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trame: Esmeralda, la


9 MARZO 1844
HER MAJESTY'S THEATRE DI LONDRA
balletto in 3 atti e 5 scene
cor. Jules Perrot; mus. Cesare Pugni
libr. Jules Perrot dal romanzo Notre Dame de Paris di Victor Hugo



Esmeralda, uno dei più celebri balletti del repertorio romantico, è stato un cavallo di battaglia di numerose ballerine, che di volta in volta hanno messo in risalto le loro grandi doti di virtuose o hanno eccelso nelle numerose scene di pantomima. Creato da Carlotta Grisi, che danzò a Londra al fianco di Jules Perrot (Gringoire) e Arthur Saint Leon (Phoebus), il ruolo di Esmerada è stato interpretato da Fanny Cerrito e da Fanny Elssler, acclamata protagonista della prima versione pietrobrughese, rimontata dallo stesso Perrot nel 1858.
Nel 1886 Marius Petipa rimontò una nuova versione del balletto, con due pas de deux aggiuntivi su musica di Riccardo Drigo, oggi spesso eseguiti nei gala



L'azione di svolge a Parigi nel XV secolo


Atto I. La corte dei Miracoli. Tramonto
Un gruppo di Zingari affolla la Corte dei Miracoli, presieduta dal loro re, Clopin. Nel mezzo dei festeggiamenti, un poeta, Gringoire, si butta ai suoi piedi, spaventato dagli zingari che frugano nelle sue tasche per derubarlo, trovando però come sua unica ricchezza una poesia. Clopin, infuriato, ordina di impiccarlo.
Il poeta chiede pietà, ma l’unica soluzione che lo può salvare è che qualche donna della Corte lo scelga come marito. Ai suoi disperati appelli tutte lo respingono. Quando ormai senza speranze Gringoire si getta ai loro piedi, un sussurro sempre più clamoroso accoglie l’arrivo di Esmeralda.
Facendosi largo tra la folla, la giovane zingara legge sul volto del poeta la tragedia del suo destino, e acconsente a sposarlo. Clopin benedice i giovani e il matrimonio viene festeggiato con danze.
Mentre la folla si disperde al suono delle trombe delle autorità, Claude Frollo, un prete depravato, osserva ammaliato Esmeralda durante l’ultima danza: prende Clopin in disparte confidandogli la sua passione per la gitana e il suo desiderio di possederla per quella notte. Al cenno di assenso di Clopin, Frollo istruisce Quasimodo, il gobbo custode della cattedrale di Notre Dame, per aiutarlo nella sua impresa. Quando, all’apparire di Esmeralda, i due la assalgono per rapirla, si odono le trombe della Guardia e il capitano Phoebus entra con le sue truppe catturando Quasimodo, mentre Frollo riesce a scappare. Esmeralda, scampato il pericolo, osserva affascinata Phoebus, che la interroga curioso, e dopo aver appreso che la zingara è orfana, le fa dono della sua sciarpa. Nel frattempo Esmeralda intercede per Quasimodo e lo soccorre dandogli da bere. Su ordine di Phoebus, le guardie rilasciano il gobbo, che si allontana con lo sguardo pieno di riconoscenza per la sua bella benefattrice. Dopo aver concesso un bacio al Capitano, Esmeralda fugge.


Atto II. Scena I. Una piccola camera, con una poltrona, un tavolo e una sedia
Esmeralda dopo aver osservato malinconica la sciarpa datale da Phoebus, prende delle lettere d’avorio e le compone formando il nome dell’amato. Gringoire entra, e interpreta lo sguardo assente della moglie come amore per lui, ma quando tenta di abbracciarla, ella gli sfugge. Dopo averla rincorsa cerca di abbracciarla nuovamente, ma Esmeralda si difende puntandogli un coltello, e confessando a Gringoire di non amarlo affatto, e di averlo sposato solo per pietà: per lui rimane solo la possibilità di essergli compagno nelle danze di strada. Egli acconsente e insieme iniziano a provare una danza, ma sebbene il giovane sia affascinato dalla bravura di Esmeralda, le emozioni della giornata gli fanno desiderare di dormire.
Rimasta da sola, Esmeralda si butta su una poltrona, ma viene sorpresa da Frollo che le dichiara violentemente il suo amore. La giovane gli mostra le lettere sul tavolo e confessa di amare solo Phoebus. Frollo si infuria e minaccia Esmeralda, ma la giovane riesce lo stesso a scappare. Quasimodo, segretamente geloso, giura vendetta su Phoebus.


