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coreografi: Börlin


Jean Börlin, Haernösand 1893 – New York 1930

Ballerino e coreografo svedese, dopo aver studiato presso il Teatro Reale di Stoccolma, entrò nella relativa compagnia, divenendone, poi, secondo solista. Uscitone per seguire Fokine a Copenaghen, in quel periodo conobbe Rolf de Maré, che volle finanziare un suo recital a Parigi nel 1920.

Nello stesso anno il mecenate fondò i Ballets Suédois col preciso scopo di costituire un repertorio attento alle avanguardie. Per qualche anno la compagnia presentò al teatro degli Champs-Elysées a Parigi coreografie di Börlin, che dei Ballets Suédois fu anche primo ballerino e codirettore assieme a de Maré. Questi si sciolsero nel 1925 dopo qualche ulteriore tournée, avendo avuto vita molto più breve dei Ballets Russes di Diaghilev, compagnia se non rivale, almeno confrontabile per la comune attenzione a tutte le componenti artistiche di un balletto. Per le sue creazioni per i Ballets Suédois Börlin ebbe modo di collaborare con i più celebri artisti delle avanguardie parigine del momento. Utilizzò musiche di Satie, Casella, Albéniz e del celeberrimo gruppo Les Six: Auric, Honegger, Milhaud, Poulenc, Tailleferre e Dury. Anche i librettisti furono d'eccezione: ad esempio Cocteau e Pirandello. Per la parte pittorica si possono citare: Leger, De Chirico, Bonnard, Picabia.


E' in quest'ultima componente, nelle scene e costumi a volte surrealisti o metafisici, altre dadaisti, che risiede il maggior interesse per le produzioni dei Ballets Suédois, mentre la danza a volte era ridotta a interventi ritmati, l'esecuzione dei quali in alcuni casi si sarebbe potura affidare ad abili figuranti (Kochno).

Tra le creazioni più rappresentative va ricordato L’Homme et son Désir (1921) su musica di Milhaud. Lo stesso librettista, Paul Claudel, ne ha riassunto il tema descrivendolo come il dramma di un uomo “chiuso in una passione … che cerca invano di sfuggire … finché viene una donna a prelevarlo … simbolo della Morte e dell’Amore al contempo”. Con lo scenografo Andrée Parr, Börling concepì quattro azioni diverse e simultanee distribuite nello spazio scenico costruito verticalmente e diviso in quattro piani. Sul più alto, sotto la Luna e il suo riflesso si aggirano le Ore Nere, quelle della notte. In basso una palude è animata dagli animali della foresta vergine del Brasile, mentre il dramma dell’Uomo, alla prima lo stesso Börlin, si consuma ai livelli intermedi. Quando la Donna risolve il dramma, le Ore Nere lasciano il posto a quelle Bianche, simbolo del giorno che arriva.



Alle musiche di Les Mariés de la Tour Eiffel (1921) contribuì il gruppo Les Six, salvo Dury. Seguendo il libretto di Jean Cocteau, Börlin ha costruito una satira surreale del perbenismo e delle convenzioni borghesi, un balletto burlesco che rappresenta una festa di nozze su una terrazza della Tour Eiffel nel giorno dell’anniversario della presa della Bastiglia, E’ una parata di personaggi curiosi con maschere grottesche di Jean Hugo, mescolati al ridicolo corteo nuziale e agli ospiti. Un fotografo tenta più volte di immortalare il matrimonio in un ritratto di gruppo, ma dalla macchina fotografica escono di volta in volta: una bella bagnante, un bambino grasso e dispettoso, un leone che si mangia un pedante generale, ospite al banchetto di nozze, e una colomba, quando finalmente il fotografo riesce a scattare. Completano le serie di personaggi uno struzzo, un cacciatore, il direttore del ristorante, un ciclista. Gli episodi vengono commentati dalla voce di due grammofoni ai lati del palcoscenico, ironica imitazione del coro greco. Lo stesso Jean Cocteau prestò la sua voce in questa circostanza.


Ne La Création du Monde (1923) su musica jazz di Milhaud, il coreografo si ispirò ai miti africani per descrivere la nascita delle prime forme di vita a seguito degli incantesimi di tre divinità: vegetazione, animali totemici, ballerini-aironi che danzavano su trampoli, la prima coppia umana. Interpretato al debutto dallo stesso Börlin, il balletto si avvalse dell’affascinante décor di Fernand Léger.

Sul finire del 1923 i Ballets Suédois cercavano un nuovo balletto folklorico che potesse competere con El Sombrero de Tres Picos dei Ballets Russes. Con La Jarre (La Giara) (1924) la scelta cadde su un’ambientazione italiana ricreata dalla musica di Casella, dalle scene e costumi di de Chirico e da un prestigioso librettista: Pirandello. Oltre alla coreografia, Börlin creò il ruolo del giovane spasimante.


La compagnia si sciolse nel 1925 dopo l’insuccesso di Rêlache, titolo che indica il giorno di riposo dell'attività teatrale. La creazione di Börlin è una sorta di manifesto dadaista: in scena ci sono ballerini in frac, che restano in mutandoni, un pompiere, una ballerina in abito da sera che fuma invece di ballare. Il soggetto, di Picabia, è descritto dall’autore come “… la vita senza l’indomani… tutto per oggi, nulla per ieri, niente per domani. I fari d’automobili, le collane di perle, le forme rotonde e fini delle donne,…., qualche uomo in abito nero,….., il gioco, …., il piacere di ridere”. Lo stesso Picabia concepì per Rêlache un assemblaggio di fari d'automobile la cui luce creava effetti variando d'intensità. Durante l'intervallo di questo balletto si proiettava un filmato di René Clair e questo fu il primo balletto della storia che fece intervenire il cinema.

-Jeux mus. Debussy
-Iberia mus. Albéniz
-La Nuit de Saint-Jean mus. Alfvén
I tre balletti costituirono il trittico col quale debuttarono i Ballets Suédois nel 1920
-Les Vierges Folles (1920), mus. Attenberg
-Dansgille (1921) su danze folkloristiche svedesi
-L’Homme et son Désir (1921), mus. Milhaud
-Les Mariés de la Tour Eiffel (1921), mus. Auric, Honegger, Milhaud, Poulenc, Tailleferre
-La Boîte a Joujoux (1921), mus. Debussy
-Skating Rink (1921), mus. Honegger
-La Création du Monde (1923) su musica di Milhaud
-Marchand d'Oiseaux (1923) mus. Tailleferre
-Relâche (1924), mus. Satie
-La Jarre (La Giara) (1924) su mus. Casella

Nelle immagini:
-Fernand Léger, maquette per La Création du Monde
-Andrée Parr, bozzetto per la scenografia de L'Homme et son Désir
-Irène Lagut, fondale per Les Mariés de la Tour Eiffel
-Paul Witzansky e Eric Wieber rispettivamente come Generale e Leone ne Les Mariés de la Tour Eiffel
-Giorgio de Chirico, bozzetto per la scena de La Jarre
-Fernand Léger, figurino di costume per La Création du Monde

Fonti iconografiche e letterarie
Cyril W. Beaumont, Design for the ballet, London, The Studio L.T.D.
Boris Kochno, Le Ballet, Hachette, 1954


ID=564
10/8/2005
Marino Palleschi leggi gli articoli di Marinoinvia questo articolo ad un amicoStampa questo articoloCondividi su Facebook




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