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    danza & medicina: Lo stato nutrizionale nelle danzatrici


    Il convegno di Medicina della Danza del 2005 (vedi il report su Convegno di Medicina della danza) ha visto tra i protagonisti il dottor Carlo Bagutti, che ha presentato un intervento estremamente interessante su "Relazioni fra lo stato nutrizionale, la salute ossea e la pratica intensiva della danza nelle giovani ballerine", introducendo un rilevante concetto di prevenzione. La sua relazione viene esposta qui, completata con alcuni chiarimenti, dato l'interesse che la materia suscita e deve suscitare in chi lavora, a qualsiasi titolo, nel mondo della danza.
    Il dottor Bagutti ha cominciato presentandoci l’ambito in cui la sua ricerca si è svolta, ossia il "Prix de Lausanne", un concorso molto rinomato per danzatori non professionisti giovani, che vede in concorso ogni anno anche 120-150 candidati, i quali possono essere sottoposti alle sue attenzioni mediche per ben una settimana! Di fatto, il dottor Bagutti ci ha spiegato chiaramente che lo stesso "Prix" nasce con un concetto filosofico-educativo, e che l’area medica ad esso collegata non è da meno.
    I candidati vengono valutati durante i vari concorsi che si svolgono nella settimana, sulla base di differenti concetti e tecniche, a seconda che si tratti di danza classica, moderna e contemporanea libera. Valutati non tanto per lo sviluppo tecnico-artistico, dato che è difficile valutare il potenziale di un ballerino a quell’età: in quanto ricercatore medico, Carlo Bagutti ha cercato di creare un ponte tra medicina e danza, un modo in cui queste due discipline possano toccarsi, dato che, ha proseguito, i medici hanno di solito la strana idea che fare il ballerino sia pericoloso; di conseguenza i ballerini non vanno dal dottore! La sua creazione nel campo quindi, negli ultimi sei anni, è stata l’attuazione di un programma di prevenzione, per fare in modo che la buona salute fisica e psicologica siano alla base di una buona preparazione tecnica; diversamente, non è possibile avere una carriera lunga e di ottima qualità.
    Ovviamente, la preparazione di un tale programma richiede l’esame di un bel numero di ballerini, per essere attendibile. Normalmente i lavori sui ballerini constano di 20-30 soggetti studiati. Il "Prix" dà la possibilità di giocare domande e risposte su grandi numeri di danzatori.
    Quali rischi ci sono per la salute quando si balla in modo intenso? La domanda è importante, perché l’attività della danza in genere ha inizio nell’infanzia, il tempo di pratica è lungo e la possibilità che si provochino aggravamenti di problemi già presenti è alta. Una seconda considerazione riguarda il fatto che la danza comporta problematiche specifiche, come il mettersi sulle punte o lo sforzare l’apertura d’anca. Il terzo problema è che l’esercizio fisico richiesto è intenso. Il quarto, è la ricerca della magrezza, da cui il fatto che la limitazione calorica cronica diventa per alcuni soggetti una variabile importante. Il quinto, ma non ultimo problema, è il livello di stress che una preparazione di livello comporta.
    I criteri estetici della danza classica impongono alle ballerine di essere magre. A causa di questa pressione, i ballerini e le ballerine verificano regolarmente il loro peso corporeo e imparano a sottoporsi a un controllo alimentare. E’ soprattutto negli adolescenti che si riscontrano la maggior parte delle situazioni preoccupanti.

    Monitorare molti ballerini da un punto di vista medico significa vedere molte lesioni articolari: non tanto distorsioni, quanto lesioni osteotibiali da sovraccarico dovute a usura e che facilmente diventano gravi. E’ frequente anche il rilevamento di disturbi del comportamento alimentare, di disturbi di crescita e maturazione ossea, di ritardo mestruale.
    Con il termine di Female Athletic Thriad (la triade della donna atleta) si intende la presenza contemporanea di amenorrea, disturbi del comportamento alimentare e osteoporosi.
    Come si può capire quali soggetti sono a rischio? Diversi studi mettono in risalto l’esistenza di un periodo cruciale durante l’adolescenza che dura circa 3 o 4 anni in entrambi i sessi. Durante questo periodo, le ossa del corpo si sviluppano a una velocità massima. Passata questa breve fase, vale a dire due anni dopo le prime mestruazioni per le ragazze, e dopo l’età di 17 anni per i ragazzi, la crescita rallenta in modo importante e l’incremento della densità minerale ossea è progressivamente frenato.
    L’amenorrea (mancanza di mestruazioni per almeno tre mesi) è indotta da squilibri ormonali causati soprattutto dall’attività troppo intensa o da un apporto calorico non sufficiente. Spesso è occultata da uso di contraccettivi orali, oppure semplicemente dal fatto che non se ne parla, anche perché l’amenorrea elimina una piccola scomodità. Il 100% delle ginnaste di un certo livello ha problemi che riguardano la sfera ormonale ginecologica, il 70% di loro ha un’amenorrea. La percentuale di irregolarità è del 55% nelle danzatrici, tra le quali il 30% ha un’amenorrea. Sono cifre che dovrebbero far riflette almeno genitori e insegnanti.
    Perturbazioni transitorie del comportamento alimentare possono manifestarsi in alcuni momenti, ad esempio quando ci si trova sotto stress, e l’introito calorico può essere eccessivamente diminuito o eccessivamente aumentato. Ma, come è noto, esistono anche delle espressioni più gravi di questi disturbi, e si tratta dei cosiddetti "disturbi atipici" (Eating Disorder not Otherwise Specified), nel corso dei quali le ragazze rinunciano completamente a mangiare un alimento specifico, adducendo come motivo il fatto che non sia buono, o si autoriducono le calorie iniziando una dieta particolare, che può condurre all’anoressia o alla bulimia. A questi comportamenti atipici è legata la cosiddetta "teoria del continuum": le ragazze che si mettono a dieta possono sviluppare un rischio maggiore dell’8-15% in più di avere un pericoloso scivolamento verso un franco disturbo del comportamento alimentare nel corso dell’anno.

