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trame: Arlesienne, l'


1974
BALLET NATIONAL DE MARSEILLES
balletto in un atto
cor. Roland Petit; mus. Georges Bizet


Il balletto, ispirato al racconto di Alphonse Daudet e al dramma teatrale tratto dallo stesso scrittore sei anni dopo, nel 1872, racconta la storia del fidanzamento impossibile di Frederi con l'amica d'infanzia Vivette. La coppia non arriverà mai al matrimonio a causa dell'ossessione dell'uomo per il ricordo di una donna che turba il nuovo rapporto con Vivette. L'oggetto dell'antica passione è l'Arlesienne, una donna di Arles, con cui un tempo Frederi ha avuto un breve incontro e alla quale ha dovuto rinunciare avendone appreso i trascorsi poco limpidi. Egli ha cercato di dimenticare la ragazza, sforzandosi di innamorarsi di Vivette; addirittura si è fidanzato con lei, tuttavia non riesce a dimenticare la vecchia passione.

Questo è l’antefatto che, nel balletto narrativo, non è raccontato in modo esplicito; il lavoro, infatti, si svolge interamente nella sola giornata della festa di sant’Eligio, nelle ore decisive per il rapporto dei due fidanzati, in una crisi ormai irreversibile destinata a risolversi con un drammatico epilogo. L’antefatto sostanzialmente emerge dal racconto delle difficoltà di questa relazione, dal contrasto tra la gaiezza degli amici della coppia, che si godono la festa scatenandosi in una farandola nella piazza del paese, e la tristezza dei fidanzati, totalmente assorbiti dai dolcissimi tentativi di Vivette di farsi amare da Frederi, dall'impegno dell'uomo per riuscire ad assecondarla, ma anche dal suo rifiuto della nuova fidanzata allorché il ricordo dell’Arlesiana si fa ossessivo. Come nel testo di Daudet, l’Arlesiana non appare mai, ma la sua presenza è tangibile, grava sulla sorte della coppia, è l’elemento che scatena il dramma di questo rapporto impossibile, concluso col suicidio di Frederi, che si lancia dalla finestra del granaio.


Quando fu messa in scena la pièce di Daudet, venne commissionata una musica di scena a Bizet, che fu felice di confrontarsi con un testo letterario di spessore e che, in seguito, trasse dalla sua musica di scena una suite orchestrale.

Il balletto, sulla suite n.1 e n.2 di Bizet, si giova di un'efficace e sobria scena di René Allio, non lontana da un paesaggio di Van Gogh, che lascerà il posto a una scatola nera e, poi, alla stilizzazione della sola finestra da cui si butterà Frederi. I costumi di Christine Laurent rimandano al folklore provenzale: bianchi, neri, fasce rosse e un tocco di marrone-nero per Frederi. Da un lato Petit si ispira al folklore affidando a otto coppie il compito di rappresentare una folla contadina divisa tra l’allegria per la festa e il desiderio di aiutare i due compaesani a risolvere le loro incomprensioni. Per i due fidanzati Petit usa un linguaggio accademico, punteggiato da inconsueta gestualità, scatti di bacino e da un parsimonioso impiego del flex, ma soprattutto introduce contatti fisici del tutto inediti. Il linguaggio tradizionale del passo a due va alterato poiché non deve esprimere come di consueto un rapporto amoroso. Così il fuori balance di Vivette viene sostenuto dalla schiena di Frederi ed è la donna ad accompagnare la promenade in arabesque del fidanzato agendo non sul braccio di lui, ma sulla sua gamba.

Il prodotto globale ha palesi tangenze con i lavori dei Ballets Russes, oltre alla grande unità artistica raggiunta. Innanzi tutto Petit fa a volte un uso costruttivista dei corpi e delle teste dei ballerini impiegandoli come mattoni per creare delle forme geometriche. In questo è evidente la citazione di Les Noces della Nijinska, ripetuta nella contrapposizione delle file degli uomini a quelle delle donne. Come ha rilevato Igor Einser esiste anche una sottile similitudine con Petrushka nel contrasto tra l’atmosfera gioiosa della festa e il tormento intimo dei protagonisti.

Nelle immagini
-Foto di scena de L'Arlesienne, Photo Christian Lieber
-Eleonora Abbagnato e Benjamin Pech ne L'Arlersienne, Photo Luciano Romano



ID=557
29/7/2005
Marino Palleschi leggi gli articoli di Marinoinvia questo articolo ad un amicoStampa questo articoloCondividi su Facebook




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