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Articoli


25/7/2006 - Poi potrai rimettere le ali: Carla Fracci e Eugenio Montale

Era il 5 marzo 1955, quando il poeta Eugenio Montale vide per la prima volta danzare Carla Fracci nel suo 'Passo d’Addio'. Montale era ormai un poeta affermato, trent’anni prima aveva pubblicato la sua prima raccolta 'Ossi di Seppia' e aveva iniziato, subito dopo la guerra, a collaborare al ‘Corriere della Sera’ diventando il recensore della rubrica ‘Prime alla Scala’. Esperto di musica, particolarmente legato alla lirica e alla musica classica, tuttavia si trova a recensire ... [segue]

19/7/2006 - Un ballet d'action del '900: Die Kameliendame

E' su musiche originali di Chopin, per pianoforte e orchestra, che John Neumeier accompagna la sua poderosa lettura delle travagliate vicende d'amore della cortigiana parigina Marguerite Gautier. Dietro esplicita richiesta del padre dell'amato - come è noto - la donna rinuncerà alla felicità con l'innamorato, Armand Duval, per non comprometterne la rispettabilità. Tragico incombe l'epilogo con la m... [segue]
Marino Palleschi

10/7/2006 - Appunti di viaggio: New York, la capitale della danza

New York è ormai la meta più desiderabile per un viaggiatore appassionato di danza e anche per il danzatore stesso.
New York offre la possibilità di soddisfare la propria fame di danza, qualunque essa sia.
Per questo motivo vogliamo offrirvi una breve guida per un prossimo futuro viaggio nella Grande Mela.

In Europa non mancano scuole per giovani che vogliono affrontare la carriera del danzatore o del coreografo, tuttavia, un'esperienza profondamente formativa po... [segue]
Valentina Rapetti

22/6/2006 - La tecnica delle punte: da virtuosismo a mezzo di espressione (Parte II)

Sul finire del secondo decennio del 1800 il movimento romantico, già imperante in altri settori artistici, cominciava a farsi strada nella danza grazie alle proposte di Didelot e altri coreografi, ma anche grazie ai progressi tecnologici della rivoluzione industriale nel primo ‘800. L’introduzione della luce a gas prima nelle strade e poi nei teatri permise effetti lunari e misteriosi in linea con ... [segue]
Marino Palleschi

18/6/2006 - La tecnica delle punte: da virtuosismo a mezzo di espressione (Parte I)

La storia della danza europea del 1700 è attraversata da due anime che, sebbene apparentemente antitetiche, interagirono mutuamente, concorrendo entrambe al suo sviluppo. La prima metà del secolo fu dominata, in Francia, dall’opéra-ballet, forma di spettacolo che univa al canto lirico una danza concepita come arte pura, come decorazione fatta di sofisticati giochi di linee e piacevoli virtuosismi senza alcun fine salvo quello di dilettare. Questo genere fu favorito dal fatto ... [segue]
Marino Palleschi

10/6/2006 - Le Soirées de Paris di Etienne de Beaumont

Diaghilev coi suoi Ballets Russes aveva realizzato l'utopia wagneriana di un teatro totale, in cui ciascuna componente artistica, dalla musica alla coreografia, dalla drammaturgia alla pittura, era studiata in funzione delle altre e concorreva allo sviluppo organico di uno spettacolo unitario. Aperta la strada, negli anni '20 cominciarono a profilarsi simili proposte, anch'esse rivolte alla sintesi dei generi. Tra queste spiccano le produzioni di
29/5/2006 - 1915, otto mesi a Losanna

Nell'agosto del 1914, dopo il trionfo della stagione londinese, Diaghilev era sostanzialmente rimasto senza compagnia: lo scoppio della guerra aveva cancellato la prevista stagione autunnale, i danzatori storici dei Ballets Russes erano tornati quasi tutti in patria e l'impresario, rimasto solo con Massine, accarezzava l'idea di trasformare il nuovo favorito in un coreografo di successo, che, in te... [segue]
Marino Palleschi

19/5/2006 - Drammaturgia e décor di Petrushka: produzioni, varianti, repliche di Benois

Nell’autunno del 1910 Diaghilev raggiunse Stravinsky in Svizzera, ansioso di essere messo a parte della nuova idea del compositore, relativa a un balletto sui riti della Russia pagana. Ma Stravinsky non gli fece sentire nulla di ciò che sarebbe stato il Sacre; gli suonò, invece, due pezzi che non aveva creato per il teatro: una Danza Russa e un brano che aveva chiamato Il grido di Petrushk... [segue]
Marino Palleschi

30/4/2006 - Lo scenografo che piaceva a Stendhal (Parte II)

L’interesse romantico per il mondo cavalleresco medievale fece la fortuna dei romanzi di Walter Scott e, di rimando, questi alimentarono tale gusto. Scrive Stendhal: “Sir Walter Scott a paru, et le monde a trouvé un nouveau plaisir”. Il primo in Italia a comprendere le possibilità offerte dallo scrittore è stato Rossini con La Donna del Lago, per la quale fu impegnato il Sanquirico nelle riprese alla Scala. A uno dei suoi romanzi storici si ispirava anche La... [segue]
Marino Palleschi

26/4/2006 - Lo scenografo che piaceva a Stendhal (Parte I)

Décorations divines……..la perfection d’un art……il faut une terrible imagination pour enfanter une décoration nouvelle tous les trois jours

Con queste parole Sthendal tesseva le lodi del pittore, architetto e scenografo Alessandro Sanquirico scrivendo L’Italie en 1818, in Voyages en Italie. E gli elogi non sembrano affatto esagerati se si considera che, con le scenografie create per le produzioni della Scala di Milano nel primo quarto dell’... [segue]
Marino Palleschi

18/4/2006 - Musica per ballare o ballare in musica?

