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coreografi: Mazilier


Joseph Mazilier (Giulio Mazarini), Marsiglia 1801- Parigi 1868

Ballerino, coreografo e maître francese, d’origine italiana, iniziò la carriera di ballerino nella città natale per proseguirla a Parigi nel 1822 al Théâtre de la Porte Saint Martin e poi all’Opéra nel 1830, divenendone primo ballerino di carattere e, nel 1839, maître de ballet.

Come danzatore ha creato ne La Sylphide il ruolo di James e i ruoli da protagonista anche ne La Fille du Danube, sempre di F. Taglioni, e ne La Tarentule e Le Diable Boîteux di Coralli.

Come maître ha creato balletti di buon successo anche se pare non avesse grande dimestichezza nella disposizione delle masse.
E’ da ricordare La Gypsy, ispirato alle "Novelas Exemplares" di Cervantes, soprattutto per l’inserimento, secondo il gusto dell’epoca, di una danza di carattere, La Cracovienne, in cui la Elssler replicò il successo riscosso con la Cachucha. Lo stesso Mazilier fu partner della Elssler nella sua creazione.

I balletti più felici, come Paquita, Le Corsaire e Le Diable à Quatre, saranno ripresi a San Pietroburgo da Petipa e eventualmente integrati. Pare che Le Corsaire sia stato completamente ricoreografato da Petipa, mentre per la ripresa di Paquita nel 1881 Petipa conserverà il passo a tre del primo atto –in origine però per tre ballerine- e aggiungerà alla fine una mazurka per gli allievi della Scuola di danza e il bellissimo divertissement, o Grand Pas, da lui concepito su nuova musica richiesta espressamente a Minkus per l’occasione. Prima della recente ricostruzione di Lacotte ci erano pervenuti, di Mazilier, solo parte del passo a tre e, di Petipa, mazurka e Grand Pas. Era abitudine rappresentare il Grand Pas arricchendolo di qualche variazione femminile supplementare secondo una proposta di Oleg Vinogradov.

Anche Mazilier aveva iniziato a coreografare per i teatri di boulevard, come Coralli e Perrot, il che gli aveva permesso di praticare gli effetti innovativi del balletto romantico, mentre all’Opéra la direzione tradizionalista di Gardel lasciava poco spazio al nuovo. Caratteristica del suo stile romantico è sostituire gli atti bianchi con quadri di carattere esotico, tema anch’esso molto apprezzato. Tuttavia, verso la metà del secolo le sue invenzioni presero la strada del balletto post-romantico iniziando a privilegiare spettacolari effetti scenici, come la tempesta e il naufragio de Le Corsaire, ispirato a un poema di Byron.

-La Gypsy, 1839, mus. F. Benoist e T. Marliani, grande successo della Elssler
-Le Diable Amoureux 1840, mus. F. Benoist e H. Reber
-Le Diable à Quatre 1845, mus. Adam
-Paquita 1846, mus. Edouard-Marie-Ernest Deldevez, successo della Grisi, Lucien Petipa e Coralli
-Le Corsaire 1856 , mus. Adam, successo della Rosati
-Marco Spada ou La Fille du Bandit 1857

Nella Foto: Mazilier con Maria Taglioni ne La Figlia del Danubio




ID=391
22/4/2005
Marino Palleschi leggi gli articoli di Marinoinvia questo articolo ad un amicoStampa questo articoloCondividi su Facebook




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