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Articoli


27/12/2005 - Le compagnie eredi dei Ballets Russes di Diaghilev (I)

Con la morte di Diaghilev nel 1929 la compagnia dei Ballets Russes da lui fondata si disgregò all’istante e, subito dopo, sorsero numerosi gruppi e compagnie che riunirono artisti che erano stati con Diaghilev. Tuttavia solo due cercarono di riprendere la linea artistica tracciata dall’impresario: i Ballets dell’Opéra di Monte Carlo, diretti da René Blum, e Le Ballet de l’Opéra Russe a Paris, fondata dal Colonnello Vassilij de Basil e dal principe Zeretelli, sot... [segue]
Marino Palleschi

27/12/2005 - Le compagnie eredi dei Ballets Russes di Diaghilev (II)

Nel 1936 avvenne la rottura tra il colonnello Vassilij de Basil e René Blum, il quale lasciò i Ballets Russes de Monte Carlo per fondare una sua compagnia, Les Ballets de Monte Carlo. I Ballets Russes de Monte Carlo rimasero in mano al solo de Basil, il quale continuò a dirigere l’impresa, ma le cambiò il nome in Ballets Russes du Colonel de Basil. Le due compagnie cambieranno successivamente denominazione più volte, quella di René Blum sarà ben presto diretta d... [segue]
Marino Palleschi

14/12/2005 - San Carlo, una storia da raccontare

E' un "De profundis"? Dio non voglia! Fino all'ultimo non bisogna dire che è morta anche la speranza; però un grande vecchio versa in pessime condizioni. E allora che io gli renda onore senza retorica alcuna, nel solo modo che conosco: ricordandolo nel pieno del suo vigore, perché, se è vicino il momento in cui dovremo separarci da lui, l'universo mondo lo ricordi come merita.

La storia di questo vecchio comincia proprio bene. Comincia con un piccolo grande re, ... [segue]
Marino Palleschi

14/12/2005 - La Sylphide da Taglioni a Lacotte: parte II

Rappresentata per la prima volta il 12 maggio 1832 all'Opera di rue Le Peletier, La Sylphide, di Filippo Taglioni segna la nascita del balletto romantico.
Sullo sfondo di una Scozia più immaginata che reale, il balletto racconta l'amore impossibile di un mortale per una creatura sovrannaturale.

Dopo il trionfale e... [segue]
Claudio Giorgione

5/12/2005 - La Commedia dell'Arte: genesi, sviluppo e influenze sul balletto (Parte IV)

4. Influenze sull'affermazione del ballet de cour burlesco e del ballet d’action

Al cattolico Enrico III, morto in seguito a un attentato, succede proprio il protestante Enrico di Navarra, col nome di Enrico IV, che riuscirà a porre fine alle laceranti guerre di religione fra cattolici e ugonotti e a rientrare in Parigi, dopo aver tatticamente abbracciato la religione cattolica facendo esclamare al suo primo ministro “Parigi val bene una messa”. Ripudiata... [segue]
Marino Palleschi

4/12/2005 - La Commedia dell'Arte: genesi, sviluppo e influenze sul balletto (Parte III)

3. Le compagnie maggiori in Francia: verso il concetto moderno di balletto

La spontanea vitalità dei Comici dell’Arte li rese subito ben accetti alle corti tardo-rinascimentali italiane e l’eco della loro bravura raggiunse presto gli stati europei, che cominciarono a invitare presso di loro le migliori compagnie. I primi gruppi, assoldati dai principi di tutta Europa, approdarono alle loro corti, ma i più famosi, quelli dei quali si conserva una più vasta docume... [segue]
Marino Palleschi

3/12/2005 - La Commedia dell'Arte: genesi, sviluppo e influenze sul balletto (Parte II)

2. L’improvvisazione, le maschere, il linguaggio del corpo

Come si è detto, la Commedia dell’Arte era una forma teatrale popolare, imperniata su rappresentazioni di carattere comico-burlesco, sviluppatasi in Italia attorno al 1550, sostanzialmente con Angelo Beolco, detto il Ruzante, e la sua compagnia, della quale si hanno notize risalenti al terzo decennio del 1500. Dopo il 1550 in Lombardia e nella Repubblica Veneta si formarono le prime compagn... [segue]
Marino Palleschi

