torna all'Home page
Ballet Class
Una nuova rivoluzionaria app per il tuo iPhone
Un nuovo prodotto di Balletto.net
login

lo shop di danza
Mezza Punta tela elasticizzata Reart € 19.50
A
B
C
D
E
F
G
H
I
J
K
L
M
N
O
P
Q
R
S
T
U
V
Z

R

    ...

    danza & medicina: Mangiar danzando


    La danza è un passo a due fra l’arte e l’attività sportiva, e da un punto di vista alimentare questo significa molte cose. Da una parte, infatti, è necessario che il corpo sia gradevole, morbido e dia l’impressione di scioltezza; dall’altro deve essere sostenuto da una buona muscolatura. Una simile costituzione deve essere sorretta da una alimentazione adeguata, pena non avere la forza sufficiente per lavorare; o, peggio ancora, dare l’impressione penosa di essere un mucchietto di ossa che si sforza di rappresentare la grazia.
    Questo articolo può servire da guida di base, mentre gli approfondimenti specifici saranno veicolati in seguito. Varrà ricordare i componenti di base dell’alimentazione, ossia le proteine, i grassi, gli zuccheri semplici e complessi, le vitamine e i sali minerali: il tutto nell’ambito di un apporto calorico adeguato.

    Mangiare nel modo giusto è importante e, nello stesso tempo, non deve diventare una fissazione. Cominciamo dalle calorie.

    Tra gli 11 e i 14 anni la crescita del corpo è molto rapida, specialmente nelle ragazze. Il peso ideale è di 44 kg, ma le variazioni sono infinite, perché dipendono dall’altezza, dal ceppo genetico e da alcune predisposizioni psicologiche. In linea di massima le calorie da introdurre a questa età sono 2300 al giorno, quando non si eserciti l’attività della danza, e 2550 nei giorni di allenamento.
    Tra i 15 e i 18 anni la crescita si consolida, si strutturano gli organi interni e la massa muscolare cresce. Il peso ideale per le ragazze è di 54 kg, sempre con variazioni personali. Le calorie: 2300 se l’attività è lieve, 2600 nei giorni di allenamento.
    Tra i 19 e i 22 anni si giunge a uno stato di salute definitivo, che varrà come paradigma per tutta la vita. Il peso ideale (ma che a questo punto diventa estremamente variabile, molto più che nelle età precedenti) è di 58 kg; le calorie: 2000 al giorno, e 2200 quando si danza.
    Oltre i 22 anni il calcolo è basato sul peso che rappresenta l’indice di buona salute della persona.

    Si ritiene in genere che le danzatrici debbano rappresentare standard di peso molto inferiori a quello richiesto dalla media, argomento che rischia in continuazione di richiamare alla danza ragazzine che sviluppano problemi psicologici con il peso e con la loro struttura fisica già presenti in nuce nella loro personalità. Va fatto un distinguo tra le ragazze che amano la danza e che hanno un fisico naturalmente adatto a praticarla, ragazze appassionate e che realmente hanno bisogno di stare attente a ciò che mangiano (ma per le quali la danza rappresenta già un ottimo aiuto a mantenere la forma fisica e a modellarsi, in quanto attività completa) e ragazze che si agganciano alla danza perché là possono trovare uno sfogo, apparentemente “autorizzato”, ai loro problemi con l’atto di ricevere nutrimento dal mondo esterno.
    La danza, e il movimento fisico in generale, specialmente se associati alla musica, producono un forte stato di concentrazione, premessa a momenti di serenità intensa. Ciò mal si accompagna a un movimento profondo di autodistruzione quale è l’anoressia.

    In linea generale, i danzatori devono mangiare in modo sano, oltre che equilibrato: il loro fegato è sottoposto ad attività intensa per smaltire le grandi quantità di acido lattico che si accumula nei muscoli. Ecco alcune indicazioni generali.