    Stupisce trovare osteoporosi, cioè fragilità ossea, nelle danzatrici. Eppure anche i disturbi della salute ossea sono presenti. Se i disturbi articolari possono essere passeggeri, quelli ossei invece non lo sono. Vi sono diversi motivi.
    Se è presente una pubertà tardiva, ciò significa un ritardo nel picco di incremento della massa ossea nel secondo decennio di vita, e questo ha come esito la fragilità delle ossa. In altre parole, la pubertà in epoca normale (tra i 12 e i 14 anni) comporta l’inizio dell’aumento della massa delle ossa, che si arricchiscono da un punto di vista strutturale con il maggiore assorbimento di calcio (introdotto con gli alimenti) e la maggiore capacità di fissazione del fosfato di calcio alle ossa, indotta dal funzionamento ormonale. Se la pubertà quindi è ritardata, questo progresso nella strutturazione dello scheletro parte più in ritardo e più in sordina. Il risultato sarà che le ossa non avranno né tutto il materiale né tutto il tempo per "costruirsi" in modo da reggere adeguatamente, per il resto della vita, il carico di lavoro richiesto: oltre un certo quantitativo di lavoro quotidiano, infatti, l’osso va in stress e si crea la fragilità. Il processo è perciò definitivo.
    Il picco di aumento della massa ossea si ha a 20 anni, al massimo può proseguire fino ai 25 anni, e poi si stabilizza; da un certo punto in poi, in genere a partire dal terzo decennio, il capitale osseo comincia a perdersi. Una partenza tardiva della pubertà, o un suo rallentamento, consente il raggiungimento solo dell’70-80% della massa ossea normale, e la percentuale mancante non si può più guadagnare, neppure aumentando l’introito di calcio.
    Il dottor Bagutti a questo punto ha accennato al programma medico per i ballerini del "Prix". Tutti i candidati ricevono in anticipo una cartella medica da compilare con il medico di famiglia: BMI, curve di crescita staturo-ponderale, una tabella che è una scala di valutazione del comportamento alimentare (tra le voci: sono terrificata di essere sovrappeso, cerco di stare a dieta … in caso di presenza di disturbo alimentare, dà la possibilità di capire qual è il preciso problema), una valutazione ginecologica (età del menarca, presenza di un’amenorrea primaria se la prima mestruazione non compare, di un’amenorrea secondaria, ritardo pubertario se oltre i 14 anni non compare il seno).
    L’osservazione, in questa ricerca, è stata compiuta, per ora, su 850 ballerini, di cui 716 femmine. Il loro BMI cambia a seconda dell’età, ma in media è 17.5 – che è un numero rilevabile solo nel 10% della popolazione generale, quindi un valore piuttosto infrequente. Le ballerine europeo-caucasiche hanno un BMI maggiore rispetto alle asiatiche. Le ballerine dell’ex-Unione Sovietica hanno un BMI sovrapponibile a quello delle asiatiche, ma qui non si tratta di un fattore genetico, bensì del risultato di un’educazione forzata a limitare l’alimentazione.
    Nell’anno 2000 il BMI scendeva con l’età (quindi, crescendo, le ragazze tendevano a pesare percentualmente di meno); con il 2005 la tendenza sembra essersi invertita, e Carlo Bagutti ritiene che proprio il programma di prevenzione del "Prix" abbia stimolato una maggiore attenzione alla salute … o forse i casi più patologici rinunciano a presenziare al "Prix".
    Molte ragazze di 15-17 anni possono essere considerate osteoporotiche. La fragilità ossea non è un problema etnico, ma solo di comportamento alimentare (in sede personale, il dottor Albisetti mi ha riferito poi il suo diverso parere: la densità ossea diminuisce, effettivamente, ma questo non sempre può essere classificato come osteoporosi, ma forse più come un correlato della flessibilità ossea delle danzatrici. Ulteriori studi e approfondimenti sull’argomento potrebbero essere quindi davvero importanti). Tra BMI e massa ossea non vi è alcuna correlazione, tra età del menarca e massa ossea sì.
    La conclusione a cui il dottor Bagutti intende portare le insegnanti presenti è che il campanello d’allarme è rappresento, più che dall’amenorrea, dal fatto che l’allieva si metta a dieta, e il pericolo è tale che l’invito, in questo caso, è di essere più attente, quando addirittura non più invasive nell’accertarsi personalmente dell’eventuale presenza di questo grosso rischio. Un attento controllo nutrizionale e dello sviluppo osseo nei giovani danzatori è dunque particolarmente indicato.

    Foto 1 Jin Young Won (Korea) in variazione libera, 2005
    Foto 2: Maki Ohnuki, 2000. Copyright Sasaki Mika Ballet Academy
    Foto 3: M. Fukumori, 2004. Copyright Sasaki Mika Ballet Academy


    ID=878
    4/1/2006
    Giulia Maria d'Ambrosio leggi gli articoli di Mamma di Verainvia questo articolo ad un amicoStampa questo articoloCondividi su Facebook




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