Home

And the colored girls say...

L’elogio del margine di Elisabetta Consonni

Mercoledì 4 aprile ha debuttato al Teatro Grande di Brescia la nuova creazione di Elisabetta Consonni dedicata alle seconde voci, alle comparse, a chi vive ai margini

12 Apr
2018
12:39
  • And the colored girls say: doo da doo da doo da doo di Elisabetta Consonni
    And the colored girls say: doo da doo da doo da doo di Elisabetta Consonni
  • Elisabetta Consonni con Masako Matsushita e Daniele Pennati
    Elisabetta Consonni con Masako Matsushita e Daniele Pennati
Testata giornalistica online
Autore: 

Balletto.net
Registrazione Tribunale di Milano n. 263 del 07/09/2017
Direttore responsabile: Elisabetta Agrati 
Viale Regina Margherita 43, 20122 Milano (Italy) | P.IVA 04097780961

And the colored girls go / Doo doo doo”, cantava nel 1972 Lou Reed in Walk on the Wild Side. Ritornello cui si è ispirata la coreografa Elisabetta Consonni per il titolo della sua ultima creazione, And the colored girls say: doo da doo da doo da doo, che ha debuttato mercoledì 4 aprile al Teatro Grande di Brescia. Nata come assolo, Ai lati d’Italia, selezionato tra i progetti finalisti di DNAppunti Coreografici 2016, la performance vuole essere un elogio alle voci non protagoniste, a chi vive ai margini, un invito a cambiare prospettiva, punto di vista, ad attivare quella che l’architetto Juani Pallasmaa chiama visione periferica.

Non appena lo spazio raccolto della Sala Palcoscenico Borsoni è stato invaso dalla voce calda e suadente di Elvis Presley, che intonava Can’t Help Falling In Love, subito la mente degli spettatori è andata all’immagine del “re rock and roll”, al suo ciuffo, ai suoi appariscenti costumi di scena, al suo sguardo magnetico. Eppure, sul palcoscenico del Teatro Grande, del cantante di Memphis rimane solo una piccola statuetta mentre le luci si alzano a illuminare un terzetto che se ne sta in disparte. Sono i coristi – la stessa Elisabetta Consonni affiancata da Masako Matsushita e Daniele Pennati – la cui voce si fa sempre più forte mentre quella di Elvis si abbassa di volume.

È in quel momento che l’attenzione dello spettatore può finalmente concentrarsi su quelle voci di accompagnamento che hanno determinato il successo di moltissime canzoni, vocalizzi e ritornelli che l’ascoltatore inconsciamente ha così metabolizzato da non aver più bisogno della voce principale per capire a quale canzone appartengano. Non serve più sentir risuonare la voce potente di Aretha Franklin per riconoscere capolavori quali Respect o Think.

Le voci dei tre performer, le loro dita che sciocchiano, i piedi che battono sul pavimento a un ritmo incalzante ci coinvolgono e ci fanno divertire. Con coraggio crescente, i coristi abbandonano il loro angolino per conquistare la scena, dai margini al centro, per una volta protagonisti. Il tutto dura lo spazio di un istante, la voce di Elvis Presley torna a farsi sentire e i tre recuperano il loro posto ai lati del palco. Ma, da quel momento, gli spettatori li guarderanno con occhi nuovi, con uno sguardo capace di esaltare anche la marginalità.

And the colored girls say: doo da doo da doo da doo è in scena nuovamente sabato 14 aprile alle 21.00 a Firenze a Cango, nell’ambito del festival La democrazia del corpo, ideato da Virgilio Sieni. Sempre a Cango, venerdì 13 aprile alle ore 21.00, Elisabetta Consonni presenta Derby, creazione site specific esito del laboratorio condotto dalla coreografa in residenza presso il Centro nazionale di produzione sui linguaggi del corpo e della danza.

Condividi: 
×