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trame: Fille Mal-gardée, la


1 LUGLIO 1789
col titolo Ballet de la paille, ou Il n'y a qu'un pas du mal au bien
GRAND-THEÂTRE DI BORDEAUX, Bordeaux
balletto pantomimo in due atti e tre quadri
libretto e coreografia Jean Dauberval, su un pot-pourri di canzoni e arie popolari arrangiate da un musicista rimasto "ignoto"
Primi interpreti: M.lle Théodore (moglie di Dauberval) (Lison, Lise nelle versioni moderne); Eugène Hus (Colin, Colas nelle versioni moderne); Brochard (la vedova Ragotte, ruolo en travesti, Mère Simone nelle versioni moderne, Mère Marcelline in alcune proposte); Dupui (Alain, Nicaise in alcune versioni); Dourdet (Thomas, padre di Alain); Geoffrey (Notaio)

30 APRILE 1791
ripresa col titolo mutato ne La Fille mal gardée
PANTHEON THEATRE, Londra
Interpreti: M.lle Theodore (moglie di Dauberval) (Lise); Charles Louis Didelot (Colas)

successive versioni a partire dal 1828 usano, in alternativa alla musica originale, quella di Louis Joseph Ferdinand Hérold; altre a partire dal 1864 utilizzano quella di Peter Ludwig Hertel

leggi articolo su La Fille Mal-gardée
leggi articolo La parola alla mimica!


NOTA. La trama qui sotto segue il più possibile da vicino quella riportata in un libretto originale del 1818 utilizzato per le riprese in vari teatri parigini. Ci si diffonde, quindi, in molti dettagli, alcuni dei quali potrebbero apparire trattati diversamente in versioni più recenti. La trama del 1818 non menziona esplicitamente il passaggio pantomimo in cui Lise sogna ad occhi aperti di essere già sposata con Colas, ma qui è stato ugualmente aggiunto per la sua importanza storica e per segnalare il punto in cui è stato voluto da Petipa.
La segnalazione in grassetto di passi, danze o episodi della vicenda è, invece, di chi scrive; si riferisce a momenti drammaturgici presenti nelle principali versioni del balletto e utilizza una terminologia non sempre originale, ma venuta in uso con le varie riprese del balletto o addirittura di chi scrive. Risulterà chiara leggendo il seguito, ove verrà citata per segnalare la musica usata nel corrispondente momento drammaturgico e passibile di variare a secondo delle varie versioni.

