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Articoli


1/9/2005 - Il corpo si allena con nuovi metodi: Gyrokinesis™ e Gyrotonic®

Fate stretching è la tipica frase che la maggior parte di coloro che praticano la danza, per professione o semplicemente come hobby, sente tutti i giorni in corrispondenza del momento a cavallo tra la fine degli esercizi alla sbarra e l'inizio di quelli al centro.
La tecnica della danza, ormai da secoli, è sempre quella, seppur con qualche cambiamento dovuto allo stile delle varie scuole; per gli esercizi di potenziamento, allungamento e stretching in generale invec... [segue]
Gian Pietro Camisa

22/8/2005 - La Bayadère: come non era

"ad ogni ripresa, un balletto, anche un capolavoro del repertorio classico, non [è] soltanto un capolavoro in sé, ma un capolavoro per accumulazione. Ogni nuova mano "marca" in maniera sottile e affascinante l'opera originaria".

A questa osservazione di Vittoria Ottolenghi, apparsa in un programma di sala scaligero del 1980, si può aggiungere che a volte gli interventi non si sono limitati a un segno impresso "in maniera sottile": diverse ragioni, più o meno co... [segue]
Marino Palleschi

16/8/2005 - Scene e costumi di una belva

Al Salone d'Autunno parigino del 1905 la VII sala ospitò una trentina di quadri di inedita ferocia cromatica. I colori forti, contrastanti, stesi in larghe pennellate erano la risposta al movimento pointilista, che aveva polverizzato in minuscoli grani di colore tenue la luce catturata sulla tela dai primi impressionisti. Per contrasto, al centro della sala erano collocate due sculture delicate, candide, levigate.

"Donatello tra le belve" commentò con spregio Lo... [segue]
Marino Palleschi

4/8/2005 - La Sylphide, da Taglioni a Lacotte - I parte -

La Sylphide inaugurò per la coreografia un'era del tutto nuova, e grazie a lei il romanticismo si introdusse nel regno di Tersicore. A partire da questo balletto, lavori come Les Filets de Vulcain, Flore er Zephyre non furono più possibili; l'Opera fu liberata grazie a gnomi, ondine, salamandre, elfi, willi, peri e da tutto quel popolo fantastico e misterioso che si presta così me... [segue]
Claudio Giorgione

25/7/2005 - Il pacchetto mozartiano di Kylian

Kylian ha creato Petite mort per il festival di Salisburgo del 1991, in occasione del bicentenario della morte di Mozart, celebrato dal coreografo scegliendo i concerti per pianoforte e orchestra K 488 (Adagio) e K 467 (Andante).

Sei uomini, in silenzio, di spalle, indietreggiano lentissimamente verso il pubblico. Ciascuno tiene sopra la testa un fioretto da scherma, retto da un polpastrello: un’arma letale neutralizzata dall’equilibrio più instabile. Basta un... [segue]
Marino Palleschi

21/7/2005 - Un balletto surrealista per Dalì

Il disegno di Salvator Dalì riprodotto a lato è un bozzetto, replicato dal pittore in quadri successivi, per la scenografia di Bacchanale, balletto in un atto su musica dal Tannhäuser di Wagner, con coreografia di Massine, libretto dello stesso Dalì, creato per il Ballet Russe de Monte Carlo e rappresentato per la prima volta al Metropolitan di New York nel 1939.

La scenografia del balletto è un’immagine surreale, creata dal pittore seguendo la stessa formula se... [segue]
Marino Palleschi

17/7/2005 - Ida Rubinstein martire

"Ho appena visto Cléopâtre e non riesco a controllare il mio turbamento. Che fare?" Robert de Montesquiou medita sulla domanda letta nel biglietto appena recapitatogli. "Scrivete per lei una tragedia", risponde all'interrogativo il facoltoso e perfido poeta francese, raffinato "sovrano delle cose transitorie", secondo l'impressione che di lui riceverà Proust.

La missiva porta la firma del compagno di mondanità: Gabriele D'Annunzio, in "volontari... [segue]
Marino Palleschi

1/7/2005 - Eifman, ovvero la danza portata al teatro e una prima nazionale

L’artista russo che tra i primi ha violato le regole della tradizione e dell’accademismo della sua patria, ha rifiutato il filone epico ed enfatico caro al regime per aprirsi a esperienze innovative di danza, è stato Boris Eifman.

Dopo le prime coreografie, tra le quali un Oiseau de Feu per il Kirov, già nel 1977 Eifman fondò il Nuovo Balletto di Leningrado, all’epoca la sola compagnia in Russia ad occuparsi di coreografia contemporanea. Questa iniziò subito var... [segue]
Marino Palleschi

27/6/2005 - 1489

L’affresco che decorava la sala grande quel giorno pareva il riflesso dell’importante avvenimento ospitato al castello di Tortona. Ognuno dei paggi dipinti, preposti a servire il banchetto immaginato alle pareti, aveva un corrispondente in carne e ossa, intento a ricevere qualche invitato al festeggiamento per le nozze illustri. Tuttavia le due immagini non erano completamente sovrapponibili: l’enorme tavola, vuota, collocata nel mezzo della magnifica sala, mostrava il caldo ... [segue]
Marino Palleschi

23/6/2005 - Uno scandalo surrealista

"Siete inglese?"
"Si, perché?"
"Veramente sorprendente. Non mi piace la musica inglese, eppure ho gustato il vostro piccolo balletto. Ho intenzione di produrlo, ma certamente non con quello stupido titolo."

