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trame: Strada, la


10 MARZO 1967
TEATRO ALLA SCALA - MILANO
balletto in un atto
cor. Mario Pistoni; mus. Nino Rota



Tratto dall'omonimo film di F. Fellini, "La Strada" racconta la storia di Gelsomina, una giovane ragazza venduta dalla madre ad un artista di strada che, per guadagnarsi da vivere, gira le piazze dei piccoli paesi italiani, dando spettacolo con impressionanti dimostrazioni di forza. Da quel momento lei lo affianca ballando al suono della sua piccola tromba.
E' una vita durissima, specialmente per lei, costretta coi modi sempre rozzi di Zampanò a viaggiare in continuazione a bordo di una motocarrozzetta, la sua nuova casa.
Le scene che si susseguono mostrano l'Italia delle persone meno abbienti, dei tanghi ballati in piazza dagli adulti e delle danze moderne con cui si intrattengono i più giovani durante i festeggiamenti di un matrimonio. L'Italia delle processioni religiose, delle tavolate in strada, e quella delle lavandaie che stendono i panni all'aperto.
Di luogo in luogo Gelsomina è sempre più depressa e stanca delle violente attenzioni che Zampanò le riserva. Alla prima occasione che le si presenta decide di fuggire: al seguito di tre suonatori ambulanti che l'accompagnano nella sua danza, si ritrova in un paese in festa. E' qui che viene avvicinata dal "Matto", un personaggio che l'affascina con la sua simpatia.
Gelsomina è giovane, timida, una ragazza che della vita ancora non ha scoperto molto. Una volta sola, diventa "preda" di un gruppo di militari che la insidiano e provocano con insistenza: ma viene soccorsa da Zampanò che, salvandola dai militari, la rinchiude di nuovo in quella che per lei è una prigione, la vita da girovaga al suo fianco.
Zampanò e il Matto si incontrano in un circo, dove tutti e due vengono ingaggiati: uno per esibirsi con le proprie catene da spezzare, l'altro per incantare il pubblico al suono del suo malinconico violino. Gelsomina è molto attratta dal Matto, e fra i due uomini scoppia la rivalità. In un'occasione arrivano alle mani e, vista la forza di Zampanò, il Matto rischia la vita. A salvare il violinista sono le guardie, che arrestano Zampanò e lo conducono in prigione.
Gelsomina e il Matto hanno così la propria occasione per conoscersi meglio.
Ma Zampanò ben presto esce di prigione e, ritrovata Gelsomina, per l'ennesima volta la riporta a sé e alla sua dura vita. Il lavoro comincia a non bastare più, e l'uomo-padrone la coinvolge in un furto in un convento di suore. Mentre i due fuggono incontrano sulla loro strada il Matto: Zampanò decide di terminare ciò che era stato costretto ad interrompere e, in un impeto di ira, lo uccide con le proprie mani.
Gelsomina cade definitivamente in depressione. Al sopraggiungere di un rigidissimo inverno, si ammala e viene solo allora "liberata" da Zampanò, che l'abbandona al proprio destino, svenuta in strada, sotto un'incalzante nevicata.
Tuttavia Zampanò non riesce a dimenticarla, e per la prima volta nella sua vita di uomo di pochi scrupoli, si rimette a cercarla. Ma quando la ritrova, scopre che è morta. Si rende conto della sua sconfitta, delle proprie colpe, della sua vita di stenti e di fallimenti.
La scena finale lo mostra solo, in preda ai fumi dell'alcool, sconfitto da una drammatica disperazione.


Interpreti della prima: Carla Fracci (Gelsomina), Aldo Santambrogio (Zampanò), Mario Pistoni (il Matto).

(Nella foto: Oriella Dorella)



ID=619
9/10/2005
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