LA TRAMA. I Atto. Primo quadro. L’azione si svolge in un piccolo villaggio situato in qualche punto imprecisato vicino a Parigi; da un lato è situata la casa della Vedova Simone, facoltosa contadina (ruolo ballato tradizionalmente da un uomo en travesti). A sinistra, unito all’edificio principale, un capanno si apre sull’antistante cortile. Si vedono dei polli dietro una rozza griglia di legno. E’ tempo di raccolto e, allo spuntare del sole, passano gruppi di contadini per avviarsi al lavoro nei campi. Appena sono passati, dalla casa della Vedova Simone esce Lise, sua figlia, con la speranza di vedere Colas, un giovane agricoltore piuttosto povero che la corteggia e del quale è innamorata. Entra nel capanno e ne esce subito col mangime da dare ai polli. Mentre sbriga questa faccenda e porta fuori, nuovamente dal capanno, il secchio del latte, continua a guardare se Colas sopraggiunge, timorosa di non fare a tempo a vederlo prima che la burbera madre si svegli. Preso un nastro di seta rosa, gioca un po’ con esso, lo annoda e lo appende a un albero (Entrée de Lise): è un segnale per l’innamorato per fargli sapere che lei è già uscita di casa a cercarlo, ma ha dovuto rientrare nel timore che la madre si stesse per svegliare. Non vuole farsi scoprire dalla madre mentre attende Colas, perché sa che la Vedova Simone disapprova la sua relazione con un giovanotto onesto, ma spiantato: la tiene sotto stretta sorveglianza, sperando per la figlia un ben diverso partito. Appena Lise è rientrata in punta di piedi, arriva Colas accompagnato da un gruppo di compaesani diretti ai campi per il raccolto. Li congeda subito e li invita a proseguire assicurando che li raggiungerà quanto prima. Rimasto solo il giovane si avvicina alla casa, ma, non sentendo alcun rumore, sta quasi per andarsene quando nota il nastro, lo prende e lo bacia con trasporto per poi annodarlo al suo bastone. Lise sta per uscire nuovamente e, appena è sulla porta, Colas corre da lei e fa solo a tempo a baciarle le mani che la Vedova Simone, finalmente sveglia, si affaccia, sbadigliando, a una finestra. Vedendo i due giovani la Vedova si infuria e scaccia Colas lanciandogli contro un cesto e la sua cuffia. Il giovanotto se la dà a gambe, mentre la Vedova esce di casa furente per sgridare la figlia, che, nel frattempo, ha recuperato gli oggetti lanciati dalla finestra e può così ridare la cuffia alla madre.
Arriva un gruppo di contadini che si offrono di mietere nei campi della Vedova e con lei contrattano il salario: contro gli otto soldi richiesti, Simone ne offre cinque, per poi accordarsi su sei dietro suggerimento di Lise. La ragazza, consegnate loro le falci necessarie e i panieri per la colazione, vorrebbe seguirli nei campi, ma Simone la trattiene per metterla al lavoro.
Rimaste sole, Lise riceve una sonora ramanzina a causa del suo interesse per Colas e viene minacciata di essere battuta se il giovanotto si ripresenterà nuovamente. La fanciulla cerca di difendersi dicendo che il giovanotto le aveva baciato le mani all’improvviso e contro la sua volontà, ma la madre non è incline a crederle e le propina un paio di scapaccioni per la menzogna. Durante questa scena è ricomparso Colas in lontananza, non visto da Simone, ma notato da Lise, che gli fa cenno di nascondersi prima dietro l’edificio e, successivamente, nel capanno al lato della casa. In entrambi i casi Colas si regola in quel modo, favorito da una brevissima assenza delle due donne, che rientrano in casa per prendere una zangola. Quando Simone va verso il capanno per prendere il latte, Lise è terrorizzata che la madre scopra Colas lì nascosto. Ma Simone, mentre sta per aprire la porta del capanno, inciampa nel secchio del latte, lasciato lì dalla figlia, la redarguisce per quella negligenza e, poi, versa il latte nella zangola. Ordina a Lise di battere il latte nella zangola per montare il burro e rientra in casa col secchio vuoto, continuando a minacciare la povera Lise.
Colas esce di soppiatto dal capanno, mentre Lise è intenta a montare il burro (Battre le Beurre). Le chiede di potersi avvicinare per parlarle, Lise fa la restia, ma cede subito dopo, mandando l’innamorato a controllare che nessuno li possa sorprendere. Colas si avvicina a lei e cominciano a flirtare ingaggiando una schermaglia: Lise vuol sottrarre a Colas il nastro che il giovanotto aveva legato al suo bastone, ma Colas rifiuta e sta per allontanarsi col bastone sulla spalla quando la ragazza afferra il nastro. I due si riconciliano e iniziano a giocare col nastro. Lise infila il nastro nelle asole della giacca di Colas, ma la mano di Lise rimane impigliata nel nastro e Colas, tirandone la cima, fa sì che la mano di lei si appoggi sul suo cuore (Pas de Ruban). Stanno per scambiarsi delle affettuosità, ma Lisa ricorda il compito affidatole dalla madre; riprende il lavoro ed è aiutata da Colas stesso, ma ben presto i due abbandonano nuovamente il lavoro per amoreggiare. Sentendo del rumore, si interrompono bruscamente e Colas si mette in salvo fuggendo nuovamente, mentre arriva un allegro gruppo di ragazze del villaggio. Le giovani sono intenzionate a portare Lise a fare una passeggiata nei campi, alla mietitura: la invitano e si avviano. Lise sta per unirsi alle amiche, quando irrompe Simone, trattiene la figlia e la redarguisce aspramente per non aver terminato il suo compito. Lise cerca di scusarsi dando la colpa alle ragazze che l’avevano trattenuta, ma Simone, diffidente, inizia a batterla. Sopraggiunge Thomas, un ricco proprietario di fertili vigneti, accompagnato dal figlio Alain, un giovane sciocco e insulso. E’ talmente ridicolo che certamente non desta alcun interesse in Lise, ma, secondo Simone, rappresenta un ottimo partito per la figlia in considerazione delle ricchezze del padre. Thomas, desideroso di combinare il matrimonio di Alain con Lise, fa ufficialmente la richiesta promettendo una buona dote; Simone non perde certo l’occasione attesa, dando subito il suo consenso, ma destando la contrarietà della figlia, che, nonostante l’invito della madre, rifiuta di dare il braccio al promesso sposo e preferisce porgerlo al padre. Si avviano tutti e quattro verso i campi per assistere alla mietitura.

