno in pace, costruiranno una nuova città soleggiata sotto un cielo blu, una città di amici.

NOTA: La fonte letteraria. Cipollino è il personaggio di fantasia creato nel 1950 dallo scrittore e giornalista italiano Gianni Rodari, specialista di letteratura per bambini, e dall’illustratore Raul Verdini, i quali ne hanno narrato le avventure in una serie di vignette, disegnate da Verdini e commentate in versi da Rodari, uscite a puntate su Il pioniere. Si tratta di un giornale per ragazzi, legato a un’associazione comparabile a quella degli Scout, ma con la precisa colorazione politica comunista. In seguito al successo del racconto a puntate, nel 1951 Gianni Rodari ha raccolto le vicende del ragazzino-ortaggio nel racconto per bambini Il romanzo di Cipollino, tradotto, poi, in molti paesi comunisti e dell’Est europeo. L’edizione russa del romanzo venne alla luce nel 1953 nella superba traduzione di Zlàta Potàpova e, tramite una traduzione della versione russa, lo stesso anno parte del racconto arrivò in Cina, pubblicato sul giornale La sera del popolo. Nel 1957 il racconto fu ristampato con varianti e integrazioni col titolo Le avventure di Cipollino.
Il romanzo nacque nell'atmosfera di entusiasmo e di speranza del secondo dopoguerra con una trama lineare: in una città abitata da persone con l’aspetto di vegetali o di frutti, i buoni, oppressi da regole insensate, guidati da Cipollino, si ribellano alle ingiustizie subite da parte di Principe Limone e dell’aristocrazia locale. Se ne sbarazzano a colpi di scherzi e beffe, senza mai ricorrere alla violenza. Il tema dell’oppressione del potere è affrontato con mano leggera e divertente, ma ancor più importante appare quello della solidarietà umana necessaria ad affrontare le avversità e a rendere possibile una società giusta e, tutto sommato, più divertente. La notorietà del libro goduta all’estero, in special modo nei paesi comunisti, non ebbe riscontro alcuno in Italia. Non solo il romanzo in questione, ma tutta l’opera di Gianni Rodari è sempre stata più conosciuta ed apprezzata all’estero che non in Patria.

NOTA: La genesi della creazione. All’inizio degli anni ’60 la storia di Cipollino destò l’interesse dei registi moscoviti del cinema d'animazione. Per scrivere la musica che accompagnasse il cartone animato, fu invitato il compositore della scuola di Mosca Karen Khaciaturjan, figlio di un regista teatrale e nipote del famoso compositore Aram Khaciaturjan, autore di Spartacus e di Gajane. Karen Khaciaturjan aveva già creato musica per numerosi cartoni animati di successo degli anni ’50, per altri film e spettacoli teatrali, oltre ad aver composto in ambito classico ed essere autore degli inni nazionali di Zanzibar e Somalia. Il cartone animato russo Cipollino uscì nel 1961 destando all'estero unanime consenso. Tuttavia il lavoro dello scrittore continuava ad avere scarsa notorietà in Italia e l’atteggiamento dei connazionali non cambiò molto neppure dopo che, nel 1970, a Rodari venne assegnato il prestigioso Premio Hans Christian Andersen, massimo riconoscimento internazionale nel mondo della letteratura per l’infanzia. A seguito di quest’avvenimento le sue fiabe vennero stampate a forte tiratura in tutto il mondo ma sempre assai più all’estero che in Italia. Fra i numerosi libri di Gianni Rodari i primi posti li prendevano i romanzi Le Avventure di Cipollino e Il Viaggio della Freccia Azzurra, destinato a diventare il soggetto di un fortunato cartone animato.

In Unione Sovietica i personaggi dall’aspetto di vegetali o di frutti erano talmente popolari, che Karen Khachaturjan si convinse a prendere la musica già scritta per il cartone animato come base per la musica di un balletto a serata intera dedicato a Cipollino. Con la partitura di Khachaturjan, il Teatro di Opera e Balletto dell’Accademia Ukraina lo ha messo in scena nel 1974 col titolo Cipollino, con coreografia di Genrik Alexandrovich Maiorov.

NOTA: La fortuna del balletto. Il balletto ebbe uno strepitoso successo sin dal suo debutto a Kiev col Teatro di Opera e Balletto dell’Accademia Ukraina, seguito da recite acclamatissime in Ashkhabad e, infine, sul palcoscenico del Palazzo dei Congressi del Cremlino. Sempre appassionata fu la risposta di un pubblico di tutte le età e di tutti gli strati sociali. La produzione del debutto fu insignita di uno speciale Premio statale e successivamente il balletto è entrato nel repertorio di molti teatri russi, furoreggiando per anni sui palcoscenici di Minsk, Voronezh, Ufa, Kishinev, Krasnodar, Vilnius e molti altri, deliziando con un'azione limpida dallo sviluppo lineare, per la fantasiosa caratterizzazione dei personaggi, per la musica ricca di sonorità gioiose e divertenti, per una coreografia vivace e impegnativa. Con la supervisione di Mayorov fu messo in scena anche dal Balletto del Bolshoi al Teatro Bolshoj di Mosca nel 1977 e a tutt'oggi questo balletto è nel repertorio del teatro. Successivamente il balletto è stato ripreso sotto la supervisione di Alexander Kopylov. Gli artisti del Bolshoi lo hanno soprannominato Lo Spartacus dei bambini per la sua coreografia di grande virtuosismo. Una produzione del balletto del 1978 è entrata nel repertorio del Teatro dell'Accademia Nazionale della Repubblica di Bielorussia. La produzione di Cipollino per il Teatro Natalia Sats ha avviato una gustosa sintesi di generi sovrapponendo il canto alla danza. Nel 2007 il balletto è entrato nel repertorio della Compagnia di Balletto Mikhailovsky per volere dell’allora direttore artistico Farukh Ruzimatov. Curiosamente per trent'anni il delizioso capolavoro non è stato portato sui palcoscenici occidentali, ma, di recente, esso è approdato nei teatri dell'Europa Occidentale, destando l'entusiasmo anche di queste platee. Col Balletto Mikhailovsky, Cipollino ha debuttato fuori dalla Russia nell’autunno 2009 al festival di Balletto a Mikeli, in Finlandia, dove le acclamatissime rappresentazioni, accolte da una critica entusiasta, sono state arricchite di brani della favola recitati in Finlandese. Il successo ha spinto il Balletto Mikhailovsky a presentare Cipollino al Coliseum di Londra nell’estate 2010, sempre integrandolo con parti recitate riassuntive della trama, e, anche qui, ha ricevuto un’accoglienza che ha superato le più rosee aspettative.
La fortuna del soggetto ha convinto altri coreografi a dare la loro interpretazione del balletto, mantenendo la musica di Karen Khachaturian. Fra tutte le versioni si ricorda quella in chiave contemporanea di Orietta Bizzarri concepita per gli allievi dell’Accademia di Roma e andata in scena al Teatro Grande dell’Accademia Nazionale di Danza.

Salvo la prima immagine, le successive si riferiscono a vari momenti del balletto Cipollino interpretato dalla Compagnia di Balletto Mikhailovsky
- Valery Levental, bozzetto per la produzione del 1977
- Un momento del II Atto (particolare), Photo © Mikhailovsky Theatre
- Due gendarmi, Photo © Mikhailovsky Theatre
- Un momento dell'Atto III, Photo © Mikhailovsky Theatre



ID=2701
4/1/2011
Marino Palleschi leggi gli articoli di marinoinvia questo articolo ad un amicoStampa questo articoloCondividi su Facebook




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