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Danza con me

Successo per lo show di Roberto Bolle

Con quasi cinque milioni di spettatori, l’étoile dei due mondi apre il nuovo anno su Rai1 con una serata dedicata alla grande danza

4 Gen
2018
10:33
  • Roberto Bolle e le allieve dell’Accademia del Teatro alla Scala danzano sulle note di Excelsior
    Roberto Bolle e le allieve dell’Accademia del Teatro alla Scala danzano sulle note di Excelsior
  • Roberto Bolle e Lil Buck
    Roberto Bolle e Lil Buck
  • Geppi Cucciari con le giovani allieve del Teatro alla Scala
    Geppi Cucciari con le giovani allieve del Teatro alla Scala
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“Un inizio di anno memorabile. Un’esperienza artistica e umana incredibile. Uno dei momenti più belli ed esaltanti della mia carriera”, così Roberto Bolle, sul suo account Instagram, ha ringraziato gli spettatori e tutte le persone che hanno contribuito al successo di Danza con me, lo show andato in onda lunedì 1 gennaio in prima serata su Rai1. Quasi cinque milioni i telespettatori (4 milioni e 860mila), con uno share del 21,5 per cento, cui si aggiunge l’onda di commenti, post, tweet che ha travolto la Rete.

Le aspettative per questa serata erano davvero alte – lo aveva ribadito lo stesso Bolle durante la conferenza stampa di presentazione. Si doveva trovare qualcosa di nuovo, alzare l’asticella rispetto alla trasmissione del 2016, La mia danza libera. E Danza con me, pur in un alternarsi di momenti più pregnanti e altri più deboli – a mio avviso il body mapping è stato tra questi ultimi –, ha saputo regalare al pubblico una serata di grande danza. Perché se gli ospiti, da Marco D’Amore a Miriam Leone, da Virginia Raffaele a Pif, da Geppi Cucciari a Lil Buck, da Fabri Fibra a Tiziano Ferro, hanno rappresentato il lato “pop” della trasmissione, la protagonista assoluta è stata la danza, la grande danza.

La danza che è disciplina e sacrificio, due “compagni” che ogni ballerino porta dentro di sé fin dalla più tenera età, come hanno dimostrato le bravissime allieve dell’Accademia del Teatro alla Scala che hanno accompagnato Roberto Bolle sulle note di Excelsior di Romualdo Marenco.

La danza che è passione, una passione travolgente che ha toccato il culmine nei passi a due che l’étoile ha danzato con l’elegantissima e seducente Polina Semionova: il primo tratto da Carmen, capolavoro di Roland Petit, il secondo da Passage, di Marco Pelle, ballato sotto una pioggia scrosciante.

La danza che è movimento che si fa poesia in Caravaggio, struggente brano danzato da Roberto Bolle e Melissa Hamilton con la coreografia di Mauro Bigonzetti, nello Schiaccianoci con Léonore Baulac, nel passo a due finale con Nicoletta Manni sulle note di Rencontre di René Aubry.

La danza che segna il confine tra la morte e la vita, come è accaduto al giovane ballerino siriano palestinese Ahmad Joudeh: osteggiato dal padre, minacciato di morte dall’Isis, Ahmad ha iniziato a danzare sui tetti di Damasco e da lì non si è più fermato. Una storia di determinazione e coraggio che Roberto Bolle ha voluto portare a Danza con me, danzando con Ahmad sulle note di Inshallah di Sting.

Nessuno dimentica che il luogo d’elezione della danza sia il teatro. Nessuno dimentica i problemi che quest’arte vive in Italia. Accendere i riflettori televisivi sulla danza – attraverso una trasmissione “leggera” e d’intrattenimento – non significa, dunque, far finta di non vedere le difficoltà o la scarsa attenzione spesso riservata a Tersicore nel nostro Paese. Credo, però, che Roberto Bolle abbia voluto lanciare un messaggio forte quando ha voluto accanto a sé alcuni dei danzatori del Teatro alla Scala: i primi ballerini Nicoletta Manni e Claudio Coviello, Gioacchino Starace e Nicola Del Freo – che l’hanno affiancato nel bellissimo Canon in D – e ancora Timofej Andrijashenko, Marco Agostino e Christian Faggetti. Giovani talenti, forse sconosciuti a chi non frequenti abitualmente i teatri, che in questi anni stanno dimostrando come la danza italiana non abbia nulla da invidiare a quella estera. Bolle, il cui talento è sbocciato proprio sul palco scaligero, ha voluto che anche il pubblico televisivo ne scoprisse la qualità, la tecnica, l’eleganza, la passione che li anima. E, alla fine, se anche un solo telespettatore ha detto “andrò a teatro a vedere un balletto”... allora Danza con me ha centrato l’obiettivo.

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