La stagione al Coliseum del 1925 era durata quasi due mesi, la Regina di Spagna aveva presenziato alla serata di apertura, con gli incassi si sarebbe potuto senz’altro sanare il debito della compagnia. Diaghilev cominciava a rendersi conto... [segue]
Marino Palleschi

14/6/2005 - Le Corsaire, un balletto a strati

Nessun balletto del XIX secolo ha avuto così tante edizioni come Le Corsaire, tanto da apparire oggi il più celebre e virtuosistico pastiche del repertorio, la cui musica risulta addirittura opera di cinque compositori diversi.

Il poema di George Byron, The Corsair, pubblicato nel 1814, guadagnò ben presto un grande successo grazie ai temi cari alla poesia romantica come l'ambien... [segue]
Claudio Giorgione

12/6/2005 - A 10 sterline le tendenze artistiche dell'odierno Marijnsky

Questo è il costo del corposo fascicolo nuovo di zecca, in vendita al book shop della Royal Opera House, che, sotto il titolo "The Mariinsky Theatre - BALLET" presenta con sintetiche schede e ricco repertorio iconografico le linee guida seguite nel passato decennio per consolidare ed aggiornare il repertorio dello storico corpo di ballo.

Lo stesso attuale direttore, Valery Gergiev, illustra le scelte artistiche ef... [segue]
Marino Palleschi

8/6/2005 - Saburo Teshigawara, coreografo senza etichette

La danza è scultura, scultura dell’aria, scultura dello spazio, scultura del tempo…..Per me danzare vuol dire giocare con l’aria. Sentire il corpo come l’aria e l’aria come il corpo. La danza non si riduce ai semplici movimenti del corpo, ma ingloba allo stesso tempo i movimenti della coscienza e quelli dei sensi.."

Così si rapporta alla danza Saburo Teshigawara, danzatore e coreografo che, per tradurre concretamente la sua filosofia in spettacoli, nel 1985 ha ... [segue]
Marino Palleschi

29/5/2005 - Uno sguardo sugli anni russi dei Ballets Russes (Parte II)

Nell’inverno del 1909 Diaghilev pianificò la prima stagione di balletto con consulenti prevalentemente scelti tra gli esponenti del movimento artistico russo “Il Mondo dell’Arte” (Mir Iskusstva).

Li aveva conosciuti in gioventù, quando si era trasferito, diciottenne, a San Pietroburgo per i suoi studi universitari. Qui fu subito accolto nella compagnia del cugino, Dimitri Filosofov, col quale avrebbe avuto una relazione. I giovani avevano costituito un vero e prop... [segue]
Marino Palleschi

21/5/2005 - La danza nelle fondazioni lirico-sinfoniche: morte o rinascita?

Con gli ultimi provvedimenti del governo, che di fatto bloccano le assunzioni a tempo indeterminato da parte delle fondazioni, si è riproposto con forza il timore di una volontà politica di smantellare gli organici stabili dei teatri, considerati troppo onerosi e difficili da gestire.
Nel caso del balletto l'intenzione è ancora più lampante, come dimostra la chiusura definitiva di importanti corpi di ballo.
Questa soluzione potrebbe essere per molti (parte del pubblico ... [segue]
Massimiliano Volpini

19/5/2005 - Uno sguardo sugli anni russi dei Ballets Russes (Parte I)

I Ballets Russes furono una compagnia itinerante di balletto, formata per lo più da artisti reclutati dai Teatri Imperiali russi o dalle loro scuole, che propose, dal 1909 al 1929, spettacoli innovativi prima a Parigi e gradualmente in tutto l’occidente, anche oltreoceano.

Le loro produzioni offrirono un’alternativa al formalismo del gesto che dominava a San Pietroburgo nelle creazioni di Petipa... [segue]
Marino Palleschi

14/5/2005 - Sylvia: un viaggio fino ai giorni nostri

Sylvia o la Ninfa di Diana fu il primo balletto creato per il Palais Garnier e dal 1876, anno della prima rappresentazione, ha sempre costituito una delle cifre distintive dell’Opéra di Parigi, sia pure in versioni diverse.

Creato su una partitura di Leo Delibes, vide la luce con una coreografia di Mérante su un libretto farraginoso e non del tutto coerente: è in scena una ninfa capr... [segue]
Marino Palleschi

5/5/2005 - Emma Livry, Le Papillon e il tutù infuocato

Nel XIX secolo, l'abitudine di tenere dietro le quinte delle coperte bagnate nacque da un grave incidente nella storia del balletto.

Prima dell'avvento dell'elettricità, il palcoscenico era illuminato da candele la cui luce era riflessa da specchi concavi. Successivamente vennero sostituite da pericolosissime lampade a gas piazzate sulla ribalta e utilizzate anche per gli effetti speciali ampiamente presenti nel balletto romantico. Purtroppo, come per molti altr... [segue]
Claudio Giorgione

12/4/2005 - La parola alla mimica!

La funzione della pantomima all'interno del balletto è sempre stata quella di raccontare la storia tra una parte danzata e l'altra attraverso una serie di gesti convenzionali, un vero e proprio codice di gestualità.
Una spiegazione interessante sull'uso della pantomima ce la offre G. Balanchine, esprimendoci le sue idee in proposito:

“Ricordo che quando il Lago dei cigni veniva ra... [segue]
Manuela Mulas

9/4/2005 - Nijinsky modello d'eccezione

Una statua di marmo. … Imponente. …. Almeno a grandezza naturale.

Lo scultore era determinato a ritrarre il modello nella posa del David di Michelangelo, ma per avviare il progetto bisognava aggiungere qualche disegno preparatorio ai rapidi studi, frutto dei ripetuti incontri nel suo atelier.

"Quando vide il mio corpo nudo, lo trovò così perfetto che distrusse tutti i suoi schizzi e io uscii da casa sua commosso per il suo gesto di amicizia"
[segue]
Marino Palleschi

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