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    trame: Sogno di una notte...


    SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZ'ESTATE
    17 GENNAIO 1962
    NEW YORK CITY CENTER DI NEW YORK
    balletto in due atti e sei scene
    cor. or. 1865 Casati; mus. Giorza
    (altre imp.: George Balanchine; Frederick Ashton; musica Felix Bartholdy Mendelssohn)


    I Atto: il balletto segue l'intreccio della commedia di Shakespeare ed usa le musiche di scena appositamente elaborate da Mendelssohn per il lavoro teatrale, oltre ad altre composizioni del musicista tedesco.
    Narra delle vicende di due giovani coppie che vengono a trovarsi in una foresta incantata e dello scompiglio suscitato dal dispettoso e perverso folletto Puck con la sua polvere magica che fa innamorare. Cosicché Ermia inseguirà Lisandro, che per effetto dell'incantesimo di Puck si è invaghito di Elena... La quale, a sua volta, è innamorata di Demetrio. Anche Titania, regina delle fate, si è innamorata dello zotico Bottom il quale, sempre per le magie di Puck, si ritrova con una testa di asino.
    Ne succedono di tutti i colori, insomma, in questa notte di follia.
    Alla fine comunque, verrà ristabilito l'ordine: si celebrano triple nozze per Ermia e Lisandro, Elena e Demetrio, e il Duca con Ippolita. Anche Titania si riappacifica con il suo sposo Oberon, re degli elfi.

    II Atto: la vicenda si esaurisce nel primo atto. Balanchine infatti disegna il secondo atto come un lungo "divertissement" che, salvo nella scena conclusiva, dove ricompaiono Oberon, Titania e Puck, è interpretabile più come una grande celebrazione nuziale.

    Questo balletto è stato anche filmato con la supervisione di Balanchine stesso, e affidato a vari canali televisivi a partire dal 1967. Altri lavori sulla stessa musica mendelssohniana sono stati creati da Marius Petipa (Pietroburgo 1877), Michel Fokine (Pietroburgo 1902), Frederick Ashton (ma in un atto unico dal titolo The Dream, Londra, 1964), Heinz Spoerli (Basilea, 1975), John Neumeier (Amburgo, 1977 con rappresentazioni a Firenze, Teatro Comunale, 1980 e a Taormina, 1990), Robert de Warren (Manchester, 1981 e Milano, Teatro Lirico, 3 aprile 1990, poi Teatro alla Scala, 26 aprile 1990), Uwe Scholz (Zurigo, 1989).

    Il coreografo Tom Schilling ha portato sulle scene una versione del tutto differente intitolata A New Midsummer Night's Dream (musica di G. Katzer, Komische Oper di Berlino Est, 1981). Il lavoro di Balanchine rimane l'esempio più efficace di come il grande coreografo russo-americano abbia saputo sposare il suo purissimo stile accademico alle esigenze del balletto d'azione; tipico caso in cui la forma, con la quale egli costruisce le sue composizioni, è al tempo stesso la sostanza dell'opera.


    ID=97
    23/11/2005
    Andrea Boi leggi gli articoli di andyinvia questo articolo ad un amicoStampa questo articoloCondividi su Facebook




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