Secondo quadro. Cambia la scena: nei campi i contadini interrompono il raccolto per la pausa di mezzogiorno. Iniziano a divertirsi dando il via a una festa campestre e a loro si unisce la brigata partita dalla casa di Simone. La Vedova fa sedere la figlia su una catasta di piccoli covoni e i giovani del villaggio d’entrambi i sessi iniziano a ballare animate danze contadine (Pas de Monsieur Albert). I contadini più anziani bevono, gli altri continuano a danzare in tondo, mentre Colas si avvicina al gruppo e non si trattiene dal proseguire furtivamente la sua corte a Lise. La vecchia, irata, lo allontana, ma l’episodio si ripete più volte in modi diversi. Un giovane anima i presenti col suono del suo flauto invitando le ragazze a ballare; una afferra lo strumento, il giovanotto la insegue per recuperarlo, si uniscono anche gli altri presenti e il divertimento diventa generale (Pas des Moissoneurs). Ma la festa gioiosa e le danze si interrompono bruscamente allo scoppio di un forte temporale estivo (Orage). Ciascuno cerca di porre al riparo ciò che può, Simone vuole afferrare la mano di Lise per portarla via, ma Colas le porge la sua. Simone non si accorge dell’inganno e se ne va rassicurata, pensando di portare la figlia al riparo, mentre Colas copre di baci la mano di Lise.