30/11/2005 - La Commedia dell'Arte: genesi, sviluppo e influenze sul balletto (Parte I)

1. Le origini nel teatro greco-romano

Per tutto il Medioevo in Italia si erano perpetuati quegli spettacoli estemporanei, comico-satirici, ricchi di pantomima e danze, di stretta derivazione dal glorioso teatro romano, al punto che il ricordo delle beffe improvvisate della commedia latina, un po’ rozze, ma divertentissime, era ancora vivido in epoca tardo-rinascimentale. Questi sapidi spettacoli, che dai tempi della Roma imperiale non si erano mai completamente ... [segue]
Marino Palleschi

18/11/2005 - Genesi di un capolavoro: Giselle, le macchine teatrali, i costumi, i primi interpreti (IV)

Alla prima produzione di Giselle non mancarono effetti scenici, introdotti da Perrot dopo l'entrata di Myrtha: analogamente ai voli delle Silfidi e, ancor prima, dei personaggi delle creazioni preromantiche di Didelot, anche le Willi attraversarono la scena sospese mediante cavi, emersero da ammassi di giunchi, e sfrecciarono di cespuglio fiorito in cespuglio fiorito. Sembra che l'entrata di Giselle al secondo atto, per essere ammessa tra le Willi, sia avvenuta facendo... [segue]
Marino Palleschi

14/11/2005 - Genesi di un capolavoro: Giselle, la sua musica e il suo décor (III)

Adolphe Adam, compositore instancabile, dalla vena facilissima, si era lanciato nell’impresa di comporre la musica di Giselle con grande entusiasmo, alimentato dal piacere di lavorare per due buoni amici come Perrot e la Grisi. Come d'abitudine, terminò il lavoro in breve tempo, fornendo una musica che, se non si può considerare eccelsa, è funzionale al lavoro e di qualità ben superiore a quella delle consuete musiche di balletto dell'epoca.

Due sono le caratter... [segue]
Marino Palleschi

10/11/2005 - Maria Taglioni e Fanny Cerrito a confronto

Sebbene la famiglia Taglioni fosse legata al Teatro alla Scala, Maria, nata a Stoccolma nel 1804, vi debuttò molto tardi, all'età di 37 anni, quando già era diventata un mito vivente.

Invitata nel 1841 dall'impresario Bartolomeo Merelli, la Taglioni trovava però una rivale acclamatissima dai milanesi, la napoletana Fanny Cerrito. Di tredici anni più giovane, aveva debuttato in Scala nel 1838 nel balletto I Veneziani a Costantinopoli di Monticini.

Le due ... [segue]
Claudio Giorgione

6/11/2005 - Genesi di un capolavoro: Giselle e la sua coreografia (II)

Chiarita l'origine del libretto di Giselle, occorre, com’è noto, qualche precisazione relativa agli annunci ufficiali della creazione e alle locandine del teatro, che attribuirono la coreografia a Jean Coralli senza menzione alcuna di Jules Perrot. Questi, all’epoca, si era già rivelato ballerino di grandissimo talento, coreografo di successo, nonché competente maestro personale e “manager” di Carlotta Grisi. Dopo esserne stato partner in palcoscenico, aveva curato la ... [segue]
Marino Palleschi

2/11/2005 - Genesi di un capolavoro: Giselle e il suo libretto (I)

E’ fatto raro poter rintracciare l’origine di un capolavoro e seguire da vicino l'evoluzione della sua creazione, dalla prima idea all’opera compiuta. Ciò è però possibile per il balletto Giselle ou les Wilis, grazie alla documentazione pervenutaci, a partire dalla recensione della prima rappresentazione del balletto, apparsa sul giornale La Presse per la penna di Théophile Gautier, poeta e romanziere romantico, critico teatrale, protagonista della rinascita let... [segue]
Marino Palleschi