    COLAZIONE:
    Lasciate perdere il caffè e, possibilmente, anche il tè.
    Il latte è un alimento che nella medicina cinese viene considerato adatto solo ai bambini; le persone che tendono a sudare molto dovrebbero eliminarlo.
    Vanno bene il tè verde, assicurandosi che sia del tipo senza teina, il caffè d’orzo e le tisane. Se non vi piacciono le tisane a forte base di erba, ve ne sono alcune di una deliziosa casa francese a base di ribes e fragola, fragola e limone, limone e lampone che sono buonissime. Sono più gustose con lo zucchero scuro, ma è meglio utilizzare una bella cucchiaiata di miele per renderle dolci. Gli zuccheri semplici sono un potente depuratore del fegato.
    Se siete abituati a completare la colazione con qualcosa di “solido” vi consiglierei in generale di evitare brioche e merendine (sigh!) e di cercare prodotti che non contengano lievito. Fate un giro al supermercato e guardate attentamente gli ingredienti anche di quei prodotti che non sono usuali per voi. Si trovano per esempio alcuni tipi di tarallucci senza lievito, i popoff morbidi al cocco, torte a base di mandorle … e altri di cui attendiamo la segnalazione!
    Se proprio volete dei biscotti, cercate quelli a più alta percentuale di fibre. Non fatevi ingannare dalle scritte pubblicitarie sul pacchetto, cercate nella tabellina dei valori nutrizionali: il 2-4% di fibre è una cifra ridicola; ve ne sono tipi da 8% e, per ora, ne ho trovato un solo tipo all’11%, e sono squisiti! Nei negozi di cibo naturale e nelle erboristerie potreste trovare anche di meglio.

    SPUNTINI:
    A metà mattina e a metà pomeriggio è di rigore la frutta. Trovate il tipo di mele che più fa per voi, assaggiandone le diverse varietà e lasciando perdere le Grammy Smith verdi che acidificano troppo.
    Vanno bene anche le pere (mai da sole però), raramente le banane, bene l’uva, le fragole, i frutti di bosco, le pesche, le albicocche, le prugne e le susine, i kiwi; le ciliegie possono essere male accettate da un fegato appesantito, no i fichi e i kaki. Bene l’ananas e il succo di ananas, i succhi di frutta, il succo di pompelmo, i budini al crém caramél in casi di emergenza, i gelati alla frutta ma senza esagerare, le gelatine di frutta di buona marca.
    La frutta secca come pinoli, noci e nocciole può essere utilizzata solo nel momento in cui siete sotto sforzo prolungato, per dare carica e calorie ad effetto immediato.

    PASTI PRINCIPALI:
    A pranzo e cena spesso si è costretti ad arrangiarsi, ma altrettanto spesso no, e quindi è necessario approfittare di tutti i pasti che sono programmabili per rimanere in salute. Il fegato appesantito comporta sonnolenza, mal di testa, irritabilità, problemi intestinali vari e maggiore suscettibilità alle infezioni croniche e acute, oltre che dolori cronici e crampi per mancato smaltimento di acido lattico. Ogni pasto che si può effettuare non di corsa è prezioso.
    Abituatevi a mangiare – magari come prima portata -- verdure, cotte o crude, saggiando la vostra tolleranza intestinale a esse, che non è uguale per tutti. Ma almeno una manciatina di insalata valeriana/soncino, carote bollite e poi saltate insieme a una manciatina di piselli, misto di zucchine/carote/patate gialle bollite, finocchi crudi, un pinzimonio, fagiolini cotti e senza aceto – tanto per citare i più comuni e svelti da preparare – dovrebbero diventare un’abitudine.
    Sarebbe meglio non utilizzare i pomodori, i peperoni, le melanzane e le patate a polpa bianca: sono le cosiddette solonacee e devono essere evitate in programmi di depurazione del fegato; inoltre sembra siano implicati nel mantenere l’infiammazione articolare.
    Non deve mancare una buona pietanza, meglio se a base di carne bianca o pesce spinato. Il parmigiano reggiano è un’altra fonte di proteine di ottimo livello e privo di quei conservanti che influiscono sul sistema epatico.
    Per quanto riguarda l’integrazione dei pasti con i carboidrati complessi (amidi quali pasta, pane, riso, orzo, farro), il riso è l’alimento in assoluto più completo, alza meno la glicemia (come le patate lesse, che sono un buon sostituto del pane), può essere usato in modo abbondante e si può accompagnare, bollito, con un ottimo ragù o con verdure fresche (soncino e rucola) o le verdure cotte di cui sopra. Preferite il pane integrale o a base di semi vari ma cercate di farne poco uso.
    Evitate il burro e gli alimenti che lo contengono; invece, usate olio di oliva extravergine crudo (non va mai cotto!) e olio di oliva come integratore culinario nei cibi cotti.
    Ovviamente niente alcol, e almeno un litro e mezzo di acqua al giorno.

    Tutto ciò non significa che ogni tanto non si possa gustare qualche cibo goloso … l’importante è prestare attenzione quotidianamente, i risultati si vedono nel giro di poche settimane.


    ID=535
    5/7/2005
    Giulia Maria d'Ambrosio leggi gli articoli di Mamma di Verainvia questo articolo ad un amicoStampa questo articoloCondividi su Facebook




    cerca nel giornale  

    scrivici - pubblicità - la redazione - i numeri della Community - disclaimer - regolamento della Community   
      Balletto.net Snc Tutti i diritti riservati  P.IVA 04097780961