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Danza & medicina: Impariamo a rispettare il nostro menisco!


A cura di Walter Albisetti e Omar De Bartolomeo


Il ginocchio è spesso sede di lesioni durante la pratica sportiva, e secondo molti Autori esso è sede della maggior parte dei traumi a carico dell'arto inferiore, insieme al piede e alla tibiotarsica. Il ginocchio è una articolazione relativamente semplice, in quanto costituito da tre capi articolari: il piatto tibiale, i condili femorali e la rotula. Tra condili femorali e piatti tibiali sono frapposti i menischi. Essi hanno forma semilunare se visti dall'alto, mentre in sezione hanno forma pressoché triangolare, con base esterna e apice interno. I menischi, in numero di due per ginocchio (mediale o interno, laterale o esterno) hanno molteplici funzioni:
1) aumentano la congruenza articolare tra condilo femorale e tibia,
2) aumentano la superficie di scarico delle forze,
3) ammortizzano le forze,
4) stabilizzare il ginocchio
5) nutrire la cartilagine articolare.

Gli unici movimenti consentiti al ginocchio sono di flesso-estensione. E questo è molto importante per capire l'eziopatogenesi dei traumi.
Durante questi movimenti, per via della particolare conformazione dei condili e della biomeccanica con cui la flesso-estensione stessa avviene, i menischi possono subire dei traumi. La flessione del ginocchio non è un semplice rotolamento della tibia rispetto al femore (figura 1), bensì è un rotolamento seguito da uno scivolamento.

Questa particolare caratteristica spiega parte dei meccanismi che provocano le lesioni meniscali nella pratica della danza. I menischi, a forma di "C", possono essere descritti come formati da un corno anteriore, un corpo e un corno posteriore. Essi non sono liberi all'interno dell'articolazione. Il corno anteriore ha connessioni con la capsula articolare, tra tendine rotulea e legamento collaterale (legamento menisco-rotuleo).
E' per questo motivo che durante l'estensione del ginocchio i menischi vengono tiranti anteriormente. Il corno posteriore del menisco mediale è connesso invece al legamento obliquo del poplite, mentre il corno posteriore del menisco laterale si inserisce sulla capsula a livello della stessa area dove si inserisce il muscolo popliteo alla tibia. E' per questo che durante i movimenti di flex del ginocchio, i menischi vengono attirati posteriormente, soprattutto quello esterno.

Analizzando i diversi fondamentali della danza classica, abbiamo osservato che le lesioni meniscali avvengono soprattutto in quei ballerini/ballerine non datati di un buon en-dehors. Questi sono infatti soliti aumentare il loro en-dehors agendo sul ginocchio (screwing del ginocchio). La torsione tra tibia e femore "stirerò" i menischi, che andranno incontro a rottura nel momento in cui il ballerino esegue, in questa incongrua posizione, fondamentali come il pliè. Più in generale, possiamo dire che durante i movimenti di rotazione esterna della tibia rispetto al femore, come durante la acquisizione della I o della V posizione, il menisco mediale viene spinto posteriormente mentre il laterale anteriormente (figura 2).

Un asincronismo o una "forzatura" tra i movimenti di flesso-estensione o rotazione in queste posizioni "estreme" del ginocchio può essere causa di lesioni meniscali.
Nella danza è il menisco interno che più spesso va incontro a rottura, soprattutto a livello del suo corno posteriore. Infatti, passando da una posizione in flex a una a ginocchio esteso (immaginare: fase ascendente del pliè in I posizione) il menisco mediale è portato posteriormente. Quando il ginocchio sarà completamente esteso, il legamento mensico-rotuleo trazionerà il menisco mediale in avanti, ma questo risulta trattenuto tra condilo e piatto tibiale per via del meccanismo con cui avviene il movimento di flessione, ed ecco che esso va incontro a rottura.. questo è tanto più probabile quanto più il movimento di flesso-estensione avviene velocemente, con eccessiva forza o in posizione non corretta (screwing del ginocchio).

Oltre allo scarso en dehors, esistono altri fattori predisponesti: menisco discoide, accentuato genu recurvatum, caviglia non ben sostenuta, mancato controllo del tilting del bacino, tecnica scorretta. Riteniamo utile pertanto eseguire sempre correttamente i fondamentali tecnici, ricercando il giusto aplomb dell'arto inferirore, senza forzare l'en-dehors oltre i limiti concessi dall'articolazione dell'anca, unica articolazione responsabile dell'en-dehors stesso.


ID=402
10/4/2005
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