Atto II. Scena II. Il giardino di casa Gondelaurier, coi preparativi per il matrimonio di Fleur de Lys e Phoebus.
Fleur de Lys entra con le sue damigelle intrecciando ghirlande di fiori e mostra alla madre e al suo seguito i preparativi per le nozze. Phoebus arriva e bacia con indifferenza la mano della promessa sposa che si accorge che non indossa più la sciarpa da lei regalatagli.
Giungono gli invitati e iniziano i festeggiamenti. Le danze sono guidate proprio da Esmeralda, accompagnata da Gringoire. Fleur de Lys è sorpresa dalla bellezza della giovane e dal suo strano vestito e si fa leggere la mano: quando Esmeralda le annuncia un matrimonio felice, le dona un anello invitandola a ballare di nuovo. Phoebus, dimenticando la presenza della fidanzata, invita Esmeralda a ballare con lui, ma viene ovviamente rimproverato. La zingara allora continua a ballare con Gringoire, ma per dimostrare al capitano di amarlo, gli mostra la sciarpa, suscitando la sorpresa di Fleur de Lys che gliela strappa di mano, per poi svenire subito dopo a causa dell’indignazione e della vergogna.
Grigiore trascina Esmeralda lontano dagli invitati infuriati, e i due scappano seguiti da un esitante Phoebus.


Atto III. Scena I. Una stanza con una finestra aperta sul fiume. Notte.
Clopin fa entrare Frollo nella camera di Esmeralda. Dopo aver preso il pugnale sul tavolo, l’uomo si nasconde. Entrano Phoebus e Esmeralda. Il capitano le dichiara il suo amore e dopo qualche esitazione, la giovane si getta tra le sue braccia. Frollo, accecato dalla gelosia, esce allo scoperto e si avventa sui giovani, che cercano scampo nella stanza vicina. Frollo li insegue, e dopo un attimo si sentono rumori di lotta, delle grida e il tonfo di un corpo che cade a terra. Frollo scappa velocemente dalla finestra. Appare anche Esmeralda, che però inciampa e cade a terra. La gente accorre e Clopin annuncia che è stato commesso un omicidio e, dopo aver incriminato Esmeralda, la fa portare via nonostante le sue proteste.



Atto III. Scena II. Le rive della Senna: una prigione sulla destra e le torri di Notre Dame sullo sfondo.
Esmeralda è condotta in prigione e condannata a morte. Gringoire è disperato e si rivolge alla folla, proprio mentre appare la processione del Re dei Matti. Quasimodo è condotto sulle spalle degli zingari, e nel vederlo la folla dimentica la propria rabbia.
Le porte della prigione si aprono, ed Esmeralda è condotta al patibolo. Quando le viene concesso di fermarsi per dire addio a Gringoire, confida al poeta di voler essere sepolta con la sciarpa di Phoebus. Frollo offre alla giovane di risparmiarle la vita in cambio delle nozze con lui, ma Esmeralda rifiuta. Proprio in quel momento arriva Phoebus, scampato miracolosamente alla morte, che scagiona Esmeralda accusando invece Frollo del suo tentato assassinio. Il malvagio, impazzito, si sta par avventare sulla giovane ma viene bloccato da Quasimodo che fa scudo col proprio corpo. La folla saluta con gioia l’innocenza di Esmeralda.


Carlotta Grisi e Jules Perrot, creatori di Esmeralda e Gringoire

Fanny Elssler interprete di Esmeralda nell'edizione pietroburghese del 1858

Matilda Ksesinskaja, grande virtuosa e intreprete di Esmeralda nella
versione rimontata da Petipa alla fine del XIX secolo. Qui mentre accarezza la sciarpa di Phoebus

Olga Spesivceva, delicata Esmeralda nel 1918






ID=702
2/3/2006
Claudio Giorgione leggi gli articoli di minkusinvia questo articolo ad un amicoStampa questo articoloCondividi su Facebook




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