II Atto. Terzo quadro. La scena si apre su un locale all’interno della casa della Vedova. Lise e Simone raggiungono casa e vi entrano al riparo dalla pioggia. Simone è stanca e zuppa; la figlia le va a prendere un fazzoletto perché si cambi. Poi la Vedova mette subito la figlia al lavoro facendola filare con l’apposito strumento a ruota (La Fileuse); la sonnolenza sta per sopraffare la vedova e, non appena se ne rende conto, Simone corre a chiudere la porta di casa a doppia mandata per poi riporre le chiavi nella sua tasca, temendo che la figlia esca da sola. Lise non aspetta altro che la madre si addormenti per tentare di sottrarle le chiavi di casa. Ma Simone si sveglia del tutto e chiede alla figlia di ballare col tamburo basco per farsi passare il sonno. Lise danza e la madre suona il tamburo (Danse au Tambour de Basque), ma sempre più fievolmente perché la sonnolenza ha di nuovo il sopravvento e finalmente la donna si addormenta.
In quel momento, Colas appare dietro le sbarre dell’apertura sopra la porta. Lise sale su un panchetto e tende le mani al suo innamorato, che le bacia con trasporto per un breve istante, finché Simone si sveglia nuovamente. Colas si toglie dalla vista della Vedova, che riprende a suonare; la figlia balla nuovamente e a lei si unisce la madre per cercare di non addormentarsi nuovamente. Bussano alla porta: sono i braccianti assoldati da Simone, di ritorno dalla mietitura, che portano alla Vedova i suoi fasci di grano; li accatastano a terra in un angolo e chiedono di essere pagati e, poi, di poter bere qualcosa. Simone li accontenta e li conduce a bere, ma vieta a Lise di accompagnarla: la lascia sola in casa, ma soltanto dopo aver chiuso accuratamente la porta per impedire che Lise ceda alla tentazione di uscire. La ragazza, rimasta sola, sogna ad occhi aperti di essere già sposata a Colas, di aspettare i suoi figli e poi di crescerli (Pantomime Quand je serai mariée non citata esplicitamente nel libretto del 1818). Ma le precauzioni di Simone sono state vane: Colas è riuscito ad introdursi in casa, nascosto tra i fasci di grano portati dai braccianti, e si mostra all’innamorata domandandole subito perdono per un gesto così azzardato. Lise arrossisce, non vuole che Colas le si avvicini, ma il ragazzo la rassicura che a lui basta solo guardarla. Lise, commossa per la delicatezza del giovane, lo incoraggia con uno sguardo, ma lo ferma subito dopo, non appena il giovane pensa di potersi avvicinare. Prosegue la schermaglia tra i due, combattuti tra amore e virtù. Lise riprende a filare, ma, per la commozione, le cade la spoletta, al che Colas teme che stia per sentirsi male e la soccorre. Si toglie il fazzoletto dal collo per asciugare le lacrime di commozione dell’amata, Lise scioglie il suo e gli amanti si scambiano i fazzoletti che avevano al collo. I due sospirano, si rendono conto della profondità del loro reciproco amore, ma sentono che Simone, di ritorno, sta mettendo la chiave nella serratura. Lise fa nascondere l’innamorato al piano superiore, nella sua camera di letto, e finge di stare filando. La madre di Lise è sorpresa di trovarla in quell’atteggiamento, nota che la figlia indossa un fazzoletto diverso e così, arrabbiandosi, preferisce allontanarla: le ordina di salire in camera da letto, proprio dove Colas s'era rifugiato. Lise, imbarazzata, la implora di non ordinarglielo, ma Simone è irremovibile e la ragazza viene rinchiusa proprio in camera sua. Alain arriva intanto col padre e col notaio del villaggio per firmare il contratto di matrimonio. Sono accompagnati da paesani e braccianti desiderosi di festeggiare le nozze imminenti. Il notaio si mette a un tavolo e mostra il contratto, Thomas deposita due borse di danaro e Simone consegna i gioielli e il corredo della figlia. Poiché tutti sono d’accordo, Simone manda Alain a chiamare la futura sposa nella sua camera; lo sciocco giovanotto si infila i guanti, sale le scale, ma, non appena mette mano alla serratura, tra la costernazione dei presenti, dalla camera da letto esce anche Colas. Alain ridiscende, si toglie i guanti con stizza e annuncia che ormai rifiuta di sposarsi. Lise e Colas implorano Simone di acconsentire al loro matrimonio. Simone è disperata, ma il notaio con tutti gli amici intervenuti persuadono Simone ad accettare un buon matrimonio d’amore piuttosto che uno di convenienza. Finalmente Simone acconsente, strappa il contratto e lo getta in faccia a Thomas, adirato tanto quanto il figlio. Entrambi se ne vanno minacciando vendetta, ma la gioia di tutti gli altri è alle stelle e i festeggiamenti dell’intero paese chiudono il balletto.