29/10/2005 - Nureyev balla Fokine

Fin dai tempi della sua defezione in Occidente, nei primissimi anni 60, Rudolf Nureyev era perfettamente consapevole del rilievo dei balletti prodotti da Diaghilev, anche se in patria non aveva potuto studiarli a fondo. Certamente gli era familiare la coreografia de Les Sylphides e in Russia ne aveva già ballato la variazione maschile, in una versione leggermente più complessa di quella all'epoca nota in Occidente, ma fu Le Spectre de la Rose il primo balletto d... [segue]
Marino Palleschi

20/10/2005 - Hollywood e il mondo del balletto

Il cinema nasceva muto, anche se in realtà non lo era mai stato del tutto: vicino allo schermo, infatti, una piccola orchestra o un pianoforte verticale accompagnavano la storia con musiche varie.
Con il tempo furono numerosi i tentativi di renderlo sonoro, grazie all'utilizzo di nuove tecnologie, anche se la trafila degli esperimenti si presentò lunga e difficile: da una parte ci si scontrava con i gusti di un pubblico abitudinario, non sempre ben disposto verso il cambia... [segue]
Manuela Mulas

16/10/2005 - Il mito di Spartaco tra letteratura, cinema e danza

Spartacus (Tracia, 104 a.C. - Lucania, 71 a.C.) è il celebre gladiatore romano che capeggiò una rivolta di schiavi, la più impegnativa delle guerre servili che Roma dovette affrontare: viene per questo motivo soprannominato "lo schiavo che sfidò l'impero". Nato da una famiglia di pastori e ridotto ben presto in pessime condizioni economiche, accettò di entrare nell'esercito romano. Tuttavia, la dur... [segue]
Andrea Roselli

7/10/2005 - Nureyev balla Balanchine

Nureyev incontrò Balanchine quasi subito dopo la sua defezione in occidente, nel 1962, ai tempi in cui stava lavorando con Erik Bruhn. Quando si ritrovarono tutti e tre a una cena privata, Nureyev espose al coreografo il suo grande desiderio di ballare nel New York City Ballet. L’ammirazione per il georgiano era iniziata già a San Pietroburgo, quando aveva potuto vedere una recita di Apollo presentata dal Balletto di Cuba e fin dalla prima intervista, dopo la sua defez... [segue]
Marino Palleschi

28/9/2005 - La fille mal gardée: metamorfosi e aneddoti di un balletto popolare

La fille mal gardée uno dei più incantevoli balletti del repertorio classico, vide la luce almeno 200 anni prima della versione più nota, quella di Ashton, creata per il Royal Ballet e presentata il 28 gennaio 1960 sul palcoscenico della Royal Opera House. Ma oltre ad essere uno dei balletti più antichi rimasti in reperto... [segue]
Andrea Roselli

12/9/2005 - Ashton

Frederick Ashton, Guayaquil 1904 - Eye 1988

Ballerino e coreografo inglese, Frederick Ashton fu l'artefice, assieme a Ninette de Valois, del balletto nazionale britannico. Nato in Ecuador e cresciuto a Lima, in Peru, a soli 13 anni comprese quale sarebbe stata la sua vocazione, assistendo a una recita di Anna Pavlova. Questa lo impressionò al punto che in alcune future creazioni le avrebbe reso omaggio inserendo una sequenza di passi derivata dalla sua Gavott... [segue]
Marino Palleschi

8/9/2005 - Tchaikovsky secondo Cranko: la struttura musicale di Onegin

Creato da John Cranko nel 1965 per il Balletto di Stoccarda e tratto dal romanzo in versi di Aleksandr Puškin del 1825, il balletto Onegin si avvale di una partitura musicale composita, perchè assembla, come avviene per una colonna sonora, differenti momenti musicali tratti dalle varie opere e componimenti di Piotr Tchaikovsky.

Cranko come Tchaikovsky partì dal romanzo di Puškin p... [segue]
Andrea Roselli

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