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coreografi: Duato


Juan Duato Barcia (Nacho Duato), Valencia 1957

"En Espana, cuando yo era nino, no habìa tradiciòn de ballet. No existìan buenas escuelas, ni tampoco buenos profesores. Ni siquiera tenìamos la oportunidad de asistir a espectàculos de danza en los teatros (Nacho Duato, "El placer de la danza", Editorial Sintesis, S.A.)"

Queste le prime righe del libro che Nacho Duato scrive nel 2005 per raccontare la propria carriera.
Il XX secolo vede infatti la Spagna, che ormai ha perso anche le ultime colonie, strangolata da due grandi dittature: quella di Primo de Rivera e, dopo un breve periodo repubblicano, quella assai longeva del Generale Franco. Il flamenco resta a livello artistico l'unica danza capace di rappresentare la forza e la cultura spagnola sotto il regime dittatoriale, a scapito della tradizione classica che subisce un forte colpo di arresto. A Madrid si esibiranno le compagnie internazionali dei Ballets de Diaghilev negli anni venti, del London Festival nel dopoguerra, fino a quelle dei moderni Bejart, Nikolais e Taylor a metà del '70, ma nessuna compagnia stabile di balletto verrà mai alla luce nella Spagna di quasi tutto il novecento. Solo sul finire del secolo, quando il Paese ritroverà la democrazia, sarà possibile la ripresa culturale e la corsa alle nuove tendenze artistiche: nella danza a quelle più moderne, scaturite dal consolidamento delle iniziali sperimentazioni di Martha Graham, prima, e di Merce Cunningham, poi, che daranno vita ad un grosso boom coreografico. E' in questo canale che si insinua il Duato già formato, come ballerino e coreografo, quando nel 1991 diventa direttore della prima vera compagnia statale spagnola: la Compagnia Nazionale di Danza, CND, già fondata nel '79 (Delfìn Colomé).

Nacho inizia gli studi della danza classica alla Rambert School di Londra, già diciottenne, senza alcuna esperienza specifica alle spalle. Disposto a qualsiasi tipo di sacrificio per sostenere il costo degli studi accademici, lavora come commesso nei supermercati o come modello per laboratori di scultori. Niente mette in discussione la propria passione che egli stesso confida di aver sentito da sempre. Neanche l'età "avanzata" -rispetto a quelli che sono gli standard di età degli allievi dei primi corsi- costituisce per Nacho un problema, anzi. Secondo lui essere più maturi costituisce un grosso passo avanti rispetto ai bambini, in quanto è più facile aver chiaro se si è o meno disposti ad impegnarsi anima e corpo ad un'attività così pressante come la danza.
Dopo l'esperienza alla Rambert, Duato entra al Mudra di Bruxelles, la scuola di Bejart, dove, oltre alla tecnica accademica, può studiare quella contemporanea, musicale, e teatrale. Dopo un anno di corsi Bejart gli offre un contratto come ballerino della sua compagnia: Nacho rifiuta. Non si sente ancora pronto, e decide di andare a New York all'Alvin Aley Dance Center per perfezionarsi. Per lo stesso destino, dopo un anno di studi, gli verrà di nuovo proposto un ingaggio come ballerino: stavolta i motivi del rifiuto sono legati a problemi burocratici per i necessari visti di soggiorno.

Il passo successivo nella sua carriera lo muove al Cullberg Ballet di Stoccolma, dove per la prima volta balla come professionista. Incontra Mats Ek, direttore e coreografo di casa, sua moglie Ana Laguna, e tanti altri ballerini di origini latine, coi quali instaura uno splendido rapporto.
A strapparlo nel 1981 al Cullberg Ballet sarà l'offerta di Jiri Kylian che lo vuole nel suo Nederlands Dans Theater. Saranno per Nacho nove anni di grandi esperienze, professionali e personali. Impegnato anche come primo ballerino, al NDT Duato comincia a dar voce alla propria vena creativa: nel 1983 concepisce per l' NDT 2 (la compagnia junior) Jardi Tancat. Grazie al successo riscosso con questo primo lavoro, ottiene commissioni per la compagnia principale, nella quale continua comunque a ballare. Due lavori l'anno fino a quando, nel 1986, gli viene offerto un contratto da coreografo residente. Simultaneamente i suoi balletti vengono rimontati in moltissime compagnie importanti a livello mondiale.

"El estilo de mi baile, una expresiòn artìstica cristalizada a travès del movimiento con un profundo respeto por la mùsica, està asentado en una tècnica clàsica que le sirve justamente de base. A partir de ella, y siempre en comuniòn con la mùsica, mi movimiento se rompe con respecto a los cànones del clàsico para alcanzar un vocabulario netamente contemporàneo. Ese vocabulario es contemporàneo en el sentido de que trato de comunicarme con la audiencia en los còdigos del languaje del hombre de hoy. Sin embargo, todos mis bailarines estàn entrenados sobre una tècnica clàsica, una tècnica que yo, como digo, deconstruyo en cierta manera, para desarrollar mi propio vocabulario coreogràfico. (Nacho Duato, "El placer de la danza", Editorial Sintesis, SA)".

Questo stile coreografico, unitamente all'idea di dare alla CND una propria identità attraverso un repertorio solido e appositamente pensato per i suoi ballerini, sono i principi che Duato concentra nella propria carica di direttore e coreografo quando nel 1991 la compagnia spagnola lo assume. I risultati non si fanno attendere a lungo. Al pari di fortunati binomi quali NDT-Kylian, Frankfurt Ballet-Forsythe, Cullberg Ballet-Ek, Ballet de Maurice Bejart-Bejart, e di tanti altri, la CND di Duato prende ben presto la personalità e la risonanza del nome stesso del proprio direttore/coreografo. Le richieste di apparizione del CND si moltiplicano all'interno della Spagna come nel resto del mondo.
Il lavoro meticoloso svolto da Duato dalla scelta alla gestione di ogni singolo elemento della compagnia lo porta ad avere oggi artisti capaci di interpretare la danza alla sua stessa maniera, e addirittura ad attingere da loro in fase di creazione del nuovo repertorio. Una compagnia capace insomma di muoversi per mano del proprio "conduttore", come autonomamente, con lo stesso risultato in termini di espressione coreografica e di spettacolo.
Fino ad oggi sono tantissimi i lavori creati da Nacho Duato, in massima parte per la sua compagnia o per essa riadattati. Doveroso far menzione almeno di quelli che Duato stesso ha voluto in bella esposizione nel proprio testo autobiografico: Jardì Tancat (1983 NDT 2, 1992 CND), Synaphai (1986 NDT, 1990 CND), Raptus (1988 NDT, 1996 CND), Tabulae (1994 CND), Por vos muero (1996 CND), Arcangelo (2000 CND), Moltiplicidad: formas de silencio y vacìo (1999 CND), Romeo y Giulieta (1998 CND), White Darkness (2001 CND), Herrumbre (2004 CND).


Bibliografia: Nacho Duato, "El placer de la danza", Editorial Sintesis, SA, www.sintesis.com
Sito personale di Nacho Duato
Sito della Compagnia Nazionale di Danza, CND


ID=991
17/2/2006
Andrea Boi leggi gli articoli di andyinvia questo articolo ad un amicoStampa questo articoloCondividi su Facebook




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