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ballerini: Bortoluzzi


Paolo Bortoluzzi, Genova 1938 – Bruxelles 1993

Paolo Bortoluzzi è stato in assoluto il più importante ballerino italiano dal dopoguerra ad oggi. Le prestigiose esperienze internazionali presso le maggiori compagnie e il ruolo che ha assunto nella compagnia di Béjart lo hanno fatto conoscere ovunque, per oltre un ventennio, come l'étoile italiana per eccellenza, dotato di grande versatilità nell'affrontare stili diversissimi in un ampio e rilevante repertorio, che spaziava dai grandi classici ottocenteschi, nelle più interessanti versioni, a una serie di importanti proposte contemporanee.

Si è formato sotto la guida di Ugo dell’Ara e, successivamente, di Nora Kiss, Asaf Messerer, Victor Gsovski, per debuttare con grande successo al festival di Nervi nel 1957.

Nel 1960 ha ballato per il Balletto Europeo di Massine e, lo stesso anno, è entrato a far parte del Ballet du XXme siècle di Maurice Béjart, divenendone uno dei solisti di maggior rilievo. Nei 12 anni in cui è rimasto nella compagnia ha creato ruoli principali in numerosi balletti del coreografo marsigliese, iniziando nello stesso 1960 con Bolero e proseguendo dal 1964 in poi con la Nona Sinfonia, Romeo e Giulietta, Mass por le temps présent, Ni Fleurs, ni couronnes, Baudelaire, Bhakti, Nomos Alpha. Nel 1971 ha partecipato alla creazione dell'L’Uccello di Fuoco, e ha avuto Nureyev come partner nel celebre passo a due Chant du Compagnon Errant. Gli ultimi ruoli da lui creati come solista di Bejart in Songs of a Wayfarer e in Nijinsky, Clown de Dieu, accanto a Jorge Donn, risalgono al 1972, anno in cui ha lasciato la compagnia.

Durante questo periodo di attività a Bruxelles ha ballato anche alla Scala di Milano, dove ha debuttato nel 1964 esibendosi in Les Demoiselles de la Nuit di Roland Petit e in Chout le Bouffon della Novaro. L’anno successivo è stato un memorabile Sigfried accanto a Vera Colombo nella storica produzione del Lago dei Cigni nella versione Beriozoff.

Nei 12 anni in cui è stato nel Ballet du XXme siècle, oltre che per la compagnia della Scala, ha ballato regolarmente anche col Ballet de Deutsche Oper am Rhein de Düsseldorf, di cui era Guest Artist permanente. Qui ha creato ruoli ne Le Creature di Prometeo, Quartetto d’Archi n.1, Cenerentola, Dafni e Cloe, La Bella Addormentata di Walter.
Alla Scala ha ripreso il ruolo di Sigfried, sia nella versione Beriozoff che in quella di John Field, si è alternato con Nureyev nella sua versione de La Bella Addormentata, è stato lo Schiavo in Excelsior e, successivamente, ha spaziato nel repertorio, da Giselle a Coppelia, fino a diventare nel 1975 étoile principale della compagnia della Scala e, successivamente, consulente artistico del Ballo scaligero a partire dalla stagione del bicentenario 1977-78. Accanto alle étoiles scaligere Colombo, Fracci, Savignano, Cosi e Razzi, sul palcoscenico milanese è stato partner anche di ospiti di prestigio, quali Noëlla Pontois e Patricia Ruanne.

Dopo l'importante esperienza col Ballet du XXme siècle, ha continuato a proporre pezzi contemporanei di Carolyn Carlson, Tudor e suoi, e ha ripreso La Pavana del Moro di Limon con Fonteyn, Karen Kain e Nureyev. Spesso in coppia con Luciana Savignano, ha creato e interpretato con lei Incontro e Butterfly. Tuttavia dopo il 1972 si è rivolto soprattutto al repertorio classico ballando nelle più prestigiose compagnie: alle due già nominate si aggiunse l’American Ballet Theatre, dove, diventato étoile nel 1981, danzerà nei classici ruoli ottocenteschi e ne Les Contes d’Hoffmann. E’ stato ospite delle compagnie del mondo intero: il Tokio Ballet, il Royal Ballet di Londra, il San Francisco Ballet, l’Opera di Monaco e di Berlino, lo Stuttgart Ballet, l’Opera di Praga e quella di Vienna, dove ha ballato in Per Aspera e in Relazioni Fragili di Milloss, il Danish Royal Ballet e la Capetown Ballet Company. Ha affrontato anche ruoli nei capolavori creati per i Ballets Russes: è stato Fauno, Apollo e il Poeta ne Les Sylpides.

La sua attività di coreografo è iniziata creando per il Ballet du XXme siècle Suite en si mineur nel 1960 e, successivamente nel 1965 Introduction et Allegro, Siegfried Idylle e La Valse, ripresa poi anche per il Balletto di Düsseldorf. Al 1962 risale la sua Suite en Ré Majeur per il Balletto delle Fiandre. Per la Scala ha creato Cinderella nel 1977 e Omaggio a Picasso, più tardi Nuits d’été, ispirato a una poesia di Verlaine, e Il Principe Felice su musica di Mannino. Ha lavorato per la televisione olandese creando Ricercare, per il Festival di Nervi con il già citato Incontro, per i teatri di Torino, Firenze e per l’Accademia Filarmonica di Roma. Nel 1976 a Parigi ha creato One Man Show, presentandolo poi a Milano, Roma, Chicago.

E' stato direttore artistico del Balletto di Düsseldorf dal 1984 al 1991 e, dal 1991 fino alla morte, del Balletto di Bordeaux per il quale ha creato La Belle et la Bête.

Accanto a quelle già ricordate, ha ballato con le più celebri étoiles internazionali: Alicia Alonso, Marcia Haydée, Gelsie Kirkland, e Cynthia Gregory.

Nelle immagini: Paolo Bortoluzzi in
- Nomos Alpha
- La Sylpide di Bournonville con Makarova
- Messe pour le Temps Présent



ID=539
9/7/2005
Marino Palleschi leggi gli articoli di Marinoinvia questo articolo ad un amicoStampa questo articoloCondividi su Facebook




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