Il solito dilemma di un ballerino che vuole dare delle indicazioni sulla musica quando non l’ha mai studiata o di un musicista quando vuole avvicinarsi al mondo dell’accompagnamento della danza: da dove cominciare?

Quando i futuri ballerini si avvicinano alla danza, studiano in media 8 anni per essere pronti ad affrontare il mondo del professionismo, ma ben pochi sono gli insegnamenti di musica che ricevono. I musicisti fanno almeno 10 anni di conservatorio e di danza ... [segue]

10/4/2006 - Nureyev oltre il balletto

Sebbene siano ormai passati più di 13 anni dalla sua morte, il nome di Rudolf Nureyev continua ad evocare nella gente l'immagine del danzatore classico per eccellenza. Il suo mito ha scavalcato il palcoscenico, è uscito dal circolo dei conoscitori della danza e ha lasciato un segno nel tempo.
Ma come si è manifestato il fenomeno Nureyev?
Sicuramente un grande ruolo ha giocato la scelta di ch... [segue]
Susanna Sabato

1/4/2006 - Swan Lake di Matthew Bourne

SWAN LAKE

9 NOVEMBRE 1995 SADLER’S WELLS THEATRE DI LONDRA
Balletto in un prologo e quattro atti
cor. Matthew Bourne, mus. Piotr I. Ciaikovsky


Swan Lake è l'originale rivisitazione compiuta da Matthew Bourne della versione di repertorio del Lago dei Cigni. E’ inoltre il balletto... [segue]
Alessandra Feller

23/3/2006 - Auguri al bambino prodigio cresciuto tra i principi d'Europa

Il 27 gennaio 2006 è ricorso il 250° anniversario della nascita di Wofgang Amadeus Mozart e, per ricordare l'evento, Balletto.net gli offre questa rapida panoramica sul suo lavoro per la danza. Il compositore austriaco è ben più celebre per le sue oltre cinquanta sinfonie, altrettanti concerti per pianoforte, archi o fiati, per una ventina di opere liriche, musica da camera, oratori e cantate; tuttavia non sono del tutto trascurabili i suoi contributi, indiretti, ma ... [segue]
Marino Palleschi

7/3/2006 - Dove riposano i cigni

Una serie di commenti a una fotografia recentemente apparsa nell'apposita sezione della community di Balletto.net ci fornisce l'occasione di correggere, anche su queste pagine, un abbaglio che, preso per la prima volta parecchi decenni fa, si è perpetuato, dando origine a una consuetudine poetica, che, tuttavia, non avrebbe ragione di essere.

E' noto che le giovani ballerine che studiano o svolgono la loro professione a Parigi sono solite portare le loro punte, come om... [segue]
Marino Palleschi

13/2/2006 - DaDanza

È il 1916 e la vecchia Europa è in fiamme; fronde di giovani intellettuali ribelli e senza patria escono dai ranghi e scappano cercando un porto sicuro e pacifico. Sono disertori: poeti, letterati in esilio, artisti erranti e molte personalità creative e rivoluzionarie che praticano le arti e l’arte della sopravvivenza e che trovano anch’essi asilo in Svizzera, isola tradizionalmente neutrale e in questo caso proprio al centro del conflitto.
La scena principale è a Zurigo ... [segue]
Valentina Rapetti

2/2/2006 - In dialogo con John Neumeier

E' il verbo parlare, la parola chiave...riuscire a comunicare attraverso la danza le sue idee, le sue sensazioni, il suo mondo. Un mondo che si evolve e che si trasforma con il passare degli anni. Che assume ora i colori lievi della commedia, ora le tonalità cupe di un dramma. Che talvolta ha bisogno di ripiegarsi su se stesso per ricercare le ragioni di un bisogno di spiritualità; oppure di esplodere in una energetica, vitalistica dichiarazione di felicità esisten... [segue]
Manuela Mulas

29/1/2006 - Les Ballets 1933

Nel 1933 Georges Balanchine lasciò Les Ballets Russes de Monte Carlo, di cui era coreografo principale, per fondare una sua compagnia. Fu seguito da Tamara Toumanova, una delle tre "baby ballerinas", da Lubov Rostova, da Roman Jasinsky e da Boris Kochno, già segretario di Diaghilev e librettista di gran valore, ch... [segue]
Marino Palleschi

11/1/2006 - I disegni di Nijinsky

"Mia moglie mi ha chiesto di mostrare i miei disegni, ho fatto finta di non averne voglia......e, quando ho fatto vedere quelli che avevano già visto, lei ne ha chiesti degli altri. Ne ho preso un fascio sui quali avevo lavorato per due o tre mesi di fila e li ho gettati a terra. Mia suocera, mia moglie e Oscar hanno intuito che i miei disegni non mi piacevano affatto. Nessuno se ne interessava" (Nijinsky, Cahiers. Le Sentiment).

Con questo spirito di ret... [segue]
Marino Palleschi

31/12/2005 - Una mostra senza precedenti

Non ci si aspetta mai qualcosa di così grande, di così monumentale, ma quando i quotidiani locali hanno cominciato a diffondere la notizia che per la mostra “La Danza delle Avanguardie” il Mart aveva ampliato i suoi spazi espositivi, ancora si era titubanti riguardo a questa rassegna d’arte.
Quanto materiale di pura Arte riuscite a immaginare sia stato creato negli ultimi 100 anni ri... [segue]
Valentina Rapetti

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