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    trame: Spartacus


    27 DICEMBRE 1956
    TEATRO KIROV DI LENINGRADO
    balletto in quattro atti e nove scene
    cor. L. Jacobson; mus. di A. Khacaturjan; libr. di N. Volkov

    Leggi l'articolo Il mito di Spartaco tra letteratura, cinema e danza


    Primo secolo A. C. - I prigionieri vengono portati a Roma in schiavitù dal terribile e crudele condottiero Crasso, vincitore della guerra contro i Parti.
    Tra di loro vi sono Spartaco, un uomo fiero della sua nascita libera e deciso a non assoggettarsi a nessuna schiavitù, e la sua amata Frigia.
    Sotto le mura della capitale i due vengono separati per essere meglio venduti ai patrizi Romani: Frigia viene così venduta come schiava proprio al ricco e crudele condottiero.
    Frigia soffre molto per il dolore di vedere schiavo il suo Spartaco e per il pensiero di dover essere separata da lui ora che è divenuta una schiava romana.
    Egina, la concubina di Crasso, si stupisce del dolore di Frigia; per lei contano solo l’oro, il potere, il vino, il sangue degli schiavi, tutto ciò che eccita l’animo.
    Nella sala arrivano dei gladiatori: due di loro, con gli occhi bendati, dovranno combattere fino alla morte e quello dei due che vincerà il combattimento avrà salva la vita.
    Al vincitore viene tolta la benda: è Spartaco che anziché gioire si dispera per aver ucciso chi era schiavo come lui. Spinge, allora, gli altri gladiatori all’insurrezione: bisogna spezzare la catena della schiavitù, essere liberi di vivere nella propria terra, di amare la propria moglie.
    Dopo avergli giurato fedeltà, i gladiatori e Spartaco fuggono verso Roma.
    Lungo la Via Appia gli insorti si accampano tra i pastori, i quali non restano insensibili all’appello di Spartaco e unitisi a lui lo proclamano il loro capo. Ora i rivoltosi, aumentati in numero, hanno una guida che li condurrà a lottare per la libertà di Frigia e di tutti gli schiavi.
    Spartaco trova Frigia nella villa di Crasso al sud e i due possono finalmente rincontrarsi, anche se di nascosto per paura di esser visti da Egina o dai ricchi patrizi che affollavano il banchetto di Crasso.
    Durante la festa, mentre i patrizi inneggiano alla potenza di Crasso, giunge la notizia che i gladiatori ribelli hanno circondato la casa; gli ospiti, Crasso ed Egina fuggono impauriti.
    Ma catturato, Crasso viene condotto prigioniero da Spartaco, che lo sfida a duello; i ribelli vorrebbero ucciderlo, ma lui propone che il crudele condottiero riscatti la sua vita così come un tempo lui pretendeva dai suoi gladiatori.
    Crasso però si rifiuta di combattere e chiesta clemenza la ottiene.
    Spartaco così lo scaccia affinchè tutti vedano la sua viltà.
    Il patrizio romano, il cui odio è fomentato da Egina, medita la vendetta e vuole punire gli schiavi ribelli.
    Prepara un imponente esercito mentre la sua donna, Egina, giunta al campo degli spartachisti corrompe alcuni dei gladiatori convincendoli ad abbandonare il loro capo; questi successivamente verranno catturati dai reparti di Crasso.
    Circondate dai legionari Traci, in una battaglia impari, le formazioni di Spartaco vengono sconfitte e il coraggioso eroe, gettatosi nella mischia, viene ucciso e crocifisso sulle lance.
    Frigia lo ritrova cadavere sul campo e invoca il cielo perché conservi l'eterna memoria di colui che ebbe il coraggio di ribellarsi alla schiavitù.


    Nellimmagine: Vladimir Vassiliev




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    658
    24/9/2005
    Andrea Roselli leggi gli articoli di andrea79invia questo articolo ad un amicoStampa questo articoloCondividi su Facebook




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