LE DUE LINEE DI SVILUPPO DEL BALLETTO. Il balletto di Dauberval, nato nel 1789, è tuttora in repertorio, ma nel tempo ha subito profondi rimaneggiamenti e, soprattutto, sostituzioni quasi integrali della musica. Le versioni successive alla prima hanno conservato il libretto, ma nulla ci è pervenuto con continuità delle coreografie originali, sebbene nel 1989 Ivo Cramer abbia proposto a Nantes una ricostruzione integrale del balletto originale. Due sono i filoni evolutivi che hanno condotto alle diverse versioni nelle quali è oggi presentato il balletto; esse si distinguono per le due differenti partiture musicali che hanno sostituito del tutto o in parte quella originale.
Dopo numerose riprese del balletto in Europa e negli Stati Uniti, nel 1828 Jean Pierre Aumer, allievo di Dauberval, presentò all’Opéra di Parigi una sua versione del balletto del maestro, coreografata su musiche appositamente composte e arrangiate da Ferdinand Hérold, le quali incorporano solo una piccola parte delle arie popolari della musica originale. Questa versione fu il punto di riferimento per numerosissimi revivals in tutta Europa, incluse Mosca e San Pietroburgo, e divenne il cavallo di battaglia di Fanny Elssler. Nel corso delle riprese la musica di Hérold subì arricchimenti ed integrazioni e su questa si basò John Lanchberry nel 1960 per arrangiare la partitura della produzione messa in scena da Frederick Ashton per il Royal Ballet. Questa è attualmente la versione più fortunata in occidente e ben rappresenta un primo gruppo di produzioni, basate tutte sulla partitura di Hérold, eventualmente con successive integrazioni.
Un secondo gruppo fa sostanzialmente capo alla produzione di Paolo Taglioni presentata a Berlino nel 1864 su musica composta per l’occasione da Peter Ludwig Hertel. Su questa si basa il revival di Marius Petipa e Lev Ivanov del 1885, prodotto per il debutto della Zucchi al Teatro Imperiale di San Pietroburgo, a noi pervenuto attraverso la revisione di Alexander Gorsky del 1901. Da quest’ultima deriva un secondo gruppo di produzioni, basate sulla musica di Hertel, assai diffuse in Russia e in parte dell’Europa. Tra queste qui ci si limita a ricordare la versione di Bronislava Nijinska creata nel 1940 per il Ballet Theatre, l’odierno American Ballet Theatre.


Nel seguito cercheremo di seguire più in dettaglio i due filoni evolutivi, segnalando le versioni principali e suddividendo l’approfondimento in sette argomenti ripartiti in altrettanti paragrafi. Cliccare sul titolo del paragrafo per leggere l’argomento relativo.

In tutto ciò che segue la carica di "maître de ballet" di un teatro va intesa in un'accezione diversa dall'odierna, corrispondendo grosso modo a "coreografo residente principale con funzioni direzionali" del Ballo.

LA VERSIONE ORIGINALE DI DAUBERVAL

LA MUSICA ORIGINALE

LE RIPRESE SULLA MUSICA ORIGINALE (Dauberval al Pantheon Theatre di Londra (1791), Eugène Hus al Teatro de La Porte Saint-Martin di Parigi (1803), Jean-Pierre Aumer ibidem (1804), et al.)

LA VERSIONE AUMER SU MUSICA DI HEROLD (Opéra di Parigi (1828))

LA VERSIONE P. TAGLIONI SU MUSICA DI HERTEL (Opera di Stato di Berlino (1864))

VERSIONI SU MUSICA DI HERTEL DERIVATE DALLA VERSIONE TAGLIONI (Marius Petipa e Lev Ivanov al Bolshoi Kamenny di San Pietroburgo (1885), Alexander Gorsky al Bolshoi di Mosca (1901), Anna Pavlova a Londra (1912), Bronislava Nijinska per il Ballet Theatre (1940) poi Dimitri Romanoff per l'American Ballet Theatre, Alexandra Balachova per il Ballet Russe de Monte Carlo (1946), et al.)

LA VERSIONE ASHTON

VERSIONI CHE UTILIZZANO ENTRAMBE LE PARTITURE (Joseph Lazzini, Heinz Spoerli per l'Opéra di Parigi (1981))

nelle immagini:
- Nadia Nerina e David Blair nel "Pas de Ruban" della versione Ashton
- Martin Harvey e Sarah Lamb in "Battre le Beurre" della versione Ashton, Photo John Ross ©
- Sarah Lamb nella "Pantomime Quand je serai mariée" della versione Ashton da Petipa, Photo John Ross ©
- Roberta Marquez e Ricardo Cervera nel "Pas de deux de Fanny Elssler", versione Ashton, Photo John Ross ©
- Cecchetti nel ruolo en travesti di Mère Simone nella versione Ivanov
- Stampa dalla gouache di Pierre Antoine Baudouin dal titolo La Reprimande - Une Jeune Fille Querrellée par sa Mere


ID=78
24/10/2007
Marino Palleschi leggi gli articoli di andyinvia questo articolo ad un amicoStampa questo articoloCondividi su Facebook




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